ELMORE LEONARD.
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Il grande salto.
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Titolo originale: The Big Bounce.
Traduzione di: Luca Conti.
2004. Giulio Einaudi Editore, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Una piccola stazione balneare sui Grandi Laghi, nel Michigan, circondata da coltivazioni di cetrioli. Un ricco agricoltore. Un albergatore che a tempo perso fa anche il giudice di pace. Un gruppo di braccianti messicani e il loro caposquadra. Due ladruncoli da strapazzo. Un ex giocatore di baseball dal cazzotto facile. Una bellissima e annoiata diciottenne a caccia di quattrini e brividi a buon mercato. Infine, cinquantamila dollari che non aspettano altro che essere rubati.
Da questo assortimento, Elmore Lonard riesce a inventarsi un piccolo classico del noir, un sarcastico e disincantato omaggio alla grande tradizione degli anni Quaranta. Una partita a scacchi in cui nessuno  quel che sembra, e tutti hanno uno scheletro nell'armadio.
Pubblicato nel 1969 e fino a oggi inedito in Italia, The Big Bounce rappresenta il debutto di Lonard nella crime fiction-, un'amara commedia degli errori che anticipa i temi del Lonard pi maturo, cos come l'abilit stilistica e l'innovativo uso del dialogo, che l'hanno reso uno degli scrittori americani pi originali degli ultimi decenni.
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L'AUTORE.
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L'AUTORE.
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Elmore John Leonard Jr. (New Orleans, 11 ottobre 1925  Detroit, 20 agosto 2013)  stato uno scrittore, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.
Nel 1934, dopo aver abitato in moltissime localit come Dallas, Oklahoma City e Memphis, la sua famiglia si trasfer a Detroit, citt in cui sarebbero stati ambientati moltissimi suoi romanzi e nei cui sobborghi Leonard risiedette. Di educazione cattolica (e singolari tematiche religiose sarebbero state da lui affrontate in alcuni romanzi come Imbroglio e Il tocco), nel 1943 si arruol in Marina e combatt nel Pacifico. Tornato in patria alla fine della guerra, approfitt delle agevolazioni universitarie per gli ex combattenti, e nel 1950 si laure in lettere e filosofia all'Universit di Detroit.
Leonard lavor per molti anni in un'agenzia pubblicitaria, alzandosi alle cinque di mattina per scrivere i propri racconti e romanzi prima di recarsi in ufficio.  Il grande successo di pubblico giunse solo nel 1985 con il romanzo Casino (Glitz), anche grazie a una calorosa recensione di Stephen King sul New York Times.
Leonard  sempre stato considerato un maestro del dialogo ed uno dei suoi tratti distintivi era difatti quello di portare avanti la trama dei suoi libri non tanto attraverso passaggi descrittivi, quanto per mezzo delle conversazioni tra i personaggi. Non a caso la quasi totalit dei suoi libri  scritta in terza persona. Per questo aspetto potenzialmente "cinematografico", infatti, numerosi sono i film tratti dai suoi crime novels (cos lo stesso Leonard amava definire le proprie opere).
Pubblica il suo primo romanzo, The Bounty Hunters, nel 1953, seguito nei dieci anni successivi da altri cinque romanzi western e una trentina di racconti. Dal 1967 si dedica a tempo pieno alla scrittura, decidendo per di abbandonare il genere western per affrontare il noir e la crime story. La consacrazione ad autore di bestseller arriva nell'85 con la pubblicazione di Glitz, cui fanno seguito molti altri successi, che ispirano film importanti. Tre titoli per tutti: Get Shorty, con John Travolta (1995); Jackie Brown, di Quentin Tarantino (1997), tratto da Rum Punch, del 1992); e Out of Sight, con George Clooney (1998). 
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Il grande salto.
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CAPITOLO 1.
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Guardavano Ryan che riempiva di botte il caposquadra
messicano, su pellicola Commercial Ektacrome
da 16mm. Erano in tre, nel seminterrato del palazzo
di giustizia della Holden County: il sostituto procuratore
distrettuale, che aveva portato il film; un
agente in uniforme, dell'ufficio dello sceriffo, a manovrare
il proiettore; e il signor Walter Majestyk, il giudice
di pace di Geneva Beach.
Proprio in quel momento guardavano Ryan che impugnava
la mazza da softball e la portava all'altezza della
spalla senza togliere gli occhi di dosso a Luis Camacho,
che sullo schermo era coperto da Ryan e accovacciato
da una parte, ma che sembrava muoversi in avanti
un po' alla volta.
C' un tale che sta girando un film sui braccianti
stagionali, disse il sostituto procuratore. Si  trovato
l per caso, ha ripreso tutto quanto.
C'era una foto sul giornale, disse il signor Majestyk.
 lo stesso tipo.  rimasto senza pellicola e ha cominciato
a scattare foto con la Rollei.
Sullo schermo Ryan si muoveva assieme a Camacho,
lo seguiva passo passo; sembrava sul punto di roteare
la mazza, di far partire un colpo. Camacho scatt in
avanti e poi si tir indietro; Ryan prese bene le misure
e colp. Fermati un po', disse il sostituto procuratore.
L'agente dello sceriffo fece scattare una levetta sul
proiettore, e i movimenti sullo schermo si bloccarono,
giusto un po' sfuocati.
Non  che vedi un coltello?
Stanno uno davanti all'altro, disse il signor Majestyk.
Impossibile capire.
L'azione riprese, torn a fuoco. Camacho che si spostava
pian piano, col braccio sinistro aderente al corpo,
e Ryan che aveva ripreso a muoversi assieme a lui.
Ryan era tornato a sollevare la mazza, le braccia di
nuovo all'altezza della spalla. Ecco, ci siamo, disse
il sostituto procuratore. Con questo gli ha rotto la
mascella.
Il fermo immagine sullo schermo mostrava Ryan
nell'atto di affibbiare il colpo, un passo avanti al roteare
della mazza, il corpo in torsione e i muscoli del
braccio tesi e rigidi e i polsi che giravano assieme alla
mazza che colpiva Camacho su un lato del volto. Un
volto che non aveva nulla di umano, ma pareva piuttosto
una maschera di legno intagliato, un pupazzetto
azteco i cui occhi o mancavano o restavano ancora da
dipingere. Gli occhiali avvolgenti di Camacho erano
sospesi a mezz'aria, pur se ancora agganciati a un orecchio
e, malgrado l'inquadratura non ne mostrasse la
parte inferiore delle gambe, quel tipo sembrava anch'egli
sospeso in aria, la testa incassata tra le spalle.
Larry, disse il sostituto procuratore all'agente
dello sceriffo, rimani su questa e accendi la luce. Walter,
vorrei leggerti la dichiarazione di Luis Camacho.
La lampada fluorescente del soffitto lav via ogni
dettaglio, ogni definizione dalle figure sullo schermo,
ma l'azione continu a restare nitida. Il signor Majestyk,
il giudice di pace di Geneva Beach, sbatt due
volte le palpebre al salire d'intensit della lampada, senza
per togliere gli occhi da Jack Ryan.
Fornisce le sue generalit, attacc il sostituto
procuratore, data e ora dell'accaduto, il ventisei giugno
verso le sette di sera, e poi l'agente J. R. Coleman
gli chiede di riferire con parole proprie quel che  successo.
Walter, mi ascolti?
Certo, va' pure avanti.
Camacho: Dopo cena ho raggiunto l'autobus e
sono rimasto ad aspettare, dal momento che Ryan mi
aveva promesso di venirlo a riparare. Quando non l'ho
visto arrivare, sono andato a cercarlo, e l'ho trovato
che giocava a baseball con alcuni dei nostri, adulti e ragazzi.
Gli uomini bevevano birra, e giocavano quasi
tutti. C'era anche Ryan con loro, ma lui non giocava.
Parlava con delle ragazze. Gli ho chiesto perch non
era andato a riparare l'autobus e lui mi ha risposto con
parole irriferibili. Gli ho ricordato che la manutenzione
del bus faceva parte del suo lavoro, ma lui mi ha di
nuovo risposto di andare a fare quella cosa irriferibile.
Uno dei motivi...
Scusatemi, disse il signor Majestyk. Larry, sono
proprio le esatte parole di quel tipo?
L'agente dello sceriffo esit. Insomma, sono i termini
che si usano in un rapporto.
Cos' che gli ha detto, Ryan?
Di andare a farselo schiantare nel culo.
E che c' di cos irriferibile?
Walter... Il sostituto procuratore guardava fisso
il signor Majestyk, marcava il suo territorio con la
punta della penna a sfera. Camacho prosegue: Uno
dei motivi per cui gli avevo permesso di unirsi ai miei
uomini a San Antonio era perch mi aveva detto di saper
fare il meccanico, di essere in grado di riparare l'autobus
in caso di guasti. L'avevo assunto, ma mi era rimasto
qualche sospetto, perch secondo me lui non voleva
altro che scroccare un passaggio gratis fino a
Detroit...
 di Detroit? Il signor Majestyk sembrava sorpreso.
Highland Park, disse il sostituto procuratore. -
Siamo l. Allora Camacho fa: Quando gli ho chiesto
ancora una volta di andare a riparare l'autobus, lui ha
preso la mazza e mi ha detto di togliermi dai piedi, o
mi avrebbe fatto volar via la testa. Io gli ho detto di
metterla gi, che avremmo risolto la questione, ma lui
mi  saltato addosso. Non ho fatto neanche in tempo
a difendermi o a tentare di disarmarlo, che mi ha colpito
a un braccio e in volto. Il sostituto procuratore
tacque per un istante. Eccoci al punto, Walter.
Sta' a sentire. Non ho fatto neanche in tempo a difendermi
o a tentare di disarmarlo...
Che ne ha buscate ben bene, disse il signor Majestyk.
...che mi ha colpito a un braccio e in volto. Sono
caduto a terra, ma senza perdere conoscenza. Mi ricordo
che avevo gente tutt'attorno, che mi guardava.
All'arrivo della polizia,  stata chiamata un'ambulanza
che mi ha trasportato all'ospedale di Holden, Michigan.
Il sostituto procuratore prosegu, pi in fretta.
Con questa dichiarazione giurata, resa davanti
a testimoni e da me sottoscritta, confermo che i fatti
sono autentici e si sono svolti cos come li ho raccontati.
Il sostituto si raddrizz, guard il giudice di
pace di Geneva Beach. Walter, che ne pensi?
Il signor Majestyk annu, con gli occhi ancora fissi
sull'immagine sbiadita dello schermo. Penso che alla
battuta non se la cava male, anche se forse tende a
forzare un po' troppo.
A portare la busta paga di Ryan, Bob Rogers junior
arriv che erano quasi le undici e mezza di domenica
mattina. Disse a J. R. Coleman, l'agente di servizio,
chi era e cos'era venuto a fare, e Coleman rispose che
gli era parso d'aver capito che quella roba doveva essere
consegnata il giorno prima, visto che non aspettavano
altro per potersi finalmente liberare di quel Ryan.
Bob junior disse che il giorno prima aveva avuto da fare,
e che comunque un giorno di galera in pi a Ryan
non avrebbe fatto certo male. Lasci la busta sul bancone
e se ne and. Nello scendere i gradini del palazzo
di giustizia e attraversare la strada per raggiungere
il pick-up verde scuro si premur di aggiustarsi ben bene
il cappello da cowboy, di paglia e dalla tesa ricurva,
cercando di non tenerselo troppo calcato in testa e
raddrizzandolo appena. Aveva ancora un quarto d'ora da
far passare, quindi fece inversione di marcia e risal la
Main Street di Holden fino a un emporio Rexall, dove
compr un pacchetto di sigarette e la massiccia edizione
domenicale del Detroit Free Press. Nel tempo necessario
a invertire di nuovo la marcia e tornare al palazzo
di giustizia, per poi andare a infilarsi nell'area di
sosta vietata, avrebbero quasi finito di riconsegnare a
Ryan i lacci delle scarpe e dirgli di togliersi dai piedi.
Firma gi in fondo, disse J. R. Coleman. Attese
quindi che Ryan avesse firmato il modulo, prima di
prendere da un cestino in maglia metallica il portafogli,
la cintura e la busta paga e disporli sul bancone.
Quando Ryan apr il portafogli e fece per contare le
tre banconote da un dollaro al suo interno, J. R. Coleman
gli moll uno sguardo privo d'espressione, e continu
a fissarlo anche mentre l'uomo si infilava la cintura
nei passanti dei calzoni e ficcava il portafogli nella
tasca posteriore. Poi Ryan prese la busta paga e le
dette un'occhiata.
Sono venuti quelli della compagnia, a lasciarla, -
gli disse J. R. Coleman.
Non  sigillata.
L'hanno portata cos.
Ryan verific il periodo di paga e l'importo stampato
sulla busta. Estrasse le banconote e cont cinquantasette
dollari.
Ti basteranno, per tornare a casa, disse J. R. Coleman.
A due isolati c' la stazione dei Greyhound.
Ryan pieg la busta e la mise nel taschino della camicia.
Ebbe un attimo di esitazione e attacc a tastarsi
le tasche dei calzoni, scorrendo con gli occhi il piano
del bancone. Alz lo sguardo su Coleman. Avevo
un pettine.
Di pettini non ce ne sono.
Lo vedo anch'io. Che motivo c', di fregare un pettine?
Non ce l'avevi, un pettine.
Invece ce l'avevo. Ce l'ho sempre, un pettine.
Se qui non c', vuol dire che non ce l'avevi.
Un pettine costa dieci cent, disse Ryan. Uno
nuovo. Di che sa, fregare il pettine di un altro?
Se proprio vuoi, ti ci metto io sull'autobus, disse
J. R. Coleman.
Va bene cos, disse Ryan. Ci vediamo.
Proprio non ti conviene, disse J. R. Coleman.
Bob Rogers junior attese che fosse Ryan ad accorgersi
del pick-up. Impossibile non farci caso, con quella
scritta in lettere bianche sulla portiera: Ritchie
Foods, inc., geneva beach, MICH. Ma Ryan scendeva
la scalinata del palazzo di giustizia e si guardava attorno,
per aria e in fondo alla strada, noncurante. Bob junior
teneva il gomito fuori del finestrino. Mentre Ryan
si accostava al pick-up si sistem il cappello da cowboy,
ne aggiust la tesa a imbuto e se la piazz sugli occhi,
per poi appoggiare il polso sulla sommit del volante.
Era sicuro che Ryan avrebbe aperto la portiera. Glielo lasci fare, gli consent di spingersi a tanto.
Volevi un passaggio?
Ryan lo guard. Vai verso nord, o sbaglio?
Io s, disse Bob junior. Ma tu stai andando a
sud. Duecentoquaranta chilometri a sud, direzione Detroit.
Pensavo di passare a prendere la mia roba, prima.
Non ti serve, la tua roba. Ti serve solo un biglietto
dell'autobus. Oppure attraversi la strada e tiri su il
pollice.
Ryan guard lungo la strada, in direzione nord, la
fronte aggrottata per via del sole, guard i negozi
dall'una e dall'altra parte e le macchine parcheggiate a
spina di pesce. Torn a guardare Bob. Ce l'hai una
sigaretta? disse.
No.
E quella cosa quadrata nel taschino?
 una cosa quadrata nel taschino, disse Bob junior.
Be', ci vediamo. Ryan sbatt la portiera e si avvi
lungo il marciapiede.
Bob junior rimase a osservarlo. Attese che Ryan fosse
quasi arrivato all'angolo, prima di far scattare la leva
del cambio con la punta di un dito e partire parallelo
al cordolo della strada, le mani appena appoggiate
al volante sottile. Raggiunse Ryan. Ehi, amico, disse,
guarda che con te non avevo finito di parlare.
Lo super e si ferm poco pi avanti, cos che sarebbe
toccato a Ryan arrivare fin l.
C' una cosa che ti voglio dire.
Sentiamo.
Vieni un po' pi vicino, non farmi gridare. Bob
junior pieg il giornale della domenica che aveva accanto
e si sporse dal finestrino, col braccio sullo schienale.
Che c'? fece Ryan.
Non  che abbiamo parlato molto, io e te, nelle
due settimane che sei stato coi messicani.
Credo di no.
Infatti. E quindi tu non mi conosci, sbaglio?
Ryan scosse il capo, in attesa.
Non abbiamo mai parlato perch non mi  mai venuto
in mente un motivo valido per rivolgerti la parola, -
disse Bob junior. Ma adesso ho da dirti qualcosa.
Va' a casa. E te lo dico per il tuo bene, perch se
non sei un bianco, perlomeno lo sembri, e almeno questo
te lo devo concedere.
Ryan tenne la bocca chiusa, lo sguardo fisso su
quell'uomo adulto col cappello da cowboy calato sugli
occhi, il buzzurro di Geneva Beach dalle braccia come
prosciutti e con quindici chili in pi dalla sua, oltre a
forse una decina d'anni di esperienza. E una fronte
bianca come il latte, pens Ryan, se mai si toglieva
quello stupido cappello. Non l'aveva mai visto, Bob junior,
senza il cappello.
Non ci lavori pi per me, stava dicendo Bob junior,
e quindi, da un punto di vista legale, non sei
obbligato a fare quel che ti dico io. Ma posso darti il
pi valido motivo per tagliare la corda quanto prima.
Lo sai qual ?
Diosanto, pens Ryan. No, disse. Quale?
Lou Camacho. Bob junior tacque, per lasciargli
il tempo di assorbire la notizia. Non si prende a botte
un caposquadra davanti ai suoi uomini. Se scopre
che sei ancora in zona, manda qualcuno a tirarti una
coltellata, cos alla svelta che neanche fai in tempo ad
accorgertene.
Mica ci avevo pensato, disse Ryan.
Se succede una cosa del genere, mi ritrovo cos assediato
da agenti dello sceriffo e polizia di stato, che
posso dire addio ai miei cetrioli almeno fino a Natale, -
disse Bob junior. Mi sono spiegato?
Ryan annu. E non avevo neanche pensato ai cetrioli
 per questo che oggi sei a piede libero, disse
Bob junior.
Ryan annu di nuovo. Capisco.
E Bob junior continu a fissarlo. No che non capisci.
Sei troppo stupido. Ma adesso te lo spiego io. La
Ritchie Foods ti ha fatto uscire proprio perch la Ritchie
Foods produce sottaceti. Sottaceti in agrodolce e
giardiniera e sottaceti per hamburger e cetriolini. Li
mettono nei vasetti e li vendono. Per, amico, quel che
non possono mettere sottovetro e vendere sono i cetrioli.
Quelli grossi. Il che significa che i cetrioli, quelli
grossi, devono essere raccolti prima che siano cresciuti
del tutto. Il che significa che in questo periodo
dell'anno c' bisogno di una bella mossa per raccogliere
tutto quanto. Ma se quella cazzo di gente che deve
raccogliere i cetrioli finisce per passare le giornate in
questo cazzo di tribunale, non c' proprio verso di finirlo,
il lavoro. Lo capisci, adesso?
Be', prima recupero la mia roba, prima me la squaglio.
Ryan rifil a Bob junior il suo sorriso pi paesano.
E allora, perch non mi dai un passaggio fino
al campo? Se vai da quelle parti, intendo.
Bob junior scosse il capo, per mostrare la pazienza
che ci voleva a sopportare quel tipo. E va bene, disse
infine. Prendi la tua roba e te la fili. Intesi?
S, signore. Ryan ridacchi. Molte grazie.
Durante il tragitto si lesse tutta la prima pagina del
supplemento dei fumetti, ovvero Dick Tracy e i Peanuts.
Bob junior non glielo aveva lasciato aprire, il giornale,
sosteneva di doverlo portare al signor Ritchie. A
Ryan non interessava. C'erano solo una decina di chilometri
per arrivare al campo, piegando a sinistra una
volta usciti dalla superstrada. Si chiese se Bob junior
l'avrebbe lasciato l per poi proseguire verso Geneva
Beach altri tre chilometri pi a nord, l dove la superstrada
finiva di colpo, a ridosso del lago Huron -
ma Bob junior imbocc la strada in ghiaino che conduceva
al campo senza ridurre la velocit, anzi stringendo
pi forte il volante per impedire al camioncino
di infilarsi nei solchi. Anche questo gli andava benissimo.
Voleva fare il grosso, facesse pure. Ryan si sentiva
proprio bene. Ogni volta che qualcosa aveva termine,
era sempre una bella sensazione. Dopo sette giorni
nella prigione di Holden, avevano un bell'aspetto
anche i campi di cetrioli, che si stendevano per lunghi
tratti su entrambi i lati della strada. Poteva rilassarsi e
prendersela comoda; darsi una lavata, radunare le sue
cose e tornarsene a piedi alla superstrada. Per le quattro,
le cinque del pomeriggio sarebbe stato a Detroit.
Cominci a pensare a cosa avrebbe fatto una volta arrivato
a casa. Una doccia calda, uno spuntino, e forse
pi tardi uscire a farsi qualche birra. E poi, magari, una
bella dormita in un vero letto, tanto per cambiare.
Davanti a s adesso aveva le casupole della compagnia.
Gli facevano tornare in mente la fotografia di un
avamposto militare abbandonato, roba della Seconda
guerra mondiale, che aveva visto su Life: i baraccamenti
logorati dalle intemperie, i gabinetti e le latrine
su uno spiazzo in terra battuta; muri grigiastri che
avrebbero gi dovuto essere crollati da chiss quanto;
finestre chiuse da assi, schermi di porte mezzi divelti,
vecchi giornali e incarti di dolciumi in mezzo alle erbacce
che erano cresciute nei pressi delle costruzioni.
Curioso che non vedesse bambini in mezzo alla strada.
Era sempre pieno di bambini. Di adulti non tanto, a
meno che non fosse l'ora di andare o tornare dai campi,
ma bambini ce n'erano sempre; a centinaia, sembrava,
sparsi tra le ottantasette famiglie di stagionali
che vivevano l. Poi gli venne in mente che era domenica.
Di sicuro i bambini erano a messa o a prepararsi
per andarci, oppure nascosti da qualche parte nel bosco.
Ecco tutto. Poi vide gente in movimento, che si spostava
dalle baracche agli olmi che correvano sul lato sinistro
della strada. Il prete che veniva la domenica allestiva
sempre il suo altare da campo un tavolino da
gioco, in verit all'ombra di un olmo. Parcheggiava
la sua Olds ai margini della carreggiata e indossava i
paramenti dietro la macchina, mentre una o due donne
disponevano una tela bianca sul tavolino, oltre a un
crocifisso e al messale del sacerdote.
Proprio qui, disse Ryan.
Quale?
La rimessa.
Bob ridacchi, nel frenare, e guard dal lunotto posteriore.
L'alloggio degli scapoli, Fece scendere
Ryan. Ricordati... disse.
Ryan torn indietro, verso la rimessa. Sent il pick-up
ripartire, e un istante dopo ud lo stridio dei freni che
bloccavano di nuovo il camioncino, ma non si guard attorno.
Ne aveva gi visto e sentito a sufficienza, di quel
buzzicone, e per quanto lo riguardava Bob junior ormai
faceva parte del passato. Apr la porta della rimessa e si
infil nel buio e nell'odore di muffa. Un tempo quel posto
era stato un deposito di macchinari o attrezzi; adesso
il pavimento di terra battuta era coperto da giornali,
ricoperti a loro volta da pezzi di iuta e da un vecchio tappeto
di paglia. L dentro ci avevano abitato in tre. Adesso
era tutto per gli altri due, Billy Ruiz e Frank Pizarro.
Era contento che non ci fossero.
A porta aperta, la prima cosa che Ryan vide fu la sua
fotografia, ritagliata dal Free Press e appesa al muro,
giusto tra Al Kaline e Tony Oliva: Ryan con la mazza
in mano e Luis Camacho a gambe all'aria. La didascalia
recitava:
STAGIONALE PESTA CAPOSQUADRA PER RICHIESTA D'AUMENTO
Una divergenza d'opinioni ha spinto Jack C. Ryan a passare
alle vie di fatto con Luis Camacho, caposquadra di un gruppo
di braccianti agricoli stagionali, provenienti dal Texas e impegnati
nella raccolta dei cetrioli nei campi del Michigan. Luis Camacho
 stato ricoverato in ospedale. Ryan, accusato di aggressione,
 in attesa di giudizio.
E c'era anche qualcos'altro sul tipo che stava girando
il film e si era trovato l per caso, ma Ryan non lo
lesse. Si diresse al suo posto letto, gi togliendosi la camicia.
Sapone e rasoio di sicurezza erano su una mensola
a muro; li afferr al volo, si fece volare un asciugamano
sulla spalla e torn fuori.
Il pick-up era ancora in mezzo alla strada. Bob junior
ne era sceso, e stava accanto a una Lincoln decappottabile
verde scuro, accanto al finestrino del guidatore, col
dito puntato in direzione di Ryan. Non l'aveva mai vista
prima, a tettuccio abbassato, pens Ryan superando
il camioncino, o forse non l'aveva mai vista cos da
vicino. In precedenza non era stata altro che una macchina
verde scuro, che in lontananza sollevava un gran
polverone. Quando erano nei campi a raccogliere i cetrioli,
si tiravano su e c'era sempre qualcuno che diceva:
Ecco il signor Ritchie, e tutti restavano a fissare
quella macchina fin quando non spariva alla vista.
Nell'oltrepassare il camioncino, ebbe il tempo di gettare
una buona occhiata al signor Ritchie. Di aspetto
non malvagio, sui quarantacinque, occhiali da sole,
fronte alta e abbronzata, i capelli scuri che cominciavano
a diradarsi. Poi si ritrov a osservare la ragazza
che gli sedeva accanto, al signor Ritchie, con un paio
di grossi occhiali da sole alla Audrey Hepburn; leggeva
la pagina dei fumetti e, mentre Ryan la guardava, si
scost dal viso i capelli scuri con la punta di un dito:
capelli scuri e lisci e lunghi, ben sotto le spalle. Sembrava
abbastanza giovane per essere la figlia del signor
Ritchie, ma per qualche motivo Ryan era certo che non
fosse cos.
Il signor Ritchie e Bob lo stavano guardando e proprio
in quel momento Bob junior, una mano sul bordo
del finestrino e l'altra sul fianco, mosse appena il capo
per invitare Ryan ad avvicinarsi. Dalla Lincoln decappottabile
veniva della musica e pi oltre, all'ombra degli
olmi, Ryan scorgeva il prete nei suoi paramenti verdi
e la gente in ginocchio davanti all'altarino da campo.
Il signor Ritchie, qui, fece Bob junior, mi dice
di ricordarti che da queste parti non sei pi gradito.
Il tempo di darmi una ripulita e me ne vado. Si
era reso conto che la ragazza aveva alzato lo sguardo
dalla pagina dei fumetti, ma non tolse gli occhi di dosso
a Bob junior. Poi, quando fu il signor Ritchie a prendere
la parola, si volt appena con l'asciugamano sulla
spalla, un'estremit del quale teneva davanti a s con
la mano per far s che la ragazza potesse vedergli il
braccio, il sottile muscolo brunito ben aderente al torace.
Tu non sei uno stagionale, sbaglio? gli chiese il
signor Ritchie.
Non fino a qualche settimana fa.
E perch ti sei messo con loro?
Mi serviva qualcosa da fare.
Non lavoravi, gi in Texas?
Ho giocato a baseball, per qualche tempo.
Baseball?
S, signore, d'estate si gioca a baseball.
Il signor Ritchie lo guard fisso. Ho saputo che sei
gi stato arrestato altre volte, disse poi. Per cosa?
Be', una per resistenza all'arresto. Tacque.
Che altro? chiese il signor Ritchie.
Un'altra per F con S.
Che roba , F con S? fece la ragazza.
Fu la volta che Ryan la guard davvero, quel naso
ben fatto e gli occhialoni rotondi e i capelli scuri che le
incorniciavano il volto.
Furto con scasso, disse Bob junior.
La ragazza continu a guardare Ryan. Oh, disse,
e torn a scostarsi i capelli dal viso con la punta di
un dito, un gesto garbato, quasi carezzevole.
Era sui diciannove o sui venti, stabili Ryan: magra
e abbronzata, calzoncini bianchi e canottiera a strisce
marroni, blu e bianche, simile al pezzo superiore di un
antiquato costume da bagno, seduta con le caviglie sotto
di s. Adesso aveva scostato la pagina dei fumetti,
cos che Ryan o Bob o chiunque ne avesse voglia poteva
godersi una bella visuale delle sue gambe abbronzate.
Andiamo a tirar fuori la barca, stava dicendo il
signor Ritchie a Bob junior. Potremmo anche lasciarla
alla casa sulla spiaggia, non so.
Bob junior si raddrizz. Perfetto. In questo caso
mander qualcuno a recuperarla.
Me ne torno a Detroit verso le quattro e mezza.
Da l in avanti, per riprendere la barca ogni momento
 buono.
Perfetto, disse Bob junior. Ritorna venerd?
Il signor Ritchie stava guardando Ryan. Guarda
che non abbiamo intenzione di trattenerti, se intendi
far le valigie e darti una mossa.
Non sapevo se avevate finito, con me, disse
Ryan.
Abbiamo finito.
Bada bene, disse Bob junior.
Ryan non stacc lo sguardo dal signor Ritchie. Mi
chiedevo, visto che ha appena detto che va a Detroit...
Cosa ti avevo detto! La tesa ricurva del cappello da cowboy di Bob junior aveva spiccato un balzo verso
Ryan. Adesso, ti avevo detto. Lo sai, cosa vuol dire?
Vuol dire che te ne vai subito. In questo preciso
istante.
Ryan avvert su di s lo sguardo della ragazza. Il suo,
invece, si spost dalla solenne espressione del signor
Ritchie per offrirle il ben noto sorriso alla
Jack-Ryan-ma-che-bravo-ragazzo. Poi fece spallucce e,
non appena
la vide iniziare a sorridere a sua volta, si avvi verso
il lavatoio.
Quando riemerse alla luce del sole, rasato, ripulito,
con la gradevole sensazione di essere di nuovo presentabile,
il pick-up e la decappottabile erano spariti. Sbirci
in direzione degli olmi, verso il prete paludato di
verde e i fedeli inginocchiati di fronte al tavolino da
gioco, e si sent un po' a disagio, senza camicia com'era.
Voleva fare in fretta, ma si costrinse a prendersela comoda.
E che diavolo, mica era in chiesa. Se il prete voleva
usarlo come una chiesa, quel posto, erano fatti
suoi. Flebili, lontane, ud delle frasi: Sursum corda, -
e la ben pi profonda antifona dei fedeli, Habemus
ad Dominum Il prete non parlava spagnolo e i fedeli
lo avevano convinto, settimane prima, a celebrare la
messa in latino. Gratias agamus, Domino, deo nostro,
disse poi.
Dignum et justum est. Queste parole gli riecheggiavano
in testa, a Ryan. Aveva all'incirca un quarto
d'ora, quanto restava della messa. Certi tipi, che erano
diventati suoi amici, gli avrebbero attaccato un bottone
per l'eternit, l sotto il sole, se appena gliene avesse
dato l'occasione. Non vide Marlene Desea, ma si
convinse che doveva essere sotto gli olmi. Se non la incrociava,
tanto meglio. Non che le avesse promesso
chiss cosa, ma non sapeva proprio cosa raccontarle, e
con ogni probabilit avrebbe finito per dirle che sarebbe
passato da San Antonio a trovarla, stronzate del
genere. Di Billy Ruiz e Frank Pizarro non si dava certo
pena. Anzi, neanche ci aveva pensato, fin quando
non si trov davanti agli occhi il furgonato di Pizarro,
un Ford del '56 di colore azzurro ma che gi da tempo
aveva cominciato a virare sul viola, gi mangiato dalla
ruggine lungo la parte inferiore della carrozzeria e dei
parafanghi.
Lo stavano aspettando nella rimessa, Billy che gli
mostrava una tremenda dentatura aperta in un gran
sorriso, e Frank Pizarro sbracato su un lettuccio con
tanto di scarponi e occhiali da sole.
Ehi, Frank, guarda chi c', disse Billy Ruiz.
Pizarro stava gi guardando dritto Ryan; eppure, sollev
appena la testa, per fare un po' di scena. Amico,
giusto in tempo, eh?
Neanche lo sapesse, cosa abbiamo scoperto, disse
Billy Ruiz.
Sicuro, disse Pizarro. Per queste cose ha un
gran naso.
Ryan stese sul lettuccio il suo portabiti di tela e lo
apr. Si infil una camicia pulita e ficc nel borsone tutte
quante le sue cose.
Lui pensa che sta per partire, disse Pizarro.
Meglio che glielo diciamo, cosa abbiamo scoperto.
...
.
...
CAPITOLO 2.
...
.
...
Eccola l, disse Billy Ruiz.  marrone, non 
che si vede molto tra gli alberi.
Io la vedo, disse Ryan.
Quelli della barca? Abitano in quella casa. E anche
la gente che accende il fuoco, mi sembra.
Quanti ce ne saranno, secondo te?
Non lo so. Una ventina di macchine. A sentire
Frank hanno cominciato ad arrivare prima di mezzogiorno.
La cosa mi piace, fino a ora, disse Ryan. Stava
fumando un sigaro, uno di quelli sottili, ormai mezzo
consumato. Ci stava bene, con quel sigaro, perch dava
l'impressione di essere del tutto a suo agio; lo teneva
fermo tra i denti, stringendolo appena, senza bisogno
di giocherellarci o di soffiare fumo a manetta.
Camminavano sulla battigia. La risacca lasciava una
striscia di sabbia umida e levigata. Erano a piedi nudi,
i risvolti dei calzoni arrotolati fino alle ginocchia, le
scarpe da tennis nelle tasche posteriori; indossavano
occhiali da sole e cappellini da pesca con visiera, e se
la prendevano comoda, due tizi che magari se n'erano
venuti da uno dei villini della zona o dalla spiaggia libera
per fare un po' d'esercizio, per dare un'occhiata
alle barche e ai bagnanti, per guardare gli altri villini,
quelli arrampicati sul pendio a una buona sessantina di
metri dalla battigia. Era l'ora in cui gran parte dei bagnanti
se n'era andata, tra chi si era fatto una nuotata
e chi aveva preso il sole, anche se c'erano ancora bambini
intenti a giocare e a scavare buche nella sabbia, oltre
a qualcuno che camminava lungo la riva.
Ti piacerebbe, eh, una di quelle? disse Billy
Ruiz. La tipa col due pezzi rosso.
Magari tra un paio d'anni, disse Ryan.
Carne giovane e tenera, amico.
Eccone una.
La ragazza usciva da un negozio che fronteggiava la
spiaggia. Aveva occhiali da sole e un maglioncino bianco
che le arrivava alle cosce abbronzate, coprendole il
costume da bagno.
Non si capisce nulla di quel che ha, disse Billy
Ruiz.
Si muove mica male.
Ora la casa si vede bene, disse Ruiz.
La casa era a due piani, col tetto marrone e l'aria cos
vecchia e sempiterna come quella dei pini che le stavano
attorno. C'era un riquadro bianco, a interromperne
la scarsa visuale, una sorta di striscione di tela
appeso a due dei montanti del portico. Nell'avvicinarsi,
si accorsero che si trattava di una vera e propria insegna.
RADUNO ANNUALE DEGLI EX MEMBRI DELL'ALPHA CHI,
recitava, a lettere rosse in campo bianco. Sotto il portico
c'era un po' di gente, ma gran parte degli ex membri
e delle loro mogli sembrava essere in spiaggia; in
una sorta di accampamento di seggioline da giardino e
teli da mare, oppure in gruppetti piazzati nei pressi della
barca a vela ormai tratta a riva e attorno al fuoco che
stavano allestendo, ciascuno con il suo bravo bicchiere
di carta o una bottiglia di birra in mano.
Mi piace, disse Ryan. Strizz gli occhi per guardare
la casa, masticando appena l'estremit del sigaro.
Tagliamo di qua, per andare fin laggi?
No. Ci passiamo davanti, alla casa, poi via tra gli
alberi.
Un'altra birra non mi farebbe schifo.
Basta che ci vai piano.
Si erano avvicinati al gruppo nei pressi della barca.
Billy Ruiz fece per entrare in acqua per girargli attorno,
ma Ryan lo tocc su un braccio e lo costrinse a venir
loro dietro dalla parte della spiaggia, fermandosi allo stesso tempo per osservare gli scafi in fiberglass della
barca, di quelle a catamarano, mentre Billy Ruiz
pensava: Diosanto, adesso ci attacca pure discorso.
Quando ebbero superato il gruppetto, Ruiz disse: Ma
vuoi proprio che ti vedano?
Una barca come quella, non l'avevo vista mai, -
disse Ryan. Ci hai fatto caso? Due scafi.
Amico, perch non gli chiedi di farti fare un giro?
Ryan ridacchi, col sigaro in bocca e gli occhi di nuovo
sulla casa. Forza, siamo lontani abbastanza. E
cos attraversarono la spiaggia, risalirono il pendio fino
a raggiungere un tratto di terreno lasciato a se stesso,
assediato da cespugli e pini giovani. Si fermarono
a calzare le scarpe, poi si fecero largo tra gli alberi e arrivarono
al vialetto privato che passava dietro i villini.
Da l si udiva il traffico della superstrada, la Shore
Road che correva proprio dietro un boschetto, ma non
si riusciva a distinguere le macchine. Il vialetto privato
era in buone condizioni e, soprattutto, privato: niente
auto, salvo quelle parcheggiate nei paraggi della casa
marrone, sullo spiazzo e su ambo i lati della strada,
e pure davanti al cartello inchiodato a un albero, siete
qui, diceva il cartello, e sotto le due parole c'era
scritto qualcos'altro in caratteri pi piccoli.
Proprio un bel movimento, disse Ryan. Tutta
gente che si d da fare.
Billy Ruiz si era messo a scrutare le macchine sul vialetto.
Quel maledetto Pizarro, disse.
Ryan si sent contrarre lo stomaco, ma era una sensazione
naturale, e non ci poteva far niente; rest quindi
con le mani in tasca a guardare Billy Ruiz: Ruiz che
strizzava gli occhi e aggrottava la fronte, la testa incassata
tra le spalle ossute, che faceva qualche passo e
tornava indietro, che prendeva a pedate un sasso, che
faceva spuntare una sigaretta dal taschino della camicia
e sprecava tre fiammiferi per accenderla.
Erano circa le quattro e un quarto. Avesse lasciato
il campo all'una, a quest'ora sarebbe gi stato a Detroit.
Ma Pizarro e Billy Ruiz l'avevano convinto a non
partire. Verso mezzogiorno si erano fermati a comprare
le sigarette in un posto pieno di gente che acquistava
cartoni di birra, ghiaccio, miscele d'ogni genere. Pizarro
e Billy Ruiz li avevano seguiti fino alla casa sulla
spiaggia, fino a trovarsela davanti, ragazzi, come se
non aspettasse altri che loro, proprio come ne avevano
parlato e parlato tutti quei sabato sera, a colpi di vino
e tequila. Mica poteva andarsene a casa proprio adesso.
Magari pi tardi. E quindi, ora gli toccava almeno
darle un'occhiata. Cos avevano preso un cartone di
birra ghiacciata e se n'erano andati al parco, ben oltre
la casa, dove si erano fatti tre birre a testa e avevano
discusso della faccenda, con Ryan che voleva fosse Pizarro
a introdursi con lui nella casa, mentre Pizarro insisteva
a voler guidare il camioncino perch, in fondo,
il camioncino era suo. (Puoi guidarlo dopo, gli aveva
detto Ryan, ma Pizarro aveva risposto di no, Lo
guido sempre e solo io. Nessun altro. Frank, aveva
poi detto Ryan, se Billy gli fa anche il minimo graffio,
ti ripaghiamo ogni cosa. No, Pizarro non ne voleva
sapere. Guido io, aveva detto. Nessun altro.)
E va bene, aveva pensato Ryan. Inutile discutere.
L'unica sarebbe stata mollargli un bello sganassone sulle
gengive per vedere se si svegliava un po', ma la soluzione
migliore, in realt, era farla finita alla svelta e
levarsi dai piedi. Cos lui e Billy Ruiz si erano avventurati
lungo la spiaggia.
Ci sar, stava adesso dicendo Ryan.
Mica lo sa, che ci mettiamo cos tanto.
E allora, che colpa ne ha? Proprio in quel momento
sentirono sbattere una portiera, e videro la macchina
che se ne usciva a retromarcia dal piazzale dietro
la casa marrone, per imboccare la direzione opposta.
Billy Ruiz si irrigid. Dov' che sta andando, quello?
A comprare un po' di senape, disse Ryan. Hanno
portato la carbonella e gli hamburger e i piatti di
carta, ma sua moglie si  scordata la senape.
Nell'osservare la macchina, la vide spostarsi sulla destra
per lasciar passare il furgonato di Pizarro, che proveniva
in senso opposto. Quello  un nostro amico, -
disse Ryan, e ud il sospiro di sollievo di Billy Ruiz,
mischiato al fumo di sigaretta. Restarono l dov'erano,
ad aspettare il camioncino.
Dovevate essere qui, disse Pizarro. Sono gi
passato prima, ma voi non c'eravate.
Ci abbiamo messo pi del previsto, disse Ryan.
Tutto a posto? La prima e l'ultima volta, pensava.
Aspetta qui, disse a Pizarro. Anche se arriva qualcuno,
tu non ti muovere.
E se si tratta di sbirri?
E se lasciamo perdere tutto quanto?
'scolta, voglio solo essere sicuro. Tutto qua.
E chi  sicuro? Dal retro del furgoncino, Ryan
tir fuori il cartone della birra. Era vuoto. Avevano gi
tolto le bottiglie, quelle piene e quelle gi bevute. Gett
uno sguardo a Billy Ruiz e si avvi assieme a lui in direzione
della casa marrone, ancora col mozzicone di sigaro
in bocca.
E se qualcuno ci sta guardando? chiese Billy
Ruiz.
Mai pi, pens Ryan. Billy, secondo te che facciamo?
Stiamo consegnando una cassa di birra.
Si insinuarono tra le macchine parcheggiate lungo la
strada e si ritrovarono nel piazzale. Tu aspetti qui, -
disse Ryan, fino al mio segnale. Se non vedi segnali,
non ti muovi. Ma se ti faccio un segnale, allora vieni
subito, capito?
Billy Ruiz annu, in piena concentrazione. Guard
Ryan che s'infilava nell'angusto spazio tra le macchine
ammassate sul piazzale, col cartone di birra tra le
mani, come se fosse pieno. Guard Ryan che saliva sul
portico, posava il cartone in terra e bussava allo schermo
della porta. Ryan rimase in attesa. Accost il viso
allo schermo, riparandosi dalla luce con una mano. Recuper
il cartone ed entr in casa.
Fu Billy Ruiz, adesso, a restare in attesa. Questa era
la parte peggiore, lo sapeva. Da dietro gli alberi, sulla
Shore Road, gli giungeva il rumore del traffico. Si volt
per guardare lungo il vialetto, in entrambe le direzioni,
e vide Frank Pizarro che era sceso dal camioncino
e guardava a sua volta verso di lui. Forza, tornatene in
macchina! Cristo, che razza di idiota. Gli occhi di Ruiz
si spostarono sulla casa, e non ci fu pi il tempo di stare
a preoccuparsi di Frank Pizarro. C'era Ryan nel vano
della porta, che gli faceva segno di muoversi. Ruiz
si gett tra le macchine e sal sul portico. Adesso doveva
fidarsi di Ryan, mettere tutto nelle sue mani.
Ryan si tolse il mozzicone dalla bocca e mise una mano
sulla spalla di Ruiz, tirandolo a s.
In soggiorno c' qualcuno, disse. Ma non ci dovrebbero
essere problemi. La stanza  proprio in fondo
al corridoio, e le scale sono circa a met. Salgo prima
io. Tu porta la cassa e vienimi dietro, ma non troppo
da vicino. Se mi senti parlare con qualcuno, taglia
la corda. Ma non di corsa.
Ecco tutto. Semplice. Come uno scambio di opinioni
sulla tattica da seguire in una partita di football.
Scendi in profondit e scarta secco al centro. Oppure
fa' uno scatto breve, e fermati di colpo. Io la passo al
primo che vedo smarcato. Pu funzionare, ma non 
detto.
Billy Ruiz segu Ryan per la cucina (che non aveva
mai visto prima d'ora) fino al corridoio, e fu allora che
ud una voce in soggiorno, una voce di donna, e una risata.
Il corridoio era in penombra, ma le scale erano illuminate
dalla luce che proveniva da due finestre sul
pianerottolo. Vide Ryan che saliva e girava l'angolo.
And su anche lui e, quando raggiunse il corridoio del
piano superiore, Ryan aveva gi trovato la stanza che
gli ex membri dell'Alpha Chi gli uomini avevano
usato per mettersi il costume da bagno. Ryan entr nella
stanza e chiuse la porta a chiave.
Va' a guardare nel bagno, disse. Prese il cartone
della birra dalle mani di Ruiz e lo mise sul letto, deposit
il mozzicone di sigaro in un portacenere sul comodino,
e cominci a passare in rassegna i calzoncini e i
pantaloni lasciati sul letto, sulle sedie e sul cassettone,
estraendone i portafogli e lasciandoli cadere nel cartone
della birra, frugando anche nelle tasche alla ricerca
di banconote sparse. Gli spiccioli, neanche li considerava.
Cos facendo, si guard attorno e scorse le due finestre,
che di sicuro si affacciavano l'una su un fianco,
e l'altra sul retro della casa. Ottimo. La finestra sul retro
doveva dare sul tetto del portico.
Un'altra stanza da letto, disse Billy Ruiz. Sembrava
sorpreso, ma c'era una bella dose di paura. Con
i vestiti delle donne.
Ci penso io, disse Ryan. Tu aspetta qui. Passando
dal bagno, si spost nella stanza da letto adiacente,
chiuse la porta che dava sul corridoio e si prepar
ad affrontare gli indumenti sul letto, alcuni ben
piegati, altri ammucchiati, proprio come quelli degli
uomini. Di chi sar cosa? pens Ryan. Ad averci tempo,
poteva essere un giochino simpatico. Provare a indovinare
il vestito di ciascuno. C'erano sette borsette,
sul letto. Le port nella stanza degli uomini e le gett
sul letto, togliendo i borsellini da quelle che li contenevano
e tastando le tasche interne alla ricerca di rotoli
di banconote. Borsellini e portafogli erano da prendere
tutti, per poi controllarli con comodo.
Ripulite che ebbe le borsette, le riport tutte quante
nella stanza delle donne. Mai una volta che le mettessero
tutte assieme. Ragazzi. Sette erano qui, le altre
sparse di sicuro per tutta la casa e, al momento di
andarsene, una o due donne, mezze sbronze, si sarebbero
messe a ronzare qua e l e a lagnarsi. Non trovo
la mia borsetta. Dov' che l'hai messa? avrebbe
detto il loro compagno, assai pi sbronzo. Pass in
rassegna tasche e taschini di felpe e maglioni, in tutta
fretta, ma non trov nulla, salvo dei fazzoletti di carta
e un paio di pettini.
In bagno si ferm a ispezionare l'armadietto dei medicinali.
Erano buffi, gli armadietti da bagno. Sempre
pieni zeppi di roba, medicinali e cosmetici che non aveva
mai visto. Prese un flacone di Jade East dallo scaffale
e si mise a esaminarne l'etichetta, tornando in camera
da letto.
Billy Ruiz lo guard, ancora a occhi spalancati. Ma
che stai facendo? Ryan si stava passando il dopobarba
sul viso.
Un dito, verticale, and a mettersi davanti alla bocca
di Ryan, che si fece immobile. Attese, per poi riavvitare
con delicatezza il tappo e gettare il flacone sul
letto. Dalle scale giungevano rumori. Passi nel corridoio,
adesso. Il pomello della porta inizi a ruotare.
Dal suo punto d'osservazione l'estremit del letto
pi lontana dalla porta Ryan riusc a vedere allo stesso
tempo sia il movimento del pomello sia l'espressione
di Ruiz. Va' da lui, si disse. Cerca di calmarlo. Si
spost in silenzio accanto a Ruiz, ai piedi del letto, e
gli tocc un braccio, tenendoglielo fermo.
Il pomello della porta ruot di nuovo, in senso orario
e antiorario; fu scosso, spinto e tirato.
Ehi, chi c' qua dentro? Una pausa. Forza, fatemi
entrare.
Ryan attese. Un minuto soltanto, disse, e si accost
all'armadio per poi iniziare a rovistare all'interno,
tra maglioni di lana, giacche sportive e pantaloni.
Scov tre rotoli di banconote e li mise nel cartone della
birra.
Ma che state combinando? Devo andare in bagno.
Usa quell'altro.
Ehi, ma chi sei?
Sta' a sentire, noi... ce ne usciamo, se ti allontani.
Noi chi?
Silenzio. Vediamo se abbocca, pens Ryan. Vorrebbe
dire qualcosa, ma non  convinto.
Aspett fin quando non ud i passi allontanarsi nel
corridoio, e una porta che si chiudeva: quella dell'altro
bagno. Adesso, pens Ryan, sta' a vedere se quello
stronzo non la apre zitto zitto, la porta, e aspetta di
beccare chi esce da qui. Ma che razza di gente.
 l'ora di andare, disse Ryan. Si diresse alla finestra
che si affacciava sul tetto del portico, apr il gancio
dello schermo, e fece cenno a Ruiz di prendere il
cartone della birra. Sgusciarono fuori. Strisciando sullo stomaco, Ryan arriv fino all'orlo del tetto e si mise
in ascolto, immobile. Ci fatto, non esit pi a lungo;
rotol via, reggendosi alla grondaia, e si lasci cadere
a terra. Billy Ruiz gli cal il cartone della birra e
fece altrettanto. Poi si infilarono entrambi tra i cespugli
e gli alberi sul fianco della casa, puntando subito in
direzione del vialetto privato e del camioncino di Pizarro.
Tranquilli, senza correre e senza affrettare il passo,
perch a sentire Ryan era questo il modo di fare.
...
.
...
CAPITOLO 3.
...
.
...
Frank Pizarro gir a sinistra sulla Shore Road in direzione
di Geneva Beach, lontana sei, sette chilometri,
raggiunse i settanta e mise la terza. Dietro di lui,
nel vano del furgoncino, Ryan seduto sul borsone di
tela, intento ad aprire il cartone della birra gli tocc
la spalla.
Dai, forza.
Pizarro sbirci nel retrovisore esterno, poi dette
un'occhiata alla strada che aveva davanti, due corsie,
e fu obbligato a rallentare per via del traffico della domenica
pomeriggio. Ryan guard dal parabrezza. Nessuna
fretta. Mai avere fretta. Si raddrizz per guardare
anche dal lunotto posteriore. Niente. Alle spalle avevano
qualche macchina, che arrivava piano piano.
Mentre Ryan svuotava il cartone della birra, rovesciando
portafogli e rotoli di banconote sul pavimento
del furgone, Billy Ruiz si avvicin in ginocchio e sparse
il bottino tutt'attorno, con le mani, come a volerci
giocare, a gustarne la sensazione.
Quanto pensi che ci sia? chiese.
Non lo so. Trecentocinquanta.
Qualcosa non l'abbiamo trovato.
Qualcosa, si. Certi non si sono spogliati. Oppure
l'hanno fatto in un'altra stanza.
Billy Ruiz ridacchi. Sarei curioso di vedere la faccia
di quel tipo, quello del bagno.
Passarono i portafogli al pettine fitto, uno alla volta,
frugando negli scompartimenti delle carte di credito
e nelle alette di cellophane, tanto per essere sicuri,
prendendo per soltanto le banconote e rimettendoli,
una volta svuotati, nel cartone della birra. Ryan separ
le banconote a seconda del valore, le rimise tutte assieme,
e inizi a contare.
Una buona giornata, disse.
Quant'? chiese Pizarro senza neanche voltarsi.
Erano settecentosettanta dollari, precisi. Gli era andata
bene. Anche con quella sensazione sgradevole, prima
di cominciare, alla fine era andata bene. Perfino il
totale sembrava un segno della buona sorte. Settecentosettanta.
Ryan cont duecento dollari. Per Frank, disse a
Billy Ruiz. Ma poi esit, si trattenne. Ne cont cento
e glieli porse. Torn a contarne duecento. Questi sono
per te.
Ehi. Pizarro aveva appoggiato le banconote sul
volante. Che razza di parti sono queste?
 la tua, disse Ryan.
Quanto avete preso?
Settecento.
E io mi becco una cento, e basta?
 il minimo sindacale, per chi aspetta nel furgone.
Amico, te l'ho gi detto. A Camacho, ne devo
quattrocento e cinquanta.
 vero, rispose Ryan, me l'hai gi detto.
Billy Ruiz lo stava fissando. Ryan se ne accorse e si
mise a guardare quel volto ossuto e giallastro, quegli
occhi sbarrati e invetriati.
Io non ho aspettato in nessun furgone.
Cos', ti lamenti, Billy?
Sono venuto dentro con te.
E senza di me, ci saresti andato?
Ruiz non disse niente. Prese a guardare dal parabrezza,
gli occhi rivolti sulla strada e sulla macchina
che li precedeva. Gli occhi di Ryan, invece, si abbassarono
sulle banconote che stava piegando senza
per perdere di vista Billy Ruiz. Stupido figlio di puttana.
Stupido raccatta cetrioli. Da solo, Ruiz non ci si
sarebbe neanche avvicinato, a quella casa. Neanche le
sarebbe passato davanti. Stupido, viscido e pure un po'
rintronato, uno che non fa altro che dirti tutti i posti
dov' stato e quanto riesce a bere e tutte quelle che s'
scopato, con quei pantaloni troppo lunghi che gli fanno
le borse sul culo, troppo stupido per capire quanto
sembra stupido, quant' stupido rinsecchito brutto
ceffo e in pi gli pesa anche il culo.
Sfil un paio di venti e un deca dal rotolo di banconote
e dette di gomito a Ruiz. Lui gli sfoder il suo
sguardo vacuo. Poi abbass gli occhi sui quattrini e moll
un sorrisetto. Tutto contento. Cinquanta verdoni.
Cristo.
Pizarro poteva andare a prenderselo nel culo. Ormai,
lui, con quelli aveva chiuso. Tutti quanti erano
stati pagati.
Ma gli era rimasto il tarlo in testa. Non avresti dovuto
tirarceli dentro, in questa storia, pensava, poi si
impose di lasciar perdere ogni cosa. Tra non molto ci
avrebbe messo una pietra sopra, a questa faccenda, senza
alcun bisogno di starsi a preoccupare o pensarci di
nuovo. Guarda quante cose che hai combinato in vita
tua, e ormai neanche ci pensi pi, si disse.
Ehi,  questo il posto, disse Billy Ruiz. Si stava
mettendo in ginocchio contro la spalliera del sedile anteriore,
la testa abbassata a indicare il lato sinistro della
strada. Il campo di golf da questa parte, lo vedete?
Che poi, attese che il furgoncino passasse davanti
ai fairways e ai greens sparsi qua e l, prosegue da quella
parte, ecco. La strada entra l dentro. Lo vedete il
cartello? Era un cartello in stile Old English, che pendeva
da una catena agganciata a due montanti, e dipinto
di verde, su cui era scritto the pointe in lettere
bianche e sotto, in lettere pi piccole, privato.
Ve lo ricordate, cosa vi ho detto? fece Billy Ruiz.
 questo il posto. E qui che vivono i ricchi. Ragazzi,
hanno certe case da queste parti, grandi, grandi, Cristo,
che in confronto quella marrone sembra un cazzo
di pollaio.
Quando imboccarono la strada d'accesso, che proseguiva
per un altro bel pezzo di fairway, Ryan si volt
a guardare dal lunotto posteriore. Vide che dietro avevano
sempre le stesse macchine.
Ci sei gi stato, da queste parti?
Te l'ho detto, rispose Billy Ruiz. Lo scorso anno
siamo venuti a dare un'occhiata in giro, e ci hanno
sbattuti fuori a calci.
Chi  stato, a sbattervi fuori?
E che ne so. Un tale.
Polizia?
No, no. Una sorta di custode. C'era una casetta, proprio
l dove comincia la strada, no? Ci  venuto dietro.
Non so, disse Ryan. Dovrei vedere.
Te l'ho detto,  perfetto.
Se lo dici tu. Lasciamo cadere la cosa, pens
Ryan. Si accucci in avanti e si mise a guardare la strada.
Entro un paio di minuti sarebbe terminata; cos lui
poteva saltarsene fuori col suo borsone e festa finita.
Ma c'era ancora una cosa da sistemare.
Rimase ad aspettare il momento in cui sarebbero
passati davanti ai motel della periferia di Geneva Beach,
per poi superare il minigolf Putt-Putt e il Dairy
Queen, cos da poter vedere i negozi e il semaforo a un
paio di isolati di distanza. Il supermercato IGA era sulla
destra.
Eccoci, disse Ryan. Lo vedete, l'IGA?
 chiuso, disse Pizarro.
Ricordatevi dov'. Ryan rest all'erta, mentre
percorrevano un altro isolato. Adesso vedeva l'insegna
PIER BAR sulla sinistra, l'edificio bianco e, dietro di esso,
l'imbarcadero. Magari un paio di birre, pens. E
qualcosa da mettere sotto i denti. Ce l'avrebbe fatta lo
stesso, a essere a Detroit per le nove.
Fermati qui, disse a Pizarro.
Cosa?
Io vi saluto, disse Ryan.
Amico, disse Billy Ruiz, ma come fai ad andartene?
Abbiamo delle cose da fare.
Si stavano avvicinando all'incrocio tra Shore Road
e la Main Street, e Pizarro aveva gi iniziato a rallentare
per via del semaforo. Fa' il giro dell'isolato fino
al retro dell'IGA, gli disse Ryan. Vedrai che c' un
mucchio di scatoloni e di cianfrusaglie. Buttalo l, il
cartone della birra. Hai capito? Soltanto l.
Ascolta, disse Pizarro. Gi te l'ho detto, io devo
tirar su qualche altro soldo. Si stava fermando dietro
una macchina, all'incrocio.
Billy Ruiz era gi ingrugnito. E che te ne vai via a
fare? Una cosa come questa, possiamo farne una alla
settimana.
Fatela tu e Frank, disse Ryan. Quando il furgone
si fu fermato del tutto, apr il portellone posteriore
e salt gi, tirandosi dietro il borsone di tela.
Billy Ruiz gli si era fatto vicino, accucciato nel vano
del portellone. Aspetta un attimo. Amico, andiamo
a fare due chiacchiere da qualche parte.
Occhio alle dita, Billy, disse Ryan, e sbatt il
portellone. Nell'avviarsi lungo la strada, verso il Pier
Bar, ud Pizarro che gli gridava qualcosa e ud anche il
clacson di una macchina, e poi un altro ancora, ma
neanche si degn di voltarsi. No davvero. Faccenda
chiusa.
Che significa, che si  portato via le chiavi? disse
Bob junior.
Significa che si  portato via le chiavi, rispose la
ragazza. Quindi non posso prendere la Mustang.
Be', certo,  per via della scorsa settimana.
Il verme, disse lei.
Non vuole che ti ficchi in qualche altro guaio.
Proprio carino, come gli reggi la parte.
Be', disse Bob junior.  la sua macchina.
Non  sua. E intestata a me. Di questo mi sono assicurata,
carino.
Be', te l'ha regalata lui.
Sai che affare.
Quando ce l'hai l'udienza?
Non lo so. Il mese prossimo.
A quanto ho saputo, uno di quelli  messo parecchio
male.
Ma che sfiga, disse la ragazza.
Mi sa che  stata colpa sua.
Ci puoi giurare, disse lei.
Bob junior si lasci scivolare sulla sdraio bianca. -
Ascolta, perch non te ne vieni qui? disse alla ragazza,
che si chiamava Nancy e dai primi di giugno abitava
nella casa del signor Ritchie. Perch non ti siedi e
ti rilassi un po'?
Vado a infilarmi un maglione.
Portane uno anche a me.
Quelli di Ray mica ti stanno.
Scherzavo. Non mi serve, un maglione.
Si gir, spostando il peso del corpo, per osservare
Nancy che se ne andava verso la casa. Era proprio un
oggettino, senza dubbio, ma porca miseria, c'era proprio
tutta in quegli shorts bianchi e quella canottiera a
strisce tutta da guardarci dentro, e lei questo lo sapeva
benissimo, ogni volta che si chinava. La guard che
faceva scorrere la porta a vetri che dava nel salottino
da relax. Era l che stava il mobile bar. Forse sarebbe
tornata con un paio di drink.
Mica male, l'idea. Farle allentare un po' la guardia,
farla rilassare. Adesso era tutto tranquillo, non fosse
stato per l'irregolare, flebile e distante ronzio di una
barca a motore; tranquillo e gradevole, col patio e la piscina
e gran parte del prato ormai tutti all'ombra; tranquillo
e appartato, con la palizzata che si stendeva su
ambo i lati del giardino e, sul davanti, contro il cielo,
con l'orlo della ripida discesa che dava dritta sulla spiaggia:
quarantotto scalini e due pianerottoli. Lo sapeva
bene, perch era stato proprio lui a installare la nuova
scala, alla fine di giugno, aiutato da quei due stagionali
e con Nancy che se ne stava sbracata l attorno a prendere
il sole, con quel due pezzi bianco e l'ombelico
all'aria. Da allora non aveva fatto altro che tornare.
Quel giorno aveva aspettato fino alle cinque e mezza,
cos che il signor Ritchie avesse tutto il comodo di
ripartire per Detroit. Se invece ce l'avesse trovato ancora
l, il signor Ritchie, Bob junior avrebbe sempre
potuto dire che era venuto a dare un'occhiata alla barca.
La domenica, il signor Ritchie lo faceva spesso: lui
e Nancy saltavano sulla barca e cazzeggiavano l attorno
per un paio d'ore prima di approdare alla casa, invece
di tornare al club nautico. In questo modo il signor
Ritchie poteva cambiarsi, zompare dritto in macchina
e partire per Detroit. Dopo di che, toccava a Bob
junior chiamare il club nautico perch mandasse qualcuno
a riprendere la barca, un vero splendore, anche
adesso, un dodici metri bianco bordato di verde, bianco
e verde cetriolo, come tutto ci che possedeva il signor
Ritchie: una casa bianca con un solarium verde,
proprio sopra il tetto di un'ala inferiore, siepi e cespugli
verdi, piastrelle verdi attorno alla piscina, Mustang
verde, Lincoln verde, verde anche tutta l'attrezzatura
della fattoria, un capanno da caccia bianco e verde,
dall'aria molto svizzera, ai confini della fattoria. Se a
uno piacevano il bianco e il verde, aveva concluso Bob
junior, nessun problema, ma i suoi colori preferiti erano
il blu e l'oro, i colori delle divise che si indossavano
alla Holden Consolidated.
Lei torn con un girocollo azzurro che si abbinava
bene ai suoi capelli scuri, senza fretta e anche senza
drink, porca miseria. Strano come camminava lenta,
con tutto il pepe al culo che aveva.
Ero convinta di avere un altro mazzo di chiavi, -
disse Nancy, ma a quanto pare mi sbagliavo.
Sai che ti dico. Ti faccio usare il pic-kup.
Quel figlio di puttana. Che si crede, che me ne stia
seduta qui tutta la settimana ad aspettare lui?
Bob junior aveva voltato il capo per guardarla. -
Non fa parte del vostro accordo, questo?
Il nostro accordo, carino,  una cosa che non ti riguarda.
Perch non vai a prendere un paio di drink?
Ho voglia di fare qualcosa.
Be', vediamo, disse Bob junior. Potremmo andare
a farci un giro in barca.
L'ho gi fatto.
E cosa fai, quaggi?
Nancy rimase a braccia conserte, con lo sguardo rivolto
al limitare del promontorio, al lago che si stendeva
fino alla linea dell'orizzonte. Neanche si prese la
briga di rispondergli.
Vai a pesca?
Lei gli moll un'occhiataccia.
Lo so io cosa. Tu vai a nuotare senza mutande, e
dopo lui ti rincorre per tutta la barca.
Proprio cos, disse Nancy. E tu come fai a saperlo?
Forza, saltiamo in barca. Solo fino a buio.
Tua moglie si chieder dove sei finito.
Se n' andata a Bad Axe a far visita a sua madre.
Con tutti quanti i marmocchi? Mentre il paparino...
cos' che le hai detto che faceva, il paparino?
Forza, andiamo in barca.
Non ho nessuna voglia, di andare in barca.
Allora va' a prendere qualcosa da bere. Un paio di
Cold Duck, magari.
Ho voglia di fare qualcosa.
E questo  qualcosa.
Ho voglia di uscire.
E far volare qualche altro ragazzo fuori strada?
Adesso lei lo stava guardando. Non avresti mai il
coraggio.
So io cosa fare di meglio.
Non avresti mai il coraggio di portarmi fuori, gli
disse allora. Vero? T'intrufoli qua dentro quando
Ray se n' gi andato, ma non avresti mai il coraggio
di portarmi fuori, vero?
Tipo dove?
Fuori. Dove, non lo so.
Non c' motivo. Qui, hai gi tutto quel che ti serve.
Voglio andare fuori, disse Nancy. Tu vuoi uscire
con me, oppure preferisci andartene a casa?
Erano quasi le sette, quando arrivarono a Geneva
Beach. Bob junior disse Va be', visto che vuoi fare
qualcosa a tutti i costi, allora dimmi cosa vuoi fare
Nancy gli rispose che glielo avrebbe fatto sapere.
Allora, se proprio dobbiamo starcene in macchina,
bisogna che mi procuri qualche sigaretta. Bob junior
parcheggi a spina di pesce nei pressi di un emporio
ed entr nel negozio.
Nancy rimase ad aspettare sul pick-up, lo sguardo
che le si muoveva pigro sulla gente che passava lenta
sul marciapiede. Dopo un minuto si drizz sul sedile e
prese a sistemarsi i capelli nello specchietto retrovisore.
Alla fine, col pettine ancora in testa, si spost di
fianco, lo sguardo ben oltre la sua immagine riflessa.
Per un istante rimase immobile. Poi si volt per poterli
avere davanti agli occhi: Jack Ryan e il tipo massiccio,
in piedi accanto al ristorante dall'altra parte della strada.
Poi i due si avviarono lungo il marciapiede, attesero
il verde al semaforo della Shore Road e attraversarono
in direzione del Pier Bar.
Quando Bob junior usc dall'emporio, lei si era pettinata
ben bene. Adesso lo so, dove voglio andare, -
gli disse.
...
.
...
CAPITOLO 4.
...
.
...
A sedici anni, Nancy Hayes faceva la baby-sitter per
scelta. Non ne aveva bisogno, perch quasi ogni sera
avrebbe potuto uscire con qualcuno. E neanche aveva
bisogno dei soldi; tutti i mesi suo padre le spediva un
assegno da cento dollari in una busta con su scritto personale,
che arrivava lo stesso giorno in cui sua madre
riceveva il suo assegno mensile per gli alimenti. Nancy
faceva la baby-sitter perch le piaceva.
All'epoca lei e sua madre vivevano a Fort Lauderdale,
in una casa da trentamila dollari, tutta bianca con
le imposte alle finestre e i pavimenti a mosaico, pi una
piccola e sinuosa piscina gi in giardino, a dieci chilometri
scarsi dall'oceano. A non molta distanza, sull'altro
versante dell'Ocean Mile Shopping Center, le case
erano pi grandi, costruite sui canali, certune col cabinato
ormeggiato proprio davanti. I proprietari non
erano dei residenti fissi, ma tutta gente che di solito
compariva all'inizio dell'anno per restare fino a dopo
Pasqua. Gente che durante la settimana passava da una
festa all'altra, e se aveva bambini ed era fortunata -
riusciva ad assumere Nancy Hayes come baby-sitter.
E Nancy faceva la sua figura: proprio graziosa, capelli
scuri e occhi castani e un'aria proprio carina, in t-shirt
e pantaloni stretti a vita bassa. Era pure una ragazzina
educata. Che non si addormentava sul lavoro. E di solito
si portava da leggere.
Quello del libro era un vero tocco di classe. Sceglieva
un autore russo, o un'autobiografia, e lo lasciava sul
tavolino del salotto, accanto al divano, fino al momento
di andar via, spostando il segnalibro trenta o quaranta
pagine in avanti appena prima del ritorno dei proprietari.
Le prime volte, Nancy passava in rassegna la casa.
Aspettava che i bambini si fossero addormentati,
poi si metteva al lavoro. Di solito partiva dal soggiorno,
e via via raggiungeva la camera da letto. Gli scrittoi
andavano benissimo, a patto che ci si potesse trovare
qualche lettera o un libretto d'assegni. Le cucine
e le sale da pranzo erano una barba. Con le verande coperte
o le stanze comuni c'era solo qualche possibilit.
Ma le camere da letto erano sempre uno spasso.
A Nancy non era mai capitato di trovare qualcosa di
davvero sconcertante, tipo le lettere di un uomo sposato
nascoste sotto la biancheria intima della padrona
di casa, oppure delle foto porno ficcate nel cassetto del
marito. La volta che ci era andata pi vicino era quando
una rivista per nudisti era saltata fuori da sotto tre
strati di camicie bianche, ben inamidate; oppure, in
un'altra occasione, aveva scovato un revolver tra calzini
e fazzoletti. Scarico, purtroppo, e nel cassetto
neanche una pallottola. Di solito erano sempre di queste
delusioni, a forza di aspettarsi di trovare chiss cosa
ma non trovarlo mai. Eppure, era la ricerca in se stessa
a divertirla un sacco, quell'aspettarsi una volta o l'altra
di trovare magari qualcosa di buono.
Un'altra cosa che le piaceva fare era rompere qualche
oggetto. Ogni tanto lasciava cadere un piatto o un
bicchiere, in cucina, ma il vero gusto era far fuori roba
di valore, come una lampada, una statuetta o uno
specchio. Anche se non erano certo cose da farsi in pi
di una casa dello stesso quartiere, o pi di una volta
nella medesima casa, tanto meno poi se il bambino cui
doveva badare era abbastanza grande per spifferare tutto.
La strategia migliore era mettersi a giocare a palla
sul pavimento del soggiorno, se il bambino aveva due
o tre anni, poi prendere la palla e scagliarla contro una
lampada. E riprovarci, in caso di mira sbagliata. Alla
lunga finiva per beccarla, quella lampada, e la colpa se
la sarebbe presa il piccolo Greg (Sapesse come mi dispiace,
signora Peterson, era l che continuava a tirare
il cavo, e non ho fatto in tempo ad arrivare...). Accidenti,
se le dispiaceva.
Un'altra cosa buffa la combinava ai padri che la riaccompagnavano
a casa. Non in tutte le occasioni, beninteso,
n a tutti i padri. L'ideale era un genitore sui
trent'anni, massimo quaranta, un elegantone, di
bell'aspetto anche se ormai di mezza et, e rientrato a
casa gi mezzo sbronzo, giusto prima di accompagnarla.
Per farla bene, era una cosa che richiedeva una certa
cautela e una certa pazienza, perch ci volevano mesi
e mesi, e una buona dozzina di viaggi in macchina.
La prima volta si comportava alla perfezione, libro in
grembo, e non apriva bocca se non interrogata. In tal
caso, le chiedevano sempre o del libro o della scuola.
Allora, in un modo o nell'altro, sia che parlasse della
classe che frequentava, sia del libro che stava leggendo
roba impegnativa, comunque, per una ragazzina
riusciva sempre a far cadere il discorso sul suo imminente
diciassettesimo compleanno. E le volte successive,
quando la riaccompagnavano a casa, si mostrava
sempre pi disinvolta, amichevole, estroversa,
sincera; dava l'impressione di una gran lettrice, di una
ragazza sveglia e interessata a ci che accade al mondo,
in particolare alle mode e agli atteggiamenti dei giovani.
Certe volte la discussione si faceva cos interessante
che finivano per arrivare a casa di Nancy e, parcheggiati
nel vialetto, continuavano a parlare per altri
dieci minuti, un quarto d'ora. Quindi, una volta o l'altra,
di solito tra il quinto e l'ottavo viaggio, e sempre
nel bel mezzo della conversazione, l nel vialetto di casa,
Nancy era pronta a tirare il primo colpo basso. Tipo:
Secondo lei  giusto che gli adolescenti abbiano
rapporti? Lui faceva l'innocentino e le chiedeva di
spiegare cosa intendesse con rapporti. Sa com', rispondeva
lei, parcheggiati da qualche parte.
Be', se avete appena parcheggiato, e state ascoltando
la radio...
Voglio dire che devono essere innamorati,  chiaro,
o almeno provare una forte attrazione fisica.
E ti chiedi se  lecito pomiciare un po'?
Uh-huh. Mica andare per forza fino in fondo, o arrivarci
quasi, ma fare giochetti con la bocca, lasciarsi
toccare, insomma, lo sa benissimo dove.
Poi il tocco di classe. Appena lui apriva bocca per rispondere
Be'... lei consultava l'orologio. Oddio, -
diceva, devo proprio rientrare! E, in un turbine
di ringraziamenti, gli sbatteva la portiera in faccia.
Poi, la volta successiva, ci riportava sopra il discorso,
oppure aspettava a vedere se era lui a riprendere
l'argomento rapporti (strusciarsi, pomiciare, come lo
chiamava lui). In caso contrario, Nancy non perdeva
tempo e tornava ad affondare il colpo.
Ma perch i ragazzi sono sempre, come dire, cos
ansiosi?
 solo una questione fisiologica. Anche psicologica,
immagino.
Con aria innocente, una ragazza schietta, desiderosa
di sapere: Anche gli uomini pi maturi sono cos?
Gli uomini pi maturi, di sicuro. Non troppo maturi,
eh.
Me lo sono sempre chiesta. Com' che certe ragazze
sposano uomini pi maturi.
Be', se sono troppo maturi...
Quell'attore del cinema, di recente... non mi ricordo
come si chiama... insomma, lui ha cinquantanni
e la ragazza ventidue. Ventotto anni di differenza,
accidenti!
Se vanno d'accordo, se hanno eguali interessi, una
buona comunicazione reciproca, perch no?
Uh-huh. Penso di s. Se sono innamorati.
E poi restava a guardare quel serio, raziocinante genitore
che cominciava a rimuginare su questi discorsi,
nel buio della macchina, col cruscotto illuminato e la
radio a basso volume e le gambe abbronzate della ragazza
che spuntavano da quei pantaloncini cos corti.
Quanti anni hai, diciassette? Ci sarebbero solo diciotto
anni di differenza, tra di noi, diceva lui, calandosi
in un sol colpo dai tre ai sei anni di et. Riesci
a immaginartelo, che so, tra un paio d'anni, e se io
non fossi sposato, riesci a immaginarti, dicevo, io e te
assieme?
Mica l'avevo pensata, questa cosa.
Ma potrebbe succedere, non credi?
Be', penso proprio di s.
E nell'arco di poco pi di una stagione, da dicembre
ad aprile, sei genitori ancora in preda ai postumi alcolici
del dopo-festa, tutti padri che abitavano a breve distanza
l'uno dall'altro ma non si conoscevano (aveva
gi controllato), erano ormai arrivati al limite,
prefigurandosi la reale possibilit che la graziosa e minuta
Nancy Hayes, con la sua graziosa e minuta figuretta,
potesse trasformarsi in qualcosa di pi di una baby-sitter.
Tre di loro riuscirono a cavarsela. Ovvero, non
mossero un dito; sembravano provare un certo interesse
per lei; ci facevano volentieri conversazione; si titillavano
con l'eventualit di un qualcosa di pi; ma,
alla fine, non ne fecero di niente.
Tre non le sfuggirono.
Uno di questi, nel riaccompagnarla a casa, lasci la
strada principale e s'infil a motore spento tra i salici
che crescevano lungo un canale solitario. La tir a s,
anche se in mezzo a loro, tra i sedili ribaltabili, si ergeva
il vano portaoggetti, la voce di Sinatra che usciva
a basso volume dal quadro comandi, e con uno sguardo
triste e dolente le dette un dolce, lento bacio sulla
bocca. Al termine del bacio, Nancy gli si fece pi vicino
e gli lasci cadere la testa sulla spalla.
Il secondo la incontr per caso, un tardo pomeriggio,
davanti allo scaffale dei paperback nell'emporio
dell'Ocean Mile Shopping Center, e le chiese se voleva
un passaggio fino a casa; dopo di che, visto che era
una gran bella giornata, le chiese se per caso le andava
di fare un salto a Bahia Mar a guardare il rientro dei
pescatori. La sosta a Bahia Mar dur il tempo necessario
a procurarsi una confezione da sei birre e risalire
la litoranea quasi fino a Pompano, dove stavano giusto
costruendo una serie di nuovi condomini residenziali,
vuoti involucri di cemento alla luce del pomeriggio inoltrato,
che spuntavano quasi dal bel mezzo del nulla.
Parcheggiarono in quella che di l a breve sarebbe diventata
l'ala est del Castile, e il genitore si spar tre birre,
concedendole qualche sorso ogni tanto, via via sempre
pi lunghi, mentre le confidava la sua sorpresa nel
vedere come fosse pi facile parlare con lei invece che
con la moglie, e come davvero si sentisse capito. Fu pieno
di tatto, nel cingerla con un braccio e sollevarle appena
il mento, ma allo stesso tempo determinato nel
baciarla, col palmo della mano ben saldo sulla guancia
di lei. Poi Nancy gli lasci cadere la testa sulla spalla,
lo sguardo ardente, pieno di passione.
il terzo se ne torn a casa nel primo pomeriggio -
aveva giocato a golf per scoprire che sua moglie se
n'era andata a Miami a fare shopping, e aveva lasciato
Nancy col bambino: Nancy in costume da bagno, bianco,
due pezzi, ancora asciutto, che sorvegliava il pupo,
quattro anni, l dove la piscina era meno profonda.
Adesso poteva pure andarsene, ma fu lui a chiederle di
restare ancora un po', a mettere il bambino a letto mentre
lui andava a cambiarsi. Il genitore si spar tre bicchierini
e una vasca a nuoto, mentre Nancy lo osservava
da una sedia a sdraio. Poi usc dall'acqua e le si
par davanti, sgocciolante, per asciugarsi e allo stesso
tempo tirare la pancia in dentro. Ehi, le disse, ancora
non ti sei buttata? Lei rispose che doveva proprio
andare. Forza, disse il genitore, non avere paura
La tir su. Nancy oppose resistenza quel tanto che
bastava, ridendo, e si accorse che con la scusa di buttarla
in acqua le stava allungando una bella tastata.
Quando lei entr in casa, lui le and dietro per fermarsi
in cucina a farsi un altro bicchierino. Nancy raggiunse
la camera degli ospiti, l dove si era cambiata. Chiuse
la porta, si sfil il reggiseno del costume e cominci ad
asciugarsi i capelli. Non dovette attendere a lungo. -
Sei presentabile? disse lui, e apr la porta. Nancy lanci
un gridolino e gli volt le spalle. Poi lo vide avvicinarsi,
riflesso nella specchiera. Ne avvert le mani sui
fianchi, mani che si mossero poi a circondarle la vita.
Lasci cadere la testa all'indietro, proprio sulla spalla
dell'uomo.
Lo sai cosa ho intenzione di fare? disse infine alle
sue tre vittime, mentre la tenevano stretta e con la
spalla le sorreggevano la testa.
No. Cosa? risposero in un sussurro tutt'e tre le
sue vittime.
Ho intenzione di scrivere a tua moglie e dirle che
hai tentato di approfittarti di una ragazzina di sedici
anni, ecco cosa.
E cos fece.
Ray Ritchie, padre numero due, quello che aveva dato
un passaggio a Nancy per poi portarla a fare un giro
a Pompano, guard il biglietto. Lo sai che le ragazze
mi piacciono, disse a sua moglie. Ma c' un
limite a tutto. Questa, la sua dichiarazione. Ray Ritchie
aveva quasi sempre una storia tra le mani, dai fine
settimana fuori citt a certe tipe che vedeva tutto
l'anno gi in centro, e sapeva che su questa faccenda
sua moglie non avrebbe certo fatto pi problemi del solito.
Lavorava un sacco, viaggiava altrettanto, aveva
interessi in parecchie societ in aggiunta alla Ritchie
Foods; sua moglie poteva contare su una casa da
150.000 dollari, una batteria di domestici, la partecipazione
a club di ogni genere, un'ampia disponibilit
finanziaria, il loro unico figlio iscritto a un'ottima scuola.
Quindi, che credesse quel che le pareva.
Nancy non rivide Ray Ritchie prima del cambio di
stagione. Non faceva pi la baby-sitter, ma lavorava in
un negozio d'abbigliamento sportivo all'interno
dell'Ocean Mile. Questa volta, nell'imbattersi in Ray
Ritchie, lui non la port a Bahia Mar n dalle parti di
Pompano. La port al Lucayan Beach Hotel, Grand
Bahama, per un fine settimana che dur dal sabato fino
al marted.
Quel quattro di luglio, Nancy fu eletta miss Cetriolino
Sveglio. In costume da bagno verde scuro e tacchi
alti del medesimo colore, si ritrov a sfilare gi per Geneva
Beach dietro la banda della Holden Consolidated,
e a fare ciao ciao con la manina dal tettuccio della
Continental di Ray Ritchie. In agosto, scrisse a sua
madre di aver accettato un lavoro nell'ufficio pubbliche
relazioni della Ritchie Foods. La lettera in questione
l'aveva scritta dal suo appartamento sul Detroit
River, 400 dollari al mese d'affitto.
In qualit di miss Cetriolino Sveglio, le tocc partecipare
a convention, a feste promozionali, a inaugurazioni
di negozi. Assieme a Ray, si rec a Cleveland,
Chicago e Minneapolis. Dovette mettersi in posa nei
punti espositivi della Ritchie Foods e distribuire assaggi
di sottaceti. Attendere in albergo il ritorno di
Ray. Correre all'aeroporto con Ray. Ritrovarsi in locali
per soli uomini assieme a Ray e al suo gruppo, di
solito l'unica ragazza al tavolo. Passare le giornate nel
suo appartamento ad ascoltare la radio o il giradischi.
Cambiare gusti musicali e passare dagli Herman's Hermits
ai Lovin' Spoonful e ai Blues Magoos e ai Mamas
and the Papas. Leggere Vogue, Bazaar e 'Teen.
Aggirarsi per l'appartamento e finire sempre per scrutarsi
allo specchio. Fissare dalla finestra l'immobilit
invernale del Detroit River, la linea dell'orizzonte che
si identificava col profilo delle fabbriche di Windsor,
Ontario. Trafficare un po' con un addetto marketing
del reparto pubblicit della Ritchie Foods che fingeva
di essere rilassato ma che non faceva altro che lanciare
occhiate alla porta. Passare interi fine settimana da
sola, le volte che Ray era a Fort Lauderdale con la famiglia.
E gi stava pensando di andarci anche lei, la
prossima volta, a vedere cosa stava combinando sua
madre, quando Ray le chiese se per caso aveva voglia
di trascorrere l'estate nella casa sulla spiaggia: lui si
sarebbe fatto vedere abbastanza spesso, e l faceva molto
pi fresco che a Detroit.
La luce del sole batteva sulle finestre e sulla moquette
azzurro chiaro, un pomeriggio di fine maggio,
l'appartamento immerso nel silenzio perch, appena
entrato, Ray aveva spento la radio. Lui aveva dieci minuti
di tempo per cambiarsi e buttare qualcosa in valigia
per la notte. Destinazione Chicago. Quaranta minuti
per raggiungere l'aeroporto. Lei gli aveva preparato
uno scotch e soda e si era seduta sul divano,
mentre lui si cambiava d'abito, spuntava parecchie volte
dalla camera da letto col bicchiere in mano, riceveva
due telefonate e ne faceva una, e si decideva infine
a fermarsi a dirle della casa sulla spiaggia.
E tua moglie, lei non ci va mai?
Un paio di volte, forse. Di solito se ne sta a casa a
giocare a golf. Va a giocare a golf tutte le mattine, e
passa il pomeriggio a bere gin and tonic.
E io che faccio, quando viene?
Ti sposti nel capanno di caccia. Oppure torni qui, se preferisci.
Filarsela dal retro, insomma, mentre lei entra dalla porta principale.
Se non ti piace cos com', disse Ray Ritchie,
ti far accompagnare da qualcuno all'aeroporto.
 bello sapere che non puoi vivere senza di me.
Ti ho promesso forse qualcosa? Al momento siamo
pari e patta, se non sbaglio, se per caso vuoi togliere
il disturbo. Sono in debito con te?
Ah, ecco che spunta l'uomo d'affari.
Proprio cos, un accordo. Ho forse detto che era qualcos'altro?
Non hai neanche detto cos'era.
Certo che sei proprio carina, Nancy, le disse Ray
Ritchie. Dovessi rimpiazzarti, ci metterei forse una settimana.
Quando se ne fu andato, lei rimase sul divano, conscia
del silenzio del pomeriggio e, allo stesso tempo, di
essere rimasta sola. Rimase l, tranquilla, mentre Ray
e il suo gruppo si fiondavano a Chicago a partecipare
a chiss che stupido meeting, o a ispezionare chiss che
stupida fabbrica e prendere grosse, importanti decisioni
sui loro stupidi affari.
Wow. E lei che se ne stava l ad aspettarlo.
L'indomani l'avrebbe chiamata, nel corso del pomeriggio,
e intorno alle sette si sarebbe fatto vedere
con uno o due tipi del suo gruppo. A lei sarebbe toccato
mettere sul fuoco le bistecche, mentre quelli continuavano
a elaborare le loro grosse, importanti considerazioni
e decisioni, fin verso le undici. Poi lei e Ray
sarebbero rimasti soli, e quel pezzo grosso aziendale
trasformatosi nel suo amante avrebbe pronunciato
qualche frase memorabile tipo Vieni qui, pupa. Ti sono
mancato? Diosanto. E via con la scena madre. Lei
gli avrebbe lanciato uno sguardo di fuoco, capelli a coprirle
un occhio, poi via a fare il giro della casa per spegnere
tutte le luci e portare i bicchieri in cucina, e al
momento di entrare in camera da letto se lo sarebbe
trovato davanti, il vestito di taglio italiano, monobottone,
sul pavimento, la pancia in dentro, l'alito che sapeva
di scotch e salsa Worcester.
Da non credere.
Ed era pure capace di rimpiazzarla in una settimana,
pens Nancy. Lo sapevi, questo?
Okay. Poteva fare le valigie, cos su due piedi, e levare
le tende.
Poteva far piazza pulita di lampade, piatti e bicchieri,
e levare le tende.
Poteva far venire quelli della Ivory Brothers, l'indomani
mattina, a portare via tutta la mobilia e metterla
in un deposito.
Niente di tutto questo. Si alz, and ad accendere
la radio e cominci a pensare alla casa sulla spiaggia,
chiedendosi se le sarebbe piaciuta e se ci sarebbe stato
abbastanza da fare. Dopo un anno passato assieme a
Ray Ritchie, le spettava una liquidazione di ben altro
che qualche mobile e un po' di vestiti. Ci puoi scommettere
il culo, Raymond.
Nella prima parte di giugno si limit a prendere il sole
accanto alla piscina e farsi una bella abbronzatura;
ma alla fine del mese prov la necessit di inventarsi
ben altro da fare che starsene sdraiata qua e l o giocare
alla vita domestica le volte che Ray si faceva vivo.
Con la pistola da tiro al bersaglio se la spass per circa
una settimana. Era una Woodsman calibro 22 a canna
lunga, che aveva comprato in Florida perch le era
piaciuta la linea, o magari perch sentiva il bisogno di
avere, di sapere di avere un'arma; forse era questo il
motivo. Il primo bersaglio fu la vetrina di un alimentari
sulla Shore Road. Si ricordava di esserci andata in
macchina, da quelle parti, sul calar della sera, e di essersene
poi tornata indietro sui settanta all'ora. Le restava
sulla sinistra, quel negozio, ormai chiuso ma con
una luce all'interno, e a un certo punto appoggi il braccio
sul bordo del finestrino abbassato e spian la pistola
che reggeva nella mano sinistra, senza prendere
la mira ma puntandola all'incirca in quella direzione.
Spar tre colpi e, nel passare davanti al negozio, ud la
vetrina saltar via, proprio mentre premeva l'acceleratore
a manetta per togliersi di l pi in fretta possibile.
Il gioco consisteva nello scoprire se fosse in grado di
beccare una vetrata senza mirare, con la destra o con
la sinistra, si trattasse di villette, fondi commerciali,
insegne, spingendo la macchina fino a un massimo di
cento all'ora; una sorta di galleria di tiro ma al contrario.
Aveva provato anche con le barche, sparando dagli
alberi o da terreni abbandonati, ma di solito quelle
erano troppo lontane, ed era un casino capire se avesse
fatto centro o no. Ufficialmente Nancy era andata
solo quattro volte, in giugno, a fare le sue battute di
caccia, ma erano state sufficienti a suscitare storie di
prima pagina che evocavano il Cecchino Fantasma,
con tanto di foto delle vetrate infrante, sia nei giornali di Geneva Beach sia in quelli di Holden. Aveva anche
scorso i giornali di Detroit, senza per trovare una
sola menzione del fatto.
Una volta era anche stata l l per raccontare tutto a
Bob junior, ma poi all'ultimo momento aveva deciso di
no. Non avrebbe mica capito. Avrebbe aggrottato la
fronte, e detto qualche stupidaggine. E comunque,
all'inizio, a stuzzicarlo si era divertita.
Mentre Bob junior lavorava al montaggio della nuova
rampa di scale per scendere in spiaggia, installando
i pali di sostegno e inchiodando ringhiere e scalini,
Nancy prendeva il sole sulla sabbia. Un lavoro che Bob
junior avrebbe potuto finire in pochi giorni, secondo
Nancy, ma che lo tenne impegnato un'intera settimana.
Nancy se ne stava su una stuoia di paglia, col suo
bikini azzurro chiaro, scolorito ad arte, e di tanto in
tanto alzava gli occhi a guardarlo: Bob Rogers junior,
a torso nudo, con tanto di cappello da cowboy e grembiule
pieno zeppo di chiodi. Aveva una pelle color marrone
rossiccio, e i peli del petto e delle braccia gli brillavano
al sole. Non certo un brutto aspetto, anzi molto
animalesco, anche se lo stomaco aveva gi iniziato
a debordargli sulla cintola, e tempo qualche anno sarebbe
diventato una vera schifezza ambulante.
Il pomeriggio del terzo giorno Nancy non si fece vedere,
sulla spiaggia. Ma verso le tre comparve sull'orlo
del pendio, con una bottiglia di birra in una mano e
un bicchiere di vero cristallo nell'altra, in una posizione
un po' scomposta, a gambe larghe. Lui sal su, e assieme
raggiunsero la piscina, con Bob junior che beveva
la birra mentre facevano conversazione. Nancy che
giocherellava col piede, tracciava disegni con l'alluce e
poi alzava gli occhi a guardarlo, sorridendo. Anzi, a un
certo punto perse quasi l'equilibrio, sul bordo della piscina,
e allung una mano per afferrargli il braccio, sentendone
contrarsi il muscolo. Che coglione. Lui si fum
due sigarette e bevve la birra a piccoli sorsi, per farla durare.
Quando torn, il pomeriggio seguente, Bob junior
indossava una camicia sportiva, pulita. Non riusciva pi
a trovare la livella, e si chiedeva se l'avesse lasciata l.
Dopo aver fatto su e gi per le scale, con un sacco
di scena, a scrutare il pendio oltre la ringhiera, disse
infine no, doveva essere nel camioncino e non l'aveva
vista. Ma gi che c'era, non  che Nancy aveva voglia di farsi un giro?
Dove?
Non so. Gi per la spiaggia.
Perch non restiamo qui? disse Nancy. Non
c' nessuno, in casa, aggiunse poi, guardandolo con
quegli occhi marroni carichi di promesse.
L'hai detto tu, eh, ridacchi Bob junior.
A questo punto, lei non era pi tanto sicura del da
farsi. Tuttavia, se lo port dietro, offrendogli una birra
sul patio e rifilandogli il trattamento base: lo sguardo
da sotto in su, i capelli scuri di traverso su un occhio,
il piede sull'orlo della sedia di lui, proprio accanto
alla sua gamba, sporgendosi per armeggiare col
cinturino del sandalo e per concedergli una buona panoramica
dell'interno della camicetta. Era gi arrivato
alla birra numero tre, quando gli scapp detto qualcosa
dei suoi figli. Nancy si chiese perch non ci avesse
pensato prima. Certo che era sposato; trentadue o trentatre
anni, la vita intera passata a Geneva Beach, che
altro doveva fare?
 di Geneva Beach, tua moglie?
No, lei viene da Holden.
Ma eravate compagni di scuola.
S. Come fai a saperlo? .
E da quant' che siete sposati? Dieci anni?
Nove.
Vediamo... tre figli.
Due maschi. Uno di otto e uno di sei.
E gli fai un po' da fratello maggiore? Li porti a pesca,
in campeggio?
Be', una volta ogni tanto. Mi sono comprato questa
barca, un paio d'anni fa, un sei metri con un bel
Mercury da novantacinque cavalli.
Sembra una bella cosa.
Possiamo spingerci al largo, con questa. E dico al
largo davvero.
E far cosa?
Pescare. Quel che vuoi. La stava fissando. Dovr
fartela vedere, una volta o l'altra.
Quando? chiese Nancy. Intanto, veniamo al sodo.
Dopo la prima volta, quando a Bob junior tocc accostare
il pi possibile a riva perch lei non sapeva qual
era la sua barca, Nancy arriv a nuoto dalla spiaggia e
lui rimase ad attenderla, alla deriva, guardando le sue
bracciate fluide, per poi tirarla su scintillante dall'acqua
e spingere allo stesso tempo la pancia in dentro e i
muscoli delle spalle in fuori.
Poi, motore a tutta manetta, Bob junior si sedette al
timone, di lato, sotto il tettuccio di tela, e Nancy si allung
su una sdraio di plastica, nel pozzetto, proprio accanto
al 95 cavalli della Mercury, cos che avesse qualcosa
cui pensare al suo ritorno a casa, dalla moglie originaria
di Holden e dal maschio di otto e quello di sei.
La terza volta gli dette qualcosa cui pensare per il
resto della vita. Mentre lui era intento a scrutare in lontananza,
a osservare la prua che fendeva le acque del
lago, Nancy si tolse il reggiseno del bikini e torn a sedersi,
a occhi chiusi.
Le sarebbe piaciuto vedere la sua reazione a quello
spettacolo, ma non era il modo giusto di fare. Invece
bisognava restare a occhi chiusi, aria noncurante, una
sorta di innocenza del tutto naturale. Alla fine il motore
si spense, e Nancy avvert la barca che si muoveva
alla deriva e il peso dell'uomo in coperta.
Certo che quando dici di prendere il sole, lo prendi
proprio tutto.
Lei apr gli occhi. Uh-huh.
Ho sentito parlare di topless, ma questo...
Era in piedi proprio sopra di lei, e si affrett a chinarsi
su un ginocchio, a posare un braccio sulla sdraio.
Non si capisce quanto  abbronzata una persona, -
disse, finch non si vede la differenza, eh?
Per la fine dell'estate vorrei essere abbronzata dappertutto.
Per me, fa' pure. Chi vuoi che ti veda, quaggi?
Mi sa che non posso.
Forza. Non pu vederti nessuno.
Tu s.
Io? E che diamine, credi che non abbia mai visto
una ragazza nuda, prima d'ora?
Sicuro. Tua moglie.
Lui rise. Anche qualcun'altra, non ti pensare. Forza,
su. Di nuovo serio.
Sta' buono, disse Nancy. Ho bisogno di conoscerti
un po' meglio. Poi sorrise, quasi maliziosa.
Chiuse gli occhi, si sporse all'indietro e appoggi la testa
sull'intelaiatura di alluminio, cos da offrirgli un bel
profilo, dal naso all'ombelico.
Trascorso un minuto, fu certa che a questo punto
non le sarebbe pi saltato addosso. Era un rischio che
non era disposto a correre. Si ritrovava a portata di mano
un qualcosa cui non aveva mai potuto aspirare, in
precedenza, e non voleva certo mandar tutto a gambe
all'aria abbrancandola proprio la prima volta.
Per un po' nuotarono attorno alla barca, e mentre
rientravano a riva Bob junior sugger che forse avrebbero
potuto farlo anche l'indomani. Nancy disse che
era spiacente, ma aspettava una visita di Ray. E nei
giorni successivi gli si tenne ben alla larga, guardando
dal promontorio l'arrivo della barca che dal largo si
spingeva a curiosare e nascondendosi non appena lo
sentiva scendere di giri e accostarsi a riva.
La settimana dopo, Nancy si affianc al pick-up di
Bob junior a un semaforo di Geneva Beach, e vide la
sua espressione vacua rompersi in un largo sorriso ebete,
quando lui gir lo sguardo dalla sua parte e si sporse
dal finestrino.
Ehi, sconosciuta! Ma dov'eri finita?
Nel prendere il largo, il giorno seguente, Bob junior
era bello rilassato e sorridente, oltre a fumare come un
turco, e le indicava le varie formazioni nuvolose e i punti
di riferimento lungo la costa, con tutta una serie di
considerazioni sul buon comportamento della barca.
Sai una cosa, le disse infine, spegnendo il motore,
non credo di aver mai avuto a che fare con una
come te.
Magari  solo una sensazione, rispose Nancy.
Certo che  una sensazione, ma una sensazione mica
male.
E magari riesco anche a comprenderti meglio di
tua moglie. E senti adesso che dice, pens poi. Dice...
Buffo che tu dica proprio questa cosa.
E io non ho mai incontrato uno come te, disse
Nancy.
Bob junior aspir ben bene e fece volare la sigaretta
dalla murata, lontano, poi torn a guardare la ragazza.
Pensi di toglierti il reggiseno?
No, oggi no.
Che significa, oggi no?
Fa troppo freddo.
Troppo freddo! Per l'amor di dio, ma se ci sono
pi di trenta gradi!
Sar, disse Nancy. Avr beccato un colpo di
freddo, roba cos. Ce l'hai un maglione?
Nel rientrare a terra, lui quasi non spiccic parola.
Continuava a guardarla, seduta con le gambe sotto di
s e il maglione ben tirato fin sotto le ginocchia. Di
quando in quando lei gli rifilava un sorriso, tanto per
fargli sapere che se proprio la voleva, avrebbe dovuto
inventarsi ben altro che un giro in barca.
E adesso, mentre Bob junior stava ancora cercando
di scoprire cosa avrebbe dovuto inventarsi, Nancy aveva
ormai cambiato obiettivo.
In testa aveva un'immagine ben nitida di Jack Ryan,
che sfoggiava la sua muscolatura accanto alla macchina
di Ray. Gi ne aveva incontrati, di tipi come Jack
Ryan, in Florida, e gi riusciva a vederselo, che si aggiustava
i capelli davanti allo specchio, che si guardava
riflesso, che si apriva una birra in cucina: ormai scuro
di pelle e sodo, ben tirato, proprio sopra e sotto le
linee dell'abbronzatura, magro e di movimenti lenti,
un vero poseur.
Ma in lui c'era ben altro, ben altro che quell'atteggiamento
e quella fedina penale, vale a dire la resistenza
all'arresto e il furto con scasso e ci che aveva fatto al
caposquadra degli stagionali. Su Ryan, Nancy aveva
una sensazione. Non un qualcosa di emotivo, una semplice
attrazione fisica, ma una sensazione precisa, ben
focalizzata. Le era bastato vederlo, per capire all'istante
che in Jack Ryan, o in uno come lui, stava la risposta:
la sua via d'uscita, con ben altro in mano che qualche
pezzo di mobilia o un po' di capi di vestiario.
L'idea le era venuta all'improvviso, subito dopo
averlo visto al baraccamento degli stagionali. Come
idea era folle, cos assurda che il solo pensiero l'aveva
fatta sorridere, il pensiero di come ci sarebbe rimasto
Ray Ritchie. Ma pi ci rimuginava sopra, pi le piaceva.
Era davvero fantastica, fuori di testa, e ben al di l
di qualunque cosa avesse mai architettato in precedenza.
Il guaio era che dipendeva in tutto e per tutto
da Ryan. Tanto per cominciare, dal fatto che lui se ne
restasse a Geneva Beach invece di tornarsene a casa, e
poi dalla sua faccia tosta, dalla sua sfrontatezza. Nancy
era quasi convinta che sarebbe rimasto volentieri, se
solo avesse avuto un valido motivo per farlo.
E se questo motivo non ce l'aveva, sarebbe toccato
a lei procurargliene uno. Cosa che non si preannunciava
troppo difficile. Infine, giocherellarci un po', per vedere che tipo era.
Ma l'intera faccenda, lui che se ne restava in zona e
l'idea di Nancy che andava avanti, era legata al cento
per cento al sangue freddo di Jack Ryan.
E se questa dote esisteva, avrebbe dovuto scoprirlo lei.
...
.
...
CAPITOLO 5.
...
.
...
Ehi, ce l'hai un po' di tempo per fartene una con
me? Il signor Majestyk aveva fatto perno su se stesso,
le gambe massicce e divaricate, i tacchi ad arpionare
il poggiapiedi dello sgabello.
Ryan l'aveva notato, a tre posti di distanza: sembrava
una sorta di ex giocatore professionista di football,
forse un'ala, le braccia tozze piantate sul bancone
e nel portacenere un sigaro ormai spento. Non aveva
fatto altro che parlare di pesca al barista, che quel
giorno i persici dovevano essere in sciopero, e Ryan era
stato a sentire perch erano l vicino e non c'era altro
da fare. L'idea era di farsi un'altra birra, quindi se quel
tipo era disposto a offrire da bere, nessun problema.
Poteva andarsene in qualunque momento. Il tipo si spost,
e guarda caso attaccarono a chiacchierare quasi
all'istante: il signor Majestyk a far cadere il discorso
sulla foto del giornale, Ryan con la mazza da baseball,
e a dire che l'aveva riconosciuto subito, Luis Camacho.
Certo, l'ho gi visto prima, quello spik disse.
NOTA: Variante (errata) di spic o spik, termine offensivo riferito ai latinoamericani. FINE NOTA.
Un paio di settimane prima li aveva buttati fuori dalla
sua spiaggia privata, Camacho e una tipa spik. Finch
la gente ci passa a piedi, sulla battigia, nessun problema.
Ma quel tale si era sistemato con tanto di stuoia,
e quindi lui e quella ragazza se ne stavano su una propriet
privata. E quindi glielo vado a dire, tranquillo
tranquillo: Guarda che te ne devi andare, questa  propriet
privata. E lui s'incazza. Cristo, avresti dovuto
sentire che linguaggio. Niente di nuovo, va bene, ma
davanti a tutti i miei clienti. L'impulso  stato quello
di mandarlo a gambe all'aria, quel figlio d'un cane, ma
t'immagini che figura? Che razza di posto  mai quello,
col proprietario che si fa tirare in una rissa? Bisogna
sapersela cavare meglio di cos.
Com' messo, il suo posto? Capanne?
Capanne? Il Bay Vista su Shore Road? Come a
voler dire, Ma per chi mi prendi? Capanne. Abbiamo
quattordici bungalow, ciascuno con due camere da
letto, bagno, soggiorno e cucinotto, con veranda coperta,
e sette stanze tipo motel. Inoltre c' anche una
piscina, un tavolo per i tornei di piastrelle, un'area giochi
per i bambini.
E com' andata a finire, con Camacho?
Be', insomma, la ragazza  su di giri come una puttana
in chiesa, e gli dice qualcosa e cos fanno per andar
via. Ma a un certo punto lui si gira e mi fancula col
dito in aria, sai com', come a dire ecco dove puoi cacciartelo,
amico caro. Se non l'ho rincorso...
Stava cercando rogne col lanternino, disse Ryan.
Non fossi stato io, sarebbe stato qualcun altro.
 la stessa cosa che ho pensato io, disse il signor
Majestyk. Ce l'hai, tempo per un'altra?
Penso di s.
Di un tavolo che ne dici? Ci stiamo pi comodi.
Ryan lo segu. Era un bel posticino. Odore di birra,
d'accordo, ma non si trattava di una bettola di paese o
di un bar da una botta e via. Era un bar da spiaggia, da
porticciolo, con tanto di rete da pesca e salvagente e
oggetti d'ottone alle pareti bianche, e una buona vista
sulla darsena. Tranquillo, s, ma non troppo. Un jukebox
in sottofondo, e la gente che chiacchierava, si rilassava,
nessuno vestito a festa; gente che se n'era uscita
in barca e si era fermata l a farsi un paio di birre.
Era proprio un bel posticino. Ci aveva fatto subito caso,
alla cameriera, e anche lei non era affatto male:
bionda, coda di cavallo, calzoni rossi aderenti. Gli era
passata accanto nel dirigersi verso il bancone a ritirare
le consumazioni da servire, in un punto contrassegnato
da maniglie ricurve e cromate, simili alla sommit
della scaletta di una piscina.
Poi, al tavolo, con un grosso boccale di Michelob e
un paio di sacchetti di Fritos e qualche nocciolina salata;
il signor Majestyk che gli faceva domande su Camacho
e sulle sue capacit di caposquadra, e continuava
a sbagliare le consonanti, aveva una bella lingua
sciolta ma accidenti quanto chiacchierava.
Poi, per forse un minuto, non disse pi nulla. Ryan
si guard attorno e bevve un sorso di birra e infine il
signor Majestyk riprese a parlare. Ascolta, vuoi che
ti dica una cosa?
Sentiamo.
Quando eravamo al bancone, non avevo intenzione
di rivolgerti neanche la parola. E poi mi sono detto:
Ma chi se ne frega.
Ah s?
Lo sai che hanno un filmino, di te che meni quel
tale?
L'ho sentito dire.
L'ho visto l'altro giorno. Tre volte.
Adesso Ryan lo stava guardando. E come mai
gliel'hanno fatto vedere?
Be', metti che non avessero lasciato cadere le accuse
e fossero andati al processo. Ti sarebbe toccata
udienza con me Il signor Majestyk tacque. Sono il
G. P. del posto, il giudice di pace.
Ryan gli tenne gli occhi addosso.
Ti sto solo dicendo perch ho visto il filmino, ecco
tutto.
E a che scopo, questa birra?
Sono anche membro della Camera di Commercio.
Ryan non sorrise. Devo proprio andare.
Amico, se questa faccenda ti rende nervoso, altroch
se fai bene, ad andare.
Non c' proprio niente che mi rende nervoso
Ryan sorseggi la birra.
E per ti hanno detto d'andartene. Il signor
Majestyk attese che Ryan si fosse un po' rilassato.
Non ci sono accuse, contro di te. Come fanno a costringerti
ad andare via, se tu vuoi restare?
S'inventeranno qualcosa. Vagabondaggio, o roba
del genere.
Soldi, ne hai?
Ryan lo guard. Quanto basta.
E allora, come fanno ad arrestarti per vagabondaggio?
Ti  gi successo altre volte?
No.
Girava voce su altri tuoi precedenti arresti, un
paio. Furto d'auto?
Rubata, s, ma solo per farci un giro. Pena sospesa.
E questa storia di resistenza all'arresto?
C'era uno che mi stava rompendo i coglioni. Gliele
ho date.
Lo sbirro?
No, prima.
E con cosa?
Con una bottiglia di birra.
Rotta?
No, quel tipo aveva cercato di tirar fuori qualcosa.
Non  che mi hanno arrestato per percosse.  stato dopo,
quando lo sbirro mi ha detto di gettare la bottiglia.
Non l'hai gettata abbastanza alla svelta.
Ryan si era messo a guardare la cameriera. Lei aveva
assunto quell'aria in maschera tipica delle cameriere,
che nulla rivelava, se non farti sapere che non eri
proprio niente di speciale. Ci stava che non fosse altro
che una tipa piena di s, una che era solamente stupida
ma non lo sapeva. Tipe come quella lo facevano incazzare.
Eppure era carina: camicetta inamidata, a ruches,
e quei calzoni rossi, aderenti, una sorta di completo
da spadaccino. Arriv con un altro boccale di
birra. Ryan guard il signor Majestyk rifilarle una bottarella
sul culo, e lei che sembrava non farci caso.
Com' che ti chiami, tesoro? La manona dell'uomo
posata, con delicatezza, su quel fianco fasciato di rosso.
Mary Jane.
Mary Jane, ti presento Jack Ryan.
Gi l'avevo visto, disse lei, e guard Ryan nel sistemare
il boccale sul tavolo. Lui incroci gli occhi della
ragazza, cosa che gli provoc una strana sensazione.
L'aveva gi visto prima. Sapeva chi era. Aveva gi preso
delle decisioni sul suo conto. La osserv voltarsi di
nuovo verso il bancone, una piacevole figuretta in calzoni
rossi aderenti.
Con certa gente, l'avrei usata volentieri anch'io,
una bottiglia di birra, disse il signor Majestyk. Avevo
una mescita a Detroit, quanto sar ormai, quindici
anni fa? Ci venivano gli operai alla fine del turno in
fabbrica, alla Dodge Main. Tutti quanti, uno dopo l'altro,
un bicchierino e una birra. E io gi glieli facevo
trovare tutti in fila, sul bancone, ogni sgabello con i
suoi bicchieri davanti, poi arrivavo in fondo, tornavo
indietro e mollavo un secondo giro a tutti quanti.
Lo sguardo di Ryan segu la cameriera. Un bel nastrino
nero a fermarle la coda di cavallo. Carino, il nero
sui capelli biondi.
Poi risalivo il bancone un'altra volta, disse il signor
Majestyk, e boom boom boom, spazzavo via i
quattrini. Al terzo viaggio, solo a chi ne voleva ancora.
Una volta c'era un tipo mai visto prima e mi fa,
Porca miseria, ma com' che ti ricordi quel che beve
la gente? Stupito. E io gli faccio spallucce come se
nulla fosse. Tutti i polacchi della zona non bevono altro
che Seven Crown e Strohs. Sessantacinque cent.
Ryan lasci il borsone di tela al banco del bar, e se
ne andarono a pranzo in un ristorante sulla Main
Street, Estells: bancone e separ, con piani in formica
e tovagliette segnaposto che descrivevano il Michigan
come The Water-Winter Wonderland.
NOTA:  Slogan promozionale utilizzato dal 1965 al 1967 sulle targhe automobilistiche dello stato del Michigan. FINE NOTA.
Presero bistecca e patate fritte, visto che Ryan aveva scommesso
che le patate lesse non ce le avevano. Infatti.
Il signor Majestyk lo guard fisso, ingobbito coi gomiti
piantati sul tavolo. Ti piacciono le patate lesse?
Patate lesse, certo, cos come sono o anche con un
po' di prezzemolo, disse Ryan. E il vero sapore della
patata, quello.
Proprio cos! disse il signor Majestyk, con un tono
che implicava l'esattezza di quella risposta.
Quando ancora stavo coi miei, disse Ryan, la
domenica mia madre cucinava arrosto di vitella o di
maiale, e patate lesse. Non pur, no, n fritte o altro.
Lesse e basta. Prendi due o tre patate lesse, le fai a fette,
e le sistemi su met piatto. Poi ci versi sopra la salsa.
Ma hai voglia di trovare le patate lesse in un ristorante.
Dov' che stavi, a Detroit?
Highland Park. Poco pi a nord di dov'era la Ford
Tractor. Dalle parti di Sears.
Lo so dov'. Tuo padre lavora alla Ford?
Lavorava alla DSR, l'azienda trasporti, ma  morto
quando avevo tredici anni.
Avevo certi amici che lavoravano alla DSR. Che
diamine, quando hanno cominciato, ancora esistevano
i tram. Adesso sono tutti in pensione, o hanno cambiato
lavoro.
Mio padre non l'ha mai guidato, un tram. Mi ricordo
solo che guidava un autobus Woodward. Una linea
con la scritta RIVER all'andata, e FAIRGROUNDS al ritorno.
Ci ho viaggiato, certo.
Non parlarono molto, indaffarati con bistecche e patate
fritte. A Ryan tornarono in mente i pranzi della
domenica, nella sala da pranzo che gli faceva anche da
camera da letto: sua madre, le sue sorelle pi grandi e
il pi delle volte i loro ragazzi; suo padre, invece, non
sempre, perch certe volte la domenica era di servizio.
Era un appartamento con due camere da letto, al quarto
piano, l'ultimo, di un vecchio palazzo; una camera
per i suoi genitori, le sorelle nell'altra, sempre strapiena
di vestiti e riviste e bigodini e cianfrusaglie varie.
Lui dormiva nella sala da pranzo, su un divano letto
coi braccioli in legno d'acero, e teneva camicie calzini
e mutande nell'ultimo cassetto del secrtaire del soggiorno.
Era l al tavolo della sala da pranzo che faceva
i compiti, col suono della TV che gli arrivava dal soggiorno,
ed ecco che arrivava suo padre col suo changer
e col berretto grigio azzurro della DSR sulle ventitr,
schiacciato come quelli dei piloti della seconda guerra
mondiale. Se si era gi fermato a farsi un bicchierino,
massimo un paio, si capiva subito. Nel suo giorno libero,
invece, si piazzava al tavolo della sala da pranzo,
camicia sportiva pulita, capelli ben pettinati e scarpe
lustre, e faceva solitari con le carte. Andava avanti per
quasi l'intera giornata, sigaretta all'angolo della bocca,
testa ben eretta e occhi semichiusi puntati sul tavolo.
Nel pomeriggio passava alla birra e alla lettura del giornale.
Non leggeva altro che quello.
Vuoi un po' di A-one?
No, solo del ketchup.
Suo padre non sembrava un autista di autobus. Era
di bell'aspetto. Capelli scuri. Disinvolto. Ben vestito.
Ma lo era, un autista di autobus, ben oltre la quarantina,
con una paga di circa centoventicinque dollari la
settimana, moglie e tre figli a carico e piccolo appartamento
in un palazzo pieno di odori di cucina e dall'atrio
scrostato. Aveva voglia di schiacciarsi il berretto e calcarselo
di traverso, per far finta di pilotare un 707 o
una camionata di esplosivi su per l'Alcan, tanto sempre
un autobus della DSR restava, e non c'era proprio
verso di farlo sembrare qualcos'altro.
Il dolce, ti va?
Non credo. Ryan bevve un po' d'acqua. Sa
com', mio padre  morto a quarantasei anni.
Be'. Il signor Majestyk si stava fissando la mano
che reggeva il bicchiere dell'acqua, e anche gli occhi
di Ryan andarono a posarsi su quella mano, massiccia
e indurita, le nocche gonfie e le unghie scheggiate
e ingiallite, una mano che riusciva a far sembrare
il grosso bicchiere del ristorante minuscolo e fragile.
Che dire. Si muore, e basta.
Gi. Si muore tutti quanti, mi sa.
Non volevo dire questo, fece il signor Majestyk.
Non in questo senso. Ci tocca morire, questo s. Uccidersi
no, non  lecito, ma lo scopo dell'esistenza 
proprio questo, morire. Tu sei cattolico? Col nome che
ti ritrovi...
Gi. Almeno, lo ero.
E allora, com' che non capisci cosa intendo?
Non ho mai fatto il chierichetto, o roba simile.
Mica devi aver fatto il chierichetto, per l'amor del
cielo. Qualcosa ti avranno insegnato, o no? In chiesa
ci sarai andato.
Non tocchiamo quest'argomento.
Lo sguardo del signor Majestyk rest saldo, poi inizi
ad allentarsi, per poi fondersi in un sorriso a tutta
perfetta e fasulla dentatura. Ma che discorsi stiamo
facendo, perch si vive e perch si muore. Forza, facciamo
un salto al Pier.
Non vide la cameriera in calzoni rossi. Se n'era andata.
Al suo posto ce n'era un'altra, tracagnotta e con
un che di indiano. Qua e l nel locale c'erano anche diverse
ragazze, ma tutte sembravano accompagnate. Il
rumore era cresciuto, le luci erano accese e la clientela
era aumentata. Una lunga tavolata di ragazzotti che bevevano
birra, con l'aria di studenti universitari appena
tornati da un giro in barca, a vela o a motore, facevano
un gran casino senza mai chetarsi. Non era pi il
bel posto di qualche ora prima.
Quando furono tornati ad accomodarsi a un tavolo,
con un boccale di birra, Ryan vide Bob junior fare il
suo ingresso in compagnia di una ragazza. Non la riconobbe
subito, perch era impegnato a osservare Bob
junior che fendeva la folla appostata in fondo al bancone.
Lui era tutto tirato a lucido, in una ganzissima
camicia sportiva a scacchi, con le punte del colletto che
andavano a toccargli le spalle e le maniche arrotolate
una sola volta, orologio dal cinturino metallico, di quelli
elastici, un gran culone che ormai gli ciondolava dallo sgabello del bar e capelli pettinati all'indietro come
Roy Rogers. La sua compagna si rec subito in bagno.
Insomma, c'erano tutti questi tipi della Dodge
Main, alla fine del turno, stava dicendo il signor
Majestyk, ma prova a farceli venire la sera, se sei in
gamba.
Bob junior guard dalla loro parte, verso l'estremit
opposta del bar. Figurarsi se non aveva una fronte bianca
come il latte.
Be', si era d'agosto, e allora perch non provare
col granturco? Mettiamo un cartello fuori che dice con
cinquanta cent mangi quanto vuoi. Per avevamo
un solo pentolone, e di proposito. Un pentolone che
non teneva pi di una ventina di pannocchie. Cos quei
tipi venivano a vedere quanto ne riuscivano a mangiare.
Cinquanta cent, che sar mai. Ma gli toccava sempre
aspettare, perch avevamo una sola pentola e pi
di tante pannocchie non riuscivamo a cuocere, capisci?
E quindi, aspetta aspetta, finivano sempre per bere,
tanto per passare il tempo. Da un lato gli vendevamo
da bere, e dall'altro gli vendevamo il granturco. Ci conveniva
anche con quello, perch ci costava venticinque
cent la dozzina, e a quei tipi veniva cinquanta, giusto?
A questo punto, il signor Majestyk si rilass, il vero
uomo di successo. Ma nessuno riusciva a mangiarne
pi di dodici, quattordici a testa, di pannocchie.
Ryan sorrise, e abbozz pure una risatina, anche se
non era per questa storia di polacchi e di granturco; 
che aveva intravisto la brunetta riemergere dal bagno
delle donne e l'aveva riconosciuta, e una strana sensazione
gli era corsa dritta gi per la schiena, dalla punta
dei capelli fino al coccige.
Lo conosce quella sorta di Roy Rogers, quello che
lavora per Ritchie? disse poi, a sorriso esaurito.
Il signor Majestyk si stava tergendo un occhio con
una manona nocchiuta.
See, lo vedo.
Chi  quella assieme a lui?
A questo punto il signor Majestyk si raddrizz e si
guard alle spalle, con calma e cautela, cos da non farsi
scorgere da nessuno. Bevve un sorso di birra. Quella
ragazzina  nei guai.
Chi ?
Ho scordato il suo nome. Nancy qualcosa. Dovrebbe
essere una sorta di segretaria di Ritchie, ma 
chiaro che si tratta di una stronzata.
 lui che la tiene qui?
Hai detto la parola giusta, amico. La tiene e la
mantiene.
Da che parte?
In questa casa che ha sulla spiaggia. Quando arriva
sua moglie, a quella tipa tocca spostarsi nel capanno
da caccia dalle parti della fattoria.
Sembra giovane.
Quanto credi che bisogna avere?
Intendo per lui. Ritchie.
Va' a chiederglielo. Come faccio a saperlo?
E che ci fa con Bob junior?
Il signor Majestyk torn a guardarsi attorno. Quello stupido figlio di puttana. Uno che ha un buon lavoro,
una bella famiglia, una barca veloce. Il suo vecchio
affitta tutte le terre alla Ritchie Foods, per la raccolta
dei cetrioli, e a Bob junior non resta altro da fare che
star dietro ai braccianti...
 una testa di cazzo.
Il signor Majestyk fece spallucce, e una smorfia. 
un tipo a posto, soltanto un ragazzone. Pensa di essere
il Lone Ranger, roba cos.
Ha detto che la ragazza  nei guai.
Guida pericolosa. Ha un'udienza fissata presso la
mia corte tra un mesetto.
E che c' di cos grave?
Il signor Majestyk si sporse sul tavolo, strisciando sugli
avambracci. Mica sto parlando di bucare un semaforo
rosso. Ha quasi spacciato una coppia di ragazzini.
Sa per certo che  colpa sua?
Di sicuro. Erano due ragazzini, due tipi di Geneva
su una macchina che stava in piedi per scommessa,
che andavano in giro a fare un po' di casino, sai com',
a sfidare qualcuno a chi va pi forte. Hanno beccato
quella tipa alla guida di una Mustang, e quindi l'hanno
affiancata e hanno cominciato a fare i grossi, questo
e quello, a chiederle se preferiva farsi una corsa o
buttarsi in camporella, ma che ne so.
E cos' successo?
Be', non l'hanno schiodata neanche di un millimetro,
cos hanno tirato dritto per i fatti loro. Solo che
qualche chilometro pi avanti hanno svoltato dalla Shore
Road su una stradina sterrata e si sono visti una coppia
di fari alle spalle. Hanno aspettato che la macchina
li sorpassasse, ma quella non li ha mica sorpassati,
anzi, gli  andata a schiantarsi dritta contro. Quelli,
non ci hanno mica capito un accidente. Hanno provato
ad accelerare, e la macchina era sempre quella della
tipa gli si  agganciata di nuovo al paraurti. Insomma,
quelli cercavano di accelerare e togliersela dai
piedi, sterzando a destra e a sinistra, e lei che non li
mollava un istante, ma cominciava a spingerli a oltre
novanta, cento all'ora.
Ah si?
Quelli hanno provato a frenare, e hanno bruciato
ogni bene. Va be', ormai erano in balia completa di
quella scema, che continuava a spingere, sempre pi
veloce, ormai era sui centodieci, giurano quelli, quando
a un certo punto lei si toglie da dietro. Dev'essere
perch aveva visto che la strada finiva a un incrocio,
dopo di che non c'era pi nulla se non dei campi arati.
Fatto sta che quei ragazzi cercano di sterzare, scavalcano
il fosso e vanno a finire nei campi. Tre volte, gli
si  cappottata la macchina.
Che gli  successo?
A uno niente di che, qualche taglietto.  l'altro
che si  ritrovato le gambe rotte e qualche lesione interna.
Come fanno a sapere che  stata proprio lei?
L'hanno vista in faccia, Cristo santo.
Metta che fosse tutta una cazzata, voglio dire.
Gi, col paraurti della macchina di lei ridotto a
brandelli.
Ma non gli avevi detto di andarsene? fece
Nancy.
A chi?
Lei si tolse i capelli dagli occhi e indic col capo il
tavolo di Ryan. Quello di oggi, sai.
Figlio d'un cane. Non ci posso credere, disse Bob
junior.
Nel guardarsi attorno, Bob junior si sentiva la camicia
a scacchi ben aderente alle spalle. La ragazza, che
gli stava proprio appiccicata, gli pos una mano sul
braccio.
Certo che se la prende comoda, non credi? disse
lei.
Molto pi di quanto gli avevo concesso.
Forse ha deciso di restare.
Vedrai come se ne va di corsa, quando lo rincorro
gi per la superstrada con un bastone.
Forse non gli fai paura. Gli fece scorrere la mano
lungo il braccio, fino alla spalla. Guarda come ha
ridotto il messicano.
Mica deve aver paura, disse Bob junior. Solo
un po' di buon senso.
Pensi di andargli a dire qualcosa?
Se non ha levato le tende prima di noi.
Io sono sempre pronta, rispose Nancy.
Il signor Majestyk stava esaminando il bicchiere. -
Ascolta, disse, pensavo una cosa. Che ne dici di venire
a lavorare al Bay Vista? Alz lo sguardo su Ryan, come
sorpreso delle sue stesse parole. Ehi, che ne dici?
Quaranta verdoni la settimana. Anzi, cinquanta, pi vitto
e alloggio, una bella stalla che puoi sistemarti da solo.
A che fare?
Tutto quel che c' da fare. Imbiancare, tenere in
ordine la spiaggia, riparare questo e quello. Io sono pieno
di artrite, alle mani, le vedi queste nocche?
Per il resto dell'estate?
Il resto dell'estate, forse anche di pi. Pensavo di
restare aperto anche per la stagione della caccia. Vengono
dei tipi da Detroit, gli diamo stanze ben messe,
li sfamiamo pure. Mai fatto il cuoco?
Una volta, in un posto tipo la White Tower, solo
pi grande.
In cucina?
A friggere.
Dopo la stagione della caccia, ancora non lo so. Ci
vorrebbe una buona situazione, neve e tutto, per gli
sciatori, ma bisogna risalire fino a Petoskey.
Chi c' laggi, solo lei e sua moglie?
 due anni che  morta. Ma mia figlia, lei abita a
Warren e viene un paio di volte l'anno coi bambini.
Ronnie e Gayle. Dio, che pesti. E stata mia figlia, a
sistemare quel posto, sai com', a scegliere le tende e i
divani letto e tutti i quadri, insomma ogni cosa.
Gi. Be', non saprei. La ragazza assieme a Bob
junior, Nancy, aveva ripreso a guardarlo, e questa cosa
lo faceva sentire strano, come se quella tipa di lui sapesse
ogni cosa, proprio come la cameriera dai calzoni
rossi. Pi di quanto ne sapesse lui, su di lei. La guard
scivolare dallo sgabello e guard Bob junior che si alzava
in piedi e lo guardava a sua volta.
Il signor Majestyk si sporse ancor pi in avanti. La
vuoi sapere una cosa?
Solo un istante. Mi sa che abbiamo compagnia
Il signor Majestyk si raddrizz e alz gli occhi, proprio
mentre Bob junior fendeva gli avventori al bancone e
raggiungeva il loro tavolo. La ragazza rest ad aspettarlo
al bar.
Cos' che stai cercando di fare? disse Bob junior
a Ryan. Stai provando a fare il furbo con me?
Cristo, disse il signor Majestyk. E chi mai vorrebbe
fare il furbo con te?
Ciao, Walter Bob junior era serio. Mica sorrideva.
Ehi, il cappello da Lone Ranger, dov' che l'hai
messo?
Walter, ti secca se dico due parole a questo tipo?
Fammici pensare, disse il signor Majestyk. Mi
sa di s.
Bob junior stava fissando Ryan, senza prestare ascolto
a Majestyk. Lo sai cosa ti ho detto stamattina. Ti
ho detto che non te l'avrei pi ripetuto.
E allora perch glielo stai dicendo di nuovo? -
chiese il signor Majestyk.
Meglio che ce ne usciamo un momento, disse
Bob junior a Ryan.
Il signor Majestyk fece scorrere la mano sul tavolo,
in direzione di Ryan. Resta dove sei.
Walter, queste sono faccende della compagnia.
Della compagnia? Perch, lavora per voi?
Gli abbiamo saldato quanto gli spettava, a patto
che se ne andasse, disse Bob junior. In virt del nostro
accordo, intendo accertarmi che ne rispetti i termini.
Ehi, Bob, disse il signor Majestyk, lascia stare
queste cazzate sugli accordi, va bene? L'avete saldato
perch quei soldi glieli dovevate. Adesso lui non
lavora pi per voi, e non c' verso che puoi costringerlo
ad andarsene, se lui non vuole.
Walter, tu sei amico di mio padre, ma questa  una
cosa tra me e lui.
Ryan fin di bere la sua birra e se ne vers dell'altra.
Aveva un buon autocontrollo, ma stava arrivando al limite,
e a perdere la pazienza non ci voleva ancora molto,
con Bob junior accanto al tavolo con le mani sui
fianchi e quella grossa fibbia da cowboy che gli brillava
sul cinturone, proprio al livello degli occhi di Ryan.
Non ti sei stufato di stare in piedi? disse Ryan
senza alzare lo sguardo. Perch non vi sedete, tu e la
tua amica, e vi fate una birra?
Il signor Majestyk sorrise. Ecco una buona idea.
Bob, che ne dici? Mica  tardi.
Abbiamo gi bevuto, e ce ne stiamo andando, e mi
aspetto che questo bel tomo, qui, se ne vada assieme a
noi.
Ryan alz lo sguardo su Bob junior. Non insistere,
capito? Basta.
Ascolta, ragazzo, se non fossi assieme a qualcuno,
ti prenderei per la collottola e ti porterei fuori io.
Col cavolo che ci riusciresti, disse Ryan.
Il signor Majestyk lo stava osservando. Poi spost
gli occhi su Bob junior e disse, senza fretta ma prima
che Bob junior potesse rispondere: Sono stato io a
invitarlo a bere una birra con me. Ancora non ho finito,
e neanche lui. Forse ce ne faremo anche altre, magari
una decina. Che ne so. Ma vorrei solo sapere se
hai intenzione di restartene l in piedi ad aspettare che
abbiamo finito.
Walter, gi gliel'ho detto stamattina, a quello, cosa
doveva fare.
Bravo, gliel'hai gi detto. Allora, Bob, o ti metti
a sedere o te ne vai a stazionare da qualche altra parte,
va bene?
Secondo te sto facendo a cornate. Walter, io e questo
tipo abbiamo degli affari in sospeso.
Va be', diciamo che abbiamo ragione tutti e due,
fece il signor Majestyk: e che nessuno dei due intende
mollare la presa. Intanto hai lasciato da sola quella
bella signorina. Ti pare bello, Bob? Che ne direbbe
tuo padre? E tua moglie?
Bob junior esit a sufficienza per far loro capire che
non aveva alcuna intenzione di lasciarsi costringere a
fare ci che non voleva. E dopo un lasso di tempo che
gli parve adeguato, sempre guardando Ryan e spostando
piano gli occhi sul signor Majestyk, La riaccompagno
a casa, disse, ma mi rivedrete ancora,
statene certi. E volle lanciare un'altra occhiata a
Ryan, prima di andarsene.
La ragazza attese a braccia conserte, anche lei con
gli occhi su Ryan, poi sull'espressione seria e compunta
di Bob junior che la stava raggiungendo. Wow, -
disse, e lo precedette all'uscita.
La vuoi sapere una cosa? disse il signor Majestyk.
Aveva l'occhio un po' acquoso; cominciava ad accusare
la birra, ma parlava a bassa voce, con un certo
autocontrollo. Forse ti stai chiedendo perch voglio
assumerti. Perch proprio te. Vuoi che te lo dica?
Sentiamo, disse Ryan. Tanto glielo avrebbe detto
lo stesso.
Potr sembrarti una scemenza, non so, ma ho visto
quel filmino, va bene? E poi ho parlato di te con
gli uomini dello sceriffo, e mi sono detto: Quello  un
bravo figlio. Uno che sa tener duro. Forse ha avuto una
vitaccia, a giro per di qua e per di l, costretto a trovarsi
un lavoro. Senza potersene andare al college, senza
un mestiere... Mica ce l'hai, un mestiere, no?
Nessuna fonte di guadagno.
Bene, disse il signor Majestyk. Non hai fatto
il college, non hai un mestiere. Cos mi sono detto:
Che far mai? E uno in gamba. Ha qualcosa che gli
altri non hanno. Sa tenere duro, quel figlio d'un cane.
Stammi a sentire, certe cose le so. Mica  facile tener
sempre duro. Cio,  meglio se hai qualcuno a darti una
mano, ogni tanto. Non so se mi sono spiegato.
Solo il pensiero della ragazza in piedi al bancone, che
aspettava quel tale, e il modo in cui l'aveva guardato
prima di andarsene, gli faceva tornare quella strana sensazione.
Mi sono spiegato o no?
Gi, altro che.
E allora mi sono detto: Sei disposto a vederlo
sprecare la sua vita, a vagabondare senza meta, a ficcarsi
nei guai, o hai intenzione di dargli una mano?
Concedergli un'opportunit, un posto per vivere, qualcosa
da fare.
 questo ci che si  detto.
Magari non con queste precise parole.
Vengo a lavorare al Bay Vista.
Diciamo fino al primo maggio, poi vediamo come
va a finire.
Custode in un motel.
Non  un posto da custode.
Tuttofare. Divento il suo tuttofare e sono a posto.
Guarda che non ti sto regalando niente. Se vieni
a lavorare per me devi darti da fare. Magari scopro che
sei un buono a nulla e mi tocca cacciarti via.
Se accetto il lavoro.
Se accetti il lavoro, giusto.
E intende anche proteggermi da Bob junior. Fare
in modo che non mi capiti niente?
Il signor Majestyk gli piant gli occhi addosso, lo
sguardo impassibile, malgrado il contrarsi delle profonde
rughe che gli correvano ai lati del naso. Seduto, tutto
spostato in avanti, gli occhi ancora inchiodati su
Ryan. Saprai anche tener duro, disse, ma certo
che sei davvero tonto, Ges Cristo.
Mica le ho chiesto io di stare dalla mia parte.
Allora lasciamo perdere, disse il signor Majestyk.
Va bene? Tranquillo, privo di espressione. Me
ne vado a casa. Vieni con me, resta qui, non m'interessa.
Se ti va, pensa a quanto ti ho detto, e se hai voglia
di lavorare trovati al Bay Vista domani mattina alle
otto in punto. Se non ne hai voglia, come non detto.
Nell'uno o nell'altro caso, fa' come ti pare.
Si diresse al bar a regolare il conto, e se ne usc senza
guardarsi indietro.
Che  successo? disse a Ryan la cameriera
dall'aria indiana. Non si sentiva bene?
 andato a casa, tutto qua.
Ha detto che potevi fare come ti pareva.
Ryan la guard. Io mica gli ho chiesto niente.
E chi ha detto nulla? La cameriera dall'aria indiana
port via il boccale e i bicchieri vuoti. Qualche minuto
pi tardi vide Ryan raccogliere il borsone e uscire.
...
.
...
CAPITOLO 6.
...
.
...
La finestra panoramica della cabana numero 5 si affacciava
sul lato meno profondo della piscina. Erano le
nove di mattina e non c'era ancora nessuno. La superficie
della piscina era parzialmente all'ombra, immobile.
Virginia Murray era in piedi dalle sette meno un
quarto. Aveva fatto colazione con succo d'arancia, pane
tostato e caff decaffeinato Sanka, rassettato il cucinotto,
sistemato il letto, si era ficcata sotto la doccia,
tolta i bigodini dai capelli e pettinata, per poi infilarsi
il costume da bagno azzurro pallido e l'accappatoio di
spugna. Aveva anche scritto ai suoi genitori per far loro
sapere che razza di meraviglia era non doversi alzare
per recarsi in fretta e furia al lavoro. Adesso non le
dispiaceva pi che le altre ragazze non fossero venute.
Da sola, si riposava molto di pi.
Seduta sul divano che fronteggiava la finestra panoramica,
e con le tende a fiori spalancate, riusciva a
spingere lo sguardo fin oltre la piscina e sulle altre
cabanas, e inquadrare il tutto come una sorta di scena, un
palcoscenico gi pronto per la rappresentazione, visto
dall'oscurit della platea. Si mise a sfogliare il
McCall's. Consult l'orologio: le nove appena passate.
Tir le coppe del costume da bagno azzurro pallido, intero,
che le stringeva sul seno. Dette un'occhiata all'interno
della borsa di paglia al suo fianco, per accertarsi
della presenza del Coppertone. E dei Kleenex. E del
pettine, che ripesc per poi andare in bagno a pettinarsi
di nuovo, di fronte allo specchio, la testa di lato
e appena piegata, a sorvegliare il movimento del pettine
con la coda dell'occhio, occhio che di tanto in tanto
si incrociava riflesso nello specchio e guardava altrove.
Se ne torn al divano e si sedette sull'asciugamano
che aveva steso a un'estremit. Nel raccogliere
il McCall's scorse due bambini in piedi sul bordo
della piscina.
Erano i figli dei Fisher, cabana numero 14, una di
quelle proprio davanti alla spiaggia. Tempo qualche minuto
e sarebbe arrivata la sorella adolescente, a tenerli
d'occhio; poi il padre e ancora pi tardi, verso le undici,
la madre. A quell'ora sarebbero gi apparsi gran
parte degli ospiti del Bay Vista: dapprima i bambini,
bambini dappertutto, all'improvviso, poi a poco a poco
gli adulti, che si davano il buongiorno e sceglievano
la propria sdraio con attenzione, sistemandole l'una accanto
all'altra o spostandole altrove, rivolgendole di
faccia alla piscina o al sole, oppure di spalle.
I Fisher si sarebbero diretti alla piscina.
La coppia in luna di miele si sarebbe diretta alla piscina.
Dalla cabana numero 10, proprio di fronte a quella
di Virginia Murray.
La famiglia con i bambini dai capelli scuri, con ogni
probabilit italiani, si sarebbe diretta alla piscina e la
madre avrebbe attaccato discorso con la signora Fisher,
due donne con gambe pesanti e spolverini da spiaggia
e cappelli di paglia dalla banda ornata di aggeggi molto
simili a pigne.
Quelli della cabana numero 1 non si sarebbero mossi
dal loro prato e dal tavolo con l'ombrellone al centro,
e dall'ombra avrebbero sorvegliato i loro figli sulla
spiaggia.
Le due giovani coppie della numero 11 senza figli,
o magari li avevano lasciati a casa che stavano tirando
su una muraglia di lattine di birra vuote sul parapetto
della veranda (la domenica sera Virginia Murray
le aveva contate, le erano parse attorno al centinaio),
sarebbero scese in spiaggia verso le dieci; uno degli uomini
sarebbe tornato verso mezzogiorno per pescare
una birra nel frigobar portatile; tutti quanti sarebbero
tornati per pranzo, all'una, scesi di nuovo in spiaggia
alle due, e via di nuovo con la birra alle quattro, belli
tranquilli, con gli uomini che sparavano un fuoco di fila
di battute e tutti e quattro a ridere allegramente.
La donna della numero 9, una rossa che si truccava
anche per andare in piscina, sarebbe apparsa verso le
undici, assieme a sua figlia, una bambinetta che nel
frattempo se n'era gi uscita non si sa quante volte per
guardare i suoi coetanei. Certe volte la bambina faceva
le bizze perch voleva andare in spiaggia a giocare
con la sabbia; Cheryl Ann, diceva sua madre, guarda
che oggi il sole picchia troppo.
Al Bay Vista c'era parecchia altra gente, nelle cabanas
e nelle stanze tipo motel che davano sulla Beach
Road, che certe volte se ne veniva in piscina e certe altre
gi in spiaggia. Ormai Virginia Murray li riconosceva
quasi tutti, ma non li aveva ancora ben inquadrati,
n deciso niente sul loro conto.
E poi c'era il signor Majestyk. Sembrava un tipo a
posto. Cordiale, anche se in modo brusco, non molto
educato; sempre a giro in canottiera e cappellino da
baseball e sempre con qualcosa da sistemare o con la
zattera dei tuffi da spostare pi al largo o col suo piccolo
bulldozer su e gi per la spiaggia.
E, dal mattino precedente, Jack Ryan.
Virginia Murray, ormai, non aveva pi dubbi; era la
stessa persona della foto apparsa sul giornale, il tipo
con la mazza da baseball. Incredibile che avesse ancora
quel giornale, vecchio di una settimana, e che il giorno
prima, nell'avvolgerci le bucce di pompelmo, l'avesse
visto in quella foto per poi ritrovarselo davanti al
Bay Vista. Aveva passato l'intero pomeriggio a osservarlo;
era proprio lui, nessun dubbio. '
Rimase seduta sul divano, in costume da bagno azzurro
pallido, a sbirciare dalla finestra panoramica della
numero 5, nell'attesa che la giornata si animasse e
cercando di identificare chi le ricordava Jack Ryan.
Uno di quei tipi da giubbotto di pelle nera. Una sorta.
Ma non aveva l'aria lercia, untuosa. Era per la sua postura.
Quasi da torero. Ecco, s, come quello del poster
che aveva a casa: plaza de toros de linares, e sotto
la scritta il torero a piedi uniti, la schiena inarcata e le
guance risucchiate in dentro, lo sguardo che gli scendeva
in basso, gi per il torace, fino a posarsi sul toro
che giaceva, scomposto, accanto a lui.
Non l'aveva visto parlare con altri che il signor Majestyk,
e si chiese come poteva essere, rivolgergli la parola,
anche se sapeva benissimo che tra loro non c'era
niente in comune; solo, lui non era il suo tipo. S'immagin,
sola, nella cabana numero 5. Notte fonda. Si
vide a letto, immersa in un libro, poi spegnere la luce
e restarsene sveglia al buio. Non sarebbe accaduto subito.
Ma dopo qualche minuto avrebbe udito il rumore,
un raspare no, pi uno scricchiolare e la porta
a zanzariera che si apriva. L, al buio, con gli occhi aperti
e qualcuno che sentiva muoversi nella stanza di fronte.
Poi sentirlo nel corridoio, e infine scorgere la sua
sagoma scura nel vano della porta della stanza da letto.
Attendere che fosse entrato, prima di accendere la
luce. Domandargli Posso esserle utile? E ritrovarsi
davanti Jack Ryan, che brandiva un coltello da cucina
e si accostava al suo letto.
Agli eventi successivi, ancora doveva pensarci un po'
meglio. Non le era ancora chiaro, con precisione, cosa
avrebbe detto lei stessa. Un tono di voce calmo, non
certo rassicurante ma col medesimo effetto, e gli occhi
fissi in quelli di lui, senza mostrare paura ma soltanto
comprensione. Un po' alla volta, si sarebbe rilassato.
Avrebbe posato il coltello. Si sarebbe seduto sul bordo
del letto. Lei gli avrebbe fatto delle domande, e lui
avrebbe preso a parlare di s. Del suo passato, dei suoi
problemi, e lei avrebbe saputo ascoltare, tranquilla e
placida, per niente sconcertata dai suoi racconti. Lui le
avrebbe chiesto se poteva tornare a parlare con lei, e
lei gli avrebbe toccato il braccio e sorriso, e detto, -
Ma certo. Per adesso  meglio se te ne vai a letto e ti
fai una bella dormita.
O roba del genere. Si immagin sulla spiaggia in sua
compagnia, ma era poco pi di un frammento. Pi tardi,
pi tardi. Ci sarebbe stato tempo anche per questo.
Adesso, seduta sul divano, lo vide spuntare tra la numero
10 e la numero 11, con la lunga pertica d'alluminio
alla cui estremit era saldato un retino. Consult il
suo orologio. Le nove e venti.
Guard Jack Ryan che tuffava il retino in acqua, nel
punto pi profondo, e risaliva l'intera lunghezza della
piscina, togliendo dalla superficie foglie e insetti morti.
Disse qualcosa ai due bambini Fisher, e loro gli fecero
un sorrisetto per poi gettarsi in acqua, cercando
di toccare il retino in cima alla pertica. Lui torn pian
piano verso la parte pi profonda, concentrato sul suo
lavoro, gomiti in fuori e braccia rigide a reggere la pertica:
un barcaiolo, non gi un torero, uno scuro gondoliere
senza camicia n scarpe n cintura un cinturone
nero e alto, gli ci sarebbe voluto e non certo dei
calzoni di tela kaki tagliati sopra il ginocchio, ma di un
altro tipo, di quelli appunto da gondoliere. Quali erano?
Virginia non riusciva a ricordarselo. Erano ormai
passati quattro anni, c'era stata con mamma e pap,
l'anno che si era diplomata al Marygrove College.
Quando comparve la figlia adolescente dei Fisher e
si incammin lungo il bordo della piscina, Virginia
Murray si alz per andare in camera da letto. Di fronte
allo specchio, si annod un foulard sui capelli, gli occhi
che non fissavano se stessi nello specchio, ma conscia
dell'espressione un po' attonita, un po' carica di
aspettative che aveva in volto. Si volt per uscire. Ma
prima si diresse alla finestra a ghigliottina di fianco al
letto, ne sganci il fermo e cerc di sollevarla dal basso.
Niente da fare. Non ne voleva sapere. Virginia
torn in soggiorno, si pieg l'asciugamano sul braccio,
prese la borsa di paglia e usc dalla cabana numero 5,
lasciandosi scattare piano la porta alle spalle. Si mise
gli occhiali da sole, alz gli occhi al cielo e agli alberi di
quella splendida mattinata, si avvi tranquilla verso la
piscina.
Insetti e sporcizia, e basta, disse il signor Majestyk.
Il fondo, lo puoi ripulire domani.
Che altro?
La spiaggia. Va rastrellata dove hanno arrostito gli
hot dog quei ragazzini. Forse  la cosa che dovresti fare
subito dopo questa.
Per me fa lo stesso.
Il signor Majestyk lo guard. E poi il telefono della
doccia, alla numero nove. La tipa continua a dire che
sgocciola. Perde allo snodo.
Mica le so riparare, le docce.
Basta dargli una ripulita. Prima lo smonti e lo porti
in laboratorio. Poi ti faccio vedere io come si fa a pulirlo.
Gli attrezzi sono nel ripostiglio accanto al tuo.
Che altro ancora?
Devo verificare. Ti faccio sapere.
Ancora non ho fatto colazione.
Alzati per tempo, la mattina. Io sono in piedi dalle
sette. Se vuoi mangiare,  alle sette che si mangia.
Grazie, di cuore.
Ma ti pare, disse il signor Majestyk. Poi si incammin
tra la 11 e la 12.
Dalla tasca dei calzoni, Ryan tir fuori un pacchetto
di Camel, spiaccicato e quasi vuoto, e accese una sigaretta
tenendo sottobraccio la pertica d'alluminio con
l'estremit ancora immersa in acqua. La prima boccata
gli fece schifo, proprio perch era ancora a stomaco
vuoto, senza neppure un caff.
Si riavvi lungo il bordo della piscina, con la pertica
bella rigida.
Non  che ha un momento, disse Virginia Murray.
Ma lui le era gi passato davanti, la pertica in acqua
e il retino che scorreva a pelo.
Lei attese che tornasse indietro. Fin quasi alla sedia
a sdraio. Ecco.
Non  che pu dare un'occhiata alla mia finestra?
Come?
Ho una finestra che non si apre. Non ne vuole sapere.
A che numero sta?
Numero cinque.
Okay, vengo a vedere.
Quando soffia un po' di brezza dal davanti, nessun
problema. Posso lasciare la porta aperta e mettere
il fermo al telaio.
Vengo a vedere. Numero cinque.
Quando pensa di potere?
Be', ho da finire qui, poi devo fare un'altra cosa.
La ringrazio tanto. Lasci cadere gli occhi su
McCall's e gir una pagina. Gli aveva rivolto la parola.
Ryan fece il giro della piscina, attorno al trampolino,
e si diresse al punto pi basso. Ne aveva raccolti a
sufficienza, di insetti, per una giornata. And a riporre
la pertica nel magazzino del motel, passando
dall'area riservata al gioco delle piastrelle, la sistem
sugli appositi sostegni a parete e prese la borsa degli attrezzi,
poi tagli dritto fino alla numero 9 e buss alla
porta. Fu una bambinetta a venirgli ad aprire, e rest
poi a guardarlo da dietro lo schermo della porta.
Mamma dorme ancora.
Devo solo riparare la doccia.
C'era uno strano odore, l dentro; quel posto aveva
bisogno di una bella ripulita, soprattutto in cucina. Il
latte e i cereali della bambina erano sul tavolo, assieme
a una fetta di pane e a vasetti di burro d'arachidi e gelatina
d'uva, aperti.
Hai gi fatto colazione?
Uh-huh.
Io ancora no, disse Ryan. Non  che lo sai preparare,
un sandwich di burro d'arachidi e gelatina di
frutta?
Certo.
E allora perch non me ne fai uno, mentre io rimetto
a posto la doccia?
La porta della stanza da letto era aperta, ma nel passarle
davanti evit di guardare all'interno. Il bagno era
una bolgia, il pavimento pieno di sabbia e asciugamani
sporchi, la parte superiore dello sciacquone soffocata
da un cumulo di bigodini e cosmetici vari. L'aveva
intravista il giorno prima, la rossa, sola con la bambina,
e neanche tanto malmessa, anzi proprio ben fatta,
ma in quel momento decise di toglierla dalla sua lista
di papabili. Riusc ad allentare il telefono della doccia
con la chiave inglese pi semplice di quanto pensasse
e se ne torn in soggiorno.
Ehi, mica male. Sei proprio brava, a preparare
sandwich.
Mi ha insegnato mamma, disse la bambina.
 davvero perfetto. Ascolta, me lo porto via, va
bene?
Mangi il sandwich nel tragitto tra la numero nove
e la casa del signor Majestyk, tagliando da dietro le
cabanas ma prendendosela comoda. Il Bay Vista non era
poi malaccio: due file di villette identiche, in blocchi
di cemento dipinti di marrone scuro, che si spingevano
fin sulla spiaggia, nascosti alla vista della Shore
Road da un motel di sette unit abitative. Ryan stava
nella numero 7, l'ultima dietro l'ufficio. Tutte le villette
davano sulla piscina o sul patio o sull'area giochi
o sugli spiazzi per il barbecue, eccetto la numero 1 e la
numero 14, che si affacciavano direttamente sulla
spiaggia e rispetto alle altre costavano venti dollari la
settimana in pi.
La casa a un piano del signor Majestyk, scura anch'essa,
sorgeva proprio sulla spiaggia, accanto alla numero
1. La sua macchina, una Dodge station-wagon,
era nel garage, a fianco del piccolo bulldozer dotato di
pala anteriore. Trov il signor Majestyk nel passaggio
coperto che collegava la casa al garage, in una sorta di
veranda che serviva da laboratorio.
Ecco il coso della doccia.
Il signor Majestyk annu. Hai gi sistemato la
spiaggia?
 quel che intendevo fare adesso.
Ti faccio vedere come si fa a ripulirlo. Il signor
Majestyk si nett le mani su uno straccio e prese il telefono
della doccia. Va liberato dalle incrostazioni,
dalle porcherie.
Forse  il caso che vada a dare una rastrellata alla
spiaggia, prima che arrivi il grosso della gente.
Gi, e metti che quella tipa voglia farsi una doccia.
Secondo me non se la fa mai.
Ma chi ti credi d'essere?
Cosa se la fa a fare, una doccia, adesso? Alle dieci
di mattina?
Va' a sistemare la spiaggia, va'. Questo lo pulisco
io. Ascolta, il pranzo  a mezzogiorno o alle sei, dipende
se ho udienza.
Scordavo che  un giudice.
Di pace. Oggi si mangia a mezzogiorno.
Ryan and in garage e torn indietro. Non trovo
il rastrello.
 dall'altra parte, sul davanti.
Ryan usc di nuovo, volt l'angolo della casa del signor
Majestyk per ritrovarsi al sole e all'ombra dei sempreverdi,
il sole bello caldo che batteva sulla vetrata
termica della finestra panoramica, le aiuole contornate
da pietre dipinte di bianco: quasi un giardino da
avamposto militare, non foss'altro che per la voliera e
i fenicotteri di plastica che vi si nutrivano.
Prese il rastrello, si diresse alla spiaggia e inizi il
suo lavoro, radunando pezzi di legno bruciato, involucri
e incarti, bottigliette di bibite, tutti gli avanzi
della serata degli hot dog. Doveva procurarsi uno scatolone,
o qualcosa di simile. Prima, per, era meglio
ripulire tutta la spiaggia e accumulare cinque o sei
montagnole di rifiuti. Si stava bene al sole, faceva caldo,
ogni tanto si levava una piacevole brezza. S'infil
gli occhiali da sole e accese una sigaretta. Non c'era
molta gente, in giro. I bevitori di birra della numero
11 erano ancora tranquilli, non avevano aperto bocca.
La coppia della numero 10 stava per proprio conto su
un telo da spiaggia. I bambinetti della numero 1 giocavano
nella sabbia, e qualche ragazzino si gingillava
con mazza e pallina da baseball, tutta roba di plastica.
Rimase a guardare la pallina che si levava in cielo
con un'ampia traiettoria, una presa facile, una di quelle
che se c'era sotto Colavito, a prenderla, aveva tutto
il tempo di battere il pugno nel guantone.
NOTA: Rocky Colavito, celebre giocatore di baseball attivo nel decennio 1956-1965. FINE NOTA.
Qquando la pallina attacc a scendere, poi, scorse la ragazza in costume
da bagno che camminava sulla battigia, pur sempre
a una buona cinquantina di metri di distanza, ma
cap subito di chi si trattava. Capelli scuri, occhiali da
sole, la ragazza magra e abbronzata in un due pezzi giallo,
quasi un bikini ma non del tutto: ventre piatto, scuro
anch'esso, e la sottile linea gialla, gambe niente male,
esili ma ben fatte.
Guardava dalla parte di Ryan, scostandosi i capelli
con la punta delle dita. L'aveva visto, ne era certo; ma
questo non voleva dire che l'avesse riconosciuto, poteva
essere un qualunque addetto alla pulizia della
spiaggia. Magari doveva farle un cenno di saluto, o spostarsi
verso la battigia per andarle incontro, ma d'istinto
gli parve una stupidaggine. La lasci andare, limitandosi
a osservarne i movimenti, fin quando non si fu
fatta cos minuscola da fondersi con le sagome e i colori
in lontananza.
Se la casa sulla spiaggia di Ray Ritchie era da quella
parte, allora era l che stava andando. Altrimenti, se
l'era appena lasciata alle spalle. Ryan ripens a quando
lei l'aveva guardato al bar, e ripens a quel che gli
aveva detto il signor Majestyk, di Ray Ritchie che la
teneva e la manteneva. Non aveva mai conosciuto una
ragazza che viveva con qualcuno. Di ragazze, ne conosceva
d'ogni tipo, ma non come quella. Avrebbe dovuto
avere capelli biondi e un gran paio di tette, pi alta,
qualche anno di pi, scarpe coi tacchi. E gli torn
in mente il signor Majestyk che diceva: Quanto credi
che bisogna avere? Si chiese, appunto, quanti anni
avesse e da dove saltasse fuori e dove avesse incontrato
Ray Ritchie e come avesse fatto, quello, a portarsela
in casa, come avesse fatto a proporle una cosa
del genere.
Le avrebbe rivolto la parola, quando fosse riapparsa,
ma non riusc a pensare a qualcosa da dire, e torn
quindi a pareggiare la sabbia col rastrello.
Datti una calmata, si disse. Ma che ti prende? Strana
cosa, era certo che sarebbe riapparsa. E non fu per
niente sorpreso nel vederla infine tornare indietro, dapprima
un puntino giallo assai distante, che ad avvicinarsi
piano piano ci metteva un'eternit, ma ancora
non gli veniva in mente nulla. Prov a dirsi, mentalmente,
Ehi, come va? Poi, Guarda un po' chi
c'. Poi, Ehi, dov' che stai andando? Poi, Per
l'amor del cielo, dacci un taglio.
Si avvicin alla battigia e riprese a rastrellare, a lisciare
la sabbia, senza guardare la ragazza ma sempre
tenendola d'occhio, gambe esili e abbronzate, capelli
lunghi.
Riusc a calcolare bene i tempi, e si tir su quando
lei era a pochi metri di distanza, per appoggiarsi al manico
del rastrello come una sorta di lanciere.
Lei lo guard. Poi, senza, fretta, guard altrove.
Ryan attese che fosse passata oltre, cos che le sarebbe
toccato voltarsi.
Ehi.
Lei fece altri due o tre passi, prima di voltarsi, non
del tutto e con lentezza, a gambe un po' scostate, per
poi guardarlo.
Volevo chiederti una cosa, fece Ryan. Le lasci
tutto il tempo per dire Cosa?
Ma lei non apr bocca. Aspettava.
Mi chiedevo perch mi stavi guardando, in quel
bar, disse infine Ryan.
Lei attese un attimo ancora. Ma sei sicuro che
guardavo proprio te?
Ryan annu. Certo che s. Non credi che possiamo
smetterla, di girarci attorno?
Lei sorrise appena. Girarci attorno, e che male c'.
Il vento le sollev i capelli e lei se li scost dall'occhio,
li aveva di traverso sulla fronte, capelli castano
scuro e, forse, occhi castani.
Perdere tempo, voglio dire, fece Ryan.
L'ho capito, che vuoi dire.
Nel valutarlo, nell'esaminarlo, era proprio a suo
agio; lui continu a sorreggersi al rastrello e le restitu
lo sguardo.
Mi sorprende vederti, disse Nancy. Non ti spaventa,
Bob junior?
Se voglio restare da queste parti, spetta a me decidere.
Com' che hai avuto il posto?
Non lo so.  stato quel tale, a offrirmelo.
Per l'estate?
Non lo so. Penso di s.
C' un sacco di cose che non sai, non ti sembra?
Lui la fiss, aspettando di trovare le parole giuste, e
lei lo fiss a sua volta. Ryan non aveva mai avuto problemi
di conversazione con nessuno, ragazze in particolare,
e questa sensazione lo metteva a disagio. Non
gli piaceva. Perch fai cos il carino? pens.
Nancy continu a guardarlo, senza sorridere n dargli
confidenza, a guardarlo e basta. Vogliamo ricominciare? -
disse infine.
Non saprei, disse Ryan.
Potresti venire a casa mia. Alz un braccio a indicare
la direzione. Da quella parte, poco pi di un
chilometro. Una rampa di scale dipinta di bianco, con
un lampione in cima.
Immagino che il signor Ritchie non ci sia.
Difatti.
E chi c', con te? Una donna di servizio, qualcun
altro?
Nessuno.
Non hai paura, da sola?
Lei scosse il capo, torn a toccarsi i capelli. Mi piace.
E cosa fai?
Un sacco di cose.
Sarebbe?
Vieni a scoprirlo, stasera.
Non saprei.
La guard fare spallucce e dargli le spalle. Lei si
aspettava che lui le dicesse qualcosa. Lui era certo che
lei se lo stesse aspettando: bene cos. La guard che si
avviava, sempre in attesa, ma non certo disposta a tornare
a guardarlo. Certo, era una di quelle abituate a
dimenare la coda e far scattare tutti sull'attenti, ma per
quel giorno lui si era gi messo sull'attenti a sufficienza.
Quel pomeriggio sarebbe tornata, oppure il giorno
dopo, lo stesso posto, la stessa ora. Quindi, perch agitarsi
? O no?
Mi sa che hai proprio ragione, si disse Ryan.
...
.
...
CAPITOLO 7.
...
.
...
Una volta aveva tredici anni, Jack Ryan si era lasciato
penzolare dal tetto di casa, sospeso a quattro piani
dal marciapiede del vicolo, tanto per vedere se era
capace di farcela. Al primo tentativo, non  che fosse
uscito del tutto nel vuoto. Era rimasto a sedere sull'orlo,
sul retro del palazzo, in un punto privo di cornicione,
e poi aveva messo le gambe fuori, sorreggendosi col
petto e gli avambracci, il volto quasi a toccare la superficie
incatramata del tetto. Poi si era tirato su, facendo
leva sulle palme delle mani, fin quando aveva
potuto ancorare un ginocchio sul bordo del tetto. Da
l in avanti, tutto facile. Infine si era aggirato l sopra
per qualche tempo, con brevi respiri, le mani lungo i
fianchi, ad aprire e serrare le dita, proprio come fanno
i velocisti prima di voltarsi, imboccare la corsia giusta
e avviarsi ai blocchi di partenza. Era un mattino d'estate,
e sul tetto non c'era nessuno. Un po' pi in basso,
le cime tondeggianti degli olmi, gli spioventi di altre
case, i comignoli, le antenne TV. Udiva le macchine sulla
Woodward Avenue, a mezzo isolato di distanza, e
un'auto nel vicolo sottostante, che avanzava a bassa velocit
con gran cigolio, e ci metteva un sacco a passare
di l sotto. Quando si sent pronto, torn a spostarsi
sull'orlo del tetto e si mise a sedere con le gambe nel
vuoto. Poteva farlo, sapeva di poterlo fare, a patto di
starci almeno un po' attento e non farsi prendere dal
panico o fare qualche fesseria. Ma per averlo gi fatto
non era sufficiente saperlo.
Pi tardi, si sarebbe infilato la felpa blu scuro con le
maniche tagliate e il cappellino da baseball con la visiera
piegata al punto giusto e sarebbe andato ad allenarsi
al Ford Field. Si sarebbe piazzato a un paio di metri
dalla terza base, al sole e alla polvere, mentre i battitori
si succedevano al piatto, per accucciarsi appena
a ogni lancio, le braccia penzoloni; poi, nell'attesa del
lancio successivo, si sarebbe sistemato il cappellino dalla
visiera piegata, gli occhi fissi sulla tasca del guantone
giapponese e la punta della scarpetta chiodata a lisciare
il terreno.
Dopo l'allenamento e dopo pranzo, a una certa ora
del pomeriggio, avrebbe convocato qualche amico sul
tetto e, prima che quelli si potessero accorgere di cosa
stava succedendo, gi sarebbe stato penzoloni dalla
doccia della grondaia, lass al quarto piano. Nel tirarsi
su, avrebbe visto le loro facce.
O lo fai, o non ne fai di niente, pens quella mattina,
seduto sull'orlo del tetto; e quindi lo fece. Si mise
sullo stomaco e si lasci calare un po' alla volta, sorreggendosi
al bordo della grondaia, che sentiva sfondato
e comodo alla presa, e non sembrava cedere; fin
quando non si ritrov completamente nel vuoto, le
braccia rigide sopra la testa e i piedi che puntavano
dritti verso il vicolo. Conta fino a dieci, pens. Con
calma, arriv fino a cinque, poi acceler il conteggio e
fece quasi l'errore di tirarsi su con troppa fretta. Ma
riusc a rilassarsi di nuovo e a issarsi lentamente, con
cautela, per poi piantare le braccia sul bordo del tetto
e ritrovarsi a pancia in gi.
Perch dirlo a qualcuno? Pens non appena fu risalito,
lontano dall'orlo del tetto. Visto che ormai sei in
grado di farlo, che altro puoi volere? Che cosa strana.
Non lo disse mai a nessuno, neanche un minimo accenno.
Rest un suo segreto. Ma una volta ogni tanto
tornava a pensarci su.
E ci pens su un sacco di volte, quella mattina, nel
rastrellare la spiaggia.
Se non hai niente da fare, stasera, disse il signor
Majestyk, resta a guardare la TV.
Non saprei. Forse ho proprio qualcosa da fare.
Com' che si chiama? Il signor Majestyk ridacchi, infilandosi in bocca un pezzo di braciola di maiale.
Poi, masticando, Danno McHals Navy.
NOTA: Film del 1964, e popolare serie TV con Ernest Borgnine, trasmessa in Italia come Un equipaggio tutto matto. Il film  invece uscito come Marinai, topless e guai. FINE NOTA.
Che figlio di puttana. L'hai mai visto?
Gi visto.
Donna aveva apparecchiato in veranda: braciole di
maiale, patate gratinate, piselli, salsa alla mela, birra,
pane fatto in casa, gelatina di frutta per dessert. La sentiva,
Ryan, che gi rigovernava in cucina.
Mi fa tornare in mente l'epoca del servizio militare, -
disse il signor Majestyk. Mica era come McHals
Navy. Voglio dire, non  che si facevano quelle cose.
Ma me lo fa tornare in mente lo stesso. Li conosci, i Seabees?
NOTA: Battaglione del Genio Militare, impiegato nella costruzione di basi aeronautiche e navali e piattaforme di sbarco. FINE NOTA.
Credo di s, rispose Ryan.
C. B., Battaglione Costruzioni. Ci occupavamo di questa striscia d'atterraggio a Los Negros, nelle isole dell'Ammiragliato. Mai sentite?
Non mi pare.
Nuova Guinea?
Ryan annu. Quella si che lo sapeva dove stava, sulla
carta geografica. Sopra l'Australia.
Okay, allora a nord della Nuova Guinea, diciamo
un sei-settecento chilometri, disse il signor Majestyk.
Quelle sono le isole dell'Ammiragliato. Ci davano
braccialetti e cinturini da orologio, sai quei braccialetti
d'identificazione, di acciaio inox o di alluminio, e noi
ci incastonavamo gli occhi di gatto, quelle pietre che
hanno gli indigeni. Sembrano mezze biglie, ce ne sono
di bianche, nere, marroni, forse anche verdi. Poi queste
schifezze le vendevamo ai tipi dei reparti aerei della
Marina, e Cristo se si guadagnava. Erano delle vere
porcherie, ma i pezzi grossi ti davano una bottiglia di
whisky da trentacinque dollari, per uno di quei troiai.
Il Primo Cavalleria, erano stati loro a difendere l'isola
prima che arrivassimo noi. Ma non certo a cavallo, eh.
Stanno in Vietnam, disse Ryan. Lo so che non
ce li hanno, i cavalli.
Sono sbarcati in questo posto, mi sembra, disse
il signor Majestyk, sul versante ovest dell'isola, dove
non c'erano altro che alberi di cocco e porcherie varie;
poi sono arrivati i Seabees a buttar gi quegli alberi,
coi bulldozer, per spianare le postazioni delle mitragliatrici.
Girava una storia, quei tipi, il Primo
Cavalleria, erano ancora l, non si erano ancora spostati
nelle Filippine, e noi gli vendevamo schifezze d'ogni
tipo, insomma questi stavano cercando di impadronirsi
di quella striscia di atterraggio, scavando da una parte,
e queste pupe giapponesi, geishe o come si chiamano,
gli andavano incontro proprio su quella striscia, nude
come vermi, senza un accidente addosso, lo giuro su
dio, e quei tipi si mettevano a berciare Mani in alto.
Ma quelle, col piffero che alzavano le mani, continuavano
ad andare avanti. Fatto sta che allora loro avevano
attaccato a sparare, bang bang, a buttarle gi come
pere cotte, e via via che cadevano, quelle pupattole, gli
cadevano anche le granate che tenevano sotto le ascelle.
Capito, cosa volevano fare? Mischiarsi ai nostri ragazzi,
e poi mani in alto.
Proprio nude, eh?
Come bachi.
Ci sta che le avessero costrette.
Be', disse il signor Majestyk, sai com', si pensa
sempre che i nostri ragazzi siano cos valorosi, ma 
anche vero che pure dall'altra parte devono aver fatto
la loro parte di cose di valore. Il signor Majestyk termin
la sua gelatina, raschiando ben bene il bordo del
piatto. Tu l'hai fatto il militare?
Ho cercato di arruolarmi, ma mi hanno scartato.
C'era questo mio amico, che  riuscito a entrare nei Reparti
Speciali, ma a me non mi hanno preso. Mi sono
distrutto il ginocchio al liceo, a giocare a football, e poi
mi sono stroncato anche la schiena.
Hai avuto un incidente?
Con la schiena, dice? No, solo dei dolori. Poi un
giorno ho fatto per uscire dalla doccia, all'epoca giocavo
a baseball, terza serie...
Ah, pure a baseball?
Al liceo, si, e poi in terza serie.
Davvero? Io ho allenato un club, nella Legion.
Nella Legion non ho giocato mai. Ho giocato al liceo,
e poi nella lega di Detroit. Dopo di che, in terza
serie, ma in Texas. Stavo uscendo dalla doccia e mi 
caduto l'asciugamano. Mi sono chinato per riacchiapparlo
ed  stato come se mi avessero piantato un punteruolo
da ghiaccio nella schiena. Sa, proprio in fondo?
Certo,  successo anche a me.
Sono stato due settimane a letto. Non potevo
neanche muovermi. Il solo tentare di girarsi, il dolore
pi tremendo mai provato.
Gi,  la sacroiliaca.
Il medico mi ha detto che avevo un'ernia al disco.
La sacroiliaca, si, proprio alla base della colonna
vertebrale, disse il signor Majestyk. Io me ne andavo
da questo specialista delle ossa. Ci lavorava un
po' su e mi sentivo come nuovo.
Adesso non mi d molto fastidio, disse Ryan.
Ma ogni tanto mi rendo conto che c' ancora.
Be', almeno non hai dovuto fare il militare.
Ryan prese una cucchiaiata di gelatina, senza alzare
gli occhi. Chiss, magari mi sarebbe pure piaciuto.
Be', disse il signor Majestyk. La vita militare
ha i suoi pregi, se riesci a fartela piacere.
Stavano per terminare il pranzo, quando apparve
uno dei bevitori di birra della numero 11, dopo aver
bussato alla porta a zanzariera, e chiese al signor Majestyk
se poteva cambiargli un assegno. Nessun problema,
rispose lui, e il tipo della 11 ne compil uno da cento
dollari.
Ryan osserv il signor Majestyk che si spostava in
soggiorno. Lo guard aprire il mobiletto sopra la scrivania
ed estrarne una scatola di metallo. Lo vide contare
un certo numero di banconote, poi richiudere la
scatola e girare l'angolo che dava sul corridoio.
Ti sembra ogni volta di averne portati abbastanza, -
disse il tipo della 11, ma poi te ne servono sempre
altri.
Troppo giusto, disse Ryan.
Il tipo della 11 stava sbirciando nel soggiorno. Bel
posticino.
Se le piace il color porpora, fece Ryan.
Gli torn in mente la cosa che gli aveva detto il signor
Majestyk, che era stata sua figlia a scegliere l'arredamento,
quella che stava a Warren. L'insieme non era
certo quello della tipica casa della zona. In terra, moquette
color porpora, solo un po' pi chiara. Tendaggi
porpora, gialli e grigi. Un divano a strisce nere e porpora,
con delle righe argento, e due sedie in tinta. Sul tavolo
davanti alla finestra c'era una lampada di legno vecchio,
forse recuperato in acqua. Alle pareti, stampe di
strade dall'aria parigina, incorniciate di bianco. C'era
anche la foto di un cane da caccia, sopra il caminetto di
marmo nero. Un televisore portatile Sylvania, bianco e,
giusto di fronte, la poltrona del signor Majestyk. Doveva
essere la sua, una Recline-O-Rama nera, perch Ryan
se lo immaginava proprio, il signor Majestyk, seduto l
dentro in canottiera guardare la TV, un cuscino con su
impressa la foto del Mackinac Bridge dietro la testa.
L'avr pure arredata sua figlia, pens, quella di Warren,
Michigan, ma certo era stato il signor Majestyk in persona
a piazzare le targhette sulle porte della credenza incassata
e in altri punti della casa:
PERICOLO, BEVUTE IN CORSO
UNA COSA SOLA, IL DANARO NON PU COMPRARE: LA
POVERT
CERTO CHE MI MANCA, IKE CHE DIAMINE, MI MANCA
PERSINO HARRY
E, sopra la scrivania, la passatoia rossa in miniatura
con la coroncina dorata, il benvenuto ufficiale della
RED CARPET. IL VOSTRO ARRIVO CI RIEMPIE DI GIOIA!
Nessun problema con quelle targhette, ma certo non
sembravano entrarci poi molto col resto dell'arredamento.
Insomma, quel posto era messo come una casa
di citt, di Detroit, non un luogo di villeggiatura. Ci
sarebbero voluti dei mobili in acero, per dire, che se ci
mettevi i piedi sopra non c'era nulla di male, e un caminetto
in pietra con quella roba bianca tra una lastra
e l'altra, la malta, ecco.
Ryan scrut il signor Majestyk che dal corridoio
rientrava in soggiorno. Che apriva di nuovo la scatola
metallica e si toglieva di tasca un rotolo di banconote.
Non  che voglio lasciarla a secco, disse il tipo
della 11.
Ma le pare, rispose il signor Majestyk.
Accanto alla casa del signor Majestyk c'era un lotto
vuoto. Non era di sua propriet, ma il signor Majestyk
disse a Ryan di tenerlo ugualmente d'occhio e sotterrare
tutti i rifiuti. Era vicino al Bay Vista, e quindi faceva
una pessima impressione, tra le lattine di birra e
gli avanzi dei party sulla spiaggia. Ryan ci perse un po'
di tempo, levando di mezzo le lattine e gettandole tra
i cespugli, l dove si erano trincerati i vietcong. Avrebbe
dovuto usare il bulldozer per togliere i detriti pi
pesanti, pietre e ciocchi carbonizzati, e per scavare una
buca. Arrivare sulla spiaggia con la pala del bulldozer
sollevata, a mo' di scudo contro le armi automatiche
dei vietcong. Immaginatevi di doverlo fare in guerra,
di aprire le postazioni per le mitragliatrici con quei bastardi
che ti sparano addosso.
Raccolse una lattina di birra, fece due mezzi passi,
e la gett dritta tra i cespugli.
Bel lancio, disse il signor Majestyk, dal limitare
del giardino di casa sua. Ryan non l'aveva visto arrivare.
Un tempo me la cavavo bene. Poi non so cos' successo.
In che ruolo giocavi?
Per lo pi in terza base. Tre stagioni in terza serie.
Poi per due stagioni la schiena mi ha impedito di
giocare. In giugno ho tentato di nuovo; mi sembrava
che la schiena fosse tornata a posto e credevo di potercela
ancora fare.
E quindi?
Ma ho scoperto che due anni fermo, senza far nulla,
fanno la differenza.
Il signor Majestyk ridacchi. E te ne sei gi accorto
alla tua et. Aspetta ancora un po', amico, e vedrai.
Alz gli occhi al cielo. Va a piovere. Quando
soffia da questa parte.
Anche Ryan alz lo sguardo. Ma se c' il sole.
Non per molto, disse il signor Majestyk. Tanto
vale che fai un salto in paese a prendere la vernice,
visto che fuori non ci potrai lavorare.
Che vernice?
Vernice. Come, che vernice?
Come faccio a sapere di che vernice parla?
Te lo dico io, fece il signor Majestyk. Altrimenti
come fai?
Stupido figlio di puttana. Per sulla pioggia aveva
ragione. Prima ancora di arrivare a Geneva Beach Ryan
aveva gi dovuto azionare il tergicristallo. Nel tempo
che ci mise a entrare in paese e trovare un parcheggio,
il cielo si era oscurato ben bene e la pioggia veniva gi
fitta.
Per esser un giorno feriale, c'era pi traffico del solito,
un sacco di gente che aveva avuto la stessa idea,
scendere in paese perch non c'era altro da fare. Gente,
per lo pi bambini e ragazzetti, che correva da un
negozio all'altro e si accalcava alle porte d'ingresso,
macchine a passo d'uomo che si fermavano in doppia
fila per farli scendere o risalire. Buffo come a nessuno
piacesse bagnarsi. Ryan si avvi a piedi, senza fretta;
se poi si bagnava, be', che male c'era?
And a procurarsi la vernice, poi si ferm a comprare
sigarette, un flacone di Jade East e l'ultimo numero
di True. Nell'uscire vide che il cielo si stava rischiarando,
rasserenando, e il sole iniziava a fare capolino.
Infil la vernice nel baule della station-wagon,
sal a bordo e avvi il motore. Fosse arrivato un attimo
prima o un attimo dopo, non avrebbe forse beccato
Billy Ruiz, ma eccotelo venire verso la macchina, di
corsa, ingobbito e sorridente. Salt su e sbatt la portiera.
Ehi, pensavo che te n'eri andato! Si era gi messo
a toccare il sedile e il cruscotto. E hai pure una
macchina!
 del mio datore di lavoro.
Lavoro? Dov' che lavori?
Un posto appena fuori della Beach Road. Ryan
esit, nel guardare Billy Ruiz e vedergli ancora in volto
la sorpresa e quel sorrisetto idiota. Il Bay Vista.
Certo, lo so dov'. Lavori laggi, eh?
Da ieri.
Posticino tranquillo, amico.
Mica ci abito, ci lavoro e basta.
Eggi, con tutto quel ben di dio che se ne va a giro
in costume da bagno, eh? Il ghigno di Billy Ruiz
si fece pi ampio. Non me lo dire.
Meglio che raccogliere cetrioli.
Tutto  meglio di quello.
Avete quasi finito?
Ancora qualche giorno, fece Billy Ruiz. Sai che
hanno fatto venire questi bei tomi da Bay City e da
Saginaw, a darci una mano? Cristo, neanche il naso si sanno
trovare. E per met neanche si sono fatti vedere,
stamattina.
Cos resta pi lavoro per voi.
Gi mi basta quel che ho. Ehi, hai sentito di
Frank?
Che ha combinato, adesso?
L'hanno buttato fuori.
Ma come, se siete anche a corto di manodopera.
Dico sul serio.  sbronzo dalla mattina alla sera,
sai com', da quando ha quei pochi quattrini. Ieri non
si  visto. Stamattina neanche, e cos Bob junior l'ha
sbattuto fuori e gli ha detto di levarsi dalle palle.
Com' che si  messo a bere?
Billy Ruiz aggrott la fronte. Perch ha due soldi
in tasca, che ti credevi?
Stupido figlio di puttana.
Certo. Diglielo tu.
Se n' andato a casa?
Dice che il suo furgoncino in Texas mica ci arriva.
Allora non gli resta che saltare su un autobus.
Non gli si pu dire proprio nulla, a quel tipo.
Ryan accompagn Billy Ruiz alle baracche degli stagionali
fino alla strada che portava al campo e poi
se ne torn a Geneva con Frank Pizarro in testa, quei
suoi capelli unti e bisunti e gli occhiali da sole e
quant'era boccalone. Uno sbaglio, Frank Pizarro. Andava
ad aggiungersi a tutti gli altri sbagli che aveva fatto
e che si era ripromesso di non fare pi. Le promesse
erano roba da nulla, per era molto pi facile ricascare
nei medesimi errori, diosanto.
Imbocc la Shore Road, e all'ultimo istante svolt
di nuovo a sinistra, al primo isolato, e si ritrov proprio
sul retro del supermercato IGA. C'erano cos tante
auto nel parcheggio che gli tocc accostarsi con la
macchina, per andare a dare un'occhiata al mucchio di
scatoloni di cartone ammassati nei pressi della porta
posteriore. E quando riusc a scorgerli, vide che non si
trattava altro che dell'ennesima pila di scatoloni, simile
a tutte le altre. Poteva essere la stessa identica pila
del sabato precedente, a parte la mancanza del cartone
rosso di birra Strohs.
Nell'uscire dalla Beach Road continu a pensare al
cartone della birra, a chiedersi dove fosse finito, fin
quando non si disse O fai qualcosa o lasci perdere, basta
che la smetti di starci a pensare. Non c'era verso
che riuscisse a rintracciare un cartone di birra vuoto e
gettato via due giorni prima, e allora molto meglio lasciar
perdere. Chi non riusciva a levarsi dalla testa,
per, era Frank Pizarro. Non avrebbe neanche dovuto
farselo venire vicino, un tipo simile. Avrebbe dovuto
saperlo che tipo era, fin dalla prima volta che
l'aveva visto. Non era una bella sensazione, avere qualcosa
che ti stava addosso in quel modo. Un qualcosa
che non andava fatto. E invece.
Oppure un qualcosa che avrebbe dovuto fare, ma
che si era scordato. Gli torn subito in mente, non appena
vide la ragazza della numero 5.
Aveva messo la macchina del signor Majestyk in garage,
e stava risalendo il vialetto che correva dietro le
cabanas e portava alla sua stanza, quando vide la ragazza
e gli torn in mente tutto quanto. Lei stava
uscendo a retromarcia dal suo posto macchina, piano
piano, a bordo di una Corvair scura e lustra. Poi aveva
preso a fissarlo, aspettando che la raggiungesse.
Mi chiedevo... Pensavo che sarebbe venuto a sistemarmi
la finestra.
Non l'avrebbe certo riconosciuta, se non l'avesse vista
uscire dalla numero 5. Era tutta in tiro: collana
bianca, fermacapelli anch'esso bianco, occhiali da sole
dalla montatura bianca, bordati di perline, ben truccata
e ben vestita, maglioncino e borsetta sul sedile del
passeggero.
La finestra, disse Ryan. Senta, non  che me
ne sono dimenticato. Ho solo avuto da fare.
Pensa di potere, domattina?
Prima cosa.
Be', non troppo presto. Sono pur sempre in vacanza.
Rise.
Mi dica lei quando.
Va bene, allora. La vide esitare. Le serve un
passaggio? Sto andando a Geneva.
Torno giusto da l. Non sembrava male. Di terza
fascia, diciamo, ma nient'affatto male, cos rivestita.
Be', allora, grazie, disse Virginia Murray, e
indietreggi ancora un poco, sempre a bassa velocit, prima
di avviarsi una buona volta.
Ma di che lo stava ringraziando?
La porta posteriore della numero 5, e la finestra che
pareva fuori uso, erano proprio a due passi. Ryan dette
un'occhiata alla finestra, non da vicino ma pur sempre
da breve distanza. Poi riprese il cammino verso la
sua stanza.
Pi tardi imbocc la strada che portava al drive-in
A&W, dove prese un paio di cheeseburger e una root
beer, e fece un paio di percorsi di minigolf. C'era anche
la rossa della numero 9, assieme a sua figlia, e indossava
calzoni aderenti e grossi orecchini bianchi, e
anche una fascia tra i capelli. Sembrava davvero carina,
ma Ryan lasci correre; non lo attirava proprio,
l'idea di quella bambina tra i piedi. Quando rientr al
Bay Vista, erano gi passate le otto. Nel patio, due uomini
fumavano sigari, e dei bambini giocavano a piastrelle,
ma ormai gran parte della gente si era ritirata
all'interno, tra chi giocava a carte e chi era andato a
mettere i figli a letto. Ryan valut se fare un salto dal
signor Majestyk, ma non gli parve una grande idea. Cos
se ne and a letto con la sua copia di True, la Rivista
per l'Uomo. Si lesse tutto traditore ed eroe: cos
L'ha perdonato la Francia, salt a pi pari BREVE
LA VITA FELICE DELLA MACCHINA VOLANTE DEL KANSAS
e arriv a circa met di Il piano da 10 milioni di dollari:
ECCO COME STALIN VOLEVA INONDARE GLI STATI
uniti di moneta falsa. A questo punto, si era gi stufato.
Prese le scarpe da tennis e usc.
...
.
...
CAPITOLO 8.
...
.
...
Gli piaceva, starsene da solo. Non sempre, ma le volte
che si ritrovava da solo, gli piaceva. Come in quel
momento, col rumore della risacca e il vento che si agitava
nel buio. Poteva essere su una spiaggia in qualunque
parte del mondo. Le case che spuntavano tra gli alberi,
alle sue spalle, erano sagome scure proprio come
le capanne di un villaggio. Le barche tirate a riva potevano
essere sampan di quelli che usavano i vietcong.
Girava voce che avessero trasportato un bel po' di mortai
e armi automatiche, roba fabbricata e fornita dalla
Cina comunista, e lui era impegnato in una solitaria
operazione di pattugliamento in qualche posto a nord
di Chu Lai; penetrare tra le fila nemiche e comunicare
la posizione dei depositi di munizioni dei vietcong e
quella delle loro postazioni radio alla flotta che attendeva
al largo, a cinque miglia di distanza. Buffo come
la gente avesse paura del buio. Certe cose le facevano
in guerra, quelli della Demolizione Subacquea o dei Reparti
Speciali, che si muovevano di notte nella giungla
armati di M-16 e con la faccia tinta di nero. Un passo
falso e ti ritrovavi un bastone appuntito su per il culo.
E certa gente aveva pure paura di starsene al buio su
quella spiaggia. Se riesci a trovare abbastanza coraggio
da infilarti di soppiatto tra tipi che non aspettano altro
che farti secco, allora non ce ne vuole poi molto a
infilarti tra gente che gli d fastidio il buio. Questa paura
era buffa, certo, ma allo stesso tempo molto utile.
Il fatto  che a una cosa del genere ci si faceva l'abitudine.
Bastava convincersi di essere in grado di farlo,
e non lasciarsi prendere dal panico. Era questione di
saper mantenere la calma, una procedura che si imparava
a seguire. No, altro che calma. Molto di pi. Cristo,
gi erano tutti convinti di essere calmi a sufficienza.
Freddezza, ci voleva, ecco cosa. Il vero professionista,
con l'acqua gelida che gli scorre nelle vene. Come
Cary Grant, quando versa lo champagne alla sua bella,
o si ritrova in cima a un tetto e c' quel tipo con
l'uncino al posto della mano, che gli salta addosso, e lui
 sempre lo stesso identico Cary Grant. Neanche una
stilla di sudore. Proprio come quando poi lo butta gi
dal tetto, quel tipo con l'uncino, e quello va di sotto e
il gancio gli raschia sulle lastre di metallo, tutta una scintilla.
Come ladro di gioielli, Cary Grant era uno in gamba.
Ma non lo facevano mica vedere, cosa ci faceva con
quei gioielli, dopo che li aveva rubati. C'era un tizio,
a Highland Park, un ricettatore armeno, che prendeva
senza problemi apparecchi TV, abiti, pellicce, roba cos;
ma se uno gli andava a portare una collana di diamanti
da centomila dollari? Harry, ho questa collana
di diamanti da centomila dollari. Cos' che mi puoi dare?
Te la immagini, la faccia di Harry?
Ma basta con queste storie. Senza macchina, e a 250
chilometri dal pi vicino banco di pegni, televisori e valigie
se li potevano pure tenere. No, basta cos, davvero.
Quando lavorava con quel tipo di colore, Leon
Woody, il primo obiettivo era sempre quello pi facile:
case col giornale sui gradini, o ancora buie al calar
della sera, con le imposte ancora chiuse, oppure col prato
non pi tagliato da tempo. E di quelle che sembravano
promettere meglio, prendevano nota. Quali lampade
erano ancora accese, e a che ora, e se erano le stesse
lampade ad accendersi per due o tre sere di fila una
o due al pianterreno e una al piano superiore poi andavano
a suonare il campanello e, se nessuno rispondeva, via dentro.
Il metodo preferito di Leon era scegliere una casa e,
di pomeriggio, provare a suonare alla porta. A chi veniva
ad aprire, si dichiarava in cerca di qualche lavoretto:
imbiancare o rinfrescare le pareti, dare una sistemata
al giardino. Di solito si sentiva rispondere di
no era quasi sempre una signora e allora passava a
chiedere informazioni su quelli della porta accanto, se
potevano essere in casa. Certe volte la signora diceva
di no, che erano andati a passare l'estate in Florida, e
allora era fatta. Leon Woody scuoteva il capo, con una
certa aria solenne. La miseria, certo che butta proprio
male, con una ben studiata aria da negro tonto,
e un sorrisetto appena accennato. Se invece la donna
aveva qualcosa da fargli fare, ecco che Woody cambiava
strategia. Oh, grazie, signora. Molto gentile,
da parte sua. Ma visto che ormai  tardi, forse  meglio
che ce ne torniamo domattina. E, nell'allontanarsi,
Domattina, col cazzo, borbottava a Ryan.
Altra possibilit: non rispondeva nessuno. In tal caso
si fermavano con la macchina nel vialetto e bussavano
alla porta posteriore. Se ancora nessuno si faceva
vivo, si intrufolavano in casa; di solito, da una finestra
del seminterrato, e filavano dritti a cercare qualche valigia
per riempirla di bottino. Poi se ne uscivano dalla
porta principale, con le valigie piene zeppe di vestiario,
pellicce, argenteria, apparecchi radio e TV insomma,
tutto quel che aveva l'aria di valere qualcosa -
e le caricavano in macchina.
Durante i loro F con S riuscivano sempre a mantenere
la calma, a celarsi le reciproche emozioni: che
c'erano, eccome. Mai una volta che dicessero: Forza,
filiamocela, o si mostrassero ansiosi di tagliare la corda.
L'idea di base era introdursi nelle case, valutare la
situazione e portare via solo la roba di un certo interesse.
Una volta a Ryan era capitato di entrare in uno
studiolo per trovarci Woody gi seduto in poltrona,
con un drink in mano e intento a sfogliare una rivista.
Era stata forse la scena pi incredibile, almeno fino al
pomeriggio in cui alla porta si era presentato il garzone
del lavasecco. Ryan era andato ad aprire, aveva ritirato
due completi e un soprabito, ringraziato il fattorino
e non aveva fatto poi altro che mettere quella
roba dritta in valigia. Un vero tocco di classe, i ringraziamenti
a quel tale. Leon Woody c'era andato vicino,
la volta che aveva risposto al telefono e all'altro capo
c'era un tale che voleva sapere con chi diamine stava
parlando, e dov'era finita sua moglie.  a letto che
mi aspetta, amico, cosa ti credi? aveva risposto Leon
Woody, chiudendo l la conversazione. Si erano concessi
ancora qualche minuto, giusto il tempo per trovarsi
a un isolato di distanza proprio nel momento in
cui l'auto della polizia si fermava davanti alla casa.
Un'altra volta Leon Woody si era presentato con una
borsa di attrezzi fregata chiss dove, per poi collegare
un trapano elettrico al filo della luce della veranda e far
saltare la serratura della porta. Secondo Ryan aveva
fatto troppo casino. Vero, aveva risposto Woody, ma
gli era parso un sistema ben pi professionale. Insistendo,
anzi, che era bene usare metodi sempre diversi,
cos che i loro F con S non si rassomigliassero troppo.
Leon Woody era un buffo tipo, un nero alto e segaligno
che aveva giocato a basket al liceo, tanto da
ricevere qualche buona offerta da squadre universitarie.
Il fatto  che non era riuscito a superare l'esame di
ammissione neppure ai college pi scalcinati. Il suo problema
era l'eroina. Per tutto il tempo che si erano frequentati,
Ryan l'aveva sempre visto strafatto, una situazione
che gli costava almeno settanta, ottanta dollari
al giorno. Ma era un bravo figliolo, e si sarebbe
gasato un sacco nel ritrovarsi a fare il lavoretto della
domenica precedente, quando Ryan si era infilato in
quella casa con cinquanta persone in giardino a strafogarsi
di hamburger.
C'erano delle luci, nell'oscurit, ma poco pi di capocchie
di spillo, freddi e minuscoli puntini perduti nella
notte, lontani come stelle, non certo parte della
spiaggia n tanto meno di quel preciso istante.
Sopra di lui c'era un'altra luce, di un flebile color
arancione. La sponda del lago si era, un po' alla volta,
fatta sempre pi scoscesa, passando dalla piattezza della
spiaggia del Bay Vista a un ripido promontorio coperto
di cespugli e solcato ogni paio di centinaia di metri
da scalinate di legno che salivano fino a perdersi nelle
tenebre.
Ryan continuava a camminare e scrutare il dislivello,
fin quando la consapevolezza di essere l a perdere
tempo inizi a ronzargli in testa, per trasformarsi poi
in una vera e propria certezza. Infine si ferm. Avrebbe
fatto meglio a restarsene a letto. Ma che doveva fare,
indovinare qual era la scalinata giusta? E poi, una
volta azzeccata? Salire, bussare alla porta, metter su
un'aria innocente? Salve, passavo giusto di qua
Ma vaffanculo.
Nancy lo guardava. Dall'alto, dalla cima della scogliera,
l'aveva guardato passare. L'aveva guardato fermarsi
e, per un istante, mettersi a scrutare su per la collina;
adesso, invece, ecco che se ne tornava indietro.
Nancy entr sotto il bagliore aranciato del lampione -
una ragazza in maglione scuro, calzoncini, scarpe da
tennis per uscirne poi subito, sagoma indistinta che
scendeva la scalinata verso la spiaggia.
Rest in attesa, una mano sulla ringhiera. Lui guardava
in su, e fu solo quando si ritrov la ragazza quasi
accanto, che abbass gli occhi. Eccola l, che lo costringeva
a fermarsi a pochi passi di distanza.
Guarda un po', Jack Ryan, disse lei. Ma che
sorpresa.
Ryan la raggiunse. Lei non si ritrasse n mut posizione.
Era proprio a suo agio. Lo stava aspettando, era
certa che sarebbe arrivato, Ryan lo capiva benissimo.
Facevo due passi, disse lui.
Uh-huh.
Che ti credi, che ero venuto a cercare te?
No, certo, stavi solo facendo due passi.
Sulla spiaggia, si, senza una meta precisa.
Ci credo, disse Nancy. Vuoi che ti faccia compagnia?
Tornavo indietro.
Perch non cerchi di rilassarti?
Camminare sulla spiaggia, fare qualcosa, lo fece sentire
meglio, pur sempre consapevole della ragazza al suo
fianco. All'inizio dissero ben poco, solo qualche domandina
esplorativa, da parte di Nancy, sulle baracche
degli stagionali e su Camacho e sulla raccolta dei cetrioli.
Le risposte di Ryan furono brevi. Le baracche
erano okay. Di Camacho non gliene fregava un accidente.
S, raccogliere cetrioli era un'autentica sfacchinata.
Si fermarono ad accendersi una sigaretta, e Ryan
sent i capelli di lei che gli sfioravano le mani chiuse a
coppa, e ne scorse nitido il volto, per un istante, appena
rischiarato dalla fiamma. Era davvero carina. La ragazza
ricca dei film.
Sembri una del cinema, le disse.
Chi?
Non mi viene in mente, il nome.
Descrivi un po' il tipo.
Ti somiglia. Capelli scuri, lunghi.
Sexy?
Direi di s.
In che film l'hai vista?
Non me lo ricordo.
Mi sa che non l'ho visto neanch'io. Mica ci vado
spesso. Solo ogni tanto.
Proseguirono in silenzio. E la TV la guardi? chiese
Ryan.
Quasi mai. E tu?
Se danno qualcosa di buono.
Vale a dire?
Un film di guerra, cose cos. O di spionaggio.
Wow. Realt romanzesca.
Che mi frega se non  roba vera. Basta sia buona.
 una pizza.
Allora, cos' che ti piace?
Fare qualcosa. Lo guard, i capelli scuri quasi a
coprirle un occhio. Qualcosa di significativo, che lasci
il segno.
Sarebbe?
Che ne so. Una pallottola, forse. Ecco, quello sarebbe
un ottimo esempio.
Sparare a qualcuno?
A qualcosa. Sentire che salta in aria.
Dinamite. Che ne dici?
Una meraviglia. Dico che la dinamite sarebbe un
vero spasso.
Per bisogna piazzare i detonatori e collegarli alle
cariche e stendere i fili. Non sarebbe meglio una bomba
a mano?
Accidenti, una bomba a mano! Certo. Prima strappi
la linguetta e poi la tiri, la bomba.
Oppure la agganci a un comando a distanza, disse
Ryan. Cos, tanto per fare.
Mi sa che preferisco tirarla, disse Nancy. A fare
come dici tu, si rischia di dover aspettare un bel pezzo.
Okay. Allora, dov' che la tiri?
Ci devo pensare, disse Nancy. L'idea  di tirarla
su una veranda, o dentro una finestra. Non  uno
sballo?
Mi diceva un tizio che durante la Seconda guerra
mondiale i giapponesi spedivano queste ragazzine, queste
geishe, su per le nostre linee, nude come vermi ma
con delle bombe a mano sotto le ascelle, cos i nostri le
vedevano, gli dicevano Mani in alto, e boom.
E tu ci credi?
Me l'ha detto uno che c'era.
Io non ci credo.
Perch no?
Non vedo il senso di mettersele sottobraccio, quelle
bombe, e andarci di persona. Non bastava tirarle?
Perch erano quelli gli ordini. Geishe.
E perch senza vestiti? Secondo me il tuo amico
ti sta a prendere per il culo.
Non  un amico.  solo un tale che conosco.
Scommetto che neanche c'era, lui, disse Nancy.
Che me ne frega, disse Ryan.  successo davvero,
non  successo proprio nulla. Cos o cos, non me
ne frega lo stesso.
Nancy aveva preso a guardare su per la collina. Poi
si ferm, gli occhi che indugiavano sul promontorio, e
si ferm anche Ryan. E i sassi? disse lei. E se facciamo
finta che i sassi siano bombe a mano?
Per che fare?
Tirarli.
Vuoi tirare dei sassi?
Trovane un po', forza.
Cristo, ma era davvero suonata. A caccia di sassi.
Sul serio, a caccia di sassi nel buio. Che razza di puttanata.
Per Ryan si sentiva proprio bene. Grossi o
piccoli?
Appena pi piccoli del mio pugno, disse lei.
Meglio che non siano troppo pesanti.
Vero, disse Ryan. Troppo pesanti, non  il caso.
Quanti te ne serve?
Qualcuno. Li faremo bastare.
Suonata, suonata, altro che. Presero i sassi e infilarono
la prima scalinata che si trovarono davanti, che
portava al giardino di una casa immersa nel buio, in
parte nascosta, in parte ombreggiata da alberi e cespugli
vari.
Saranno al club, disse Nancy, a bassa voce, quasi
appiccicata a Ryan.
Li conosci?
Non credo. Ma da queste parti sono tutti membri
del club.
E tu hai intenzione di prendergli la casa a sassate?
Uh-huh, dritto nella vetrata panoramica.
Perch proprio questa, di casa? Se neanche li conosci...
Perch  qui, disse la ragazza.
Forse dormono.
E che differenza fa?
Erano accovacciati proprio sull'orlo del promontorio.
Ryan la aiut a rialzarsi, sorreggendole il braccio
col dorso della mano.
Aspetta un momento. E dopo che li hai tirati?
Si era tolto le scarpe da tennis, dalle tasche posteriori,
e se le stava infilando.
E che ne so. Magari si corre. Tu non corri?
Correre dove? Bisogna saperlo, dove andare. Un
piano serve per forza.
Ci spostiamo sul davanti.
Per andare dove?
Tu non ti preoccupare. Stammi dietro, Jackie.
Jackie. Cristo, gli venne da pensare, ma che accidente
ci faccio qui? Ma Nancy si era gi messa a correre,
la testa incassata tra le spalle, tagliando per il prato,
e gli tocc andarle dietro, ingobbito proprio come
lei. Che fesseria. Dimmi tu se c'era una ragione per ingobbirsi
in quel modo. Nelle case, ci si entrava e ci si
usciva. A incassare la testa tra le spalle, mica le cose
andavano meglio. Mica bastava quello, per passare
inosservati.
Nancy si ferm a circa sei, sette metri dalla vetrata,
che a sostituirla ci sarebbero poi voluti almeno qualche
centinaio di dollari, e scagli il sasso che teneva nella
mano sinistra, col tipico movimento di chi non  mancino.
Un lancio troppo corto, che fin tra i cespugli. -
Accidenti, la sent dire con chiarezza. Fece qualche
passo avanti, ancora un po' ingobbita, si gir di fianco
e allo stesso tempo lasci partire il sasso. La vetrata panoramica
riflesso opaco nella notte esplose in una
vera e propria doccia di frammenti e schegge. Poi lei
scomparve, pi o meno sul lato sinistro della casa. Ryan
alz il sasso che teneva nella destra, lo port all'altezza
della spalla, quasi ad assumere la postura del lanciatore
sulla montagnola. Ma che cazzo stai facendo? pens,
e scagli la pietra con un breve e secco movimento
del braccio, senza guardare la finestra, per poi udirla
colpire qualcosa all'interno della casa. Ma a quel punto
si era gi messo sulle tracce della ragazza.
Sono qui. Un sussurro dai pini nei pressi della
strada.
Le mancava il respiro, le spalle andavano su e gi a
ogni parola. L'hai sentito? disse, al sopraggiungere
di Ryan.
Sentito, io? Ma se l'hanno sentito fino a Geneva.
Cos forte? Wow. Immaginati una bomba vera.
Sai, lanci proprio come una ragazzina. Buffo, pensavo
di no.
Si  accesa qualche luce? Adesso cercava di guardare
tra i cespugli, si stava calmando piano piano.
Non ne ho viste. Mi sa che hai ragione tu, sono
tutti al club.
Lei lo guard. Proviamone una con qualcuno dentro.
Ti sembra divertente, eh?
Vedere la faccia che fanno.
Basta restare in zona, e stare a guardare.
Non so. Tracce d'irritazione, nella voce. Prima
scegliamo la casa.
The Pointe era un vecchio villaggio in mezzo a un
mucchio d'alberi, un villaggio con piacevoli dimore tra
i boschi della zona nord, con case di grandi dimensioni
e in posizione arretrata rispetto agli olmi della litoranea,
e con altre case pi piccole ma di pregio, infilate
lungo le stradine tortuose che correvano tra i pini e
i boschetti di betulla. Molte pi case di quel che si era
immaginato Ryan, ridotte adesso a sagome indistinte
nell'oscurit degli alberi, le tenui luci dei lampioni che
lasciavano scorgere finestre e verande chiuse in fondo
a prati ben curati. Qua e l era visibile il bagliore metallico
delle automobili, ma nessuna di esse era in movimento,
niente fari che avanzavano piano sui vialetti
d'accesso o comparivano all'improvviso in mezzo agli
alberi. A Ryan la situazione parve ben pi tranquilla di
come doveva essere gi di suo, soprattutto dopo il frastuono
della vetrata che andava in frantumi.
Seguirono la fila degli olmi, attratti dalla luce delle
case, Nancy che guidava la marcia, poi attraversarono
in fretta la strada per spostarsi tra i pini allineati su un
lato di una casa a due piani in stile coloniale, legno e
mattoni.
Ti va bene questa?
Non lo so. Esamin la casa per qualche tempo.
Luci, ma dentro non c' nessuno.
Sono tutti sul retro, in cucina. A bersi un bicchiere
di latte prima di andare a letto.
Molliamogliene uno lo stesso. Tanto per far pratica.
Non esit. Tagli per il prato a un angolo che
l'avrebbe portata a nemmeno sei metri dalla casa, poi
attravers il vialetto che arrivava fino all'ingresso principale,
si ferm e si volt per lanciare con la sinistra.
Ryan, col movimento fluido del lanciatore che forza il
gioco con una palla improvvisa in seconda base, lasci
partire un tiro violento e laterale, e ud la sua finestra
esplodere un mezzo secondo dopo quella di Nancy:
uno-due, ma quasi sovrapposti. Infine la segu tra gli
alberi, dall'altra parte del prato, e assieme si fecero largo
fin sulla strada, attraversando in fretta per mettersi
al riparo tra le ombre degli olmi.
Eccoli, disse Ryan. Stanno uscendo.
Videro l'uomo in piedi, nella veranda illuminata, che
scendeva sul vialetto e si guardava attorno, per poi accostarsi
alle due finestre. Incorniciata in una delle finestre,
riuscirono a scorgere anche un'altra sagoma,
questa volta femminile.
Lei gli sta dicendo di rientrare in casa, disse
Ryan. Torna dentro, gli dice, chiss chi si  nascosto
nel buio.
Solo noi cacasotto, -disse Nancy. Mi piacerebbe
proprio sapere cosa si stanno dicendo. Ma siamo
troppo lontani.
Adesso torna in casa per chiamare la pula.
Dici che lo fa davvero?
Tu che faresti?
Vero, forse farei lo stesso. Ehi, che ne dici se aspettiamo
la macchina della polizia e poi, quando arriva,
zap-zap.
Che ne dici se invece ce ne andiamo a farci una
birra?
Siamo ancora troppo lontani, disse Nancy. Forza.
Torn ad avviarsi tra le ombre degli alberi, con Ryan
alle costole che le scrutava le gambe e anche dove
metteva i piedi che le si fermava accanto quando si
fermava lei, che le appoggiava la mano sulla spalla e ne
avvertiva la fragilit della clavicola sotto le dita. Nancy
sapeva di buono; non di profumo, ma forse di talco, o
di sapone. Sapeva di pulito.
Ci siamo, disse lei. Perfetto.
Ryan ne segu lo sguardo, dall'altra parte della strada
e del vasto prato, fino a scorgere una casa dal tetto
basso e dall'aria nuova di zecca, inferriate in ferro battuto,
immersa in un raggio di morbida luce grigio-rosa
fornito da un riflettore che spuntava dai bassi cespugli.
Ogni finestra era illuminata da una lampada a bassa
intensit, cos come la veranda chiusa che correva
lungo la parte destra della casa, giusto di fronte a un
boschetto di betulle.
Una festicciola tranquilla, disse Nancy. Qualche
amico venuto a farsi il bicchierino della staffa.
Ryan ne cont cinque, in veranda. Tre donne.
Dall'interno spunt un uomo con un bicchiere per mano.
Un goccetto, disse Nancy. Un goccetto e un
bicchierino. Certe volte un drinkettino, o magari un
Martin-al.
Gi la testa, disse Ryan.
Da dietro la curva del vialetto, una coppia di fari
spazz gli alberi. Oltre ai fari, si videro passare accanto
lo stemma dell'ufficio dello sceriffo, impresso sulla
portiera. Le luci posteriori della macchina si installarono
nell'oscurit e, a qualche decina di metri da Ryan
e Nancy, si fecero color rosso vivo.
In casa, ci staranno una decina di minuti, disse
Ryan. Poi cominceranno a ronzare qua attorno.
Come fanno a pensare di trovare qualcuno in macchina.
Sono obbligati a seguire la procedura.
Stupido nulla burocratico.
Come?
Ascolta, stavolta giri tu attorno alla casa e gliene
schianti uno nella finestra della cucina, disse Nancy.
Ah s?
Non ti torna?
E tu resti ad aspettarmi tra gli alberi, vicino alla
veranda?
Perfetto.
Abbiamo solo cinque minuti.
Basta e avanza.
Aspetta un attimo, disse Ryan. Non ho pi sassi.
Nancy gliene porse uno. Solo se poi facciamo pari.
E se ne and. Nell'attraversar e la strada, Ryan
guard i due puntini rossi in lontananza. Tra una casa
e l'altra, c'era una serie di cespugli, oltre a una siepe di
una certa altezza. La costeggi, tenendosi sul bordo del
prato fino a raggiungere la casa, e poi tagli per il cortile,
illuminato in parte dalla luce della cucina e della
sala da pranzo, e arriv infine su un lato del garage. Se
mai gli fosse capitato di imbattersi di nuovo in Leon
Woody, se mai Leon Woody fosse riuscito a cavare le
gambe da Milan, penitenziario federale, gli avrebbe
detto Ehi, amico, ne ho una nuova per le mani. Di
che si tratta, compare, avrebbe chiesto Leon. Rompere
i vetri alle finestre, ecco cosa. Si va a giro di notte
a rompere i vetri alle finestre. Rompere i vetri, -
avrebbe risposto Leon. Eggi, come no, non butta
mica male, amico. Cristo santo, si disse Ryan, e lanci
il sasso contro la finestra prima di avere il tempo di
ripensarci.
Arretr fin sul cantone del garage, vi si nascose dietro,
in parte, e rimase di vedetta. All'apparire dell'uomo
in cucina quel tale entrava e si guardava attorno
senza sapere cosa aspettarsi, e poi tutti gli altri gli venivano
dietro si decise ad andarsene. Si infil tra le
betulle, diretto verso la veranda della casa. Cerc di
individuare la ragazza tra gli alberi, la sua sagoma nelle
tenebre. Poi arriv all'altezza della veranda. Nel boschetto,
lei non c'era.
Era sulla veranda, adesso vuota. In mano reggeva
una bottiglia e due bicchieri, e cercava di arraffare qualcos'altro.
Infine si decise a mettersi la bottiglia sottobraccio.
Poi, i due bicchieri in una mano, un secchiello del ghiaccio nell'altra e la bottiglia ancora sottobraccio,
spalanc la porta della veranda con un colpo
di culo e attravers il prato in direzione di Ryan, fermo
sul limitare del boschetto. Vedi, Leon, non basta
mica far saltare le finestre. Prima le fai saltare, e poi
t'infili in casa e porti via una bottiglia di whisky e un
po' di ghiaccio. E cosa avrebbe detto Leon Woody? -
Eggi, sicuro, amico, il ghiaccio ci vuole proprio.
...
.
...
CAPITOLO 9.
...
.
...
Mi piacciono, le labbra screpolate.
 per via del sole, disse Ryan. A forza di stare
al sole tutto il giorno.
C' pi gusto. Secondo me quei baci a ventosa che
sbavano tutt'attorno non sanno di niente.
C' gente che dice che cos si arriva prima al sodo.
Al sodo di che? Accanto a lui nella sabbia Nancy
si sporse, gli si rannicchi contro, gli strofin la bocca
sulla guancia, gli mordicchi il labbro inferiore.
Mi sa che in fondo hai ragione, disse Ryan.
In fondo quanto?
Lui se la prendeva comoda; non aveva intenzione di
affrettare le cose e passare da buzzurro, ma non era certo
facile. Lo vuoi, un altro drink? le disse. Nancy
scosse il capo. Ryan si iss su un gomito e infil la mano
nel secchiello del ghiaccio. Acqua, disse. Che
ne dici di bourbon e acqua ghiacciata?
Mi pareva che stessimo bevendo scotch.
Te la sei cavata bene.
Grazie.
Mica male, l'uscita da quella veranda. Ho un amico,
che gli sarebbe piaciuta un sacco.
Uno che ci lavoravi assieme?
A pulire tappeti, moquette.
Dicevo l'altra cosa. F con S. Mi piace, F con S,
suona bene. Non  buffo? Cos semplice, due lettere e
basta.
Perch non andiamo a casa tua a prendere del
ghiaccio? Erano sulla spiaggia, a poca distanza dalla
luce arancione proiettata dal lampione che stava in cima
alla scogliera. Nel mettersi seduto, Ryan ne vide il
puntino di luce contro il cielo.
Ho voglia di un'altra cosa, disse Nancy.
Cio?
Cold Duck. Ma non ce n', in casa. Poi si tir su
anche lei, proprio di fianco a Ryan. Per lo so io, dove
trovarlo. Vieni.
Ecco fatto. Ryan raccolse bottiglia e secchiello e bicchieri
e segu la ragazza gi per la spiaggia, conscio che
le stava appunto andando dietro, e si affrett a raggiungerla.
Lei si era messa a guardare il lago, le buie
profondit dell'acqua e le meno buie profondit del cielo.
Laggi, disse Nancy.
Non vedo niente.
La barca.
Ryan scorse una sagoma bianca, forse un cabinato,
che se ne stava al largo, a cinquanta-sessanta metri di
distanza. Si accorse, nel medesimo istante, che erano
finiti proprio di fronte alla casa di Nancy, col bagliore
aranciato del lampione lass, in cima alla scogliera.
 quella di Ray, eh?
Doveva andarla a prendere qualcuno del club, disse lei, ma non si  visto nessuno. Poi guard
Ryan. Quella roba non ci serve pi.
E cosa ne faccio?
Lasciarla qui, no, eh?
E magari qualcuno la trova proprio davanti a casa tua.
E allora?
Meglio sottoterra.
And a scavare nella sabbia ai piedi della scogliera,
abbastanza in profondit per ricoprire il secchiello del
ghiaccio e i bicchieri e la bottiglia. Nell'attraversare di
nuovo la spiaggia e raggiungere la battigia, vide che
Nancy era sparita. C'era solo un mucchietto di vestiti.
Ryan si tolse camicia e pantaloni, ripieg tutto quanto
e lo sistem accanto al maglione e ai calzoncini di
Nancy, che lei aveva lasciato l. Entr in acqua in mutande,
subito dentro, senza nemmeno provare col piede
se era fredda. Non era profonda; a met tra la riva
e la barca gli arrivava a malapena alla vita, ma senza
pi il sole era gelida eccome, diosanto. Gli tocc immergersi
tutto, e bagnarsi ben bene, per poi riaffiorare
e cominciare a nuotare sott'acqua, nel tentativo di
acclimatarsi. Nel tornare a galla, prese a nuotare su un
fianco, alla marinara, e raggiunse la poppa della barca
dal lato destro, issandosi sul parapetto laterale e infilandosi
poi sotto il telone di copertura del castello di poppa.
Dov' che sei?
Qua dentro.
Segu il suono della sua voce fino al portello del boccaporto,
aperto, e poi gi per tre gradini che davano
nella zona notte, attraverso un breve corridoio che sfociava
nella luce artificiale della cambusa. Eccola, nello
stretto passaggio, intenta ad aprire una bottiglia che
aveva tutta l'aria di essere champagne, i capelli bagnati
e incollati sul cranio e sul viso. Addosso aveva un maglione,
nero e dallo scollo a V, che le aderiva alle cosce.
Mi piace, disse Ryan.
 il mio abito da cocktail. Lo guardava dritto.
Intendevo la barca, fece lui. Bene cos. Non concederle
un solo metro. Stava aspettando che lui si facesse
avanti, stuzzicandolo col maglione e con tutto il
resto. Ci stava giocando, con lui, che se ne stava in piedi
con le mutande fradicie d'acqua, una sorta di seconda pelle.
C' un asciugamano, nel gabinetto.
Ryan fu di ritorno che ancora si asciugava, con gli
occhi fissi sul soffitto a coppale e la lampada d'ottone.
Oltre il frigorifero e l'acquaio d'acciaio inox c'era un
altro posto letto. Un bell'arredamento, ottone e legno
ben lucidato, il tavolo ancorato alla parete. Un posticino
bello comodo. Che te ne facevi dello champagne
o del Cold Duck, tanto per dire. Ne aveva intravisto
l'etichetta, mentre Nancy riempiva i bicchieri.
Si sedette al tavolo. Sentiva un cigolio continuo, avvertiva
il movimento della barca che strattonava l'ancora.
Proprio un bello stare. Ci si poteva vivere, su una
barca simile, andarsene a piacimento in lungo e in largo.
Quanto costa un oggetto del genere?
Sui venticinque.
Venticinque cosa?
Venticinquemila. Lo stava guardando.
Andiamocene in crociera, disse Ryan. Gi, verso
Nassau.
Ci sono gi stata, disse Nancy.
Su una barca come questa?
No, era una tartana, una barca a vela. Nove persone,
equipaggio compreso. Amici di mia madre.
E ci hai dormito sopra?
Quasi sempre.
Mica male, disse Ryan.
Uh-huh, giornate intere a starsene seduta in barca
e tutti strafatti alla grande da mattina a sera. Alle
cinque di pomeriggio erano gi tutti quanti fuori come
terrazze, dal primo all'ultimo.
Stavi con i tuoi?
Tra un padre e l'altro. Tesoro, diceva mia madre,
perch non te ne scendi sottocoperta a farti un
sonnellino? Oppure, Perch non ti fai una nuotata,
o cerchi qualche conchiglia interessante? O magari ti
tagli le vene, ecco cosa intendeva, sotto sotto. All'epoca,
era tutto interessante. Perch non fai due chiacchiere
con quel ragazzo dall'aria cos interessante? Pi
o meno  della tua et, tesoro.
E quanti anni avevi?
Quattordici.
Sei rimasta in buoni rapporti, con tua madre?
Non ci vediamo pi.
Lo sa, cosa stai facendo? Dove sei finita, voglio dire.
E tu l'hai detto a tua madre, che facevi il ladro?
Mica lo faccio pi, disse Ryan.
Ai tempi dei tuoi F con S, o come li vuoi chiamare, gliel'hai detto?
No.
Io, alla mia vecchia, gliel'ho detto che mi ero intruppata
con Ray Ritchie, disse Nancy. Ma lei,
neanche ci voleva pensare. Tutto deve essere bello, tutto
deve essere carino, per quel che la riguarda.
Be', cosa ti vuoi aspettare?
Proprio un bel nulla.  che lei vive fuori dal mondo.
Almeno cos pare, in superficie. Nancy tast il
pacchetto di sigarette e lo schiacci nel pugno. Cazzo,
siamo rimasti senza.
Che intendi, che  fuori dal mondo?
Nancy sembrava pensierosa, raggomitolata sulla panca
di fronte a lui, nel suo maglione extralarge. Fa finta
di essere la perfezione in persona. In superficie, te
l'ho detto, lo  davvero, con la vita perfettamente normale
che conduce. Ma il suo vero carattere se lo tiene
ben nascosto dentro questa corazza di perfezione, e l
dentro s che  davvero fulminata alla grande. A provarlo,
ci sono tre matrimoni andati a puttane.
E sta nascosta dentro quest'altra persona, eh? disse Ryan.
Non lo ammetter mai che il suo autentico io sta
l dentro, ma  proprio cos. E ogni tanto lo vedi, il suo
vero carattere, che sbircia fuori. Nancy sorrise. 
buffo, sai, cercare di farlo sbirciare fuori. Il bello  che
ormai lo fa spesso, e certe volte si vede spuntare qualcosa
di pi di una semplice occhiata. Ma non sono mai
riuscita a farla venire tutta allo scoperto.
Non  che capisco tanto bene, disse Ryan.
Non importa. Ci fosse qualche sigaretta, disse
poi la ragazza. Sorseggi il suo Cold Duck e torn a
riempire entrambi i bicchieri. Ti piace?
Tutto a posto.
Ma avresti preferito un whiskino e una birra.
O questo o quella.
Il buon vecchio Bob junior, per lui birra e basta.
Ray va a Martini.
Ryan si sporse in avanti, poggiando le braccia sul
bordo del tavolo. Posso chiederti una cosa?
Che ci faccio qui, disse lei.
Pi o meno.
Mi lascio trasportare dagli eventi, mi sa, disse
Nancy. E aspetto la grande occasione, proprio come
chiunque altro.
E perch Ray Ritchie? Uno con vent'anni pi di te?
Venticinque, tesoruccio.
Va bene, ma perch?
E tu perch rubi?
Te l'ho detto, non lo faccio pi.
Soldi, ne hai mai rubati?
Ryan esit. A volte, se mi capitavano sottomano.
Quant' il massimo che hai fatto?
Settantotto dollari.
Nancy aveva preso a girarsi lo stelo del bicchiere tra
le dita, con lentezza. E se sottomano te ne capitassero
cinquantamila? Alz gli occhi su Ryan. Tra i
cinquanta e i cinquantacinquemila. Ce l'avresti, il coraggio
di metterteli in tasca?
Ryan trov una posizione pi comoda, rilassato, con
gli occhi piantati in quelli di lei, conscio del lieve cigolio
che era tornato a farsi sentire e, per quel che valeva,
curioso di vedere cosa ne avrebbe fatto, la ragazza,
di quel silenzio e del modo in cui la stava fissando. Non
le sorrise, n apr bocca, tanto meno per fare una qualche
battuta; non doveva certo chiederle se diceva sul
serio. Aveva capito all'istante, appena Nancy aveva affrontato
l'argomento, che era quello il nodo dell'intera
faccenda: il motivo per cui entrambi si erano ritrovati
in quel posto, sia lui che lei.
Certo, se non ti va nemmeno di parlarne... disse Nancy.
Cinquantamila. Di chi? Ray?
Uh-huh.
Dove?
Nel suo capanno di caccia.
Tiene una cinquantamila nel capanno di caccia.
Cos.
Solo la notte prima del giorno di paga degli stagionali
Nancy lo guardava. Moltiplica trecentocinquanta
braccianti per centocinquanta dollari a testa.
Non  la paga media?
Suppergi.
Fa cinquantaduemila e cinquecento. Contanti,
niente assegni. Dentro le buste paga. Trecentocinquanta
buste paga in due scatoloni di cartone.
E tu come lo sai?
Dall'anno scorso, e anche quando sono gi stati
pagati quest'anno dopo la semina, o quel che era.
Li porta Ray, i soldi? Come ci arrivano?
Non ne sono sicura. Lo scorso anno c'eravamo noi,
al capanno, ed  arrivata una macchina della polizia, 
sceso Bob junior con gli scatoloni e li ha messi nell'ufficio
di Ray, nello studiolo insomma.
Sono gi nelle buste paga, i soldi?
Uh-huh. Poi il giorno dopo Bob junior si piazza
dietro un tavolino da gioco e quelli si mettono in fila e lui li paga.
Come fai a sapere che li porta sempre il giorno prima, i soldi?
Me l'ha detto Bob junior.
Gliel'hai chiesto tu?
Cos, senza parere. Mi ha detto che hanno sempre fatto cos.
E li lasciano li, tutti quei quattrini, per una notte intera.
Non proprio. Nancy tacque, e poi riprese. Mi
ha detto Bob junior che ci resta lui. Nella stessa stanza,
oppure nel capanno, non so di preciso.
Be', se ci si mette lui, di guardia agli scatoloni, come
facciamo a prenderli?
Nancy fece spallucce. E che ne so. Forse bisogna
aspettare che vada al gabinetto.
Ci dev'essere un modo per infilarsi l dentro, disse
Ryan. Con un solo minuto a disposizione, non si
pu certo stare a cazzeggiare con i vetri o le serrature.
E se ci entriamo il giorno prima e sistemiamo tutto
quanto?
Ryan fin di bere il suo Cold Duck. Sicura che sono finite le sigarette?
Ho guardato prima.
Quant' che ci stai rimuginando, su questa cosa?
Solo dal momento che ti ho visto, domenica.
E perch proprio io?
Non fare il modesto. Perch  il tuo mestiere.
Una cinquantamila non  come un televisore.
Di sicuro pesa di meno, disse Nancy. Mettila cos.
Voglio dire, perch mettere su questa faccenda?
Non hai gi tutto quel che vuoi?
E anche quel che non voglio. Nancy si allung
in avanti, i capelli che le cadevano sul volto. Lasciamo
perdere i perch e i percome, va bene?
Ryan torn a concentrarsi sulla cinquantamila. -
L'idea  di spartire?
Ma certo. Mica sono cos avida.
E se mi prendo tutto io?
Ma tu sai che io so, e non ti farei chiudere occhio
finch non ti avessero beccato.
E quando li abbiamo presi, che succede? Com' che tagliamo la corda?
E chi si muove? disse Nancy. Li nascondiamo, e basta.
Dove?
Nella casa sulla spiaggia.
Ma di.
Sul serio.  il posto migliore. Proprio sotto il naso
di Ray. Tu te ne resti a Geneva Beach fin quando
Ray non chiude casa, alla fine dell'estate, poi ti ci infili
dentro e recuperi tutto quanto. Io rimango con lui '
per un altro paio di settimane, a Detroit, poi ci faccio
una bella litigata e lo pianto in asso.
Ci rivediamo a Detroit, disse Ryan. E dopo?
Nancy sorrise, incass la testa tra le spalle come una
ragazzina. Boh. Tu che vuoi fare?
Prendermi un po' di riposo, mi sa.
O una bella crociera. Come quella che ti raccontavo prima.
Potrei farmi la barca.
E una macchina, e un po' di vestiti nuovi. Quel
che ti pare.
Ryan annu, al pensiero. Pi o meno. Torn a
guardarla. E tu? Cos' che vuoi?
Nancy bevve una sorsata di Cold Duck. Davvero lo vuoi sapere?
Certo, spara.
Potrei fare un salto a Hollywood. Venticinquemila
dollari in tasca dovrebbero bastare, per tentare la sorte.
Dici sul serio?
Perch no? Prendere all'amo un produttore. Un produttore bello ricco.
Ma tu pensa.
Secondo me, riuscirei a farli zompare dalle scarpe
quasi tutti, tempo quattro minuti.
Vorrai dire dalle mutande.
Lei fece spallucce. Scommetto di s.
E a recitare, come te la cavi?
Posso fingere anche l, disse Nancy. Sbaglio,
o  proprio la stessa cosa?
Quindi non pensavi a noi due, a restarcene assieme.
Nancy riattacc con le spallucce. Non lo so. Al momento
non  che mi serve un amante, Jackie, ma solo
uno specialista di furto con scasso.
Ancora Jackie. Ryan non disse niente.
Io voglio i soldi, disse Nancy. E se proprio devo
trovare una giustificazione per questa cosa, allora 
perch Ray me li deve. Tu, scegli tutte le ragioni che
ti pare. Mica devi rendere conto a me.
D'accordo. Cos', ci devo pensare?
Solo se non sei in grado di darmi una risposta subito.
Tu  gi un bel pezzo che ti ci trastulli, con questa storia. Io no.
Guarda che  molto semplice, disse lei. O ti va, o no.
Prima devo dare un'occhiata a quel capanno, disse
Ryan. Poi ti faccio sapere.
Domani  mercoled. Se i soldi li portano venerd,
non  che ti resti tutto questo tempo.
Magari riesco a farmi prestare la macchina dal tipo
che mi ha preso a lavorare. Cos ci faccio un salto
domani, a una certa ora. Gli dico che ho una cosa da
fare in paese.
Quel pidocchio di Ray, disse Nancy. Si  portato
via le chiavi. Altrimenti potevi prendere la mia.
Ryan annu. L'ho sentito dire, che avevi una macchina.
Cerc di immaginarsela, Nancy, che mandava
fuori strada quei due tipi, e gli venne anche voglia di
chiederle com'era andata. E se riesco a metterla in
moto io? disse invece.
Senza chiavi?
Trovami un filo elettrico, ed  fatta.
Era stato un amico di Ryan, Bud Long, a insegnargli
come fare, con i cavi dell'accensione; come mandare
in corto il motorino d'avviamento e collegare un filo elettrico dalla batteria alla bobina, soprattutto collegarlo
nel modo giusto, cos che non bruciasse le
puntine. Bud Long lavorava per un'agenzia di prestiti
a Detroit, sulla Livernois, proprio nella zona dei rivenditori
di auto usate, e la maggior parte delle pratiche
di quell'agenzia riguardavano appunto prestiti per
l'acquisto di automobili. Quando uno dei loro clienti
restava indietro con le rate, e ignorava anche gli avvisi
di pagamento, toccava a Bud Long andare a portargli
via la macchina, nottetempo, bypassando l'avviamento
con un filo elettrico. Certe volte ci andavano
anche Ryan e qualcun altro, con lui, alla ricerca di qualcosa
da fare, e Bud Long gli lasciava collegare il filo.
Poi, di solito, salivano in macchina e via. Ma in un paio
di occasioni erano stati visti, e gli era toccato lasciarla
l, la macchina, in fretta e furia, a cofano aperto e col
filo ciondoloni, e tagliare in mezzo alle case per raggiungere
l'auto di Bud parcheggiata nella strada accanto.
Una di quelle volte si erano anche beccati una
scarica di pallettoni calibro 16 nel lunotto posteriore,
ma erano riusciti comunque a tagliare la corda (e secondo
Bud Long quel figlio di troia era indietro anche
con le rate della lupara).
Era proprio un bel lavoretto, fregare le macchine assieme
a Bud Long; era legale, o almeno sembrava legale,
e Bud sapeva il fatto suo. Ma poi un paio di quei tipi
avevano cominciato a pizzicare le macchine solo per
il gusto di andare a farsi un giro le volte che erano senza,
e farsi immischiare in cose simili era una vera e propria
puttanata. Qualche volta Ryan ci si era trovato nel
mezzo, quando a cose fatte erano passati a prenderlo.
Se ne andavano gi in centro, o in qualunque altro posto,
lasciavano la macchina l e via. Ma una notte le
due e mezza di mattina sulla East Jefferson, nei pressi
della fabbrica della Uniroyal quel cazzone figlio di
puttana che aveva in macchina, Billy Morrison, aveva
gettato una bottiglia di birra, vuota, dal finestrino, con
un'autopattuglia dietro di loro, a mezzo isolato di distanza.
Li avevano fermati, controllati, e portati alla
stazione di polizia sulla Beaubien, per poi incriminarli
per furto d'auto. Ryan aveva chiamato la maggiore
delle sue sorelle, Marion, al cui marito avvocato aveva
poi raccontato l'accaduto, e quel tesoruccio di cognato,
Carl, gli aveva detto di restarsene pure in galera,
cos almeno questa volta gli sarebbe servita da lezione,
e che cazzo. Davanti al giudice, la mattina dopo, si era
dichiarato non colpevole, e per lui era stata fissata una
cauzione di cinquecento dollari. Il fatto era che senza
l'aiuto di suo cognato non poteva certo permettersi di
pagare l'intera somma, e quindi aveva finito per restare
otto giorni ospite della prigione della Wayne
County. In fase d'istruttoria, poi, Carl aveva scambiato
due parole con l'avvocato di Billy Morrison, tutti e
due in piedi a fare di s con la testa e con la valigetta
sottobraccio, e com' come non  si erano ritrovati a
dichiararsi colpevoli, lui e Billy Morrison, di furto d'auto
temporaneo, e spediti dritti davanti alle corti giudicanti,
sessioni mattutine. Visto che era il loro primo
reato, erano stati entrambi affidati a un anno di servizi
sociali, e il cognato di Ryan l'aveva portato fuori a
pranzo, cos, per dirgli due paroline.
NOTA. Unlawfully Driving Away an Automobile (UDAA)  un reato previsto dal Codice Penale del Michigan, che si applica a colui che ruba un veicolo non per appropriarsene in maniera definitiva, bens temporanea. FINE NOTA.
Il giorno dopo e questo, aveva pensato Ryan, non
poteva che essere il record del mondo nel campionato
del posto sbagliato al momento sbagliato si era ritrovato
ancora una volta in tribunale, in attesa di finire
davanti al solito giudice, e stavolta dentro le gabbie dei
barboni alcolizzati e delle puttane di colore. Stavolta,
per, non erano Billy Morrison e Jack Ryan. Solo Jack Ryan.
Posto sbagliato, momento sbagliato, senza dubbio,
ma anche una sfiga cosmica, e delle pi merdose, perch
un fatto del genere non doveva succedere.
Se n'era andato a pranzo con Carl, per l'appunto, a
sentirsi dire quelle due paroline; poi al cinema e infine
a casa. Prima o poi, a casa ci doveva tornare, e cos aveva fatto.
Vivevano ancora nell'appartamento di Highland
Park: lui e sua madre e, da sette mesi, l'altra sua sorella
Peggy assieme al marito Frank, che faceva il fornaio e
quindi lavorava di notte. Ryan si era ritrovato a dormire
sul divano letto della sala da pranzo. Al suo ritorno
a casa, madre, sorella e cognato erano l. Sua madre,
preoccupatissima, perch Carl le aveva detto di
non andare a trovare Ryan in prigione n di recarsi
all'udienza. A Ryan era venuto in mente che dovevano
aver gi cenato (mangiavano alle cinque e mezza,
perch alle sette meno un quarto Frank doveva andare
al lavoro, e amava mettersi un po' in poltrona a guardare
la TV e buttar gi la cena). Ma non gli avevano tenuto
niente da parte, perch mica lo sapevano che lui
stava tornando a casa. Poi sua madre che si era messa
a frugare nella borsetta, per chiedere infine a Frank,
Ma non ti ho prestato cinque dollari la scorsa settimana?
e doverglielo chiedere due volte perch lui stava
guardando la TV, seduto con quel collo lungo lungo e
un cestone di capelli neri, e sua sorella Peggy seduta
accanto a Frank, la bocca piena di mollette e a sistemarsi
i suoi, di capelli, e Frank che si degnava finalmente
di risponderle che i soldi glieli aveva gi restituiti.
Ryan aveva detto che ce l'aveva lui, qualche soldo,
e sua madre gli aveva risposto questo se lo
ricordava di non andare da Major's, piuttosto da Safeway,
che quella settimana loro gli hamburger li facevano
un dollaro e cinquanta al chilo. E si ricordava anche
che gli aveva detto, sua madre, che anche l'arrosto
di maiale era in offerta, e se ne trovava ancora e gli
avanzava qualche dollaro l'avrebbero potuto cucinare
quella domenica, visto che Frank avrebbe portato un
dolce. Si ricordava, ancora, sua madre che diceva Magari
ci fosse un supermercato della A&P da queste parti,
e si ricordava nell'imboccare la porta che sua sorella
aveva risposto, S, certo, l'A&P va benissimo,
per non regala i buoni sconto.
Non c'era andato, al Safeway. Si era infilato in un
bar sulla Woodward, nei pressi di Seven Mile, a farsi
qualche birra. Forse a casa stavano ancora discorrendo
dell'A&P. Per come se lo ricordava lui, e se lo sarebbe
sempre ricordato, la scena era questa: suo padre con il
mazzo di carte, in sala da pranzo, un solitario dietro
l'altro, e sua madre in soggiorno, con la radio accesa,
l'uno magro e coi capelli lisci, l'altra che cominciava a
metter su qualche chilo di troppo. A malapena si rivolgevano
la parola. Sua madre che tirava in ballo la
moquette un po' consunta, o che le era capitato di vedere
un bel vestitino da comprare a Peggy per la consegna
del diploma, e suo padre che diceva Uh-huh, nessun
problema. Bene. Col fumo di sigaretta che gli passava
in spire davanti agli occhi e lo costringeva a strizzarli
per guardare le carte. Ryan si era chiesto se quei
due facessero mai l'amore. Lui, capelli lisci e denti appena
lavati e lei, un po' sovrappeso, sdraiati l'uno accanto
all'altra a discutere se fosse il caso di cambiare la
lavatrice Bendix o cercare di farla reggere ancora un
anno. Lui che, a cose fatte, si fumava una sigaretta e
lei che infine diceva, Sai, sono nove anni che ce l'abbiamo,
quella Bendix. Ryan non riusciva a immaginarsi
il loro primo incontro, il primo appuntamento, o che
aria avessero prima della sua nascita. Ma qualcosa doveva
essere successo. Qualcosa, si, e doveva essere una
faccenda di soldi, era pronto a scommetterci. Dover
contare gli spiccioli per comprare gli hamburger. Forse
questa  una cosa che ti costringe a starci attento, ai
soldi, e una volta che hai preso l'abitudine  difficile
cambiare. Certe volte suo padre non era cos, ma dovevano
essere da soli. Allora sembrava uno che la sapeva
lunga su un sacco di cose. Diceva a Ryan, Chiedimi
una capitale, e Ryan gliela chiedeva e suo padre
la sapeva. Anche dell'America Centrale. Sapeva di posti
come Guadalcanal e Tarawa, e raccontava di tutte
le volte che un sacco di gente ci aveva lasciato le penne
perch i pezzi grossi avevano scazzato pesante, sbagliato
i calcoli, anche se lui la guerra mica l'aveva fatta.
Poi gli raccontava della DSR, l'azienda trasporti,
del fatto che non avevano abbastanza autobus e di come
i negri stavano arraffando tutti i posti migliori perch
i capoccioni avevano paura della situazione razziale
(in seguito, quando Ryan si era ritrovato a far coppia
con Leon Woody, si era chiesto cosa ne avrebbe
pensato suo padre. Si era chiesto se avrebbe mai cominciato
a rubare nelle case, con suo padre ancora in
vita. Per poi pensare: Perch? Ma che c'entra, tutto
questo, col prezzo di un oggetto qualsiasi? E mettersi
a pensare a qualcos'altro).
Quando Billy Morrison se n'era entrato nel bar, a
Ryan era venuta voglia di mettergli le mani addosso, a
quel figlio d'un cane, ma Billy sorrideva e sembrava
proprio contento di vederlo, cos avevano finito per attaccarsi
alle birre e festeggiare la scappatoia che gli aveva
consentito di scansare l'accusa di furto vero e proprio.
Verso le undici e mezza Billy Morrison se n'era
uscito con la proposta di movimentare un po' la serata.
Ryan s'era immaginato che intendesse raccattare
qualche pupa chiss dove, ma secondo Billy mica avevano
tempo da buttare in cose del genere; doveva essere
una faccenda a prova di bomba. Se bisogna pagare
non ci sto, aveva risposto Ryan. Forza, l'aveva incitato
Billy,  roba nuova di zecca, e Ryan l'aveva
accompagnato a una stazione di servizio sulla John R.
Una stazione di servizio. Mai sentita una cazzata pi
cazzata di questa. Billy Morrison gli aveva detto, Amico,
 come farsi cambiare l'olio. Il benzinaio aveva composto
un numero di telefono. Dopo una ventina di minuti,
che avevano passato a fumarsi una sigaretta dietro
l'altra, era arrivata una station wagon Pontiac, con
davanti due giovanotti e dietro una ragazzina sui sedici
anni coi capelli lunghi e arruffati e una gonna aderente
e che le arrivava fin quasi alle mutande. Dopo di
te, aveva detto Billy Morrison, e Ryan si era infilato
sul sedile posteriore assieme alla ragazza. Che era carina,
certo, ma aveva addosso un sacco di profumo, e
quei capelli non erano poi un gran che; inoltre a Ryan
quei due tipi non piacevano neanche un po', cos come
non gli piaceva l'intera situazione, lo starsene seduto
al buio con tutta quella gente mentre la macchina filava
sulla John R in direzione sud verso Six Mile. Il tizio
accanto al guidatore gli aveva chiesto se voleva una
birra. Be', perch no? Aveva preso la birra tiepida che
gli veniva offerta e quel tale gli aveva detto, Viene un
dollaro. Ryan non aveva aperto bocca e gli aveva dato
il dollaro. Poi aveva chiesto alla ragazza se ne voleva
un po' e lei aveva risposto di no. Questa era stata la sua
unica parola. Ogni tanto i due giovanotti dicevano
qualcosa, ma quasi sempre tra di loro, e Ryan non riusciva
a sentire cos' che stavano blaterando. Il silenzio
che c'era in quella macchina s, se lo ricordava. E poi
il suono della sua voce, che chiedeva dove stessero andando.
Il passeggero sul sedile anteriore aveva risposto,
Nel cortile di una scuola. A volte andavano in un
parco o in un deposito di legname, ma quella sera toccava
al cortile di una scuola. C' una coperta l dietro,
aveva poi detto il tipo. Ryan sorseggiava la sua birra
tiepida. Un minuto pi tardi, rompendo di nuovo il silenzio,
aveva chiesto quanto gli sarebbe costato tutto
quel servizio personalizzato, e il tipo accanto al guidatore
gli aveva risposto, senza voltarsi, Dieci dollari.
Meglio che mi riportate indietro, aveva detto Ryan,
perch non aveva intenzione di comprare proprio un
bel nulla. Davanti a s vedeva il semaforo di Six Mile
Road. Gli si stavano avvicinando, ma la macchina aveva
rallentato e girato a sinistra in un vicolo prima di
raggiungere l'angolo. Poi si era fermata; i fari avevano
spazzato una serie di bidoni della spazzatura e di
bruciarifiuti, e il buio retro di chiss quanti negozi. Fari
che poi si erano spenti, e il tipo accanto al guidatore,
faccia scarna e capello lungo, pi o meno dell'et di
Ryan, si era voltato col braccio sullo schienale. Dieci
dollari, aveva detto. Sia che portassero Ryan fino alla
scuola o che lo riaccompagnassero alla stazione di servizio,
o dov' che voleva andare, sempre dieci dollari
erano. Ryan aveva detto No, aveva cambiato idea.
Quel tizio l'aveva guardato. Non c' niente aggratis,
gli aveva detto. Tutto quanto costa una dieci. Okay,
aveva risposto Ryan, ti propongo un affare. Non c'
bisogno che mi riportate indietro, ci vado da me.
Il guidatore aveva aperto la portiera, e si era accesa
la luce dell'abitacolo. Ryan si ricord di aver visto la
ragazza, i capelli pi chiari di quanto si era immaginato;
di aver sentito la birra che gli correva su per la manica,
pi fredda sulla pelle che al palato, quando aveva
preso la bottiglia per il collo e aveva visto il tipo accanto
al guidatore andar gi dietro lo schienale. Poi
Ryan era sceso, sbattendo la portiera, spostandosi sul
retro della macchina, scivolando poi sul ghiaino per
cambiare direzione. E proprio mentre il guidatore girava
attorno alla parte anteriore dell'auto, Ryan gli era
piombato addosso, schiantandogli la bottiglia su un lato
della testa, da sinistra a destra, cos che quello era
caduto sul cofano.
La bottiglia non si era rotta. Nei film le bottiglie si
rompono, ma in questo caso no. Era scappato via che
la stringeva ancora in mano, si era fatto di corsa tutto
il vicolo voltando a destra, superando la fiancata in
mattoni di un negozio in direzione Six Mile, attraversando
la strada e imboccando il marciapiede verso est,
senza rendersi conto di avere ancora la bottiglia. Aveva
gi percorso un isolato quando si era reso conto che
la macchina gli si era affiancata. Non voleva guardarla,
quella macchina, voleva solo che andasse via e voleva
continuare a camminare.
Ma la macchina non se n'era andata, ed era qui che
lui aveva pisciato fuori dal vaso. Aveva guardato la
macchina, perch ormai lo doveva fare, e appena alzato
lo sguardo si era accorto che si trattava di una macchina
nera con le scritte gialle. Polizia. E allora era
scappato di corsa. Senza pensare, di corsa e basta. Pi
tardi, a ripensarci, si era reso conto della cazzata che
aveva combinato, e si era ripromesso di non caderci
mai pi; ma ormai la frittata era fatta. Di corsa, aveva
voltato l'angolo, lungo tutta una recinzione metallica,
e quando era arrivato in fondo l'aveva scalata e scavalcata.
Poi si era nascosto nel buio e nel silenzio, contro
il muro della ditta di legnami, nell'angusto spazio
tra due pile di assi, roba da tre metri l'una, e se ne stava
l, in piedi con la bottiglia in mano quando gli avevano
puntato una torcia elettrica addosso. Era rimasto
con la bottiglia di birra a mezz'aria e la luce negli occhi,
e infine si era deciso a lasciarla andare.
La mattina seguente, in tribunale, il giudice un tipo
dall'aria tranquilla, con qualche traccia di grigio alle tempie
gli aveva rifilato sessanta giorni di riformatorio.
Di sfiga ne aveva gi avuta abbastanza. Era arrivato
il momento di invertire la tendenza. Da qualche parte
doveva pur iniziare, la buona sorte, e forse questa
era la volta buona. Era bello avere di nuovo una macchina.
Era bello tornare a guidare la notte a radio accesa.
Era bello infilarsi nel Bay Vista e parcheggiare di
sbieco di fronte all'ufficio. E se questo era il punto di
partenza della sua buona sorte, avrebbe dovuto restare
in guardia e farsi trovare pronto e finalmente, in un
certo istante, se ancora le premesse c'erano tutte,
avrebbe finito col dire di s e ficcarcisi dentro a capofitto
e andare sino in fondo.
Perch doveva essere peggio che intrufolarsi in una
casa a fregare televisori e pellicce? O peggio che entrare
in camera sua?
Dal letto, seduto di traverso con la schiena contro il
muro e gli scarponi screpolati e scalcagnati che spuntavano
di fuori, Frank Pizarro disse: Ehi, Jack, come
ti butta?
Scendi di l.
Che ti prende? Pizarro si dette una spinta in
avanti e si ritrov seduto sul bordo del letto, con le
gambe penzoloni, senza toccare terra.
Com' che hai saputo che ero qui?
 stato Billy. Insomma, che ti prende?
Saputo che questa  la mia stanza, dico.
Un tipo l fuori, quando sono arrivato. L'ho chiesto a lui.
E lui ti ha detto di accomodarti, di fare il comodo tuo?
No, ho aspettato un po' fuori, e poi mi sono detto
che magari dormivi e non mi potevi sentire, cos ho
provato ad aprire ed era aperto, 'scolta, mi hanno licenziato.
Me l'hanno detto.
Billy. Ma non ti ha detto dell'autobus.
Frank, ti saluto, va bene?
'scolta, Camacho vuole che lo guido io l'autobus,
a tornare indietro, per via di tutti i soldi che gli devo.
Che lo riporto indietro con l'autobus e lascio il furgoncino,
tanto quel catorcio  un ammasso di rottami.
Ryan esit. A me va benissimo.
Sicuro, ma tutti quegli altri come ci tornano a casa?
Eh?
Con l'autobus.
No. Camacho dice: Mica ce li devo riportare io,
a casa. E io, Ma se ti hanno gi pagato per farsi portare
indietro. E lui, Quando ero ancora caposquadra.
Ma adesso caposquadra non lo sono pi, e quindi
non li devo riportare. Poi fa, Ma se vogliono dare
cinquecento dollari ai proprietari dell'autobus e pagarmi
il viaggio in aereo, allora glielo lascio qui.
Ma di. E quelli ci credono?
E che devono fare? Se gli dicono che a loro non
gli va bene, Camacho li lascia tutti qui.
E a te che te ne frega? Tu un mezzo di trasporto ce l'hai.
Che me ne frega? Sono tutti amici miei.
Andiamo, Frank.
Dico sul serio. Ci lavoro da sette anni.
Va bene. Allora perch sei venuto da me?
Compare, noi eravamo amici, o no? Perch non ci
facciamo prestare i quattrini da Jack, ha detto Billy.
Il volto schiacciato e sincero di Pizarro si era piazzato
giusto di fronte a quello di Ryan.
Cinquecento dollari.
Dice Billy che tu ce li hai. Dice che se li hai gi
spesi, ne puoi fare altri facile.
Dove sta, Billy?
Non  voluto venire. Sai com', a chiedertelo.
Non mi sembra che la cosa ti turbi pi di tanto.
'scolta, mica te li chiedo io, questi soldi. L'ha detto
Billy. Io li voglio solo in prestito, e poi te li rendiamo.
Secondo te li ho, cinquecento dollari?
Se non ce li hai, puoi trovarli. Facile.
E se te li presto, poi tu me li rendi, eh?
Lo sai. Sicuro.
E quando?
L'anno prossimo, quando torniamo.
 stato un piacere conoscerti, Frank.
Amico, qui ci sono delle famiglie. Come fanno a
tornare a casa?
Andiamo. Anch'io ho una famiglia. Eccomi qua.
Non t'importa di quello che succede a tutta questa gente?
Ehi, Frank, ci vediamo.
Okay, compare, disse Pizarro. Pian piano scese
dal letto. E vedi di andare a fare in culo.
Pizarro gli pass davanti e apr la porta; spalle strette
e calzoni che gli facevano le borse sotto il culo, a quadri,
sporchi e consunti, senza pi forma, tasche in diagonale
ed elastico in vita.
Aspetta un momento, disse Ryan. Il furgoncino ce l'hai?
Te l'ho detto,  scassato.
E tu vai a piedi?
No, adesso mi prendo una cazzo di macchina a nolo.
Ryan esit, nel vedere Pizarro che teneva la porta
aperta, ma solo per un istante. Ci vediamo, Frank.
Pizarro aveva notato la Mustang davanti all'ufficio.
Nel passare di l, le aveva dato un'occhiata. Aveva qualcosa
di familiare. Ce n'erano un sacco, di Mustang verde
scuro, ma in testa gli ronzava qualcosa a proposito
di una Mustang. Raggiunse la prima stradina laterale
dopo il Bay Vista e tir via il suo furgoncino da sotto
gli alberi, per poi dirigersi verso Geneva Beach alla
massima velocit permessa dalle condizioni di quel rottame.
Ma quando arriv a destinazione tutti i bar e le
bottiglierie erano gi chiusi, con l'intero paese gi bello sbarrato per la notte. Maledetto Ryan.
Quando era ad aspettarlo, in camera sua, e non aveva
trovato niente da bere, gli era venuto in mente di andare
a procurarsi una bottiglia, tequila o gin. O una di
rosso. Se prendeva del vino, gli sarebbe avanzato qualche
dollaro. Dei cento che gli aveva dato Ryan, ovvero
la sua parte, gliene erano rimasti quattro, pi sessanta
centesimi. S, va bene, era rimasto ad aspettare sul furgoncino.
Ma che cazzo, era il suo; era lui che lo guidava.
Avrebbe fatto meglio a fermarsi e a dirgli le cose come
stavano. Ehi, amico, dov' la mia parte? Non questa
cazzo di miseria di cento dollari, la mia parte.
Sbattergliela sul muso, la situazione, e mettere le cose
in chiaro. Con Camacho, a Ryan era andata bene; ma
non era detto che gli girasse sempre nello stesso modo.
Ryan non gli era mai piaciuto. Gi da quella volta a
San Antonio, alla stazione di servizio: Ryan che se ne
stava l a cercare un passaggio, borsone in mano, a squadrarli
ben bene mentre arrivavano, l'autobus, il furgoncino
e due macchine, tutti stagionali; poi, che si
metteva a parlare un po' con Camacho e infine montava
sull'autobus. Da quella volta. E proprio da quella
volta, nel viaggio di andata, Ryan aveva cominciato a
entrarci lui, nei posti in cui loro avevano problemi a
farsi servire, per prendere lui le bibite gassate e la roba
per preparare i sandwich. Da quella volta in Oklahoma,
che aveva convinto il benzinaio a fargli usare
a tutti quanti quel gabinetto scassato e puzzolente e poi
si era montato la testa pensando di aver fatto chiss
che. Da quella volta che aveva attaccato bottone con
Marlene Desea e non erano ancora usciti dal Missouri
che l'aveva gi convinta a scendere dal furgoncino e a
fare il viaggio in autobus assieme a lui. Qualcun'altra,
una delle ragazze, aveva detto: Frank, ci vengo io con
te sul furgoncino. Ma lui le aveva risposto: Niente da
fare, adesso sul furgoncino non ci sale pi nessuno.
Camacho aveva ragione, proprio come aveva detto
quando erano arrivati ai campi di cetrioli: Ryan voleva
solo un passaggio. Aveva ottenuto ci che voleva e
nessuno pi lo poteva trattenere: non gi Marlene Desea,
figuriamoci tutto il resto. Si era servito del furgoncino.
Si era servito di Billy Ruiz. Si era servito di
tutti quanti, e quando aveva raggiunto il suo obiettivo
aveva levato le tende. Sicuro, proprio quel tipo di persona.
Passata Geneva Beach e imboccata la superstrada
verso sud, infil la strada sterrata che tagliava tra le
coltivazioni per raggiungere le baracche degli stagionali.
Maledetti cetrioli. Aveva chiuso, coi cetrioli. Lui ne
raccoglieva dieci volte di pi di quei maledetti ragazzini
che avevano fatto venire da Saginaw e Bay City,
ma se a lui preferivano i ragazzini, fatti loro. Dallo scorso
sabato aveva alzato un po' troppo il gomito, si era
scolato almeno un centinaio di dollari, anche se di bevute
ne aveva offerte un sacco. Quel centone era ormai
svanito e a Camacho ne doveva quattrocento e cinquanta
e un lavoro non ce l'aveva pi e San Antonio
era a quasi tremila chilometri di distanza.
Ma Ryan no, non era svanito. Anzi, ce l'aveva sottomano.
Non doveva far altro che trovare il sistema di
dirglielo, il modo giusto di dirglielo senza farsi rompere
il muso. Tipo:
Ehi, Jack. Sai quella cassa di birra, quella con i portafogli
che ci avevi detto di buttare via? Mica l'abbiamo
buttata via, amico. L'ho nascosta dove so io.
Allora Ryan avrebbe detto qualcosa, e lui avrebbe
detto a Ryan: Quant' che mi dai per quella cassa di
birra, bello? Se non vuoi che finisca nelle mani di qualcuno,
col tuo nome sopra.
Questa sarebbe stata la parte pi difficile, far capire
a Ryan che non aveva altra scelta se non pagare per
la cassa di birra coi portafogli. 'scolta, se mi molli uno
sganassone quella cassa non la rivedi pi, capito?
Quel figlio d'un cane, vattelo a sapere cos'era capace
di fare. Meglio dirglielo subito: Se mi succede qualcosa,
un mio amico porta la cassa di birra alla polizia.
Che te ne pare, bello?
Poi tirargli la stoccata. Cinquecento dollari per la
cassa. No, facciamo seicento. Se non li ha, allora gli
toccher andare a trovarli da qualche parte.
Il suo piano era di dirglielo quella sera stessa, a Ryan.
Attaccare con la balla dell'autobus e vedere se cos riusciva
a spillargli qualcosa, senza troppa fatica. Poi
affondare il colpo con la storia della cassa di birra. Ma
quando Ryan era arrivato e gli si era piazzato davanti,
non era riuscito a dirgli un bel nulla.
Forse poteva metterglielo per iscritto. Procurarsi un
foglio di carta e una penna. Scriverglielo bello chiaro e
andare a infilarglielo sotto la porta, una sera o l'altra.
Ma prima o poi gli sarebbe toccato vederlo di persona,
Ryan, se no come faceva a farsi dare i quattrini? Maledetta
la miseria, perch doveva essere cos complicata,
questa faccenda?
Per un motivo di cui Frank Pizarro non sarebbe mai
stato certo oltre al fatto di averla magari vista, quella
macchina, passare davanti al campo con la ragazza a
bordo, passare davanti alla baracca dove lui si stava giusto
fermando gli torn in mente la Mustang verde
scuro e gli torn subito in mente anche la sua proprietaria.
La ragazza del signor Ritchie. Sicuro, la stessa
Mustang verde scuro ammaccata sul davanti, le stesse
identiche ammaccature della macchina che aveva visto da Jack Ryan.
Pizarro spense il motore e i fari, ma non scese subito
dal furgoncino. Rest l a pensare alla Mustang verde,
perch lo sapeva benissimo, cazzo se lo sapeva, che
con quella macchina Jack Ryan qualcosa a che fare ce l'aveva eccome.
...
.
...
CAPITOLO 10.
...
.
...
 un ottimo affare, disse il signor Majestyk. -
Trenta dollari la settimana, e viene tutti i giorni, domenica
esclusa. La domenica me la metto da solo, una
bistecca sulla griglia, l fuori, una bella lombata, quel
tipo all'IGA le taglia alte cinque o sei centimetri.
Il signor Majestyk affett un pezzo di kielbasa e la
tuff nella salsa chili. Poi infil la forchetta nei crauti
e li accatast sulla salsiccia con il coltello. Masticando,
prese un pezzo di pane e ne imburr l'intera fetta. Sempre
masticando, disse: E lei che lo fa. Da sola, a casa
sua, lo prepara due, tre volte la settimana e lo porta
sempre fresco. Ma fresco sul serio.
 davvero buono, disse Ryan.
E lo tiene pulito, questo posto. Gliene d di aspirapolvere,
due volte la settimana.
Ryan mangiava con una certa velocit. Aveva saltato
di nuovo la colazione e aveva una gran fame. L'idea
era quella di alzarsi presto e fare un salto al capanno da
caccia di Ritchie per dare una bella occhiata, prima che
magari arrivasse qualcuno. Ma aveva dormito troppo,
e finito per saltare la colazione. Gli sarebbe toccato andarci
dopo il lavoro, per adesso era troppo affamato
per starci a pensare. Certo che sa cucinare, disse.
Non sapesse, non la lascerei fare, disse il signor
Majestyk.
Ha una qualche storia con lei?
Con Donna? Il signor Majestyk lanci un'occhiata
verso la porta che dava in soggiorno. Cristo,
ma che ti pensi, che sono messo cos male?
Sar vecchia, ma mica  tanto brutta, disse Ryan.
Insomma, sempre meglio di nulla.
Tu sei giovane, ce l'hai piantata nel cervello, questa
cosa.
Be',  un fatto naturale, no?
Naturale non significa che devi stare a pensarci
tutto il tempo.
Ah s? E lei a cos' che pensa?
A un sacco di cose, disse il signor Majestyk.
Per esempio: dovrei restarmene qui tutto l'anno? Voglio
dire, che c' da fare a Detroit? Tanto varrebbe che
vivessi fisso quaggi. Ti ho gi accennato alla faccenda
della stagione di caccia?
Mi ha detto qualcosa, si.
Be', mi  venuta un'altra idea. Un capanno da caccia.
Come quello di Ritchie?
Naa, quella  una vecchia fattoria che lui ha riattato.
Lo sai cos' una struttura a forma di A?
Non ne sarei cos sicuro.
Come uno di quei posti svizzeri, sai quei tetti a
punta che toccano quasi terra? Per la gente che va a
sciare. Li stanno gi costruendo dappertutto, su al
nord. Prefabbricati.
Li ho visti in foto.
Prendine due, disse il signor Majestyk. Belli
grossi, da poterci mettere dentro una decina di persone,
soppalco compreso, e li colleghi con un impianto di
riscaldamento centralizzato.
Ma se ha gi le cabanas, disse Ryan.
Dovrei installare un impianto nuovo in tutte quante.
Col termometro a trenta sottozero, i termosifoni
piccoli saltano. No, mica intendo qui. C' un pezzo di
terreno che un tipo che conosco ha messo in vendita,
isolato, c' un bosco, un lago. Sai quella strada che passa
per il campo degli stagionali e inizia a salire dopo il capanno di Ritchie?
S?
Fai altri ottocento metri e trovi un cartello, ROGERS,
giri a sinistra e arrivi in cima alla collina, in mezzo al bosco.
Lontano da tutto.
Esatto. Li costruisci lass, quei prefabbricati a
forma di A, trovi venti cacciatori, a venticinque dollari
al giorno a persona tre pasti completi, bevande,
ghiaccio e tutto compreso per venticinque dollari al giorno.
Mi sembra ottimo.
Proprio l dove vivono i cervi. Ma quando c' un
lago ci sono anche quelli che vanno a caccia di volatili.Questa gente, Cristo, ne conosco almeno una decina
che a chiamarli non ci metterebbero un istante. E tutti i loro amici sono cacciatori.
Perch non lo fa davvero?
Il signor Majestyk guard Ryan, poi fece spallucce.
Forse. Chi lo sa.
Si metterebbe in tasca cinquecento dollari al giorno.
Lordi. Vero, per poi mi servirebbe qualcuno, forse
due, in grado di cucinare ma anche di maneggiare le armi.
E che problema c'?
Nessun problema, sta solo nel trovare le persone
giuste. Te ne intendi di armi?
Un tempo le vendevo, disse Ryan. Fucili da caccia,
doppiette, in questo negozio di articoli sportivi.
Credevo che tu fossi un cuoco.
Gi, ho fatto pure quello. Addetto alla frittura.
Sei in gamba, come cuoco?
Sicuro. Pi che altro erano chefburger, ma all'ora
di pranzo capitava d'ogni cosa involtini, uova fritte,
pancakes, sandwich al prosciutto. Le cameriere ti portavano
gli ordini e tu dovevi preparare tutto assieme.
Per essere cos giovane, disse il signor Majestyk,
certo che ne hai fatte di cose.
Un po'. Poi Ryan raccont al signor Majestyk di
quando lavorava al The Chef e al negozio di articoli
sportivi e da Sears, senza per far parola del periodo
in cui aveva pulito tappeti e moquette, perch era l
che aveva conosciuto Leon Woody.
Era stato un amico di Ryan, dapprima, ad avere quel
posto. Un amico che aveva deciso di licenziarsi per
iscriversi a un corso di elettronica, ma che non voleva
lasciare il suo capo in brache di tela, a sentir lui, e cos ne aveva parlato a Ryan. La paga era buona, il lavoro
non troppo impegnativo, e si andava a farlo in queste
belle case, roba di lusso, e vedessi che donne, tutte
queste pupe piene di quattrini, giuro che non ci puoi
credere che razza di cose si mettono addosso per stare
in casa, ti mostrano ogni ben di dio, ragazzi, certe sembra
che stiano l solo per chiedertelo. Ah s? disse Ryan.
Sai quando si piegano in avanti per fare qualcosa, disse
il suo amico, e non c' traccia di reggiseno? Oppure
che se ne vanno in giro con la vestaglia spalancata?
In seguito, mai una volta che a Ryan fosse capitato
di trovarsi in situazioni simili. Gi era tanto se riusciva
a vedere qualcuno, a parte quando si presentavano
al lavoro e quando se ne andavano via. Ci mise qualche
settimana a capire che il suo amico gli aveva solo
indorato la pillola, con questa storia delle donne, e va
be', lasciamo fare. Tanto, quel lavoro gli piaceva. Soprattutto,
apprezzava il fatto di andare in case sconosciute
e trovarsi sotto gli occhi una serie di oggetti personali,
di propriet di gente anch'essa sconosciuta. Non
era certo come in casa di amici. Era una strana sensazione,
in particolare quando restava da solo in una stanza,
nel silenzio che seguiva allo spegnimento dei suoi
macchinari, o quando da solo saliva una rampa di scale
per andare a sistemare una camera da letto. Insomma,
proprio come se stesse per succedere qualcosa.
Era dai tempi delle elementari che Ryan non rubava
pi nulla. A quei tempi gli piaceva sgraffignare pettini
e duri di menta dal negozietto di quartiere. Il colpo pi
grosso che aveva portato a termine, da allora, era una
uniforme da baseball fregata a Sears, completa di guanto,
cappellino, scarpini chiodati e una felpa verde con
le maniche gialle. E non era stato neanche troppo difficile.
C'erano riusciti tutti quanti, i membri della squadra
di baseball della terza media, a forza di quattro viaggi
a testa, in ore differenti, muniti di impermeabili o
borse della spesa, dodici ragazzini e nemmeno uno che
si fosse fatto beccare, anche se due avevano arraffato
felpe di un colore sbagliato, e quando erano tornati a riprovarci,
quelle verdi e gialle erano terminate.
Era stato in una di quelle occasioni, da solo in una
stanza, che a Ryan era venuto in mente di tornare in
quella casa a tempo debito. Alla padrona di casa era
scappato detto che lei e suo marito stavano giustappunto
partendo per la Florida, il giorno dopo. Ryan puliva
la moquette e ci pensava su, cercando di immaginarsi
come poteva essere il ritrovarsi tutto solo, di notte,
in quella casa. Inizi quindi a chiedersi se aveva il
fegato necessario per introdursi in casa d'altri, con i
proprietari immersi nel sonno, oppure ignorando se fossero
svegli, addormentati o chiss cosa. Cristo, certo
che bisognava essere davvero in gamba, per rischiare
in quel modo. Ma a conoscere bene la disposizione delle
stanze, a essere certi dell'assenza di un cane, e a sapere
come intrufolarsi senza troppi problemi, la cosa si
poteva fare, eccome.
E il modo giusto di farla gli venne in mente che gi
lavorava in coppia con Leon Woody. Di solito spostavano
i mobili al centro della stanza, e iniziavano a passare
il detergente ai quattro lati della moquette, poi ri-
sistemavano la mobilia al suo posto, con tanto di dischetti
di stagnola sotto le zampe. Quella volta Ryan
aveva finito di sistemare un tavolinetto contro una parete,
aveva allungato una mano tra le tende e aperto
una finestra laterale. Nell'infilare una mano all'esterno,
aveva scorto Leon Woody che lo guardava.
Leon Woody aveva scosso la testa, ridacchiando.
Che ti prende? aveva detto Ryan.
Nulla, aveva risposto lui, senza smettere di sorridere.
Pi tardi, a bordo del camioncino, era tornato
sull'argomento. Guarda che non  mica il caso di mettere
la ditta nella merda. Se proprio vuoi entrare in una
casa, pescane una in cui non siamo stati.
O sei scemo, gli disse Ryan, oppure stai parlando a
vanvera.
Credi che non lo sappia? disse Leon Woody. -
E un po' che ti tengo d'occhio, sai, lo vedo che ti guardi
attorno. Sta' a sentire. Se fai una cosa del genere
senza sapere se in casa c' qualcuno oppure no, prima
o poi finisce che qualche testa calda ti fa saltare le cervella.
 quando non c' nessuno, che ci puoi entrare,
quando lo sai per certo, e magari anche per iscritto, che
quelli non sono in casa.
Tu l'hai gi fatto?
Lo faccio, amico. Lo faccio ancora.
Io, una volta sola.
E stavi per farlo una seconda.
Non volevo mica prendere niente.
Leon Woody lo guard. E allora, perch ci volevi
entrare?
Non ho idea. Questa sapeva tanto di stronzata.
Solo per vedere se ci riuscivo, mi sa. Sapeva di
stronzata, anche questa.
Tipo un gioco?
Gi, suppergi.
Lo sai che ti capita, se a questo gioco ci perdi?
Fa parte dello spasso. Il rischio. Un rischio ci
dev'essere.
E il resto qual ?
Vedere se ci si riesce, immagino.
No, bello, non  questo. Il resto  una Mercury decappottabile,
bianca, e quindici abiti interi e dodici
paia di scarpe e non so pi quante pupattole che posso
chiamare a tutte le ore del giorno e della notte. A tutte
le ore.
Se ti interessano i quattrini, disse Ryan, allora
 un'altra faccenda.
Amico,  tutta un'altra faccenda. Non vorrai mica
dirmi che a te non interessa?
Sicuro, tutti vogliono la tranquillit economica.
Anche a me interessa vivere bene.
E ti sembra di vivere bene?
Tiro avanti.
Ma vivi bene?
Non certo, come si dice, con tutti gli agi.
E allora, amico mio, disse Leon Woody, vediamo
un po' di procurarteli, tutti questi agi.
Era difficile, le volte che ci pensava, non vedere l'intera
faccenda come un gioco. Uno spasso. Stava violando
la legge e lo sapeva benissimo, ma non l'aveva mai
vista in questo modo. Buffo, certo, ma era proprio cos.
Certo, era un reato penetrare in casa d'altri, va bene,
ma mica si impossessava di cose davvero indispensabili.
Un televisore, una giacca di pelliccia, un paio di
orologi, tutta roba assicurata; e forse avrebbero ottenuto
mille, milleduecento dollari di risarcimento. L'assicurazione
 chiamata a pagare, e il padrone di casa ricompra
un altro televisore, un'altra pelliccia per la moglie,
un nuovo paio di orologi, e tutto a sconto, perch
lui  un pezzo grosso e ha entrature d'ogni genere. Ci
sta anche che in partenza i quattrini quel tipo li abbia
fatti fregando qualcuno sul lavoro. Guarda un po', negli
affari tutto  lecito, mentre entrare in casa d'altri
dalla finestra del seminterrato non va bene. Come mai?
Forse non era questa la logica. Forse non si poteva
giustificare un'effrazione, vero, ma quanti fatti della
vita sono impossibili da giustificare? Se ti beccano, ti
beccano. Niente scuse. E niente soffiate. Va bene?
L'unico modo di vederla era questo. Anche se il modo
migliore era non starci nemmeno a pensare. Agire e basta,
senza farla tanto lunga.
E alla faccia di Leon Woody, doveva a tutti i costi
introdursi in qualche casa senza essere sicuro della presenza
o dell'assenza dei proprietari, e cos fu. La prima
volta si limit al pianterreno, cerc di raccapezzarsi
tra una stanza e l'altra, e in un paio di minuti era gi
fuori, senza prendere niente. La seconda volta si spinse
al piano superiore, saggiando ben bene ogni scalino,
fino a raggiungere il ballatoio. Da l si infil in una camera
da letto, in cui una coppia ancora dormiva, e razzol
settantotto dollari da un portafoglio sul cassettone.
Stava quasi per spifferare ogni cosa a Leon Woody,
ma all'ultimo istante decise di non farne di niente. Magari
quello lo prendeva pure per scemo.
Che poi and a finire che non si dovette pi preoccupare
di Leon Woody o della sua opinione. Due volte
lo pizzicarono, Leon Woody: custodia cautelare.
Chiss come, la polizia l'aveva scoperto. Si erano presentati
a casa sua con tanto di mandato, per sapere
com' che poteva permettersi quella macchina e tutti
quei vestiti costosi. Scommesse, aveva risposto lui, cavalli.
La terza volta li beccarono entrambi, Ryan e
Leon. Avevano svaligiato una casa e, sulla via del ritorno,
si erano fermati a farsi un paio di birre. Erano
rimasti in quel bar neanche una mezz'oretta, ma
all'uscita c'erano gi due sbirri in borghese ad aspettarli
davanti alla macchina di Leon con un mandato. Li
avevano poi incriminati per furto con scasso. Sentenza
sospesa. Leon si era preso sei mesi per detenzione
di merce rubata, oltre a perdere il lavoro nella pulitura
tappeti e moquette. Una volta rilasciato, era stato
arrestato di nuovo, stavolta per possesso di droga, e
spedito al penitenziario federale di Milan.
Per un po', Ryan aveva continuato a scrivergli, ma
Leon Woody si degnava a malapena di rispondere. Di
sicuro aveva messo su qualche altro traffico, a Milan,
e aveva troppo da fare.
Negli otto mesi di quel secondo lavoro furti con
scasso Ryan aveva raggranellato circa quattromila
dollari. Non li aveva spesi in vestiti firmati e neanche
aveva cambiato casa, perch sapeva benissimo che sua
madre avrebbe cominciato a sospettare qualcosa e a fare
domande. Anche se la volta che era tornato a casa
con un televisore rubato, visto che a quello che avevano
gli era saltata una valvola, ci fosse uno che gli avesse
chiesto dove l'aveva preso: n sua madre n sua sorella,
n suo cognato Frank.
A giugno, Ryan era saltato su un pullman
Greyhound diretto in Texas, per fare un nuovo tentativo
col baseball, terza serie.
 lo stare al chiuso tutto il tempo che ti rovina, -
disse il signor Majestyk.  per questo che l'ho mollata,
la mia bettola. Bisogna forzarsi a uscire, a fare
quel che ci si sente di fare, a sentirsi padroni di se stessi.
Capisci?
Quando ho lasciato Sears, disse Ryan, mi sentivo
proprio cos.
Sicuro, ti posso capire benissimo. E il baseball?
Gliel'ho detto,  la schiena che mi ha fregato.
Quando giocavi in terza serie, intendo.
Solo per tre stagioni, mi sembrava d'averglielo gi
detto, fece Ryan. Il resto dell'anno, facevo questi
altri lavori. Poi per due stagioni non ho potuto giocare
per via della schiena. Quando mi  parso di essere
guarito, lo scorso giugno, ho tentato di nuovo. Credevo
di potercela ancora fare.
E allora? Il signor Majestyk era interessato.
Ma la schiena... che ne so, mi impediva di battere
al meglio. Qualcuno mi lanciava una palla curva e io
andavo tutto fuor di sesto. Cos me ne sono tornato a
casa, meglio lasciar perdere.
Ti sei imbarcato con quegli stagionali, eh?
Proprio cos. Quel caposquadra mi ha offerto un
lavoro, e mi sono detto, Perch no?
Cristo, certo che l'hai proprio conciato per le feste.
Se l' cercata col lanternino. Se non ero io, sarebbe
stato qualcun altro.
Il signor Majestyk fin la sua birra e si nett la bocca
con un tovagliolino di carta. Che ti resta da fare?
Sto ancora finendo di sistemare quel terreno vuoto,
tra legno alla deriva e cianfrusaglie varie.
Ehi, neanche abbiamo parlato del tuo giorno libero.
Pensavo al sabato, disse Ryan.
Il sabato  da escludere.  il giorno pi incasinato,
tra chi parte e chi arriva. O domani o venerd.
Domani va benissimo. Non fa differenza.
Se non hai niente da fare, va' a dare un'occhiata
a quella propriet, rogers, dice il cartello. Poi il signor
Majestyk tacque. Infine si decise e guard Ryan
dritto in faccia. Vedo che ti sei procurato una macchina, -
disse.
Me l'hanno solo prestata.
Non pensavo certo che te la regalasse, quella tipa.
Quando il signor Majestyk tacque di nuovo, Ryan
rimase in attesa. Non voleva certo rendergli le cose pi
facili. Se quel tipo voleva ficcare il naso nei suoi affari,
avrebbe dovuto cavarsela da solo.
Infine il signor Majestyk torn a parlare.  con
quella macchina che ha spedito i due ragazzotti fuori
strada.
Me l'ero immaginato, disse Ryan, per via dei
bozzi sul davanti.
Uno si  ritrovato le gambe rotte e qualche lesione
interna.
Me l'ha gi detto.
Basta che te lo ricordi, disse il signor Majestyk.
La piant l.
Ryan si fum una sigaretta e rest a stiracchiarsi al
sole per una mezz'oretta, poi torn al suo lavoro di
sgombero, rastrellando gramigna ed erbacce e porcherie
varie e ammassando il tutto in un mucchio unico.
Gli aveva gi dato fuoco, quando vide arrivare il signor
Majestyk, che a bordo del suo piccolo bulldozer avanzava
a scossoni sul terreno irregolare. Pi piccoli di quel
tozzo aggeggio giallo, pens Ryan, impossibile che ne
possano fare, e poi, Cristo, senti che casino quel motore
diesel. Il signor Majestyk gli fece vedere come funzionava
il cambio e come alzare e abbassare la pala, e
per le due ore successive Ryan se ne stette a giocare col
bulldozer, riuscendo un po' alla volta a scavare una buca
abbastanza profonda per seppellirci tutto ci che
non si poteva bruciare.
Quando i bevitori di birra della numero 11 fecero la
loro comparsa armati di frigobar portatile, Ryan cap
che dovevano gi essere passate le quattro, l'ora di darci
un taglio. A finir di seppellire quella roba ci avrebbe
pensato l'indomani. No, venerd. Due ore e mezza
in quel campo l'avevano ridotto uno straccio: accaldato
e in un bagno di sudore. Addosso aveva solo i calzoni
di tela kaki, quelli tagliati al ginocchio, e cos and
a tuffarsi nel lago per raggiungere a nuoto la zattera dei
tuffi, e ritorno. Come nuotatore valeva poco; non aveva
un briciolo di resistenza, ma era pur sempre in buona
forma, e arrivare fin laggi non era certo pi faticoso
di quando, la sera prima, se l'era fatta fino alla
barca. Che buffa cosa, alla ragazza non aveva pensato
una sola volta in tutto il giorno. Quel che aveva in mente
adesso era una birra, e attravers la spiaggia a nemmeno
tre metri di distanza dai tipi della numero 11,
pronto a ricambiare un loro eventuale saluto o una semplice
occhiata, ma quelli se la stavano ridendo della
grossa e non parvero neanche accorgersi di lui.
Ehi, ti hanno cercato al telefono. Il signor Majestyk
era uscito di casa e stava passando davanti alla numero 1.
Dov'?
No, ha lasciato un messaggio. Le ho detto che eri
al lavoro. Alle sei, mi ha detto di farti sapere.
E le ha detto anche chi era?
L'espressione solenne del signor Majestyk si fiss sul
volto di Ryan. Tu sarai anche matto, ma lei no.
Ryan tir dritto. Ma andasse all'inferno, lui e quel
che gli passava per la testa.
Aveva quasi raggiunto la piscina, quando Virginia
Murray spunt fuori dalla numero 5. Ryan cap che lo
stava aspettando, e che ormai non poteva farci niente.
Salve. Pensavo che venisse a sistemarmi la finestra.
Aveva il costume da bagno azzurro pallido. Era appena
tornata dalla piscina, aveva visto Ryan, si era tolta
l'olio solare dal viso, ed era uscita di nuovo.
Ehi, me n'ero scordato. No, non me n'ero scordato,
 solo che oggi non ce l'ho fatta.
Pu mica darle un'occhiata adesso?
Non era certo fatta male. Anzi, proprio carina: belle
tette, gambe discrete, non troppo abbondante, ma
bruciata dal sole e un po' sbatacchiata; una settimana
che era l e ancora le dava fastidio il sole.
Ascolti, lo farei volentieri ma devo proprio scappare.
C' una persona che mi aspetta Si era gi avviato.
Domani, stia sicura, va bene? Lei faceva s
col capo, ma lui le aveva ormai dato le spalle e la cosa
fin l.
Lasci la Shore Road e segu la stradina tortuosa che
correva tra gli alberi fino a Old Pointe Road, poi
avanz a velocit ridotta fino a scorgere la casa: bianca,
due piani, dall'aria recente, con garage annesso e
siepi ben curate. Il nome sulla cassetta delle lettere, R.
J. Ritchie, lo fece esitare. La notte precedente non aveva
mica guardato tanto bene, da quella parte. Avevano
fatto il giro dal lato degli alberi, e lui era rimasto in
attesa nei pressi del garage, mentre Nancy si procurava
il filo elettrico. Piano piano, imbocc il vialetto di
Ritchie.
Sei in ritardo, Jack.
La voce veniva dall'alto. Da una delle finestre del
piano superiore. Alz gli occhi e la vide, che si sporgeva
dal davanzale e lo guardava. Entra pure, disse
poi. La porta  aperta. In mano, teneva qualcosa.
Ryan accost vicino al garage e ferm la macchina. Nel
guardare avanti a s, adesso, vide la pistola. Nancy gliela
puntava dritta addosso.
...
.
...
CAPITOLO 11.
...
.
...
Ryan pass dalla cucina al soggiorno, con calma,
guardandosi attorno, con l'aria esperta di chi sa ben valutare
un luogo: pareti bianche e legno scuro nella quiete
della sera appena iniziata, il pavimento in abete e il
tappeto orientale e la scala in ferro che partiva dal soggiorno
e con una sola curva andava a infilarsi nel soffitto.
Anche nella sala da pranzo, che si scorgeva dalle
porte socchiuse, predominavano il bianco e i colori scuri,
con un tavolo massiccio e oggetti di ferro battuto alle
pareti.
Pi che di un uomo delle pulizie, l dentro, c'era bisogno
di un sollevatore di pesi. Si avvicin allo studiolo
e sbirci all'interno. Rivestito di pannelli di legno trattati
in grigioverde, con poltrone in tela e grossi portacenere
blu e grigi. Non era in grado di esprimere un
giudizio sui quadri; forse andavano bene, ma non
avrebbe saputo dar loro un prezzo. Dall'apparecchio
TV, a colori, poteva tirar fuori un centocinquanta dollari.
Torn in soggiorno e si accost alle porte a vetro,
scorrevoli, che si aprivano sulla facciata. Pi in basso,
poco oltre il solarium, scorgeva la piscina e il prato. Ad
avvicinarsi alla vetrata, riusciva a vedere anche parte
del patio.
Si volt, ed ecco che Nancy scendeva le scale: gambe
abbronzate e borsa di paglia, poi calzoncini marrone
scuro e maglioncino e capelli castani.
Ci sei andato, al capanno? gli chiese.
Fu un piccolo shock, per lui, rendersi conto che no,
a dare un'occhiata al capanno non c'era andato, che gli
era proprio passato di mente.
Non ho avuto tempo.
Lei lo fiss per un istante, per poi voltarsi, allontanarsi.
Ho avuto un sacco da fare, al lavoro, disse Ryan,
nel seguire Nancy gi per quei pochi gradini che davano
nel salottino da relax, quello col mobile bar, e varcare
poi le porte scorrevoli che davano sul patio: la guard
che posava la borsa sul tavolino dell'ombrellone.
 carica?
Adesso lei gli stava di fronte, lo sguardo gelido ormai
svanito, un leggero sorriso. Certo che  carica.
Che roba ?
Una ventidue.
Hai intenzione di sparare a qualcosa?
Potremmo. Le finestre non sono male.
Abbiamo gi dato, con le finestre.
Non con la pistola.
E tu?
 tanto che non lo faccio. Ehi, avrai mica fame?
mi sa di s. Erano queste, le finestre?
Uh-huh, la prima volta che sono venuta. Gi sapevo
che non ci sarebbe stato un bel niente da fare.
Quindi ti sei portata dietro una pistola per sparare
alle finestre.
E alle barche. Le barche sono uno spasso.
Posso immaginare. E le macchine?
Alle macchine non ci ho pensato. Sembrava piacevolmente
impressionata. Non  buffo?
Certo che  buffo.
Volevo solo farti sapere che una pistola ce l'abbiamo.
Guarda che c' una bella differenza, disse Ryan,
tra il furto con scasso e la rapina a mano armata.
E c' anche una bella differenza tra settantotto e
cinquantamila dollari, disse Nancy. Tutto sta nel
capire quanto davvero ti interessa la cosa.
Nel salottino da relax attacc a squillare il telefono.
Nancy tenne lo sguardo fisso su Ryan; stava osservando
le sue reazioni. Lui faceva l'impenetrabile, ricambiava
lo sguardo, e infine lei accenn un lieve sorriso
e si avvi a rispondere alla chiamata.
Quando fu entrata in casa, Ryan prese dalla borsa la
pistola a canna lunga, tipica arma da tiro al bersaglio.
Lo conosceva, quel modello; gli era gi capitato di venderlo,
al negozio di articoli sportivi. Allung il braccio,
punt la pistola e diresse il mirino sul lampione. Estrasse
il caricatore dal calcio in noce americano ben levigato:
era pieno, altro che. Poi lo reinser al suo posto e
torn a infilare la pistola nella borsa.
Si avvicin alla piscina, mani in tasca, la oltrepass
per poi attraversare il prato. Ancora gli sembrava di
avere quel calcio tra le mani, liscio, piacevole al tatto,
cos come l'ottimo bilanciamento dell'arma. Si vide
sfoderare la pistola dall'impermeabile e accostarsi alla
cassa non di una banca, dio ce ne scampi, quella
no di una piccola agenzia di prestiti come quella per
cui lavorava Bud Long, con due o tre persone dietro
lo sportello. E mentre lui tirava fuori la pistola Leon
Woody, che si era finto affaccendato a compilare un
modulo di richiesta prestito, scavalcava il bancone e
faceva piazza pulita. La disposizione di quel posto
l'avevano gi studiata in precedenza, oltre a calcolare
bene i tempi, cos da decidere di fare il colpo pochi minuti
prima della chiusura. Una botta e via, il pi in
fretta possibile. Ne avevano parlato una sola volta. E
quella sola. Perch si trattava di rapina a mano armata,
e ci sarebbe voluto tutto il fegato che avevano usato
nei loro F con S, tutto insieme, e anche cos poteva
non rivelarsi sufficiente a entrare l dentro con la
pistola in pugno.
Arriv al termine del prato, fino alla scogliera che
scendeva a picco sulla spiaggia, gi fino alla sabbia e al
mare. La barca era sparita; il tipo del club doveva essere
venuto a recuperarla.
C'era un gran silenzio, e l'erba sapeva di buono. Si
volt e ripart verso la casa. Che strano. Non gli era
mai capitato di tagliare erba, in vita sua. Quella era stata
tagliata di fresco, molto meglio di qualunque diamante
su cui avesse mai giocato a baseball. Su un campo
del genere, era necessario adottare tutto un altro stile
di gioco, la pallina avrebbe preso degli strani effetti,
l sopra. Bastava farci un po' l'abitudine e non sarebbe
andata poi tanto male.
Nancy era tornata sul patio, con un vassoio tra le
mani, e lo stava sistemando sul tavolino dell'ombrellone,
gli occhi rivolti allo stesso tempo su di lui.
Ryan si sentiva bene, ma non del tutto a suo agio.
Era una di quelle sensazioni che precedono l'inizio di
un incontro di baseball, o di quando ci si aggira in casa
d'altri. Non che si vedesse, certo, ormai aveva fin
troppa pratica nel controllare le sue emozioni, ma questo
era cos che si sentiva e non poteva farci niente. La
ragazza e la piscina e il patio, ma c'era qualcosa di storto.
Per chiss che motivo, non era certo come farsi una
birra gelata alle sei del pomeriggio, al Pier Bar, senza
un pensiero per la testa.
Birra, o Cold Duck? Nancy lo stava aspettando,
due bottiglie di birra sul vassoio, una di Cold Duck e
un secchiello di pollo fritto. L'ho ordinato per telefono, -
disse. Niente di che, come pollo, ma non
pensavo che tu mi portassi fuori a cena.
Ryan apr una birra e si sedette su una poltroncina
di tela. Accese una sigaretta e attese. Ma lei aveva deciso
di dargli del filo da torcere, sotto questo aspetto,
cos fu lui a finire per chiederle: Chi era? Ray?
Ray ha gi chiamato oggi pomeriggio. Era Bob junior,
disse Nancy. Vorrebbe fare un salto qui.
E tu che gli hai detto?
Che sono stanca e voglio andare a letto presto. Allora
lui ha fatto lo spiritoso, e io gli ho detto che se solo vedevo il suo camioncino su per il vialetto, mi attaccavo
al telefono e chiamavo sua moglie.
Non lo capisco, disse Ryan. Uscire con lui, voglio
dire.
Era una cosa che andava fatta. Stava riempiendo
un bicchiere di Cold Duck. Per vedere se ne aveva
davvero il coraggio.
Hai una vera fissa, con questa faccenda del coraggio.
Lei si volt, il bicchiere in mano. E che altro c'?
Su cui contare, intendo.
E se il tuo coraggio finisce per metterti nei guai?
E se Ray scopre tutto quanto?
Su Bob junior?
O se qualcuno va a spifferargli che ci hanno visto
assieme. Nancy fece spallucce, di nuovo con quel gesto
da ragazzina. Che ne so. Mi toccherebbe inventarmi
qualcosa. Accost una sedia a quella di Ryan e
sedette. Perch tutte queste domande? Un po' nervoso,
cocco?
Ray ha gi chiamato, dicevi.
Non si far vedere fino a sabato. Deve andare a
Cleveland.
E questo che significa?
Significa che sar a Cleveland, e quindi venerd
sera non verr quass. Che te ne pare?
Ma il danaro s.
Quello deve esserci per forza, se li vogliono pagare
sabato Nancy attese.  per questo che ho deciso
che dobbiamo andare stanotte, a infilarci nel capanno.
Ryan scosse il capo. No. Prima devo vederlo alla
luce del giorno.
L'hai gi visto prima.
Non con questa faccenda per la testa.
 tutto il giorno che ci sto pensando, disse
Nancy. C'intrufoliamo l dentro e impariamo a muoverci
al buio.
Domani ho il giorno libero, disse Ryan. Posso
andarci domani, a una certa ora.
Okay, allora vengo con te. Operazione rimandata
a domani sera.
A Ryan venne la voglia di attaccar briga, di darle
una scrollatina. Non  detto che funzioni, le disse.
Lo sai che c' sempre questa possibilit.
Ma se non ci proviamo, non lo sapremo mai, disse
Nancy. O no?
Ryan assaggi un po' di pollo e alla seconda bottiglia
di birra inizi a rilassarsi. Ma nel rilassarsi si rese
conto che stava succedendo qualcosa. Nancy gli sedeva
vicina, di fronte, un ginocchio abbronzato quasi a
toccargli la poltroncina. Tra le mani teneva un pezzo
di pollo, e lo mordicchiava senza togliere gli occhi di
dosso a Ryan. Poi sorseggiava il vino e tornava a guardare
Ryan da sopra l'orlo del bicchiere. Infine si scostava
i capelli dall'occhio e li lasciava ricadere. Mangiarono
in silenzio, e lui lasci che il tutto gli facesse
effetto. Ben sistemato nella poltroncina, la sigaretta accesa,
conscio della ragazza dai capelli scuri che gli stava
vicino e gli lanciava occhiate roventi, Ryan non pot
fare a meno di dirsi, Guarda che ti stanno mettendo in
mezzo.
Quella che gli ballonzolava sotto il naso era una vera
e propria esca, la promessa di ci che poteva accadere.
Neanche l'avesse portato Ann Margret in cima a
una montagna, davanti a tutti i regni della terra, tutto
questo sar tuo. Mentre, a breve distanza, dall'altra
parte del patio, le luci subacquee della piscina scintillavano
nell'oscurit.
Com' che puoi essere cos sicuro di te stesso? pens
Ryan.
E poi pens,  lei che te lo fa sembrare facile. Lei
lo fa una volta sola e si becca cinquanta bigliettoni e
non sapr mai la fatica che ci vuole.
Lui poteva intrufolarsi in qualsiasi posto, e Leon
Woody poteva fare altrettanto, e anche un sacco di altri
tipi, tutta gente o mezza scema o strafatta fino agli
occhi, ma questo non voleva dire che anche lei potesse
farcela. Non era mica come tirare una sassata e poi
darsela a gambe, non era un gioco; era una cosa seria,
e forse lei poteva anche cavarsela senza lasciarsi prendere
dai nervi, ma come faceva a saperlo prima di arrivare
in fondo e scoprire di cosa si trattava? Era questo
che a Ryan dava da pensare. Se l'intera faccenda
era un gioco da ragazzi, perch aveva bisogno di lui?
Neanche l'avesse preso per una sorta di uomo di fatica.
Come se fosse in grado di farcela benissimo da
sola, ma non volesse rischiare di farsi venire un'ernia.
Se tu volessi entrare da qualche parte, disse
Ryan, com' che faresti?
Nancy ci pens un istante. Per cominciare, proverei
con la porta.
E se c' qualcuno in casa?
Oh, pensavo tu parlassi del capanno.
Un posto qualunque, se tu volessi entrare.
Sempre dalla porta, disse Nancy, mi sa. Poi
accenn un sorriso. Facendo piano, per.
E se  chiusa a chiave?
Allora dalla finestra.
Metti che anche le finestre sono sbarrate.
Non so. Diciamo che ne romperei una.
E lo sai come si fa?
Guarda che d'estate non ce n' mica bisogno, -
disse lei. Basta tagliare la zanzariera.
Ammesso che ci sia una finestra aperta.
Lei tir su la schiena. Facciamolo. Entriamo in casa
di qualcuno.
Per che fare? Non ce n' motivo.
Per divertimento.
Com' che aveva detto, Leon Woody? Un gioco,
amico? E lui gli aveva risposto, a Leon Woody, sul
furgoncino della ditta di pulitura tappeti e moquette:
Gi, una specie di gioco.
Ti  mai capitato di farlo? disse Ryan.
Nancy scosse il capo. Non proprio.
Che vuoi dire, non proprio? O si o no.
Ho sbirciato nelle case della gente quando non
c'era nessuno.
E ti sembra uno spasso.
Uh-huh. A te no?
E Leon Woody aveva detto: Lo sai che ti capita, se
a questo gioco ci perdi? E lui gli aveva risposto, a Leon
Woody: Fa parte dello spasso. Il rischio.
Come fai ad essere sicura di avercelo, il coraggio?
le chiese Ryan.
Oh, andiamo. Nancy allung una mano a prendere
una sigaretta sul tavolino. Che ci vorr mai, a
intrufolarsi in casa d'altri.
Ecco qua.
Ryan attese. La guard accendersi la sigaretta e soffiare
il fumo sul fiammifero. Attese, fin quando i loro
occhi non si incontrarono, e solo allora le disse: Vuoi
fare un tentativo?
Niente sassi, stasera, disse Ryan. Okay?
Niente sassi, fece Nancy. Ho deciso che se non
ci sono luci accese, vuol dire che in casa non c' nessuno.
 abbastanza buio, ma non credo che siano gi
andati a letto.  troppo presto.
Forse se ne stanno in veranda.
Forse, disse lei. Certo, non  detto che siano
per forza in casa, anche con le luci accese. Io la lascio
sempre, una luce accesa.
Come fanno quasi tutti.
Il che vuol dire che ci toccher andare a dare un'occhiata
da vicino.
Nancy era proprio a suo agio, Ryan lo sentiva benissimo.
E non poteva immaginarsela in altro modo.
Per, va' a saperlo, poteva pure fingere. Erano ancora
alla fase delle parole e non dei fatti, e per collegare le
due cose ci volevano chilometri e chilometri di coraggio.
Quale casa? disse Ryan.
Pensavo a quella scura, laggi.
Andiamo.
In seguito, si sarebbe ricordato di essere stato lui a
suggerire di muoversi. Non aveva dovuto insistere,
Nancy, n pregarlo. Stava l, bella tranquilla, e quando
lui aveva detto Andiamo, gli aveva sorriso pure
questo, si sarebbe ricordato e l'aveva seguito attraverso
la spiaggia, fino a raggiungere l'oscurit che
gli alberi proiettavano sulle case, e poi fuori dal fitto
degli alberi e attraverso un prato e su per i gradini della
veranda di quella casa in cui non brillava luce, facciamolo
subito e togliamoci il pensiero, speriamo almeno
di farle prendere una bella scossa.
Ryan suon il campanello.
E se risponde qualcuno, che gli dici? La voce di
lei era calma, poco pi di un soffio.
Chiediamo se per caso sanno qual  la casa dei
Morrison.
Metti che anche loro si chiamino cos.
Suon ancora il campanello e attese il tempo sufficiente
per consentir loro di scendere, caso mai fossero
gi stati a letto, di sopra. Attese ancora un istante per
scartare del tutto questa ipotesi, poi apri lo schermo
della porta e prov a girare la maniglia. Era aperta.
Te l'avevo detto che non era cos difficile, disse
Nancy, ed entr in casa per prima.
Aspetta. Fammi dare un'occhiata.
Ryan entr, e nell'oscurit si diresse verso il retro
della casa, in cucina, dove si affacci alla finestra e riusc
a scorgere la parte posteriore di un'auto che spuntava
dal garage. Torn sui propri passi.
Nancy era seduta sul parapetto della veranda a fumarsi
una sigaretta. Lui gliela tolse di mano, con l'intenzione
di buttarla via, ma si accorse dell'occhiata che
lei gli stava lanciando, e si limit a tirare anche lui una
boccata, a passarle di nuovo la sigaretta.
Allora?
Sono rimasti in zona. Non staranno fuori molto.
Com' che lo sai?
Lo so e basta. Okay?
Lei fece spallucce e si tir su. Lui la vide muoversi,
e forse vide anche un leggero sorriso, anche se in quel
buio non ne era poi cos sicuro. Lei scese i gradini e gli
and incontro. Attraversarono il prato che arrivava fino
alla spiaggia.
Se c' la macchina, disse Ryan, non possono
essere andati lontano.
Pensavo una cosa, Jackie. Dov' tutto il divertimento,
se entriamo in una casa vuota e gi lo sappiamo
prima?
Ryan la guard fissa, e ud la voce di Leon Woody
che diceva:  quando non c' nessuno, che puoi entrare,
quando lo sai per certo, e magari anche per iscritto,
che quelli non sono in casa.
Continu a fissarla fin quando lei non fece per aprire
bocca, e fu allora che le disse: Andiamo, e dalla
spiaggia tornarono a infilarsi tra gli alberi, verso la prima
casa illuminata, correndo a testa incassata tra le
spalle proprio come avevano fatto quella volta dei
sassi e restando tra gli alberi e i cespugli e le ombre
pi fitte, fin quando non raggiunsero la casa, per poi
accostarsi a una finestra e sbirciare all'interno.
Giocano a carte, disse Ryan.
Gin rummy. Lei  rimasta incartata, e lui s' incazzato.
Andiamo.
Non c'era altro da vedere. N ci sarebbe stato, Ryan
ne era certo. Non quando uno  l ad aspettarsi qualcosa.
Proprio come quando pulivano la moquette e si
aspettavano di trovare tutte quelle donne mezze nude.
Si spostarono alla casa successiva, passando dalla spiaggia,
e poi a quella dopo, e ancora e ancora. Videro gente
che giocava a gin, gente che leggeva, gente che guardava
la TV, gente che mangiava, gente che beveva, gente
che parlava, e ancora gente che beveva.
Forse riusciamo a beccare qualcuno a letto, disse
Nancy.
Se sono andati a letto, avranno gi spento la luce.
Mica tutti.
Perch, a te piacerebbe che qualcuno ti guardasse?
Non ci ho mai pensato, disse Nancy.
Videro gente che giocava a bridge e gente che se ne
stava a sedere e non faceva un bel niente. Videro una
donna, sola, che leggeva, e Nancy fece scorrere un'unghia
sulla zanzariera. La donna salt sulla poltrona e
sbarr gli occhi sulla finestra, senza neanche il coraggio
di muoversi.
Questa mi  piaciuta, disse Ryan quando furono
di nuovo tra gli alberi. Magari riusciamo a trovare
qualche vecchia signora che soffre di cuore.
Non la riconobbe, Ryan, la casa marrone, quando vi
si trovarono davanti. Fossero arrivati dalla spiaggia, allora
s, anche al buio. Sapeva che la casa era da quelle
parti, ma non  che la stesse cercando, e quando si ritrov
ad attraversare un lato del giardino per raggiungere
la veranda, le era andato ormai troppo vicino per
poterla riconoscere.
Le girarono attorno, passando davanti a finestre
buie, e arrivarono alla veranda posteriore, ma ancora
non l'aveva mica riconosciuta. Adesso si era messo a
guardare Nancy, che filava dritta al garage e dava
un'occhiata all'interno.
L dentro macchine non ce ne sono, gli disse poi
la ragazza, tornando indietro. Va be', entriamo lo
stesso.
Entrambe le porte erano chiuse a chiave, quella principale
e quella sul retro, ma non fu comunque un grosso
problema. Entrarono da una finestra del soggiorno,
che dava sulla veranda, dopo che Ryan ebbe sfondato
la zanzariera con un bastone e sganciato il fermo; prima
pass lui, e poi Nancy. Lei lo segu nell'atrio e gli
rimase vicino, mentre lui andava a controllare la porta
posteriore, aprendola e chiudendola senza far rumore,
gi rassicurato dall'esistenza di possibili vie di fuga su
ben tre lati della casa.
Fu una luce che gettava un'ombra sul muro a farlo
sussultare, a fargli dare le spalle alla porta.
Nancy aveva aperto il frigorifero.
Birra? Con la testa infilata all'interno, a guardare
cosa c'era dentro, porgendogli una lattina con la
mano dietro la schiena. Non che abbiano chiss cosa,
da offrire.
Mica lo sapevano, che venivamo a fargli visita, -
disse Ryan. Fece saltare la linguetta e ingoll una robusta
sorsata di birra.
Condimento da insalata, senape, latte, cetriolini
sottaceto, marmellata, senape alla faccia della senape,
diosanto quattro vasetti, e ketchup due, tre -
questi campano a senape e ketchup.
Forse hanno dato una festa.
Nel pronunciare queste parole, nel togliersi dal vano
della porta per spostarsi nell'atrio, si rese conto di
dove si trovavano, e ne fu del tutto certo prima ancora
di raggiungere l'atrio stesso e scorgere la rampa di
scale sulla destra e la flebile luce esterna che entrava
dalle due finestre sul ballatoio.
Le cucine non sono un gran che, disse Nancy.
Gli era arrivata alle spalle. Mi piacciono di pi le stanze
da letto.
Buffo, trovarsi l. Dapprima, il sapere dov'era finito
gli provoc una sensazione di disagio, di restare
all'erta, come se ci fosse qualcosa di storto. Ma andava
tutto bene. E quindi si trattava della stessa casa. Poteva
anche essere quella dopo, o un'altra ancora, tra
quelle affacciate sulla spiaggia; era pur sempre una casa.
Finirci dentro una seconda volta non voleva dire
niente. Giusto? E Leon Woody avrebbe commentato:
Giusto, amico, non significa proprio niente. Entri nella
stessa casa e manco te ne accorgi. Con tono scherzoso,
per. Mica faceva sul serio.
Salirono le scale reggendosi al corrimano, Ryan ancora
per primo. Arrivato in cima si ferm un istante,
in ascolto, poi entr nella prima stanza sulla destra, la
camera da letto dove lui e Billy Ruiz avevano trovato
i vestiti degli uomini. Quella stanza gli era ormai familiare:
la finestra che dava sulla veranda posteriore,
il cassettone, i letti gemelli, il comodino su cui aveva
appoggiato il sigaro. Gli torn in mente che doveva
aver finito per lasciarlo nel portacenere, quel sigaro, e
si insinu tra i due letti per vedere se per caso era ancora
l, non aspettandosi certo di trovarlo, ma pur sempre
curioso. Nancy and dritta al cassettone e attacc
a frugarvi dentro.
Ryan si mise a sedere sul letto, sorseggiando la birra
e osservando la ragazza. Aveva aperto un cassetto,
ne esplorava l'interno, ed era gi passata a chiuderlo e
ad aprirne un secondo, infilando le mani sotto gli indumenti
e tastandone ben bene il contenuto. Vedi,
sta frugando dappertutto per accertarsi che non ci sia
nascosto qualcosa di valore. E Leon Woody avrebbe
fatto: Gi, roba di valore. Ehi, amico, non  che le
hai detto che si fa prima a rovesciarli in terra, tutti quei
cassetti, per arraffarla tutta quanta, quella roba di valore?
No che non gliel'aveva detto. Fin la birra e pass
nell'attigua stanza da letto, attraverso il bagno, lo stesso
bagno che le donne avevano usato quella domenica,
e controll il piano del cassettone e l'intero contenuto
del mobile. Dall'altra parte dell'atrio c'erano altre due
camere da letto. Guard in entrambe, senza per trovare
nulla che valesse la pena, quanto meno non a duecentocinquanta
chilometri da Detroit, e senza una macchina
a disposizione. Poi gli venne in mente una cosa,
e torn nel bagno passando dalla seconda camera da
letto, a frugare nell'armadietto dei medicinali. Il Jade
East era ancora l. Se ne sfreg qualche goccia tra le
mani e poi sul mento, lo sguardo fisso nello specchio,
senza per riuscire a scorgere, in quel buio, nulla di pi
di un semplice riflesso.
Entr nella stanza da letto in cui aveva lasciato
Nancy, stanza che adesso era immersa nel silenzio.
Dapprima non la vide, la ragazza, perch si era aspettato
di trovarla accanto al cassettone o all'armadio.
Gett un'occhiata verso la porta e, nello spostare lo
sguardo, scorse un movimento sopra il letto, dentro il
letto, ecco dov'era finita, sotto le lenzuola col copriletto
tirato fin sotto il mento. E lo stava guardando,
aspettava di essere trovata, lo stava guardando infilarsi
nello spazio tra i due letti gemelli e sedersi su quello vuoto.
Io ci d un taglio, disse lui. Tu che stai facendo?
Aspettavo te, disse lei, sguardo assassino e capelli
scuri sul bianco della federa. Indovina un po' se
sono ancora vestita.
Vorrai scherzare.
Indovina.
Allora lui cominci ad annuire, con calma. Non ti
manca certo il coraggio, o sbaglio?
Risposta esatta, disse Nancy. Sai cos' che hai
vinto?
Sta' a sentire, so di posti migliori.
Dove?
La mia stanza.
Naaa. Qui.
Perch?
Non credo che sia mai successo, prima.
Ci credo, e ti dir anche il perch, fece Ryan.
In casa d'altri, intendo, dopo che sei entrato di
soppiatto.  questo il nuovo gioco.
Ho sentito dire che non  poi un gran che, sempre
con l'orecchio teso, a sentire se arriva qualcuno.
Nancy sorrise. E non sarebbe carino? T'immagini
che faccia che fanno?
Dimmi solo il perch, fece Ryan. Okay?
Perch. Non sai dire altro. Sai una cosa, Jackie, sei
davvero una gran pizza. Pensavo tu fossi divertente,
ma non so proprio...
Spostati.
Prima togliti i vestiti.  la regola.
Scarpe?
Tutto quanto.
Lui prese a sbottonarsi la camicia e a togliersela dai
calzoni, in piedi accanto al letto, adesso, e con gli occhi
puntati su di lei.
Ogni cosa, disse Nancy.
Un attimo. Ryan si infil accanto alla ragazza,
le cui mani erano ben salde sul copriletto ben teso sotto
il mento.
No, devi toglierti tutto.
Lui si fece pi sotto, appoggi le mani sul cuscino
cos che lei fosse costretta a guardarlo negli occhi, in
mezzo alle sue braccia.
Lei fiut l'aria. Che  questo?
Ti piace?
Te ne sei messo troppo.
Ti va di parlare o cosa?
Ti ho detto la regola...
Lui le si fece ancora pi addosso, una giusta angolazione
a favorire il perfetto incontro delle loro bocche,
con lei che doveva contorcersi appena, ed eccolo esitare
d'un tratto, fermo, immobile.
Con la bocca quasi sulla sua, lei disse: Che c'?
Shhhh.
Non si mossero. La stanza, la casa, erano immerse
nel silenzio.
Non sento niente.
Ryan si tir su, lentamente, togliendo le mani dal
cuscino. Si port un dito alla bocca, nell'alzarsi, nel girare
in silenzio attorno al letto e dirigersi alla porta. In
piedi, una mano sulla cornice della porta, a sporgersi
nell'atrio, a restare in ascolto. Poi le lanci un'occhiata,
ed eccolo tornare a muoversi, chiudere la porta e girare
la chiave, con cautela, accostarsi alla finestra per
guardare fuori, aprire la zanzariera e abbassarla sul tetto
della veranda. Infine chinarsi per uscire dalla finestra,
e lanciarle un'altra occhiata.
Cos', li vuoi aspettare?
Dove sono?
Con un gesto della mano, le indic il pavimento. -
Andiamo.
E usc dalla finestra, raggiunse l'orlo del tetto e rimase
per un istante penzoloni, prima di lasciarsi andare.
Era gi nel campo adiacente al cortile, tra i cespugli,
quando si volt per vedere Nancy che usciva a sua
volta dalla finestra, completamente vestita. Era l che
guardava di sotto, indecisa, e a Ryan venne da sorridere.
Attese, paziente, sicuro che sarebbe comunque
saltata gi, visto che non aveva altra scelta, e che ogni
secondo, in quel frangente, doveva sembrarle un minuto.
La vide mettersi in ginocchio e tornare a guardare
di sotto, poi lasciarsi rotolare, piano, e far ciondolare
le gambe e il bacino nel vuoto. Ti bruceranno i
piedi, pens Ryan, ma non c' altro modo. La vide venir
gi e ruzzolare e rimettersi infine in piedi, per poi
restare immobile.
Ehi, la chiam a bassa voce, dal limitare dei cespugli,
e attese che lo raggiungesse. Poi la prese per un
braccio e si fece strada tra il macchione, verso la spiaggia,
quasi di corsa, trascinandosela dietro. Nel raggiungere
la leggera salita che appena sovrastava la spiaggia,
si volt per acchiappare la ragazza e, grazie al peso
e alla velocit di lei, lanciarsi oltre il ciglio della
duna, cos che entrambi rotolarono gi nella sabbia aggrappati
l'un l'altra, per fermarsi infine, con Ryan che
in parte le giaceva sopra, una gamba sopra le sue e il
peso che gli poggiava sulle braccia, rimaste sotto di lei.
La sentiva respirargli addosso, nel tentativo di riprendere
fiato, il bel nasino e la bocca appena socchiusa quasi
appiccicati al suo viso, gli occhi chiusi. E attese infine
che li riaprisse, poi attese ancora un po', la guardava,
la sentiva rilassarsi.
Ti sai vestire alla svelta.
L'espressione di lei era calma, ma lo sguardo era fisso
sul suo, speranzoso, intento a cogliere qualcosa nei
suoi occhi o nel suo tono di voce.
Non hai mica sentito nessuno, disse infine. -
Non hai sentito un bel nulla.
Restiamocene in silenzio, giusto per un po', disse
Ryan. Okay?
Se dobbiamo proprio starcene zitti, disse Nancy,
allora preferisco un altro posto.
La sabbia non ti piace?
Non mi fa impazzire, la vita all'aria aperta, Jackie.
Tanto vale che tu lo sappia.
Non so se riesco a muovermi.
Prova.
In certe occasioni, Ryan amava guardarsi dall'esterno,
a volte quando era da solo come ad esempio nel ritrovarsi
due metri fuori dalla terza base, il cappellino
alla giusta inclinazione, o nel camminare lungo la spiaggia
o nel guidare una macchina ma di solito gli capitava
quand'era in compagnia di certa gente. Con il signor
Majestyk no. Ma con Nancy quasi sempre; si vedeva
e si ascoltava con un certo distacco e il pi delle
volte finiva per trovarsi un po' tonto. Grande, grosso
e tontolone, sempre a sparare fesserie per fare impressione
su quella ragazza. Non riusciva a entrare nel giusto
stato d'animo per sentirsi sicuro di s. Fingere, s,
certo; comportarsi da gran piacione; ma si sentiva sempre
addosso lo sguardo di lei, che ancora molto impressionata
non era, e forse se la rideva, di lui. Insomma,
mai che si sentisse padrone di se stesso per pi di
un istante. Che lei, invece, fosse del tutto a suo agio
era abbastanza evidente. Eppure, mettiamo che anche
lei stesse recitando la commedia. Che anche lei, nell'intimo,
fosse tutta un'altra persona, cos come gli aveva
descritto sua madre, ovvero una che stava ben nascosta
dentro una sorta di corazza, a sbirciare dall'interno.
E s, magari anche lei fingeva. Faceva la disinvolta,
proprio come lui, ed entrambi facevano a gara a chi
era pi disinvolto dell'altro, anche se a forza di fare i
disinvolti, si era convinto Ryan, si sarebbero ritrovati
a non muovere pi neanche un dito, tanta era la paura
di combinare la pi piccola stupidaggine. Di che sapeva,
fare tanto i disinvolti, se non era questa la tua vera
natura? Qualunque fosse, beninteso, questa natura.
Era seduto al volante, consapevole del suo atteggiamento
spontaneo, senza dirle dov' che stavano andando
e, infine, senza avere pi bisogno di dirglielo (visto
che avevano appena superato la grossa insegna luminosa
e azzurrata del Bay Vista, con la piccola dicitura
completo a brillare gi in fondo.
Adesso ti faccio vedere dove abito.
Usc dalla macchina, e assieme girarono attorno al
motel per raggiungere la sua stanza.
Wow, disse Nancy. Guardava in direzione della
piscina, e dell'area recintata tra le cabanas, che si
stendeva fino alla spiaggia.
Che c'?
Sono tutti quanti attorno alla piscina, disse lei.
Operai e metalmeccanici nei loro completini delle
vacanze.
Alcuni se ne scendono pure in spiaggia.
Sai che spasso. Come in un villaggio vacanze sul
Mar Nero.
Apr la porta della numero 7. Lei varc appena la soglia
e si guard attorno. Ryan dovette spostarla, per
chiudere la porta. Poi rimase a guardare, assieme a lei.
S,  proprio carino.
A me basta e avanza, disse Ryan. Il letto  comodo.
Le pareti andrebbero imbiancate. Ma non credo
che star a perderci del tempo.
Appendici un po' di quadri.
Certo, come no. Un po' di quadri. Proprio sopra
le scrostature.
Sai di quelle vecchie stampe antiche, le vendono
nei negozietti da due lire.
Le hanno anche qui?
Cristo, ne saresti davvero capace.
Be', per coprire i punti pi brutti.
Che altro vuoi farmi vedere?
Basta cos. Volevo solo mostrarti dove abito.
Fantastico, disse Nancy. Si gir verso la porta.
Potremmo anche metterci a sedere, disse Ryan.
O sdraiarci un po'.
Ryan sorrise.
Prima fammi vedere il resto.
Fuori, di nuovo, lei torn a guardare in direzione
della piscina e degli alberi e delle luci che erano apparse
nelle finestre delle cabanas.
Si salta come grilli in questo posto, no?
 pieno di famiglie. Con bambini.
Oh, disse Nancy. Con bambini. Sai che spasso.
Si avvi alla piscina, Ryan dietro. Si ferm sul bordo
e guard gi in acqua. A qualche passo di distanza,
Ryan la teneva d'occhio. Ma schiantale un calcio in
culo, pensava, e vatti a fare una birra.
E a cosa sarebbe servito?
Be', magari proprio a un bel niente, ma era un pensiero
come un altro. Adesso, dalla numero 11, sentiva
dei rumori, i bevitori di birra, la loro muraglia di lattine
che brillava flebile nell'oscurit. Si guard attorno.
C'era una luce, nella numero 5, dietro le tende tirate.
La numero 5, quella della tipa e della finestra. O di
chiss che inghippo che stava mettendo su. Certo, poteva
andarci anche subito e bussarle alla porta e dire:
Tesoro, la diamo adesso, un'occhiatina alla finestra,
beccandola alla sprovvista, e a lei magari sarebbe scappato
detto: Che finestra?
Mi spiace, disse Nancy.
Gli era arrivata alle spalle, adesso se n'era accorto,
e riusciva a immaginarsela, che aspettava che lui si voltasse,
piccola carina ragazza dai capelli scuri in paziente
attesa, che gli gettava quieta la sua esca e lo prendeva
di nuovo in contropiede, come un cazzo di passo doppio.
Di cosa, ti spiace? Nel dirlo, fece un mezzo giro
su se stesso.
Non lo so. Ma sento che ce l'hai con me.
Non ce l'ho con te.
 solo che non mi andava, di starmene l dentro.
Be', in effetti l'hai appena detto, che non sopporti
la vita all'aria aperta.
Ho solo detto che non mi fa impazzire. Si spost
appena di lato, per mettersi proprio di fronte a lui.
Pi tardi, mi verr voglia. Va bene?
Mi fa molto piacere.
Non prendertela con me. Di, facciamo qualcosa.
Gi, ma certo, sta' sicura che se fai saltare qualche
finestra, qua attorno, posso dirti subito a chi  che
tocca ripararla.
Cos va meglio. Gli stava sorridendo. No. Diamo
un'occhiata qua attorno.
Alle famigliole sceme e ai loro bambinetti scemi?
Lei si alz sulle punte dei piedi, gli prese il volto tra
le mani, gli si allung contro e lo costrinse ad abbassare
la testa; poi lo baci sulla bocca, leggera, dolce, muovendosi
appena un po' ma, in sostanza, restandosene
immobile, premendo pi forte solo nel momento in cui
Ryan la cinse con le braccia e le allarg le mani sulla
schiena.
Poi lo prese per mano. Forza, fammi vedere il Bay
Vista.
Adesso si erano incamminati verso la spiaggia, mano
nella mano, Ryan gi in fase di osservazione, sia di
lei sia di se stesso, contento che fosse gi buio.
 tutto qui, quattordici cabanas...
Cabanas?
Cos le chiama, lui. E il motel.
Lui chi?
Il signor Majestyk.
Quello che era assieme a te al Pier?
Proprio lui.
E dove abita?
Ha una casa dietro la numero 1.
Fa' vedere.
 una casa come un'altra.
Dal tronco di un abete, un raggio di luce partiva a
illuminare a giorno il giardino del signor Majestyk, le
siepi ben potate e le aiuole contornate da sassi dipinti
di bianco, i fusti lisci e slavati delle betulle, la coppia
di fenicotteri alla mangiatoia dietro la voliera.
Ma che bello, sussurr Nancy. Stavano attraversando
il prato, nell'oscurit, alle spalle del faretto.
 in casa, disse. E magari sta guardando la TV.
Non ho dubbi, disse Nancy. Mi piace un sacco,
quella lampada alla finestra.
 stata sua figlia, ad arredargli la casa.
Voglio vederla.
Si stavano avvicinando al termine del prato. Nancy
si diresse senza esitare verso la casa, sul lato pi in ombra,
quello che fronteggiava il lotto di terreno abbandonato.
C'era una finestra aperta, che dalla zanzariera
lasciava scorgere un riquadro di luce sfumata di rosa.
Ryan la prese per il braccio. La porta  dall'altra
parte.
Guarda che mica voglio entrare.
Si liber dalla sua stretta e a lui non rest altro da
fare che seguirla alla finestra. Le rimase accanto, addossato
alla parete, mentre lei sbirciava all'interno.
Il signor Majestyk era seduto nella sua poltrona reclinabile,
di fronte alla TV. Guardava, concentrato, un
film western, munito di sigaro e lattina di birra. Ogni
tanto si sporgeva in avanti a concedersi un sorso di birra,
gli occhi fissi sullo schermo, e lo schienale della Recline-O-Rama
gli andava dietro, seguendolo fino in posizione
eretta. Poi, con una boccata al sigaro, si gettava
di nuovo all'indietro, spingendo e rimbalzando con
violenza contro lo schienale, ed entrambi il signor
Majestyk e la poltrona tornavano nella posizione iniziale.
Wow, disse Nancy.
Ryan riusciva a sentire il dialogo del film, una voce
a lui familiare, bassa, un accento del West, poi una voce
femminile. Riconobbe quella cantilena; seppe
all'istante di chi si trattava. Si accost alla finestra e
guard dentro, dall'altra parte della stanza, fino a scorgere
Randolph Scott col suo bel cappello, imbarcato al
punto giusto. Della donna, non si ricordava il nome,
non era brutta, no, ma aveva una certa et. Dalla voce
sembrava stanca, come se ormai si fosse arresa, e diceva
che di ci che le poteva accadere non le interessava
pi niente. E Randolph Scott, allora: Quando avrai
finito di compiangerti, ti dir una cosa... tu sei viva, e
lui  morto, e la differenza  tutta qui.
Mi piacciono un sacco, il porpora e l'argento, bisbigli
Nancy. E il color lavanda.
L'aveva gi visto, quel film. Adesso se lo ricordava, non era affatto male.
NOTA: Si tratta del film The Tali T (I tre T, 1957), eccellente western diretto da Budd Boetticher, su un soggetto di... Elmore Lonard! Il personaggio femminile  interpretato da Maureen O'Sullivan. FINE NOTA.
Richard Boone era il cattivo. Lui e un paio di suoi complici assaltano la diligenza e prendono
prigionieri Randolph e la donna e il marito di lei, con l'idea di chiedere un riscatto perch il padre della
donna  un riccastro. Il marito  un codardo e finisce sparato, e si capisce subito che anche Randolph e la
donna faranno la stessa fine, una volta pagato il riscatto, a meno che Randolph non s'inventi qualcosa.
I quadri, disse Nancy. Sono proprio quelle, le autentiche riproduzioni da negozietto che ti dicevo prima. Shhh.
Con le cornici bianche, falso antico. Splendido.
Il signor Majestyk e la sua poltrona scattarono in su.
L'uomo gir su se stesso per guardarsi alle spalle, in
ascolto, e Ryan e Nancy dovettero schizzar via dalla finestra.
Cadde il silenzio. Ryan era in piedi, al buio, le spalle
contro il muro. Sentiva il rumore dei cavalli, dall'interno,
il rumore di zoccoli che si allontanavano. Non
c'era musica n parlato, in quel momento. Stava per
succedere qualcosa. Forse erano al punto in cui Randolph
si avventura nella cava dietro al tipo di nome Billy
Jack quello era un passaggio interessante, il tipo
che cercava di insidiare la donna mentre i suoi compari
erano via. Randolph arriva di soppiatto alle spalle di
Billy Jack e sta per suonargliene di santa ragione,
quand'ecco che Billy Jack si volta e uno cos' che pensa,
in quel momento? Vai, adesso c' una bella scazzottata,
e invece no, Randolph riesce a ficcare il canne
mozze proprio sotto il mento di Billy Jack e wham,
la faccia di quel tipo svanisce all'istante, proprio come
succede nella vita vera, senza nessuna di quelle scazzottate fasulle.
Nancy si era riaffacciata alla finestra. Bellissimo, sussurrava ridacchiando.
Filiamocela, disse Ryan.
Un attimo ancora.
Finir per sentirti.
Wham, disse il canne mozze, e Ryan guard dentro.
E s, era proprio quello il punto. Randolph aveva lui il
canne mozze, adesso, e la pupa si teneva le mani sulla
bocca, forse se l'era gi fatta addosso.
Cristo, ma secondo te dove li compra, quei mobili?
Forza, andiamo.
Vanno per forza visti, altrimenti  da non crederci.
La lampada accanto alla finestra...
Ti muovi o no?
...ancora col cellophan sul paralume. Ehi, la sai
quella, com' che dice, ah s, lo sai chi ha vinto il concorso
di bellezza tra le polacche?
Ryan scosse il capo, fingendo pazienza e sopportazione,
lasciandola parlare.
Nessuna, disse Nancy, e scoppi a ridere, e il signor
Majestyk si gir ancora una volta sulla poltrona
per poi schiodarsene, proprio mentre lo schienale scattava
in avanti. Poi fece per avviarsi alla finestra, ma si
volt di scatto e attravers di corsa la stanza per imboccare
la doppia porta della veranda.
Adesso arriva, disse Ryan. Dall'altra parte della
casa si ud sbattere la porta a zanzariera.
Nancy aveva ripreso a guardare dalla finestra. Hai
ragione. E tempo di svignarsela.
Aspetta un attimo.
Prima che riuscisse a fermarla, la ragazza aveva gi
attraversato la stretta striscia di prato e si era infilata
nel campo, nel fitto e buio macchione, ormai invisibile.
Per un istante riusc a seguirne il rumore. Voleva togliersi
di l alla svelta, andarle dietro. Ma indugi. Rimase
in attesa. Quando infine si decise a muoversi, fu
per girare sul davanti della casa. Il signor Majestyk stava
attraversando il giardino illuminato a giorno, e si era
gi lasciato alle spalle i due fenicotteri di plastica.
Ehi, ma eri tu?
Cosa?
C'era qualcuno che rideva.
Che vuol dire?
Che c'era qualcuno che rideva. Che ti pensi, scusa?
Forse qualcuno sulla spiaggia.
Cristo, ma se veniva proprio da dietro la finestra.
Non so che dire. Io non ho sentito nulla.
Il signor Majestyk lo stava guardando fisso. Hai
fatto il giro proprio da quella parte, e dici che non hai
sentito nulla?
Facevo quattro passi.
E quando cammini, non senti pi nulla?
Guardi che non ho davvero sentito un bel nulla.
Quante volte glielo devo dire?
Non hai visto ragazze? Sembrava proprio una risata
di donna.
N ragazze, n chiunque altro.
Boh, disse il signor Majestyk. Allora sar io.
Allora dovr farmi controllare queste cazzo d'orecchie.
La cosa parve finire qui. Il signor Majestyk tacque,
fece per voltarsi e rientrare in casa. Poi torn a guardare
Ryan. Ehi, ti andrebbe di vedere un bel film?
L'ho gi visto, disse Ryan.
Non appena si rese conto di quel che aveva detto, e
vide il signor Majestyk aggrottare la fronte, ebbe l'impulso
di continuare a parlare, ma non c'era proprio
niente da dire, e tra i due cadde subito un certo quale
silenzio.
Come fai a sapere che l'hai gi visto?
Passavo di qui, ho sentito la TV. Mi  venuto in
mente, sa com', mi sembrava familiare. Ricordavo le
battute.  un western, no? Randolph Scott?
Riesci a sentire la TV da dentro una casa, disse il
signor Majestyk, ma non riesci a sentire qualcuno di
fuori che ride, proprio vicino a dove stai passando tu?
Non ho sentito nessuno. Vuole che glielo metta
per iscritto e glielo firmi, per l'amor del cielo?
Datti una calmata.
Col cazzo, che mi d una calmata. Mi vuol credere
o no?
Lascia perdere.
Non lascio perdere, mi sta dando del bugiardo e
non mi sta bene.
Ehi, andiamo, non ti ho proprio dato di niente.
Ryan gli si piazz davanti. Mi vuol credere o no?
Okay, ti credo, disse il signor Majestyk. Vuoi
che te lo metta per iscritto e te lo firmi?
Lasci perdere, disse Ryan. Usc dal cono di luce
e s'infil nelle tenebre.
Se Jackie non l'aveva seguita a piedi dalla parte della
spiaggia, concluse Nancy, allora doveva per forza
aver preso la macchina, cercando in tutti i modi di arrivare
prima di lei per poi abbordarla con qualche battutina
furba tipo: Ma dov'eri finita?. E da l in avanti
l'obiettivo di tutte le sue mosse sarebbe stata la camera
da letto. Ti pareva. Se una ragazza ti chiedeva di
darle una mano a rubare cinquantamila dollari, non si
sarebbe certo rifiutata di finire a letto con te, per
l'amor di dio. Figuriamoci se anche Ryan non la pensava
cos, e d'altra parte ne aveva anche tutte le ragioni.
Tutto questo, per Nancy, non era che una parte del
suo piano, l'interludio romantico della Grande Rapina
alle Paghe dei Cetrioli. Oppure, Nancy & Jack sulla Riva
del Mare. Anche se a dirla tutta era solo un lago.
Oppure, ancora, Due Complici Che Cercano Di Farla
Franca. E ci sarebbero riusciti, Nancy ne era quasi certa,
anche se in caso di complicazioni la patata bollente
sarebbe rimasta in mano a Ryan, e lei avrebbe persino
negato di conoscerlo. Questa parte, se mai fosse capitata,
si sarebbe chiamata Cazzi Amari, Bello Mio. Oppure,
Non E Sempre Caviale.
Per sarebbe stato un gran peccato, perch Jack
Ryan le piaceva. D'aspetto, certo. Le piacevano il suo
viso e i suoi occhi, la sua agilit di uomo asciutto, abbronzato.
E come se ne stava con le mani sui fianchi,
un po' fasullo ma non troppo, poi. E il suo modo di parlare
sottovoce, e un certo suo spirito ironico. Peccato,
davvero, che Jack non fosse al posto di Ray. Se invece
di Ray Ritchie ci fosse stato Jack Ryan, l'intera situazione
avrebbe preso tutta un'altra piega. Non certo da
farle valutare la possibilit di restare per sempre con
Ryan, su questo avrebbe dovuto rifletterci bene pi
avanti; ma intanto se la sarebbe spassata parecchio di
pi. Era davvero un peccato, che Jack non fosse Ray.
 un peccato che tutti i Ryan e i Ritchie di questo
mondo non si potessero scambiare di posto.
Appena arrivata a casa, avrebbe acceso una lampada
e anche il giradischi, per poi osservare Jackie che arrivava
al sodo. Come sua abitudine, certo sarebbe rimasto
in silenzio, misurato nelle sue mosse, ma senza
tirarla tanto per le lunghe. Forse, prima, sarebbe stato
il caso di farsi una bella nuotata, lui e lei, senza niente
addosso: per capire, una volta per tutte, quanto fosse
sicuro di s.
Nancy risal la scalinata che portava al prato antistante
la casa. La piscina aveva un aspetto cos sensuale,
con le luci sommerse che coloravano l'acqua di verde.
A esserne certa, che lui era gi l a guardare, avrebbe
potuto offrirgli un piccolo antipasto, prima del piatto
principale. Il soggiorno era immerso nell'oscurit.
Chiaro, altrimenti come poteva starsene seduto sul divano,
al buio, con una buona visuale del prato e della
piscina, a ripassare mentalmente la sua battuta a effetto?
Poteva gi essere l a guardarla.
E la stava guardando; lo sentiva, senza alcun dubbio.
Nancy si spost sul bordo della piscina. Si tolse le
scarpe da tennis e affond un piede in acqua. Si sfil
il maglioncino e scroll i capelli. Si sbotton la camicetta
e di nuovo saggi l'acqua con il piede, senza fretta.
A questo punto lui doveva gi essere mezzo fuori
del divano. E nel vedere che, sotto il maglioncino, di
reggiseno non c'era traccia, sarebbe partito per la tangente.
Okay, Jackie, pens Nancy, datti una mossa. Si
sbotton i calzoncini e li fece calare sui fianchi nudi.
Un piccolo assaggio, pens ancora. Si gir lentamente
verso la casa, le mani sui fianchi. Poi, con la stessa calma,
ruot su se stessa e si gett in acqua.
Fece tutta la piscina a nuoto, sott'acqua, risal a
prendere fiato, torn sotto, avanz lungo il bordo vasca.
Poi, circa a met piscina, torn di nuovo in superficie
per raggiungere con lente, comode bracciate il
punto pi profondo. Cambi direzione e nuot placida
in direzione del trampolino. Solo allora vide una figura
che usciva dalla casa, dalle fitte ombre del patio.
Nancy scese a fondo, dandogli tutto il tempo di raggiungere
il bordo della piscina, e nel risalire fendendo
appena il pelo dell'acqua vide il cartone di birra
che lui si era portato dietro, e si chiese come mai avesse
con s un intero cartone di birra, e cap nello stesso
preciso istante che quello non era Jack Ryan, che era
un tale mai visto n conosciuto, una sagoma scura che
si stagliava adesso contro l'oscurit, con le luci della piscina
che si riflettevano sugli occhiali da sole.
Ehi, esci di l, ridacchi Frank Pizarro. Ho una
cosa per te.
Nancy lo squadr ben bene, una mano sul bordo della
vasca. Fuori di qui, disse.
Ascolta, niente strilli o urli o roba simile, va bene?
Il signor Ritchie ha delle guardie private che girano
da queste parti, e mi sa che  quasi il momento...
Vengono a vederti nuotare, eh? Cazzo, disse Pizarro.
Dagli pure torto.
Mi dica cosa vuole, disse Nancy, e poi se ne
vada.
Ho da venderti una cosa.
Questa  violazione di propriet, disse Nancy.
Lei sta solo perdendo tempo, e lo fa perdere a me, e se
la ritrovo ancora qua all'arrivo della polizia finisce che
si mette in guai davvero seri. Tutto questo  sufficiente
per farla arrestare e sbattere in galera senza tante
domande.
Paziente, Pizarro attese che avesse finito. Portafogli,
disse.
Cosa?
Portafogli. Ho dei portafogli che ti vendo per cinquecento
dollari.
Nancy esit. Poteva essere strafatto di chiss cosa, oppure
un mezzo matto. Non ho bisogno di portafogli, -
disse tranquilla. Se ne vuole andare, per cortesia?
Pizarro fece spallucce. E va bene. Non li vuoi, questi
portafogli, allora li porto a quella cazzo di polizia
Spost il cartone della birra proprio sul bordo e vi si
inginocchi sopra, sporgendosi verso di lei. Questi
portafogli vengono da un posto che  stato svaligiato.
Capito?
Lei si era ormai convinta che era inutile cercare di
capire cosa diceva quel tipo; ma non sapeva ancora quale
fosse la minaccia pi efficace per costringerlo ad andarsene.
Certo, disse, che dovrebbe portarli alla
polizia. Gliene sarebbero molto grati.
Sicuro, disse Pizarro. Posso anche dirgli chi 
stato a rubarli. Oppure lasciare questo cartone da qualche
parte e farglielo trovare, alla polizia. Col nome del
ladro scritto dentro. Pizarro la guard. Non so se
mi spiego.
Io so solo che da un momento all'altro arriver la
sorveglianza.
Ehi, disse Pizarro. Basta con queste stronzate
sulla sorveglianza, va bene? Sono tre ore che sto qui e
di questa sorveglianza che dici non ho visto arrivare
nessuno. Poi ridacchi, nel tentativo di scorgerla meglio
attraverso il riflesso dell'acqua. Esci fuori di l,
va bene? Devo raccontarti una cosa.
...
.
...
CAPITOLO 12.
...
.
...
Perch il ferretto del reggiseno doveva proprio farle
cos male, pens Virginia Murray. Eppure quel costume
azzurro pallido le piaceva cos tanto. Era proprio
carino, con quei bottoncini bianchi sul davanti:
insomma, le stava proprio bene. Ma era cos scomodo,
per la miseria. Il bordo del reggiseno, che le girava sotto
il braccio destro, stringeva un sacco e le lasciava un
segno profondo (la prima volta che se n'era accorta, il
primo giorno di vacanza, si era presa un bello spaghetto,
perch a toccarlo con le dita, le era parso di avere
un nodulo al seno). Il guaio era che l'unico altro costume
da bagno che aveva in valigia era quello giallo e
verde, e messo assieme alla gonna la faceva sembrare
una vera hippy.
Aveva gi fatto colazione. Aveva scritto ai suoi.
Non posso credere che siamo gi a gioved, che  quasi
l'ora di tornare a casa. Queste due settimane sono
passate in un lampo. Penso di partire sabato mattina
attorno alle dieci (senza fretta) e di essere a casa prima
delle due. Mi siete mancati davvero tanto.
Si era pettinata, infilata il costume azzurro pallido
e pettinata di nuovo. Si era accomodata sul divano letto
per osservare l'inizio delle attivit mattutine e aveva
sfogliato il nuovo Cosmopolitan che, gi lo sospettava,
da qualche tempo la stava buttando decisamente
sul sexy.
E rimase sorpresa, Virginia, quando fu il signor
Majestyk a presentarsi a ripulire la piscina, al posto di
Jack Ryan. Era la prima volta, quella settimana, che
Ryan non era apparso tra le nove e un quarto e le nove
e venti con la sua pertica in alluminio.
Di sicuro stava facendo qualcos'altro. Tipo rastrellare
la spiaggia.
Poteva andarci anche lei, ma in questo caso avrebbe
dovuto restarci almeno un po', e sdraiarsi sulla sabbia
non le piaceva, neanche su un telo da spiaggia. Faceva
troppo caldo, e sarebbe morta di sudore. Strana
questa cosa, comunque, quest'immagine che le era venuta
in mente di lei e Jack Ryan sulla spiaggia. Strana,
s, perch di solito s'immaginava di restarci da sola, con
lui. Tardo pomeriggio, lei sdraiata sulla schiena a occhi
chiusi e nascosti dagli occhiali da sole, bella abbronzata,
le spalline del costume azzurro pallido slacciate.
E la sensazione che fosse arrivato qualcuno, e
aprire gli occhi per vedere Jack Ryan, in piedi proprio
sopra di lei. E guardarlo, tranquilla, percorrere con gli
occhi le curve muscolose del suo petto nudo. Ti spiace
se ti faccio compagnia? E rispondergli: Ma ti pare.
E lui che si inginocchiava e lei che si metteva seduta
e si reggeva il davanti del costume. E mentre parlavano
del pi e del meno avere l'impressione che lui
volesse proprio dirle qualcosa. E dopo un po', una bella
nuotata nel lago Huron, lui e lei; cinque, seicento
metri al largo, per poi riposarsi un attimo e tornare indietro.
Infine, saltare sulla macchina di lei e recarsi a un ristorante
sulla spiaggia con vista sul mare, e prendere
trota alla griglia e vino bianco e starsene a guardare il
tramonto. E, al ritorno, lui che cercava il modo di dirglielo.
Un po' a disagio, certo, perch non aveva mai
provato a esprimere i suoi sentimenti. Mai incontrata,
una come lei. Le ragazze di sua conoscenza erano tutte
a caccia anche della minima occasione. Ma lei era diversa.
Era, diciamo, garbata. Carina. No, non soltanto
carina, molto di pi. Lo faceva sentire bene, ecco. E
Virginia a sorridere, mica per prenderlo in giro, no, sorridere
con calore.  proprio gentile da parte tua, ma
guarda che io sono soltanto una normalissima ragazza
della porta accanto, non  che ho chiss che talento o
desiderio speciale. E lui: Allora cosa sar mai? E
lei: Be', forse il segreto  che riesco a vedere il lato
buono delle persone, insomma quella sorta di bont, di
dono divino che tutti possono scoprire in se stessi. E
poi, con un sorriso malinconico: Se solo avessero la
voglia di guardare.
Non era ancora sicura di cosa sarebbe successo poi.
Ma di una cosa era sicura, maledetta la miseria (nel
cercare di allentare il reggiseno che la segava sotto il
braccio); andare subito a togliersi il costume azzurro
pallido e infilarsi quello verde e giallo e starsene bella
comoda, una volta tanto, anche se la faceva sembrare
una hippy.
And in bagno. Il costume verde e giallo pendeva da
uno dei due ganci appendiabiti, proprio accanto all'accappatoio
di spugna, sulla porta che dava all'esterno.
Quella porta era un'ottima idea. Consentiva di entrare
in bagno direttamente da fuori, senza bisogno di
riempire di sabbia il resto della casa; certo, bisognava
sempre stare attenti che fosse chiusa a chiave.
Virginia si sfil il costume azzurro pallido. Si gir
verso la porta e si vide per un istante riflessa nello specchio
dell'armadietto dei medicinali. Raccolse il costume,
sempre sbirciando nello specchio. Stava per prendere
quello verde e giallo, nuda e con il costume azzurro
in mano, quando bussarono alla porta, parecchi
colpi in rapida successione, a poco pi di mezzo metro
di distanza.
Ryan arriv a Geneva Beach giusto in tempo per colazione.
Dopo aver piantato in asso il signor Majestyk, la sera
prima, se n'era tornato in camera sua ad aspettare
Nancy. La macchina era ancora l, e non riusciva a immaginarsi
la ragazza che se ne tornava a casa a piedi.
Cos si era sdraiato sul letto, nell'attesa, e si era messo
a leggere un articolo di True su un tipo di Norwich,
Inghilterra, che aveva preso all'amo, sfidato, tirato su
e infine ributtato in acqua pi di un paio di migliaia di
lucci nell'arco di quindici anni. Quando infine si era
convinto che Nancy non sarebbe pi venuta, pens di
prendere la macchina e andarci lui, a casa sua. Ma se il
signor Majestyk ronzava ancora da quelle parti, l'avrebbe
di sicuro visto o sentito partire, e capito subito dove
stava andando, visto che sapeva di chi era la macchina.
E non ci avrebbe messo niente a fare due pi
due e convincersi che era proprio Nancy, la ragazza che
gli era scoppiata a ridere sotto la finestra. Magari erano
tutte seghe mentali. Per non vedeva il bisogno di
mettergli, a quel tipo, un ulteriore tarlo nel cervello.
Gi parcheggiare la Mustang davanti al Bay Vista non
era stata una mossa tanto brillante. Avrebbe potuto
farne a meno, adesso, e andarci a piedi, da Nancy, anche
se l'indomani l'avrebbe vista da mattina a sera.
C'era un articolo niente male, su True, su come
Early Wynn spediva al tappeto i battitori e una volta,
addirittura, aveva mandato a gambe all'aria anche suo
figlio, quando il ragazzo gli aveva fatto volare una palla
sopra la testa, in allenamento. Se lo lesse tutto e
piomb nel sonno.
Da Estells ordin uova poco cotte, un salsicciotto
e un bicchiere di latte, poi si fece un caff mentre dava
un'occhiata alla pagina sportiva del Free Press.
Quella sera i Tigers giocavano in trasferta, a Washington,
e il giorno dopo a Boston, le partite iniziali
di piccolo torneo di cinque incontri. Di quella stagione
non ne aveva ancora visto uno, di incontri. Appena
qualche inning alla televisione.
Forse potevano guardarsi l'incontro di quella sera,
ammesso che lo passassero in TV. Non riusciva a immaginarsi
Nancy che guardava il baseball alla televisione;
forse, comunque, non avrebbe avuto da ridire se
lo guardava lui.
Il programma odierno consisteva nel fare un salto al
capanno di caccia di Ray, controllare la situazione e
poi, in tarda serata, installarsi l dentro e preparare
ogni cosa per venerd notte. A ispezionare il posto, non
gli ci sarebbe voluto molto. Poi avrebbero potuto passare
la giornata da Nancy. Lui, portare la birra e il vino
che le piaceva tanto, oltre a un paio di bistecche, e
trascorrere un tranquillo pomeriggio domestico. Era
ancora troppo presto per passarla a prendere. Probabile
che dormisse fino a tardi.
Di ritorno al Bay Vista, dopo colazione, Ryan non
aveva ancora deciso cosa fare. Non voleva mettersi a
girellare a vuoto e rischiare di intoppare nel signor
Majestyk, e non voleva nemmeno starsene in camera
sua a leggere. Chiss perch, gli venne in mente la tipa
della numero 5, quella con la famosa finestra bloccata.
Virginia Murray non si mosse. Anche se avrebbe voluto.
Avrebbe voluto togliersi da l, oppure arraffare
l'accappatoio di spugna e infilarselo senza nemmeno
sfiorare la porta. E se invece faceva un qualche rumore?
Le sarebbe toccato inventarsi subito qualcosa, tipo:
Solo un istante. Oppure Chi  l? Allora s
che avrebbe potuto muoversi a piacimento. Ma ormai
era troppo tardi.
Ricominciarono i colpi, con una certa qual sconcertante
energia, e Virginia vide il bordo della porta che
vibrava. Poi pi nulla. Al prolungarsi del silenzio, Virginia
inizi a rilassarsi. Che sciocchezza. Bastava aspettare
che, chiunque fosse, si togliesse dai piedi. Mica sarebbe
rimasto l per sempre. Ma nel vedere il pomello
che girava a piccoli scatti sobbalz di paura, e quella
che ud era la sua stessa voce, prima di rendersi conto
che si era messa a strillare.
Che cosa vuole?
Un attimo di esitazione. Vengo a riaggiustarle la
finestra.
Doveva dire qualcosa. Non pu tornare pi tardi?
 il mio giorno libero. Ho pochissimo tempo.
Solo un istante, per favore.
Virginia si infil l'accappatoio di spugna, cercando
di fare in fretta ma di mantenere la calma. Si annod
in vita la cintura e si guard allo specchio, nel tentativo
di accostare il pi possibile i risvolti; ma non appena
tir via le mani, quelli tornarono ad allargarsi.
Schizz in camera da letto e si tolse l'accappatoio, cosa
della quale si pent subito: lei nuda e lui fuori ad
aspettare. Se ci metteva troppo, lui avrebbe capito subito
di averla beccata in bagno senza vestiti. Doveva
sbrigarsi. Doveva pensare (Madre di Dio, aiutami!).
Doveva mettersi qualcosa addosso. Infil una mano
nell'armadio. Tolse un abito dalla gruccia, una cosuccia
azzurro chiaro, quasi una sottoveste. Mio Dio,
com'era trasparente. Ma le toccava indossarlo comunque,
perch ce l'aveva gi in mano, perch la lampo era
gi abbassata, e ci aveva gi infilato le gambe e stava
gi tirando su la lampo, quasi fino in cima, lisciandosi
il tessuto sui fianchi e sbirciandosi allo specchio. Rimase
stupefatta. Stava proprio bene: aveva anche
un'aria tranquilla.
Fu solo quando apr la porta che si accorse di essere
scalza.
Non era lei ad avere una finestra bloccata?
S. Entri, prego. Virginia esit. Nella camera
da letto.
Ryan aveva con s la borsa degli attrezzi. Nel chiudersi
la porta alle spalle, vide il costume azzurro pallido
che giaceva sul pavimento. Vide anche che la ragazza
era senza scarpe ma col vestito, e ci dovette pensare
un po' su, mentre lei gli faceva strada in camera
da letto. La vide chinarsi di scatto per raccogliere qualcosa,
accanto al letto, e vide come il vestito le si tendeva,
ben stretto ma morbido, sul didietro; e bello liscio
sulla schiena, senza quella piccola sporgenza provocata
dal fermaglio del reggiseno. Quando Virginia
alz la cortina della finestra, e si ritrov addosso la luce
del mattino, Ryan fu assolutamente certo che non
avesse niente sotto.
Pos la borsa degli attrezzi sul pavimento. Mi faccia
dare un'occhiata.
Virginia si era messa a cercare di tirar su la finestra,
nel tentativo di fargli vedere che non si apriva. Alle sue
spalle, Ryan allung la mano per provare a sua volta.
Lei tolse di scatto il suo, di braccio, finendo per sbattere
la mano sul davanzale, e gli indumenti che teneva
in quella mano finirono in un mucchietto bianco sul
pavimento. Ryan abbass lo sguardo e vide che un paio
di mutandine gli erano andate a finire sulla scarpa.
Cos alz gli occhi a guardare la ragazza. Mica male.
Carnagione gradevole. Occhi sul verde. Un buon
profumo. Una tipa pulita. Con uno sguardo strano, come
se fosse arrivata al giusto punto di cottura, visto
che era l tutta sola ormai da quasi due settimane, anni
diciamo ventisette, forse pure sposata: certo, non la
pupa pi bella del mondo, ma una donna vera e propria,
in carne e ossa, una con la sua parte di esperienze.
Ryan le mise le mani sulle spalle e fece per scostarla
dalla finestra. Lei continu a tenergli addosso quello sguardo strano, gli occhi quasi sbarrati. Lui si fece
pi vicino, le fece scivolare le mani sulle braccia per
passargliele poi attorno alla vita e sulla schiena, e infine
tirarla a s; e quando poi gli parve il momento giusto,
le copr la bocca con la sua e piomb con la ragazza
sul letto.
L per l non si era reso conto che lei opponeva resistenza.
Aveva pensato che si stesse solo dimenando,
che volesse enfatizzare la cosa, ma poi apr gli occhi che
ancora la baciava e la teneva stretta, e se li ritrov dritti
nell'occhio di lei, una sorta di occhio gigante e onniveggente
che gli frugava dentro, saturo di terrore.
No, via, non era proprio terrore. Era frenesia, sconvolgimento.
Le si rannicchi contro, con baci leggeri sulla bocca
e sulla guancia, il buon vecchio metodo Jack Ryan, la
accarezz sul fianco per poi risalire fin sotto il braccio.
Chiudi gli occhi, le disse in un sussurro, scostando
appena la bocca dalla sua. La baci ancora sulla
guancia. Lei chiuse gli occhi e li apr e li richiuse e
lui le baci le palpebre, il naso e, appena appena, gli
angoli della bocca e infine il labbro inferiore, mentre
la sua fidata mano sinistra si dava da fare sotto il braccio
di lei, il polpastrello del pollice che si faceva sempre
pi vicino, come no, e iniziava a toccare... e lei che
sussultava, si ritraeva, apriva gli occhi.
Che succede? disse Ryan, ancora a bassa voce,
ancora rannicchiato, ancora stretto a lei.
Mi fa un po' male, l, bisbigli Virginia. Sembrava
mezza addormentata, quasi drogata.
Male?
 stato il costume da bagno. Mi ha sfregato.
Oh, scusa. Tolse la mano, gliela spost sulla
schiena, dita gentili che andavano alla ricerca della lampo,
la facevano scorrere e, nell'aprirla, le si posavano
sulla pelle nuda. Fu solo quando si ritrov il vestito
aperto fino alla vita che lei parve rendersi conto di cosa
stava facendo Ryan. La mano di lui le and a fermarsi
sulla curva dell'anca. Gli occhi, a pochi centimetri
dai suoi, le si spalancarono quasi con violenza.
No.
No cosa?
Lei non rispose. Rimase immobile. Continuava a fissarlo.
Ti ho fatto ancora male?
No, ti prego.
No cosa?
E ancora continuava a fissarlo.
Dimmi solo perch no, bisbigli Ryan, con voce
gentile e paziente.
La voce di lei era bassa, ma nitida. Perch  un
peccato.
Che vuol dire, un peccato?
 un peccato.
Un peccato? Ma cosa stiamo facendo?
Lo sai, cosa stiamo facendo, disse Virginia.
Ma  una cosa naturale. Insomma, siamo fatti cos.
Bisogna essere sposati, disse Virginia Murray.
Guarda che ce la stavamo solo spassando un po'
Ryan le sorrise.
Per me  un peccato. Virginia esit un istante,
prima di aggiungere, quasi sottovoce: Io sono cattolica.
E che problema c'? disse Ryan. Pure io.
Tu no.
Invece s. Lo giuro su Dio.
Recitami il Credo.
Dai, andiamo.
Se sei cattolico, il Credo lo devi sapere.
O Dio mi pento e mi dolgo...
Questo  l'Atto di Dolore!
Credo in Dio, Padre Onnipotente, disse Ryan.
Creatore del cielo e della terra... Ma insomma, che
storia  questa?
Ti togli di dosso, per favore?
Cristo, ma se hai cominciato tu.
Modera i termini, per favore.
Sei tu che te ne vai a giro senza mutande.
Virginia gli scivol dalle braccia e si copr il viso con
le mani. Ti prego, vattene, gli disse con voce attutita.
Come?
Vattene!
Cristo, e che ti credi? Che ho voglia di restarmene
qui? Ryan si tir su dal letto e si lisci i pantaloni.
Secondo me, disse poi, dovresti deciderti una
volta per tutte, ecco cosa.
Pensavo che saresti venuto, ieri sera, disse
Nancy.
Ryan era al volante della Mustang. Le lanci un'occhiata
e riport lo sguardo sulla strada. Avevano attraversato
Geneva Beach e stavano sbucando sulla superstrada
in direzione sud, ormai in pieno sole, via
dall'ombra fornita dagli alberi. La voglia ce l'avevo,
disse, ma c'era sempre quel tipo tra i piedi.
E be'?
Era l di vedetta, dico.
E allora?
Non mi andava che si mettesse a fare domande.
Hai paura di lui?
Ryan le lanci un'altra occhiata. No, non ho paura
di lui. Perch dovrei?
Mi piace un sacco, casa sua, disse Nancy. Diosanto.
A lui va bene cos.
E il giudice di pace, disse Nancy. Lo sapevi?
Mi ha detto che hai un'udienza gi fissata con lui.
Non vedo l'ora.
Perch hai fatto una cosa del genere? Buttare quei
due fuori strada.
Perch se l'erano cercata.
Avresti potuto ammazzarli.
Devo ancora decidere come comportarmi,
all'udienza, col tuo amico, disse lei. Che ne dici,
meglio fare la ragazzina ingenua o buttarla sulla buona
impressione?
Ma che ne so, disse Ryan. Mica l'ho mai visto,
in udienza. Te l'ha gi trovato, Ray, un avvocato?
Penso di s. Non ne abbiamo parlato.
Fuori della superstrada, nell'affrontare lo sterrato la
Mustang sollevava un velo di polvere, che saliva per
poi svanire nel nulla alla luce del sole. I campi, ai due
lati della strada, si stendevano piatti e vuoti fino ad arrivare
ad alberi assai lontani.
Qui non  rimasto pi niente da raccogliere, disse
Ryan. Adesso stanno scendendo verso Holden, e
voglio sperare che anche Bob junior sia della compagnia.
La Mustang avanzava a passo d'uomo, il ghiaino
che schizzava contro la parte inferiore del telaio.
Laggi, indic Ryan. Ecco degli stagionali.
Rimase in silenzio fin quando non ebbero fatto un altro
po' di strada, arrivando all'altezza circa dei braccianti.
Vedi come ci si mette a cavalcioni del filare?
Questa gente  l'unica che riesce a stare in quella posizione
per giornate intere.
Pure tu, disse Nancy.
Io mi sono quasi rotto la schiena. Alla fine del primo
giorno avevo gi deciso di lasciar perdere. Devi esserci
nato e cresciuto, per raccogliere i cetrioli. Billy
Ruiz, quella mezza cartuccia, lui fa le scarpe a chiunque
altro.
Avanzarono ancora su quella sorta di tratturo, Ryan
che strizzava gli occhi per guardare i campi ancora battuti
dal bollore estivo e i gruppetti di braccianti, in lontananza,
tutti intenti a passare in rassegna e con metodo
i filari, pur dando l'impressione di assoluta immobilit.
Devono per forza finire il raccolto entro la settimana, -
disse Ryan. Ancora pochi giorni e saranno
troppo grossi per trasformarli in sottaceti. Il rischio 
di ritrovarsi nient'altro che dei cetrioloni.
L'argomento cetrioli mi fa impazzire, disse
Nancy.
Ryan la guard. Ci hai mai pensato?
Non faccio altro.
Se il coltivatore non trova braccianti a sufficienza,
gente in gamba, intendo, per raccogliere i cetrioli
in tempo, ci rimette anche la camicia.  per questo che
va a caccia di stagionali.
E anche l'argomento braccianti agricoli, non  da
meno.
La Mustang si avvicin alla rimessa e ai fabbricati
attigui, oltre i quali si apriva una fila di costruzioni a
un piano, ridotte da sole e pioggia a un colore grigio
chiaro e piazzate nel bel mezzo del nulla come un avamposto
dell'esercito lasciato andare in malora. Qui, per,
c'erano segni di vita: indumenti stesi ad asciugare e
schiamazzi di bambini festanti.
I bambini, radunati su un campetto di terra battuta
proprio di fianco alla rimessa, restarono per un attimo
a guardare la Mustang, poi attaccarono a rincorrerla,
strillando in un misto di inglese e spagnolo. Una donna
in t-shirt e blue jeans stava in piedi nel vano della
porta di casa; un'altra sedeva su una vasca da bagno
capovolta, in testa un cappello di paglia da uomo. Altre
donne si scorgevano all'ombra della lavanderia, un'altra
ancora in pieno sole, mezza girata, immobile, le
braccia alzate ad armeggiare al filo del bucato, pieno
zeppo di jeans stinti e calzoni di tela kaki, lo sguardo
a seguire la Mustang e i bambini che le correvano dietro,
nella scia polverosa.
Ryan sentiva, allo stesso tempo, il rumore dei bambini
e lo sguardo delle donne. La vedi quella rimessa? -
disse a Nancy. Io abitavo l dentro, ci stavamo in tre.
Per.
Be', che dire. Non era poi cos male, fece Ryan.
Tante cose che si sentono dire sui campi degli stagionali
sono vere, su come non se la passano certo bene.
Ma quando ti ci ritrovi di persona, voglio dire che
ci vivi, assieme a loro, finisce che ci fai l'abitudine e
per certe cose la prendi sul ridere. Non  malaccio, davvero.
La sera si giocava a baseball, oppure qualcuno tirava
fuori la chitarra e tutti si mettevano a cantare.
Un vero spasso, insomma, disse lei.
Ryan la guard. Va bene, non era certo uno spasso,
ma neanche poi cos male.
Ti va? Nancy stava versando Cold Duck in un
calice. Si era portata dietro la bottiglia, in una sorta di
borsa termica, assieme a un po' di ghiaccio tritato e due
bicchieri.
Adesso no, disse lui.
La strada se ne usciva dal campo, con una curva e
una piccola rientranza, e sembrava farsi pi stretta, a
causa degli alberi che le correvano su entrambi i lati.
Un centinaio di metri pi avanti, infine, raggiunsero il
capanno di Ray. Sorgeva su una radura, con tanto di
vialetto d'accesso a tracciato circolare, una vecchia fattoria
a due piani che era stata rivestita di tronchi verdastri
e trasformata in un capanno da caccia.
Ci sei gi stato, qua dentro? disse Nancy.
No, mai pi vicino di cos.
Alle pareti ci sono teste di cervo e coperte indiane.
Se no, che capanno da caccia sarebbe?
Volt sul vialetto e lo percorse a velocit molto bassa,
per esaminare bene la situazione. Non c'erano auto,
n persone; il posto sembrava deserto. Non ferm
tuttavia la macchina, procedendo per l'intera lunghezza
del vialetto circolare fino a immettersi di nuovo nella
strada.
Nancy lo stava osservando. Non mi pare chiss che
occhiata approfondita.
Voglio solo vedere se c' una strada che arriva da
dietro, disse Ryan.
Scorse il cartello, pi avanti, prima ancora di riuscire
a leggerlo. Era sulla destra, un pannello dipinto che
indicava qualcosa dall'altra parte della strada, in mezzo
al bosco. Non  che Ryan stesse proprio cercando
un cartello, e la sua presenza non gli disse un bel niente
fin quando non gli furono cos vicini da poter leggere
quel che c'era scritto rogers e solo allora gli
tornarono in mente i discorsi del signor Majestyk a proposito
di quel posto in mezzo al bosco che sarebbe stato
perfetto come capanno da caccia, e del suo piano che
consisteva nel tirar su un paio di strutture ad A e collegarle
assieme e installare un riscaldamento centralizzato.
Era lo stesso posto.
Adesso dove? si sent dire da Nancy, nel girare
a sinistra su una stradina sterrata. Anche lei doveva
aver visto il cartello, ma non fece altri commenti.
Questa dovrebbe riportarci lass, disse Ryan.
Era un viottolo con due profondi solchi, stretto e
tortuoso, in certi punti cos stretto che rami e cespugli
raschiavano con facilit i lati della macchina. Avanzavano
piano, con gran cigolio di sospensioni, la forma
piatta del cofano che si alzava e si abbassava a ogni buca.
La strada inizi a salire, tutta curve e montagne russe,
sormontata da alberi di notevole altezza, immersa
nel silenzio e nella penombra, con raggi di sole e squarci
di cielo che riuscivano a filtrare tra i rami. Nessuno
dei due apr bocca per tutto il tempo della salita, fin
quando non ebbero raggiunto la cima e la strada fin
per allargarsi in uno spiazzo. Be', eccoci arrivati, -
disse solo allora Nancy.
Accidenti, che tranquillit. Si poteva quasi toccare
con mano. Ryan sbatt la portiera con violenza e, appena
sceso, rimase per qualche tempo immobile. Poi si
avvi; udiva solo il rumore delle sue scarpe sulle foglie.
Era uno slargo di non piccole dimensioni, ripulito ben
bene e,con ogni evidenza, abbastanza frequentato. Vide
qualche lattina di birra, arrugginita, e una bottiglia
di whisky di vetro marrone, oltre a cartacce di vario
genere. Cos a occhio c'era gi qualcuno che lo conosceva,
quel posto, ma era pur sempre una sorta di paradiso,
cos lontano da tutto. Gli unici boschi che aveva
visto di persona erano a Detroit, a Palmer Park e su
Belle Isle, boschi dal cui interno si sentiva sempre gente
che, in qualche radura, stava facendo un picnic o giocava
a baseball. Non era mai stato in un bosco degno
di questo nome, uno di quelli del nord.
E ora che si fa? chiese Nancy.
Non le rispose. S'incammin a un'estremit dello
spiazzo, affacciata su un lago, stretto e curvo e solitario,
dalle rive costellate di alberi massicci. Percorse
l'intero limitare di quella radura, gettando lo sguardo
in una fitta boscaglia dall'aria impenetrabile, fino a
giungere alla parte opposta, che recava un varco dal
quale si riusciva a scorgere il capanno di caccia e, dietro
di esso, parte dei campi di cetrioli e del baraccamento
degli stagionali, a notevole distanza, le sagome
nitide e allineate delle varie costruzioni, alla luce del
sole, ben delineate dalle ombre. Vedeva anche tutto il
parco macchine, veri e propri rottami, sul retro delle
baracche, e un piccolo riquadro giallo, l'autobus di
Luis Camacho.
Quasi duecentomila chilometri sul groppone, quel
trespolo.
Si vedono le baracche degli stagionali, disse
Ryan.
Nancy era ancora in macchina, a cinque, sei metri
di distanza. Davvero? disse.
Se vieni qui, lo vedi proprio bene. Quello  l'autobus
che ci ha portato fin qui.
Un'altra volta, magari, disse lei.
Non so proprio come abbia fatto, quell'autobus.
 stato il viaggio pi assurdo della mia vita. Altro che
viaggio, in pratica ci abbiamo vissuto per quattro giorni,
l sopra. Ryan guard verso di lei, poi le and incontro.
Adesso lo bevo volentieri.
Nancy vers il Cold Duck in un bicchiere e glielo
porse. Ryan lo alz, osservandone il colore rosso scuro,
e sorrise.
Mi fa venire in mente Billy Ruiz. Lui non beveva
altro che Rock and Rye. L'hai mai assaggiato?  whisky
aromatizzato alla frutta. Fa veramente schifo.
Magari  pure gassato.
 tremendo. Con questo colore rossiccio. Ryan
torn a sorridere, a rimirare il calice. E lo teneva sempre
sollevato, per vedere quanto gliene era rimasto.
Magari era l che si faceva un panino, gli dava un morso,
inghiottiva, e poi eccolo alzare la bottiglia, guardare
quanto ce n'era dentro, cercare di farselo bastare.
Mi  tornato in mente.
Andiamo, disse Nancy.
Ryan aveva dato le spalle alla macchina. Adesso
guardava tra gli alberi, in direzione delle baracche degli
stagionali.
Proprio non lo so, disse. Per come se la passano,
e tutto il resto, sembrano sempre tirare avanti. 
gente che non si lamenta mai, anzi ci scherza su. A me
fanno l'impressione di persone abbastanza felici. Non
semplici, beninteso, n spensierati, sai com'...
No, disse Nancy, non lo so. Spiegati.
Ryan la guardava, adesso. Voglio dire che hanno
una bella capacit di sopportazione. E forse anche pi
del lecito, che ne so. Ma anche per la vitaccia che fanno,
hanno pur sempre qualcosa che non  certo di tutti.
Lo so bene, disse Nancy. La dignit.
Neanche per sogno.
Nobilt d'animo, allora?
Ryan fin di bere, cercando di restare calmo.
Forza, lo voglio sapere.
Vedi un po' di andare a fare in culo, disse lui.
Nancy sorrise, scoppi a ridere, gett la testa all'indietro
e rise ancora pi forte. Ryan rest a guardarla.
C'era qualcosa di strano, e continu a guardarla fin
quando non cap di cosa si trattava. La conosceva da
tre giorni, ma quella era la prima volta che l'aveva sentita
ridere.
Un tale che di nome faceva A. J. Banks, dell'Associazione
Coltivatori, aveva chiamato Bob per chiedergli
quanto sarebbe costato radere al suolo e rimuovere
le baracche degli stagionali, cos da poter seminare l'intera
area per la stagione successiva. Bob aveva risposto
che quella mica era una ditta di demolizioni, perch
lo chiedeva proprio a lui? E A. J. Banks aveva detto
che visto che l'aveva tirata su, quella roba, che
cazzo, allora doveva pur sapere quanto gli ci voleva a
tirarla gi, o no? Bob junior aveva risposto che ci
avrebbe pensato su e gli avrebbe fatto sapere. Era per
questo motivo che adesso si stava recando al campo e
che gli pareva d'aver visto la Mustang di Nancy anzi,
era pronto a giurarlo imboccare la strada che passava
da dietro, proprio mentre lui raggiungeva le baracche
dei braccianti. O forse no.
Magari, invece, era proprio la macchina di Nancy.
Quando ebbe finito di esaminare le baracche, e si fu
fatto un'idea di quante camionate di legname ci sarebbero
state da portar via, and anche lui a imboccare la
strada sul retro. Su, al capanno del signor Ritchie, non
c'era traccia della Mustang. Alle spalle del capanno la
strada non portava da nessuna parte; tagliava attraverso
i pascoli e il bosco per finire sulla riva del lago, a
circa venticinque chilometri da Geneva Beach. Era dalla
scorsa primavera che Bob junior non passava da quelle
parti, da quando avevano deciso di vendere quel tratto
di bosco e avevano piazzato il cartello lungo la strada.
Ogni tanto c'era qualcuno tipo il signor Majestyk
che veniva a dare un'occhiata, ma di solito ci capitavano
ragazzotti alla caccia di posti buoni per spassarsela
un pochettino. I segni di pneumatico poteva averli
lasciati chiunque, sembravano vecchi. Ma poi gli
torn in mente che era piovuto, due giorni addietro.
E quando vide due nitidi solchi lasciati da ruote che
imboccavano la strada privata, si rese conto che qualcuno
era stato l da non molto. Non pensava a Nancy,
adesso. Si era convinto che non poteva essere stata la
sua, di macchina. Ma quelle tracce di gomme lo incuriosivano,
e non poco. Per questo aveva innestato la
prima e spinto il pick-up su per la strada privata.
Per prima cosa, alla vista del pick-up che gi aveva
sentito arrivare, e riconosciuto non appena era spuntato
tra gli alberi Ryan aveva posato il bicchiere sul
cofano della Mustang, e si era guardato attorno. Non
che cercasse di far finta di niente, ma neanche voleva
affannarsi pi di tanto. C'era il grosso ramo di un albero,
sul terreno, appena pi avanti, e proprio nel momento
in cui Bob junior si accingeva a scendere dal
pick-up, Ryan aveva gi staccato un ramo pi piccolo,
delle dimensioni di un manico di scopa, e vi si era appoggiato
contro, nella sua ben nota postura da lanciere.
Dall'interno della Mustang, bicchiere in mano, braccio
sul bordo del finestrino, Nancy disse: Ehi, Bob! -
e si dispose a vedere come sarebbe andata a finire.
Bob junior valut la situazione. Vide Nancy e il bicchiere
vuoto sul cofano della macchina, e Jack Ryan -
dietro la Mustang che impugnava un bastone, una
mazza o l'accidente che era. Entrambi aspettavano le
sue mosse, come se appunto toccasse a lui agire per primo.
Ryan sembrava volerlo quasi incitare, e questa parte
era davvero semplice: gli aveva detto di levare le tende,
a Ryan, e quel tipo era ancora l, quindi gli sarebbe
toccato dargli una bella lezione. Ma con Nancy l
che guardava avrebbe dovuto farla sembrare una sciocchezza,
come se quel tipo non fosse certo un problema.
Bob junior si tolse il cappello da cowboy e gli occhiali
da sole e li infil nel pick-up, dal finestrino.
Bob, disse Nancy, ti va un Cold Duck?
Adesso no, disse Bob junior. Le lanci un'occhiata.
Che stai facendo quaggi? E gi, nel dirlo,
gli suonava fuori posto.
E che ne so, disse Nancy. Mi ci ha portato lui.
Ti ha infastidito, in qualche modo?
Vediamo un po', rispose lei. No, infastidito non
direi proprio. Se la stava proprio spassando.
Mazza da baseball o bastone, disse Bob junior,
tornando a fissare Ryan. Devi proprio aver sempre
qualcosa in mano, no?
Ryan non rispose. Era l che aspettava.
Fa il grosso, solo perch ha un bastone in mano.
Ehi, figliolo, che ne dici di combattere ad armi pari?
Adesso Ryan corrugava la fronte. Armi pari? E
che , questa, la boxe dei dilettanti?
Un vero uomo combatte coi pugni, disse Bob junior.
Come no. Fatti sotto, amico, e vedrai che randellate
che ti meno.
Ho un ferro da pneumatici, sul camioncino, disse
Bob junior. Forse farei meglio a prenderlo.
In questo caso, fece Ryan, se cominciamo a
prenderci a botte, allora dovresti almeno spiegarmi il
motivo.
Perch tu credi di essere un duro, e di riuscire a
mettermi sotto.
Te l'ho detta io, una cosa del genere?
Mica ce n'era bisogno. I furbacchioni come te, li
riconosco all'odore.
Ryan continu a esaminarlo. Hai proprio voglia di
menare le mani, eh?
Non hai idea di quel che ti aspetta, disse Bob junior.
Digli che non  mica obbligato a farlo, disse Ryan
a Nancy.
Lei stava osservando Ryan. Non  compito mio.
Diglielo lo stesso.
Lasciala fuori, lei, da questa storia, disse Bob junior.
Ryan scosse il capo. Certo che devi essere proprio
stupido, eh.  lei che vuole una bella scazzottata, non
l'hai ancora capito?
E tu vuoi solo cavarne le gambe, disse Bob junior.
Erano alla resa dei conti, e Ryan lo sapeva. Ogni volta
che si era ritrovato a menare le mani, fin da piccolo,
era il suo stomaco a fargli capire quando era giunto il
momento, oltre a leggerlo negli occhi dell'avversario.
Ci aveva pensato un sacco di volte, al momento in questione,
ed era arrivato alla conclusione che anche il suo
avversario doveva provare e pensare le stesse cose, e
non importava certo se era pi grosso o cosa, era di sicuro
anche lui spaventato o col mal di stomaco, perch
nessuno poteva essere mai sicuro al cento per cento. Ed
era questo il momento giusto di menarlo ben bene, aveva
infine stabilito Ryan, ovvero quando il suo avversario
non era ancora pronto. Picchiare per primo e picchiare
duro; e, forse, la faccenda finiva l.
Bob junior gliela rese ancor pi facile. Arretr di un
paio di passi proprio mentre Ryan stava per passare
all'azione, e fece mezzo giro su se stesso per infilare un
braccio nel cassone del pick-up. Per individuare il ferro
da pneumatici, o un qualche oggetto simile, fu per
costretto a guardarci dentro, al cassone, e nello sbirciare
Ryan con la coda dell'occhio non pensava certo
che qualcuno potesse muoversi con tale velocit. Invece
Ryan gli stava gi saltando addosso da qualche passo
di distanza, e quell'accidente di mazza, di bastone,
o che diavolo era, gi gli stava calando sulla capoccia.
Bob junior si lasci rotolare lungo il fianco del cassone,
nel tentativo di infilare la testa sotto la spalla, e
becc il primo colpo una vera e propria sventola-
sull'avambraccio che stava tirando su.
Fu l'intero braccio a intorpidirsi. Di sicuro chiuse
anche gli occhi. Non vide il bastone che gli calava di
nuovo addosso, si stava proteggendo la testa, e quel
cazzo di ordigno gli piomb dritto sul ginocchio sinistro.
Non c'era altro da fare che saltargli addosso, anche
lui, a quel figlio di puttana, e cos facendo si becc
un'altra bella legnata, stavolta sulla spalla sinistra, prima
di riuscire ad avvicinarsi e ad abbrancare a due mani
quel pesante pezzo di ramo, e a sentirlo duro e ricurvo
e ruvido, la corteccia che gli raschiava le mani
mentre cercava di portarlo via a Ryan e poi il viso di
Ryan proprio di fronte al suo, teso e sotto sforzo, gli
occhi inchiodati nei suoi.
Sei arrivato alla frutta, figliolo, disse Bob junior,
e non aveva fatto in tempo a dirla tutta che il pugno
sinistro di Ryan lasci la presa sul ramo per stampargli
dritto in faccia.
Per Ryan era il momento di darci dentro con Bob
junior che indietreggiava a testa alzata e lasciava scoperto
il viso e non riusciva a pensare ad altro, darci
dentro adesso o mai pi, alla svelta, gi che lo stava
pressando e lo teneva sotto tiro, e gli moll un altro sinistro
nello stesso punto di prima, con quel tipo che arretrava
e lui che gli stava addosso, ancora un sinistro e
poi un destro in faccia, forza, chiudiamo la questione,
qui e ora, caricando un sinistro fin da dietro la spalla,
un colpo pieno a bersaglio, un colpo che sentiva ripercuotersi
tutto su per il braccio, con quel tipo che barcollava
all'indietro, il sangue che gli grondava dal naso,
eppure che razza di sensazione, la peggiore possibile
mica andava gi, diosanto.
Bob junior moll la presa sul ramo e rest l, il volto
insanguinato, gli occhi fissi su Ryan, a cercare di respirare,
a cercare di riprendere fiato, a passarsi la mano
sulla bocca. Poi cerc di passare all'attacco e Ryan
alz la guardia, le braccia gi stanche e pesanti.
Nancy si prese tutto il tempo di versarsi un po' di
Cold Duck, e lo centellin mentre guardava quei due
che se le davano di santa ragione. Bob junior era pi
grosso, e Jackie sembrava mingherlino al confronto, ma
era stato proprio lui a far uscire il sangue per primo, e
Bob junior era uno sfacelo, sangue dappertutto, sulla
bocca e sul davanti della camicia a quadri. Eppure, non
sembrava farci troppo caso. Nancy lo guard farsi avanti
e incassare i pugni di Ryan sulla spalla, poi un'altra
bella sventola wow giusto sulla bocca, ma questa
volta non aveva intenzione di fermarsi, fece dondolare
quel grosso destro e lo mand a schiantarsi dritto in
faccia a Ryan. Colpo accusato, senza dubbio; tanto da
farlo esitare, Ryan, cos che Bob pot colpirlo ancora
e ancora e spedirlo in ginocchio.
 fatta, pens Nancy. Mica male, finch  durata.
Ma rest stupita a vedere Ryan che si rialzava, lento,
dapprima molto lento; poi, che Bob junior ancora non
se n'era accorto, di nuovo a mulinare cazzotti. Bob ne
prese uno in pieno viso, e per un istante restarono quasi
abbracciati, cercando di colpirsi con ogni mezzo a disposizione.
Fino a quando non fu Ryan a cadere.
Fin a quattro zampe, la testa bassa, e questa volta
non tent nemmeno di rialzarsi. Cristo, come gli dolevano
le mani, e pure la bocca. Voleva toccarsela, la bocca,
e anche la mascella, ma temeva che a tirarla su da
terra, l'una o l'altra mano, sarebbe finito a pelle di leone.
Quel tipo poteva pure starsene l in piedi, se era
quel che voleva; lui, col fischio che si sarebbe rialzato.
Ma quello non c'era pi, in piedi. Ryan gir il capo
da una parte, ed eccotelo seduto a qualche metro di distanza,
la testa gettata all'indietro e gli occhi chiusi e
rivolti al cielo, un fazzoletto premuto sul naso.
Rotolando su se stesso, Ryan riusc a mettersi seduto.
Cristo, anche le spalle gli facevano un male cane.
Rest seduto a guardare quel tipo, e finalmente riusc
a proferire verbo. Non  cos che si fa.
Bob junior apr gli occhi e prov a guardare Ryan.
Cos non lo fermi mica, disse Ryan.
Come no, disse Bob junior, naso e bocca nel fazzoletto.
Si getta la testa all'indietro.
Che stronzata, disse Ryan. Bisogna soffiarsi il
naso e stringerlo ben bene, con la testa in avanti.
Tu sei matto.
Tutti pensano che si deve gettare all'indietro, la
testa, disse Ryan, ma non  vero, va mandata in
avanti. Forza.
Bob junior si sporse in avanti, e non appena si tolse
il fazzoletto dal naso il sangue prese a sgocciolare sul
terreno.
Forza, soffialo, disse Ryan. Gli tenne gli occhi
addosso, per vedere se lo faceva bene.
Mai visto tutto questo sangue, disse Bob junior
circa un minuto pi tardi, da quando ho scuoiato un
cervo che avevo beccato proprio da queste parti, lo
scorso autunno. Aveva una voce nasale, attutita dal
fazzoletto.
Ce n' parecchi di cervi, da queste parti?
Parecchi? Va' a vedere quante piste scendono gi
al lago.  l che vanno a bere.
Mai stato a caccia.
Quel cervo che ho preso, mi  bastato uscire a malapena
dalla strada, e l'ho trovato l che quasi m'aspettava.
Che arma hai usato?
Non ho sempre la stessa. Quella volta avevo dietro
un vecchio '03, ma vecchio sul serio, eppure la roba
che spara quel figlio di puttana  capace di arrivare
fino a Holden.
Questo tipo, Walter Majestyk, disse Ryan, mi
parlava di un capanno da caccia, da queste parti.
Lo conosci?
Lavoro per lui.
Ehi, disse Nancy. Era ancora in macchina. Ma
cos' questo, l'intervallo?
Ryan guard Bob junior.Ho l'intenzione di salire
in macchina e andarmene via. Hai qualcosa da obiettare?
Ma cosa vuoi che me ne freghi, disse Bob junior.
Quando se ne andarono, era ancora seduto.
N Ryan n Nancy aprirono bocca fin quando non
furono usciti dal bosco per imboccare la strada sterrata
che portava alle baracche degli stagionali. Ryan se li
sentiva addosso, gli occhi di lei. Hai avuto quel che
volevi, le disse infine.
Non  che sei stato molto carino, a cercare di dar
la colpa a me. Nancy aveva appoggiato la schiena alla
portiera e lo guardava. Come ti senti?
Come se mi avessero preso a cazzotti in viso.
Non sei messo cos male. Tieni. Gli porse il suo
bicchiere e lo guard che ne ingollava il contenuto, quasi
sciacquandosi la bocca col vino, lasciandolo bruciare
ben bene prima di buttarlo gi. Gli facevano male i
denti, gli pareva che gli si fossero allentati; a muovere
la mascella, sentiva un rumore, quasi uno scatto, in
prossimit dell'orecchio. Gli dolevano le mani, che avevano
anche un pessimo aspetto dopo tutte le botte che
aveva dato in faccia a quel tale, quando quello aveva
attaccato a sanguinare. Nancy gli prese il bicchiere, e
lui continu a reggere il volante con una mano sola, in
basso. Pi avanti scorse un gruppo di stagionali appena
usciti dal campo di cetrioli, parecchi di loro che camminavano
su un lato della strada e gi si erano voltati
al sentir sopraggiungere la macchina.
Una cosa  certa, disse Ryan.
Cosa?
In quel capanno di caccia, io non ci vado. Non me
ne frega niente, di quanti quattrini ci sono.
Nancy guard dritta davanti a s, da dietro il parabrezza;
non aveva certo fretta. Lo sapevo, che l'avresti
detta, questa cosa, disse infine, guardando Ryan.
Non ero certa n del come n del quando, ma che
l'avresti detta ero sicura.
Be', sei pi sveglia di me, disse Ryan, perch
io l'ho scoperto giusto ora.
No che non  vero. Avrai pure pensato di svuotarlo,
quel posto, disse Nancy, ma non l'avresti mai
fatto. Pensavo che saresti cambiato, ma non  stato cos.
Sei un ladruncolo da strapazzo, Jackie. Ecco tutto.
Puoi anche sognarlo, di arraffare cinquantamila dollari,
ma non lo faresti mai.
Guarda, disse Ryan, che quello ci ha visto. Fa'
solo che la polizia gli chieda se per caso ha visto qualcuno
da quelle parti negli ultimi giorni, e figurati se
non si ricorda di noi. Intanto si ricorda di me, e comincia
a fare due pi due.
Mi sa che sei un po' agitato, disse Nancy.
Ci puoi scommettere.
E ti girano, perch pensi che sia stata io a farvi pestare.
Quella  un'altra cosa ancora, disse Ryan.
Ma il fatto che Bob ci abbia visto non prova un
bel niente.
Non ho nessuna intenzione di rischiare, disse
Ryan.
Ne parliamo pi avanti, quando ti avr dato una
bella ripulita. Che ne pensi?
Non c' proprio nulla di cui parlare.
Avevano quasi raggiunto gli stagionali, che si stavano
facendo da parte per far passare la macchina. Metti
gi il bicchiere, disse Ryan nell'avvicinarsi ai braccianti.
Dopo il passaggio della macchina, Frank Pizarro apparve
nel vano della porta della rimessa e rimase a guardare
la polvere sospesa a mezz'aria. Dall'altra parte della
strada c'era Billy Ruiz, che se n'era uscito dal campo
e aveva varcato il fosso per restarsene sul bordo della
carreggiata a guardare l'auto che si allontanava; adesso
stava attraversando la strada, diretto alla rimessa.
Quello sembrava Jack, disse.
Era lui si, fece Pizarro. Che ci sventolava sotto
il naso la macchina e la pollastrella.
Io l'ho salutato, disse Billy Ruiz, ma lui era gi
passato.
Ti ha visto.
Credo di no.
Guarda che ti ha visto, disse Pizarro. Ci ha visti
tutti quanti.
E allora perch non ha risposto al saluto?
Perch quando  in macchina  il signor Jack Ryan.
Billy Ruiz scosse il capo. No che non ci ha visto.
Avrebbe salutato.
Cristo, ma falla finita con questa storia dei saluti!
Che vuoi che gliene freghi di noi. Neanche ti vede pi.
Pizarro si volt, per entrare nel buio della rimessa.
Scov una sigaretta, l'accese e si gett sulla sua coperta,
per tenersi lontano da Billy Ruiz e da tutti gli altri
e poter pensare a Ryan e alla ragazza senza vestiti, e
chiarirsi un po' le idee.
D'accordo, era riuscito a vendere alla ragazza il cartone
di birra pieno di portafogli. Quel che era successo
la sera prima, non riusciva a toglierselo dalla testa:
la ragazza che se ne usciva dalla piscina e si asciugava
di fronte a lui, senza neanche cercare di nascondersi,
sempre discutendo di Jack Ryan e dei portafogli. Si era
infilata camicetta e calzoncini e lui le aveva ripetuto
Cinquecento dollari, quello era il prezzo. Poi lei che
era entrata in casa per tornare con ottanta dollari, la
camicetta ancora sbottonata. Avrebbe dovuto tenerlo
lui, il cartone della birra, fin quando lei non avesse fatto
saltar fuori dell'altra grana, ma ottanta dollari erano
ottanta dollari; non certo i cinquecento che avrebbe
voluto, ma sempre ottanta dollari che lei gli stava
offrendo.
Avrebbe dovuto venderglieli uno per volta, quei portafogli.
Tornare una volta la settimana, e allora si che
le sarebbe toccato pagare, e pure senza vestiti.
Avrebbe dovuto saltarle addosso, in casa, o magari
l sull'erba. Se la stava proprio cercando, e se lo sarebbe
proprio meritato, la cara ragazza del signor Ritchie;
ma proprio perch era la ragazza del signor Ritchie, non
l'aveva nemmeno sfiorata, perch non riusciva a crederci
al fatto di averla vista nuda e perch temeva
che, a torcerle soltanto un capello, sarebbe successo
qualcosa. Cosa, non lo sapeva. Qualcosa.
D'accordo, avrebbe dovuto farne un sacco di cose,
ma ormai era troppo tardi. Una, per, poteva ancora
farla, se solo riusciva a decidere come dirgliela e come
fargliela bere. C'era ancora la faccenda di Ryan, e poteva
ancora chiamare la polizia e spifferare che era stato
Ryan a ripulire quella casa, la scorsa domenica.
E cos l'idea era di andarci col buio, dalla ragazza,
quando Ryan non c'era pi, e dirle quanto le sarebbe
costato fargli tenere la bocca chiusa con la polizia. Cinquecento,
stavolta, senza sconti, senza calare a ottanta
pidocchiosi dollari.
Inizi a cercare di mettere assieme le parole, a studiare
come gliel'avrebbe detto. Tipo: Se non ce li hai,
i quattrini, di' al tuo amichetto di rubarli lui. Dove li
prendi, non sono fatti miei.
E il succo della questione: Fammi avere cinquecento
dollari, altrimenti chiamo la polizia.
Eppure, sdraiato su quella coperta, a fumarsi una sigaretta,
in quel posto semibuio e caldo come un forno,
dal tetto di lamiera e dall'odore di muffa, Frank Pizarro
fin col dirsi: Aspetta un attimo. Ma cos' questa
storia della polizia? Perch la polizia? Amico, ma
ancora non l'hai capito? C' ben altro che la polizia.
Non paghi? E io scrivo una lettera al signor Ritchie.
...
.
...
CAPITOLO 13.
...
.
...
All'inizio, ad aprire gli occhi e muoversi, per poi avvertire
l'indolenzimento delle spalle, Ryan non riusciva
a rendersi conto di dove si trovasse. Nel tentativo
di ricomporsi, allungare quindi le gambe e muovere le
mani sulla fredda superficie d'alluminio della sedia a
sdraio, quell'indolenzimento gli provoc quasi un certo
piacere, la sensazione di un lavoro ben fatto, portato
a termine. Era contento di essersele date, con quel
tipo, e che la cosa fosse infine arrivata in fondo. Era
anche contento che quel tipo li avesse visti.
Forse non aveva davvero mai avuto l'intenzione di
svaligiare il capanno di caccia: erano state solo parole.
Forse, non fosse spuntato Bob junior, avrebbe pensato
a qualche altra scusa. O forse, al momento decisivo,
si sarebbe tirato indietro. Non ne era sicuro.
Oppure era solo stanco. No, non era questo. Era
stanco, s, nessun dubbio, e tutto un livido; ma questa
cosa non c'entrava niente col resto. C'era ben altro.
Era una sensazione di sollievo. Non devi pi entrare
di soppiatto in quel posto, adesso poteva ammetterlo.
Non devi pi prendere quel denaro eccetera eccetera.
Non devi sentirti incastrato e starti a preoccupare
che lei possa spifferarlo a qualcuno. Non devi pi
aspettare che succeda qualcosa. E non devi neanche
starci pi a pensare.
Aveva voglia di una sigaretta. Si tast il taschino della
camicia; niente. Non riusciva a vedere se c'erano delle
sigarette, sul tavolino dell'ombrellone; era troppo
buio, laggi. Nel girarsi a guardare da quella parte, fin
per voltarsi ancora di pi e dare una buona occhiata alla
casa. La stanza che dava sul patio era buia, o forse
appena rischiarata da una flebile luce. Le finestre del
piano superiore erano altrettanto buie. Ryan si chiese
se la ragazza fosse andata a letto. Non aveva idea
dell'ora. Le dieci passate, di sicuro. Doveva aver dormito
quasi tre ore. Valut se farsi una nuotata, per rilassare
un po' i muscoli, ma poi gli parve una cosa troppo
complicata, che non gli sarebbe stata di molto aiuto.
L'indomani, al risveglio, si sarebbe comunque
sentito rigido come un pezzo di legno, incapace anche
del minimo movimento, e non c'era proprio nulla da fare.
Si chiese anche perch Nancy non avesse lasciato almeno
una luce accesa.
Nancy l'aveva sentito risalire la scalinata esterna e
adesso, seduta nella poltrona gigante, al buio, lo vedeva
transitare nel solarium; poi far scorrere la porta a
vetri ed entrare in casa; infine fermarsi, per recuperare
un minimo d'orientamento, e avviarsi allo studiolo.
Ciao, gli disse quando se lo trov a pochi passi dalla
poltrona.
Lui non rispose subito. Era stato preso alla sprovvista,
e gli ci volle qualche secondo per localizzare la posizione
della ragazza e pensare a qualcosa da dire.
Volevo farti una sorpresa, disse poi.
Non  che dormo qui nello studiolo Nancy rimase
in attesa.
Ryan le si fece pi vicino per accendere la lampada.
E dov' che dormi?
Di sopra.
Fa' vedere.
Pi tardi, disse Nancy. Lass ho tutto quel che
mi serve.
Sarebbe?
Roba che ho preso dal mobile bar. Nancy lo
guard, a testa appena abbassata, ma gli occhi sollevati.
Ryan le restitu lo sguardo. Aveva preso quella sua
tipica aria un po' da deficiente, alla Ann-Margret, ma
poteva pure andare.
La birra  in frigo, disse lei. Non si mosse.
Non ho mica voglia di niente.
Io s, disse Nancy.
Non sapevo che ti piacesse la birra.
A volte. Me ne prendi una? Lo guard che andava
in cucina e, con la coda dell'occhio, lo vide allungare
una mano per accendere la luce. Poi ud aprirsi
la porta del frigorifero e richiudersi dopo un istante.
Non ce n', birra, disse lui dalla cucina.
Nancy fiss la porta scorrevole, a vetri, il buio fuori,
il debole riflesso della stanza. Riusciva a vedersi, seduta
in poltrona. Guarda nella credenza accanto al
frigo. Gi in basso.
Che sei, inglese, che ti piace la birra tiepida?
Mettine un paio di bottiglie nel freezer. Ci vuole
solo qualche minuto.
Non  meglio prendere qualcos'altro?
Non voglio qualcos'altro, voglio una birra.
Ryan si affacci alla porta. Ci credo.
Nancy attese. Lo ud aprire la credenza. Qualche
piccolo rumore. Poi silenzio. Si mise a contare. Mille.
Mille e uno. Mille e due. Mille e tre. Mille e quattro...
Non ce n' mica, di birra, disse Ryan.
Lei volt la testa e guard Ryan da dietro l'angolo
dello schienale.
C' solo un mucchio di vecchi portafogli, ma niente
birra.
Nancy gir su se stessa, appoggiandosi al bracciolo.
Li hai riconosciuti?
Lui la fiss. Pensoso, metodico. Infine si decise a
entrare in soggiorno. Accost il poggiapiedi della poltrona
di Nancy e si mise a sedere.
Non ho mai trattato male una ragazza, disse. -
Mai alzato la voce, o messo le mani addosso.
C' della birra, gi dabbasso, disse Nancy.
Mi sa che prendo un'altra cosa.
Fa' pure. Dietro il mobile bar. La birra  nel frigo,
proprio in fondo.
Lo chiami sempre cos?
Cosa.
Il frigo.
Lei aggrott appena la fronte. Non sempre.
 una parola stupida, disse Ryan. Si alz e imbocc
la scala a chiocciola che dava nel salottino da relax.
A un'estremit del bancone del bar c'era una lampada
che diffondeva sul legno ben trattato una morbida
luce rosa. Scov una bottiglia di bourbon e se ne
vers una dose in un bicchiere da Old Fashioned. Dal
frigorifero prese il ghiaccio e la birra, mise due cubetti
nel bicchiere e apr la birra. Sul bancone c'era un
piattino con delle sigarette col filtro. Ne accese una,
tir una lenta boccata e bevve un sorso di bourbon.
Nancy non si era mossa. Attese che Ryan sistemasse
la birra, un bicchiere e la bottiglia di bourbon sul tavolino
accanto alla poltrona, e si mettesse a sedere sul
poggiapiedi.
Va bene, disse lui. Dimmi a che gioco giochiamo.
La guard, paziente.
In certi momenti, disse Nancy, prendi tutto
un altro tono. Devi essere un tipo umorale.
Dimmi a che gioco giochiamo.
Essere umorale va bene, se c' una ragione valida
per esserlo, ma secondo me un sacco di gente se ne approfitta.
Ryan fin il bourbon e si alz in piedi. Ti saluto.
Il nome del gioco  questo, disse Nancy. Se
non ti comporti da bravo bambino e fai quel che dico
io, vado alla polizia di stato con quei portafogli. Ha un
nome un po' lungo, questo gioco, ma  un vero spasso.
Come nome  proprio lungo, disse Ryan. Cosa
ti fa pensare che io c'entri in qualche modo?
Me l'ha detto il tuo amico. Frank Comesichiama.
 venuto qui la scorsa notte e mi ha minacciato di andare
alla polizia se non gli davo cinquecento dollari per
quei portafogli.
Cinquecento dollari?
Ci siamo messi d'accordo su ottanta.
E perch pensava che fosse roba di tuo interesse?
Immagino perch ti ha visto con la mia macchina.
E ha concluso che dovevamo avere una qualche storia,
io e te.
Be', disse Ryan, questo  quel che dice lui.
No, adesso lo dico io. E posso sempre dire che ti
ho visto uscire da quella casa. Ti ho seguito e ho raccolto
il cartone della birra quando l'hai gettato via.
Ti stai dando un gran daffare.
 perch ho bisogno di te.
Ryan scosse il capo. No. Mi sa che hai scelto il tipo
sbagliato.
E vedrai che se il tuo amico finisce in galera, disse
Nancy, dar tutta la colpa a te.
Ryan torn a sedersi. Vers dell'altro bourbon sul
ghiaccio che gi si stava sciogliendo. Bevve, davanti
agli occhi l'immagine di Frank Pizarro in una sedia bella
rigida e l'agente dell'ufficio dello sceriffo,
J. R. Coleman, in piedi a interrogarlo.
Mi sa che hai qualcosa in mano, disse infine.
Bene.
Gi. Capisco.
Nancy sorrise. Molto bene. Ero quasi certa che da
principio ti saresti incazzato, ma ti stai comportando
proprio da bravo ometto.
Mettiamo le cose in chiaro, disse Ryan. Se io
mi chiamo fuori dal tuo piano, tu vai dritta alla polizia
e la metti alle calcagna di Frank Pizarro.
Esatto.
Di Bob junior che ci ha visto, non te ne frega un
bel nulla.
Proprio nulla.,
Ci devo pensare, disse Ryan. Alz il bicchiere.
C' dell'altro ghiaccio?
Serviti pure.
Non  che vuoi un'altra birra.
Mi fa schifo, la birra.
Ryan and in cucina a prendere il ghiaccio e torn
con il cartone della birra. Nancy lo guard che lo piazzava
sul poggiapiedi.
Ci ho gi pensato, disse Ryan. La risposta 
no.
Nancy attese un istante. Okay.
E quindi questo la prendo io.
Fa' pure. A me non serve.
Lui sedette sul bordo del poggiapiedi, di faccia a
Nancy, le ginocchia a sfiorare le gambe della ragazza,
piegate sotto il sedere. Guarda, le disse, vedi di
non fare stupidaggini, va bene? Quando la gente comincia
a fare la spia, succede un gran casino. La polizia
comincia a farti domande e la faccenda va a finire
sul giornale e ti piaccia o no tutti quanti sapranno gli
affari tuoi. Non mi sembra una grande idea, non credi?
Voglio dire, le cose qui ti vanno pi che bene. Perch
vuoi mandare tutto a gambe all'aria?
Pensavo solo che il tuo lavoretto di domenica sar
gi nel giornale di domani. E figurati quanto ne parleranno,
a Geneva.
Per un paio di giorni, forse.
E tutti chiuderanno la porta a chiave.
Questa  un'altra cosa ancora, disse Ryan. Bob
junior legger la notizia di un grosso furto e gli verr
in mente ogni cosa. Insomma, abbiamo scelto il momento
sbagliato.
Perch non ti rilassi? disse Nancy. Gli prese la
sigaretta e tir una boccata, per poi adagiarsi di nuovo
contro lo schienale. Sfoder il suo bel sorriso, e impost
uno sguardo dolce, intenso.
Era solo un gioco, disse poi. Davvero pensavi
che sarei andata alla polizia?
Se ti sembrava una cosa divertente.
Jackie. Con tono ferito, dispiaciuto.
E se pensavi di riuscire a starne fuori, disse
Ryan. Ma non ce la puoi fare, a restarne fuori. Finisci
con la foto sul giornale, la storia della tua vita, ed
ecco che di colpo tutti quanti vengono a sapere i fatti
tuoi. E finisce che Ray  nell'occhio del ciclone, e ti
butta via come una patata bollente.
Nancy si addoss al bracciolo, facendogli spazio sulla
poltrona e battendo con la mano sul cuscino. Vieni
qui, disse, e gli rifil il suo sguardo imbronciato
ma allo stesso tempo comprensivo. Dai, facciamo pace.
Non devo accelerare troppo i tempi, pens Ryan.
Era un rischio, proprio come tentare di accarezzare un
animale e rischiare di lasciarci una mano per mancanza
di tatto. Tutti i portafogli stavano nel cartone della
birra, tutti quanti col nome del proprietario all'interno,
della persona derubata, e appena un istante prima
lei si era detta pronta a metterlo nei guai, senza scrupoli.
Adesso invece faceva la ragazzina e cercava di infinocchiarlo
alla vecchia maniera, sicura di poterci riuscire
alla grande. E anche se si vedeva lontano un miglio
che fingeva, l'effetto era di gran lunga il migliore
che lui avesse mai visto.
Quel che fece, insinuandosi accanto a lei, fu di appoggiare
le mani alla spalliera della poltrona e avvicinarsi
con la bocca alla sua; mani che lo sostenevano,
prima di spostarsi sulle spalle di Nancy, mani quelle
di lei che passavano attorno al collo di Ryan, a giocherellare
con i capelli; e lei che infine gli si stringeva
contro. Le loro bocche si separarono per un istante, il
tempo necessario perch Nancy dicesse: Andiamo di
sopra.
Si incammin verso casa con il cartone della birra,
lungo la spiaggia, lungo la battigia fredda e sabbiosa,
con addosso la brezza della notte e il dolore nella mascella
e nelle spalle. Si vide avanzare sulla spiaggia, nel
buio, poi si vide accanto al letto, ad abbottonarsi la camicia
e infilarsela nei calzoni, Nancy una forma morbida
e scura contro le lenzuola bianche, che giaceva sulla
schiena, immobile, una mano sullo stomaco e le gambe
appena divaricate, gli occhi che lo guardavano con
aria tranquilla e inespressiva. Gli era gi successo, di
vestirsi davanti a ragazze ancora a letto. Gli era gi successo
di dire cose che le facevano ridere, ridacchiare o
sorridere; cose che l'avevano spinto a saltare di nuovo
addosso, a quelle ragazze, a mettersi a fare la lotta con
loro e cadere gi dal letto con loro e dar loro una pacca
sul sedere e salutarle con un Ci vediamo, e certe
gli era capitato di rivederle, certe altre no. Gli piacevano,
le ragazze. Non aveva mai dovuto costringerne
una a venire a letto con lui, se vedeva che non ne aveva
voglia. N aveva mai detto un Andiamo, se  vero
che mi vuoi bene. Si era divertito, con le ragazze, e
le ragazze si erano divertite con lui. E anche con Nancy
gli era parso di essersi divertito. Adesso, per, non ne
era pi tanto sicuro. Si era divertito perch c'era stato
assieme, oppure si era divertito perch era stata tutta
una gigantesca finzione, ed era forse quello il lato divertente
di tutta la faccenda?
Ogni ragazza con cui aveva avuto a che fare era una
persona reale, in carne e ossa, e si ritrov a chiedersi
se avesse mai pensato a Nancy come a un essere umano.
Non riusciva a raffigurarsela, da sola. Non riusciva
ad immaginarsela che sbadigliava senza darlo a vedere.
La ragazzina sul sedile posteriore della station-wagon,
la ragazzina da dieci dollari con i due tipi e un
dollaro per la birra, ecco, neanche lei riusciva a immaginarsela
come una persona reale. Ma non aveva senso,
lo starsene a pensare a tutto questo, e in breve torn
a focalizzarsi su se stesso, sulla sabbia e l'oscurit e la
risacca. Mise gi il cartone della birra e con le mani a
coppa tent di accendersi una sigaretta. E si vide le mani,
alla luce del fiammifero. Si vide rimettersi in cammino:
Jack Ryan, gran scopatore, che aveva aggiunto
l'ennesima tacca alla pistola e poteva adesso concedersi
la sua brava fumatina.
E Leon Woody che dice:
No, Leon non dice proprio un bel niente.  Jack
Ryan, a dirlo. Dice che il vero scopatore pensa solo di
aver colpito e affondato il suo bersaglio, come ogni
buon scopatore che si rispetti. Ma la verit  che  stato
lui, il bersaglio di tutta questa faccenda. Preso
all'amo, colpito e affondato.
Qualunque mossa decidesse di fare, ormai, doveva
prima sistemare la questione del cartone di birra, una
volta per tutte. Si stava avvicinando al Bay Vista, e gli
venne in mente il terreno abbandonato accanto alla casa
del signor Majestyk.
Ryan era proprio come si era immaginata Nancy.
Molto terra terra, ma padrone di se stesso, e pure assai
meticoloso. Sembrava esserci nato, per quello. Un
bel fisico struttura ossea, muscolatura, movimenti
studiati che aveva di sicuro tenuto in conto, appena
aveva scoperto che il mondo era pieno di ragazze. E, a
cose fatte, non aveva resistito a mettersi in posa, a
prendersela comoda nel rivestirsi, e anche questa cosa
lei se l'era gi immaginata.
Jackie era un tipo a posto. Sarebbe stato uno spasso,
arraffare la grana e dargli appuntamento a Detroit
e passarci una settimana assieme, in Florida o alla
Grand Bahama e poi, prima di darci un taglio, portarlo a casa a fargli conoscere sua madre.
Sdraiata sul letto, una mano sullo stomaco e l'altra
a giocherellare con una ciocca di capelli, Nancy si ud
dire: Mamma, ti presento Jack Ryan. E vide sua madre,
all'ombra di una palma; portasigarette, accendino,
vodka e acqua tonica sul piano di vetro del tavolino.
Vide sua madre posarsi in grembo il grosso romanzo,
togliersi gli occhiali da lettura e tenerli, cos interrotta,
appena sotto il mento, gli occhi fissi su Ryan e la
bocca ad atteggiarsi in una parvenza di sorriso. La testa,
poi, leggermente piegata, all'erta, quasi a voler annuire,
un leggero sorriso e un lieve cenno del capo, con
uno sguardo che per non rivelava alcunch: riservata,
lo sbirciava attraverso due pietruzze marroni, lo scrutava
e gi sentiva che c'era qualcosa di storto.
Jack viene da Detroit, Mamma.
Occhio agli occhi, quelle pietruzze marroni. Occhio
a Jack Ryan. Lui allontana lo sguardo da Mamma.
Mamma  mica male, per i quarantaquattro anni che
ha, un tipino chic e tutta in tiro, perle e abiti bianchi
per mettere in risalto l'abbronzatura. Ma Ryan non 
che si fida tanto. Lei non ha ancora aperto bocca, ma
gli mette comunque pensiero. Mammina lo fa sbarellare,
imperturbabile com'. Lui si infila una mano in
tasca, per mostrare di essere a suo agio, e d un'occhiata
alla piscina, piccola, di forma irregolare, e poi
alla casa, bianca e decorata a stucco, e cerca di farsi venire
in mente qualcosa da dire. Una bella scenetta, pens
Nancy. Un vero spasso, portarlo fin laggi e vedere
che succede. Un vero spasso, guardare Mamma che
guarda Ryan, nel terrore che lui possa toccare qualcosa
o venirle incontro, che lo guarda tranquilla ma incapace
di muoversi, nella speranza che lui se ne vada
alla svelta.
Mamma, ti presento Jack Ryan. Specializzato in
furti con scasso. Anche a randellare la gente non se la
cava male. Ne ha quasi ammazzato uno. Questo, forse,
l'avrebbe scrollata un po'.
Forse. Anche se nemmeno la faccenda di quei due
tipi a Lauderdale l'aveva schiodata pi di tanto i due
che aveva conosciuto al Bahia Mar e si era portata a casa
visto che Mamma era fuori e che ci sarebbe stata soltanto
Loretta, la donna di servizio.
Aveva quindici anni, all'epoca. Ancora se li ricordava,
quei due tipi, con le mani sui fianchi, in calzoncini
e magliette da football, aderenti, con tanto di numero,
23 e 30 qualcosa. Erano alti pi di un metro e
ottanta, capaci di ingollare una lattina di birra in venti
secondi scarsi, alti e un po' scomposti e con le mani
sui fianchi, tipica posa da timeout, ma pur sempre due
ragazzini. Non li metteva certo nella stessa categoria
di un Jack Ryan. E non era questione di dimensioni.
Tutti quelli sotto i 21 anni o non ancora sposati (un
nuovo requisito), o mai finiti dentro per aggressione,
per lei erano ancora minorenni.
Si erano piazzati accanto alla piscina con tre confezioni
di birra da sei e una radiolina a transistor e i due
ragazzi battevano il tempo sul bracciolo delle poltroncine,
quando non avevano una birra in mano. Loretta,
nera di pelle ma bianca di uniforme, compariva ogni
tanto sulla porta che dava nel solarium, a fronte aggrottata,
nel tentativo di catturare l'attenzione di
Nancy. La domestica ti vuole, le aveva detto uno
dei due. Ma Nancy aveva fatto finta di non vederla,
Loretta, e ai due ragazzi era venuta l'idea.
Questo fatto di essere spiati, mica mi piace tanto,
aveva detto lei. Da soli, ce la spasseremmo molto
di pi. Vero, aveva detto uno dei ragazzi. A far
cosa? aveva chiesto l'altro. Tipo nuotare, aveva
detto Nancy. Ma non ce l'abbiamo, il costume. E
allora? aveva detto lei.
Li aveva guardati farsi un'altra birra, mentre pensavano
al sistema di togliersi Loretta dai piedi, anche
se Nancy sapeva fin dall'inizio come fare. Non la potevano
certo chiudere a chiave nella sua stanza; Loretta
aveva la chiave.
E cos avevano preso il materasso e la rete del letto
di Nancy, trascinandoli senza far rumore fino alla porta
aperta della camera di Loretta. Lei non se n'era accorta.
Quando aveva alzato gli occhi, e loro avevano
udito la sua voce ormai attutita, nel vano della porta
c'era un materasso a strisce. I due ragazzi si erano messi
a ridere, e Nancy con loro, appoggiandosi alla rete
del letto e ammassando sedie a mo' di cuneo tra il materasso
e la parete opposta del corridoio. Poi erano
scappati fuori, si erano tolti i vestiti per poi gettarsi in
acqua. I ragazzi. Nancy, invece, era andata in camera
sua e si era messa un costume a due pezzi, una sorta di
bikini. Poi aveva spento tutte le luci di casa, e anche
quelle della piscina, mentre i ragazzi strillavano: Ehi,
ma che succede! Ma quando era uscita e loro l'avevano
vista, non avevano potuto trattenere un gran sorriso:
uno dei due si era fatto scappare un fischio, e l'altro
aveva detto: E vai! Giovani, bagnati atleti dalle
mutande fradicie.
Avevano giocato a chiapparello, pi dentro che fuori,
sempre a tuffarsi e toccarsi sott'acqua, a spararsi un
po' di birra ogni cinque minuti. Alla fine, Nancy si era
gettata su una sdraio a riprendere fiato, il seno che le
andava in su e gi e la pancia, gi piatta di suo, che le
rientrava ancor pi in dentro a ogni respiro. Quei due
erano rimasti a fissarla fin quando non si era alzata e
stiracchiata e gli aveva ancora mostrato un bel po' di
ventre piatto, per poi annunciare che adesso andava a
cambiarsi.
Ma gi che c'erano, non  che a uno di loro gli seccava
sganciarle il reggiseno? Le restava cos difficile,
arrivarci.
Si erano lanciati come un sol uomo, e mentre lottavano
per garantirsi l'esclusiva, Nancy aveva allungato
una mano dietro la schiena e se l'era sganciato da sola.
Nell'avviarsi alla porta del solarium, sapeva benissimo
che la stavano guardando. Entr, si chiuse la porta a vetri
alle spalle e gir il fermo. Poi si tolse il reggiseno. Rest
con la schiena rivolta alla porta fin quando non fu
certa che quei due si erano avvicinati alla porta, e uno
di loro stava cercando di girare la maniglia. Poi si volt.
Ehi, andiamo. Apri la porta, disse uno dei due.
Nancy li guard, uno per volta, quegli alti e snelli
atleti che cercavano di mostrarsi disinvolti, pur con le
mutande bagnate. Si infil i pollici nella vita bassa delle
mutandine del bikini e sorrise.
Andiamo, apri.
Cosa mi date in cambio? chiese Nancy.
Gi lo sai. Tutti e due risero.
Andiamo, ripet quello di prima.
Io me ne vado a letto, disse Nancy.
Apri la porta, che veniamo anche noi.
Cosa mi date in cambio?
Adesso la stavano guardando, entrambi, seri e silenziosi.
Cos' che vorresti? disse infine uno dei
due.
Cinquanta dollari, Charlie. A testa.
Ancora aveva in mente la loro espressione scema.
E quella di sua madre, qualche giorno dopo, il suo
sguardo-non-sguardo.
 vera questa cosa, Nancy?
Sua madre aveva scoperto la faccenda dei due ragazzi
perch uno dei due aveva un ottimo rapporto col
padre, una sorta di fratello maggiore, e gli aveva raccontato
tutto. Il padre-fratello maggiore l'aveva detto
alla moglie, che l'aveva detto a un'amica, che l'aveva
detto alla madre di Nancy, con l'amica che aveva detto
che non credeva a una sola parola di tutta questa storia,
ma che comunque la madre di Nancy non avrebbe
fatto male a dare una controllatina. E poi la scena (madre):
sua madre seduta in soggiorno e Loretta qualche
passo indietro.
 vera questa cosa, Nancy?
Le pietruzze marroni negli occhi di sua madre le si
erano inchiodate addosso. S,  vera, aveva risposto
lei, osservando con attenzione quegli occhi gravi,
solenni.
Occhi che non parvero mutare espressione. Ti
rendi conto di cosa stai dicendo? le chiese sua madre.
E noi dovremmo credere che ti sei concessa a
quei ragazzi?
Uh-huh.
Non dire uh-huh, cara. O s o no.
S.
D'accordo. Adesso dimmi il perch.
Non lo so.
Se questa ti sembra una cosa simpatica, hai mica
pensato alle conseguenze?
Nancy aveva esitato, incuriosita. Quali conseguenze?
Che la gente, aveva detto con calma sua madre,
possa venirlo a sapere.
Nancy aveva iniziato a sorridere. Non riusciva a trattenersi.
Mamma, sei davvero un tesoro.
Non ci trovo nulla di divertente, aveva detto sua
madre. Voglio sapere cos' successo.
Nancy guard Loretta, che guard a sua volta la madre
di Nancy. Quel che hai sentito  quasi sicuramente
vero.
Dice Loretta che se ne sono andati prima di mezzanotte.
Perch, quanto pensi che ci voglia? disse Nancy.
L'espressione solenne di sua madre non perse terreno.
Voglio che tu ammetta che per te questa cosa non
era altro che un gioco, e assai poco divertente.
Mamma, guarda che  vero. Sono stata io a farmi
avanti.
D'accordo, disse sua madre, alzandosi e lisciandosi
il vestito sui fianchi. Mi sembra che stiamo solo perdendo tempo.
Davvero. Proprio cos.
Tocca a te decidere, disse sua madre. Ma fin
quando non dici la verit e cominci a fare discorsi sensati,
tu fuori da questa casa non metti pi il naso. Sua
madre si volt e fece per uscire dalla stanza.
Posso dirti tutto quel che abbiamo fatto, le lanci
alle spalle Nancy. Ti interessa sentirlo oppure no?
Non le interessava.
Qualche giorno dopo, Nancy disse a sua madre che
solo una parte della storia era vera, quella del materasso
davanti alla porta di Loretta. Allora sono stati quei ragazzi,
disse sua madre, a inventarsi tutto il resto, come
una sorta di scherzo malvagio. Esatto, disse Nancy,
e le fu di nuovo permesso di uscire di casa a giocare.
Era andato tutto bene, ma si era trattato di un'autentica
quisquilia. All'epoca era una ragazzina, mentre
adesso era grande e doveva pensare come tale. Tutto
era relativo. E diventava relativo, via via che cambiava
il modo di accostarsi alle cose, e si passava a sempre
maggiori opportunit.
Giocare con i due ragazzotti era stato uno spasso.
Inventarsi tutta quella storia coi padri che la riaccompagnavano
a casa era stato uno spasso.
Mandare su di giri Bob junior era stato uno spasso.
Cazzeggiare con Jack Ryan e pensare a come fregare
i cinquantamila di Ray era stato uno spasso. Ma anche
questo sapeva di poco, a paragone di ci che aveva
in mente ora.
Se riusciva a metterlo in piedi. Se riusciva a far coincidere
i tempi, sai che botto sarebbe venuto fuori. Il
pi grosso di tutti.
...
.
...
CAPITOLO 14.
...
.
...
Ryan fin di ripulire la piscina, coi bambini Fisher
che lo guardavano e gli chiedevano se potevano saltare
in acqua a cercare di toccare l'estremit della pertica,
e lui che gli rispondeva che andava un po' di corsa
e non aveva tempo di stare a giocare con loro. Oltretutto,
non ne aveva voglia. And a prendere il rastrello e la scatola di cartone senza incocciare nel signor
Majestyk, e li port sulla spiaggia. Ancora non si era
visto nessuno: un ottimo posto per pensare.
Primo punto: c'era da preoccuparsi di qualcosa, oppure no?
C'era sempre, da preoccuparsi di qualcosa, quando gli altri si mettevano in mezzo.
Anche prima che Nancy gli si parasse davanti con il
cartone della birra, c'era qualcosa di cui preoccuparsi.
E comunque era riuscito a disfarsene. Giusto quella
mattina. Sepolto a un metro e mezzo di profondit, nel
famoso terreno abbandonato. Ma di Nancy no, non era
ancora riuscito a liberarsi. E neppure di Billy Ruiz, o
Frank Pizarro. Gli stavano ancora tutti addosso, e c'era
il rischio che gli cadessero dritti in testa. Forse l'unica
soluzione era levarsi di sotto appena in tempo. Sparire.
Poteva ancora intrufolarsi nel capanno di Ray. C'era
ancora tempo e modo per sistemare la cosa.
Era davvero strano. Si vedeva, introdursi l dentro,
quello s, ma non gli suonava giusta. Si vedeva anche
in compagnia di Nancy, in giro qua e l, una grande
coppia di ladri, ma anche questa mica gli suonava giusta.
Gli pareva d'essere scemo, a fare questa cosa solo
perch lo voleva lei. Un gioco, mica una cosa vera. E il
bello  che lei parlava della vita vera. Figuriamoci cosa
c'entrava questa storia con la vita vera. Non era certo
come andarsene in giro con Leon Woody. Quella si
che era stata vita vera. Ma adesso sembrava appartenere
a un passato lontano, un qualcosa destinato a non
ripetersi mai pi. Come quando si era lasciato penzolare
dal tetto. L'aveva fatto, ed era una cosa che ancora
poteva considerare con soddisfazione, ma sapeva benissimo
che non l'avrebbe ripetuto mai pi.
Nella scarpa destra gli era entrata della sabbia. Se
l'era appena sfilata, e ne stava facendo uscire la sabbia,
quando vide il signor Majestyk che attraversava la
spiaggia. Non lo vedeva da mercoled sera, dalla volta
che gli avevano sbirciato nella finestra. Ma andasse pure
al diavolo, si disse Ryan, e gli piant gli occhi addosso.
Lo sguardo del signor Majestyk pass oltre Ryan e
si aggir per tutta la spiaggia, appena velato dalla luce
del sole. Che stai facendo? disse.
Che sto facendo? Sto rastrellando la spiaggia.
Il signor Majestyk si era messo a guardare Ryan,
adesso, la fronte aggrottata. Che ti  successo?
Nulla.
Non mi pare.
Io e un tale abbiamo avuto da ridire.
Figliolo, ogni volta che hai una discussione inizi a menare le mani, non  vero?
Non sono stato io a cominciare.
Ascolta, c' da passare un po' di vernice alla numero
cinque. L'avevo gi fatto quasi tutto io, in primavera,
ma  rimasta fuori la cucina.
E la spiaggia? Ryan lanci un'occhiata nella direzione
di una possibile comparsa di Nancy.
Lasciala stare, disse il signor Majestyk.
Tra un po' comincia ad arrivare gente.
Va bene cos. Mica  messa male.
Non ne sono tanto sicuro, disse Ryan. Laggi
c' un po' di sporcizia, anche sui gradini.
Va bene, quella toglila pure. Poi vieni a prendere
la vernice. C' solo la cucina, da sistemare, una parete
che  una vera schifezza. Numero cinque.
Ryan lo guard, e si rese conto che il signor Majestyk
l'aveva gi detto prima. Cinque? La tipa che sta
tutta sola?
Gi. Se n' andata giusto ieri, e quindi siamo appena
in tempo prima che arrivino i nuovi clienti, domani.
Numero cinque?
Ho detto cinque, o no?
A che ora  partita?
Nel pomeriggio.
E come mai? Che ha detto?
Che ne so, come mai. Ha detto che se ne andava,
e se n' andata. Mica le ho chiesto il perch. Spero che
sia stata bene e che voglia tornare, le ho detto. Tutto
qui. Insomma, vedi un po' di raccattare quel sudicio e
poi vieni a prendere la vernice. Fece per andarsene,
poi torn a girarsi verso Ryan. Perch stavi facendo
tutto quel casino, stamattina?
Che casino?
Col bulldozer, Cristo santo, alle sette e mezza di
mattina.
Cercavo di finire alla svelta. Pensavo che sarebbe
stata una giornata piena, oggi.
Cristo, alle sette e mezza. Stavo quasi per venire
fuori. Poi hai smesso.
Be', ormai  fatta, disse Ryan.
Lasci passare un'altra mezz'ora buona, a rastrellare
la spiaggia, fin quando il signor Majestyk non riapparve
e gli berci di darci un taglio, che era ora di pranzo.
Nello scrutare in lontananza non vide ancora traccia
di lei. Smetti di preoccuparti, pens. Se proprio lo
voleva, le sarebbe toccato venirlo a cercare.
Insalata di tonno e cipolle, per pranzo, con pomodori
e peperoni e un po' di mais dolce e quel pane fatto
in casa, e un paio di birre a testa. Si misero a discutere
se la birra era meglio in bottiglia o in lattina, e poi
se era meglio in bottiglia o alla spina, e alla fine si trovarono
d'accordo sul fatto che non faceva un beato cazzo
di differenza. Bastava fosse fredda.
Il signor Majestyk disse. Ehi, c' la partita stasera.
Detroit, a Boston. McLain contro McDermott.
Mi sa che comincia alle otto, massimo otto e mezza.
Adesso vedo, disse Ryan.
Un lavoro da imbianchino non l'avrebbe preso neanche
morto, anche se una volta ogni tanto ci poteva pure
stare. Era una cosa un po' diversa, in fin dei conti,
e l dentro si stava tranquilli.
Fin uno sportello della credenza e scese dalla sedia.
Ancora aveva davanti agli occhi il volto di quella tipa.
Si accese una sigaretta e and in camera da letto. Se la
ficc in bocca, tolse il fermo alla finestra e cerc di sollevare
il telaio. Si fece pi sotto, e prov a spingere con
i palmi delle mani. Batt qualche colpo sul telaio e tent
di nuovo. Niente da fare. C'era della vernice secca, a
bloccare la finestra contro il davanzale. Probabile che
non fosse stata pi aperta dalla scorsa primavera.
E ancora vedeva il volto della ragazza, a breve distanza,
gli occhi sbarrati e fissi nei suoi. Al grande
amante che gli pareva d'essere, quello era stato uno
sguardo di selvaggia passione. Adesso, in quella stanza
vuota, si rendeva conto che non era altro che panico,
puro e semplice. Quella povera figliola non voleva altro
che farsi aprire la finestra, e lui l'aveva mezza violentata.
Se almeno se la fosse trovata ancora davanti, anche
solo per un minuto. Ascolta, le avrebbe detto, mi
spiace che non ci siamo capiti. Avevo pensato, vedi...
No, questo meglio di no; qualcosa di simile, magari.
E qualcosa le avrebbe pur dovuto dire.
Macch. Non l'avrebbe rivista mai pi.
Per, ogni tanto, continuava a tornarle in mente, via
via che procedeva di pennello, e ogni volta che se la vedeva
davanti mollava una pennellata pi robusta.
Avrebbe dovuto restare un giorno in pi. E lui
avrebbe potuto comportarsi meglio. Un po' d'educazione.
Avrebbe potuto invitarla fuori, offrirle un Tom
Collins, una cosa che di sicuro non le era mai capitata.
Anche l'altro giorno avrebbe potuto trattarlo un po'
meglio, Billy Ruiz.
Si mise a pensare a Billy Ruiz e a tutti gli altri, a chiedersi
come avrebbero fatto a rientrare a casa, se non
potevano pagare a Camacho il viaggio di ritorno.
Ammesso che fosse vera, la storia dell'autobus, che
davvero Camacho da loro voleva cinquecento dollari.
E Pizarro che ne voleva altrettanti per quei portafogli.
Ma che razza di storia era? Tutto quanto costava
cinquecento dollari? La prima cosa da fare, caso mai,
era andare a scambiare due paroline con Frank a proposito
dei portafogli e scoprire la verit sull'autobus.
Arriv il signor Majestyk a guardare come erano venute
le pareti, con quel colore verde chiaro.
Anche dentro la credenza, disse.
Dentro? E chi ci guarda, dentro?
Ne hai ancora, vernice?
Credo di si.
Ti vogliono al telefono, disse il signor Majestyk.
Ah si? E chi ?
Secondo te?
Segu il signor Majestyk fino a casa sua, pulendosi
le mani con uno straccio imbevuto di diluente. Nel soggiorno,
s'infil lo straccio nella tasca dei calzoni e sollev
la cornetta con la punta delle dita. Il signor Majestyk
se ne and alla scrivania ad aprire e chiudere cassetti,
per poi mettersi a rovistare tra un mucchietto di
corrispondenza varia, stampe per lo pi.
Pronto?
Ciao. Ho dormito fino a tardi, stamattina, disse
Nancy. Dopo la nostra sfacchinata.
Me lo chiedevo proprio, disse Ryan. Non ti
avevo visto.
Pensi di fare un salto qui, stasera?
Potrei, in effetti.
Nove e mezza, disse Nancy.
Cos tardi?
Ho una sorpresa per te.
No, non  cosa, disse Ryan. Basta con le sorprese.
Davvero. Per devi arrivare puntuale.
D'accordo, allora.
Dunque vieni?
S, va bene.
C' qualcuno, con te?
Uh-huh.
Quello che ha risposto?
Esatto.
Si dev'essere incazzato, a doverti venire a cercare.
Gli ho detto che era una cosa urgente.
Uh-huh.
Penser che devo avercela in fiamme.
Allora d'accordo, ci vediamo pi tardi.
Nove e mezza, disse Nancy. Sali di sopra, lascer
la porta aperta. Va bene?
Va bene, disse Ryan.
Nancy tolse la comunicazione.
Appena Ryan riabbass la cornetta il signor Majestyk
si alz dalla scrivania. Gi che sei qui, disse,
puoi pure prendere dell'altra vernice.
Ne ho a sufficienza.
Non si sa mai.
Ne ho fin troppa.
Ascolta, disse il signor Majestyk. Quella tipa
al telefono...
S?
Il signor Majestyk sorrise, un po' imbarazzato, mostrando
denti bianchi e perfetti. Poi fece spallucce.
Non vedo perch dovrei dirti qualcosa, o sbaglio? Sei
grande abbastanza.
Stavo proprio per dirglielo io, fece Ryan. Si avvi
all'uscita, ma si ferm sulla porta e torn a guardare
il signor Majestyk. Come si chiamava la tipa alla
numero cinque?
A lavoro ultimato chiese al signor Majestyk se poteva
prendere in prestito la sua macchina per andare a
comprarsi qualcosa da mangiare. Il signor Majestyk disse
che poteva cenare con lui, affettati misti e insalata
di patate. Ryan lo ringrazi, ma doveva procurarsi anche
qualche oggetto personale, e quindi tanto valeva
che mangiasse un boccone gi in paese.
Non si ferm a Geneva Beach. And dritto alle baracche
degli stagionali e si ferm proprio accanto alla
rimessa. Dentro, c'era il solo Billy Ruiz, che si illumin
in viso alla vista di Ryan.
Ryan si guard attorno. Perch non l'hai lasciato
dove ti avevo detto io, il cartone della birra, l dietro
il supermercato? -
L'espressione stupefatta che prese Billy Ruiz parve
non volerne sapere di sparirgli dalla faccia. Dove sta?
disse Ryan.
Mi ha detto Frank che l'aveva gettato via quella
sera stessa. Col buio era meglio, secondo lui.
E lui dov'?
Te l'ho detto, l'hanno buttato fuori.
Ho sentito dire che doveva riportare indietro l'autobus
per conto di Camacho.
Billy Ruiz aggrott la fronte. E perch? Ha il suo,
di furgoncino.
Ho anche sentito che quel furgoncino era rotto.
 sempre rotto, ma lo fa viaggiare lo stesso. Secondo
te lo lascerebbe qui?
E allora chi  che lo guida, l'autobus?
Non lo so. Adesso c' un caposquadra nuovo, trover
qualcuno lui.
Allora siete a posto, disse Ryan.
Sicuro, domani  giorno di paga, e poi ce ne torniamo
a casa. Magari l'anno prossimo ci rivediamo, se
ricapiti da queste parti.
Magari, disse Ryan. Va' a saperlo.
Sulla via del ritorno decise che mangiare qualcosa
non era una cattiva idea. Si ferm da Estells, e poi
and al Pier Bar a farsi un paio di birre e a guardare il
sole che tramontava. Era proprio un bel posticino.
...
.
...
CAPITOLO 15.
...
.
...
Qualche minuto prima delle nove, Nancy si spogli
e si infil un pigiama dai calzoncini corti. Lasci una
lampada accesa in camera da letto, poi scese dabbasso
e spense tutte le luci, inclusa quella della cucina, e si
assicur che la porta sul retro fosse chiusa a chiave. La
porta del salottino da relax, al piano interrato, era anch'essa
chiusa a chiave. L'unica porta non sbarrata, in
tutta la casa, era quella a vetri che dal solarium dava
accesso al soggiorno. Nancy la fece scorrere, in silenzio,
e torn ad accostarla.
E adesso la grossa poltrona, quella col panchetto
poggiapiedi. La spinse un po' in avanti, di modo che si
trovasse pi in linea con la porta, pi vicina ma sempre
in penombra; poi si dedic al poggiapiedi. Era grosso
e quadrato e pesante, senza rotelle; poteva sedersi
in poltrona e puntare i piedi sul bordo interno di
quell'aggeggio, cos massiccio che non si sarebbe spostato
neanche di un millimetro.
Fu allora che si sedette, e mise la mano sul tavolino
di fianco alla poltrona. La tolse subito, per poi appoggiarla
di nuovo e spostare la lampada di qualche centimetro.
Lui poteva arrivare da un momento all'altro. Gli
aveva detto alle nove e mezza. Ma ci stava che avesse
un po' di ritardo, se magari era andato al The Pier e
non riusciva a trovare un passaggio per tornare e finiva
per doversela fare a piedi. Ma non era mica detto;
poteva anche arrivare in anticipo, se era curioso. Che
non si facesse vedere, era un dubbio che non la sfiorava
nemmeno. Era da marted sera che Ryan andava l,
e dopo l'ultima volta Nancy lo considerava ormai preso
all'amo. Poteva mettersi in posa quanto gli pareva,
e proclamare la sua indipendenza, ma in fin dei conti
era proprio come tutti gli altri, e lei non riusciva a immaginarselo
che rinunciava a un'occasione del genere.
Inizi a pensare al giorno dopo, cercando di immaginarsi
la faccia di Ray nell'apprendere la notizia. Gi
si vedeva davanti agli occhi la sua espressione, al suo
ingresso in casa, lo sguardo torvo. Sarebbe stata dura
non scoppiargli a ridere sul viso, figuriamoci trattenere
il sorriso.
Ma quel che doveva fare adesso era restare all'erta
e tenere gli occhi bene aperti sul tratto di prato oltre
la scura sagoma della piscina. L'unica luce, all'esterno,
era quella del lampioncino arancione. Nell'avvicinarsi
alla casa, lui ci sarebbe passato proprio sotto.
Ehi, dov' che te ne stai andando? Eccolo, il signor
Majestyk, proprio sul limitare del prato di fronte
a casa sua. Alle sue spalle, oltre le betulle, il faretto illuminava
i silenziosi fenicotteri di plastica e le pietre
dipinte di bianco.
Mi era parso che eri tu, disse.
Ryan gli si avvicin. Me ne andavo un po' sulla
spiaggia.
Il signor Majestyk, una boccata dopo l'altra, si stava
accendendo un sigaro con un fiammifero da cucina,
che poi spense scuotendo la mano. La partita  gi
cominciata. Ero andato a guardarmela dai Fisher, ma
dovevano mettere i bambini a letto.
Chi  che aveva detto che gioca? Baltimora?
Boston.
Ah gi, McLain. Magari mi fermo pi tardi.
Neanche un punto, nel secondo inning, disse il
signor Majestyk. Il tuo amico  stato qui un'ora fa,
aggiunse poi, quasi senza riprendere fiato.
Chi sarebbe?
Bob junior. Il signor Majestyk tir una boccata,
gli occhi su Ryan. Dice che ti ha visto al capanno di
caccia e ha creduto che stavi sconfinando.
 cos che ha detto?
Ha detto che tu gli hai detto che lavoravi qui, e
che era venuto a controllare.
E lei gli ha detto che era vero?
Lavori qui o no? Gli ho detto che dovreste farvi
un paio di birre assieme, tu e lui, una volta o l'altra, e
piantarla con le stronzate.
Gi me la vedo, questa cosa.
Non  un cattivo figliolo. Ryan tacque. Com'
quel terreno? -chiese il signor Majestyk. Che ne pensi?
Non saprei. Sembrerebbe a posto.
Offre delle possibilit, secondo te?
Be', lui dice di aver beccato un cervo con uno '03,
proprio lass, quindi le premesse sono buone.
Il signor Majestyk strizz gli occhi per via del fumo.
Ma che stavate combinando, voi due? Facevate a botte,
Cristo santo, o parlavate del pi e del meno?
Mi sa che era una situazione un po' strana, disse
Ryan.
Mi sa anche a me. Ascolta. Io voglio vedermi la
partita. Se ti va, fatti vivo. Moll un altro paio di
boccate e rimase a guardare Ryan che s'inoltrava
nell'oscurit. Infine, senza fretta, attravers il prato di
fronte a casa.
Ryan super di una buona cinquantina di metri il
lotto abbandonato, prima di rendersi conto che ormai
ci aveva gi riflettuto sopra a sufficienza, e decidere di
fermarsi. Guard verso il lago, verso i puntini di luce
in lontananza. Guard indietro, verso la casa del signor
Majestyk, verso il giardino e i fenicotteri illuminati dal
faretto. La finestra che scorgeva su un lato, un riquadro
di luce, era la stessa in cui avevano sbirciato lui e
Nancy. Quella non era serata di western, ma di baseball,
e quel tipo se ne stava avvitato alla poltrona, birra
in mano e occhi inchiodati alla TV. Ryan aspett ancora
un paio di minuti, prima di prendere la sua decisione
definitiva.
Tagli per il terreno abbandonato e si avvicin alla
casa, sempre dallo stesso lato, con la TV accesa e la voce
del telecronista George Kell, l'aveva riconosciuto
subito, con quel lieve birignao campagnolo dell'Arkansas
e infine raggiunse la finestra e vide il teleschermo
e il signor Majestyk che lo guardava ipnotizzato, le
gambette corte allungate il pi possibile sul poggiapiedi
pieghevole.
C'era Boston, alla battuta. Il lanciatore, per Detroit,
era McLain, che si concentrava, si piegava su se stesso
e lasciava partire una palla veloce e tesa, a scendere,
che infilava il battitore senza nemmeno permettergli
di ruotare la mazza. George Kell, bello tranquillo, disse
che in tre innng quello era il quarto eliminato, per
McLain. Ragazzi, disse, quando quel ragazzino era in
palla non ce n'era per nessuno. Poi Ryan vide i Tigers,
nel quarto, andare fuori uno dopo l'altro, uno due e
tre. Con Boston di nuovo alla battuta, e McLain a fare
i suoi lanci di riscaldamento, decise che insomma,
ma che cazzo, poteva pure sedersi a guardare un paio
di inning. Mica c'era fretta.
Dalle cinque del pomeriggio, Frank Pizarro si era gi
scolato due bottiglie di rosso, e una da tre quarti di
vodka. Vodka, perch quel cazzo di emporio non ne aveva
pi, di tequila. L'avete comprata tutta voi, diceva
il commesso. Ma vaffanculo, tra un paio di giorni si
sarebbero tolti di l, e allora l'avrebbe visto, quel tipo,
come se ne andavano a gambe all'aria i suoi affari.
Voleva tenerla in serbo, la vodka, portarsi dietro una
bottiglia intera, ma quel cazzo di vino gli aveva messo
addosso una gran sonnolenza, e quindi gli era toccato
aprire la vodka per cercare di tirarsi un po' su. Adesso
si sentiva bene, e vedeva tutto chiaro, le case nell'oscurit,
le luci alle finestre, in mezzo agli alberi. Si sentiva
bene, ma ci sarebbe voluta anche una sigaretta.
La ragazza s che ce l'avrebbe avuta, una sigaretta.
Eccome. Forse ci sarebbe stato anche Ryan, e allora
avrebbe dovuto aspettare. Poco male. Prima o poi Ryan
se ne sarebbe andato, e la ragazza del signor Ritchie e
del signor Ryan sarebbe rimasta da sola. E farla diventare
la ragazza del signor Ritchie e del signor Ryan
e del signor Pizarro? Poteva mostrarle certe cose, lui,
altro che il signor Ritchie e quel cazzo di signor Ryan.
Lui, poteva aspettare, e appena era rimasta sola...
insomma, cosa avrebbe mai potuto combinare, lei? Ma
se non doveva aspettare era meglio.
Poteva uscire dall'ombra della casa e dai cespugli e
vedersela davanti, la ragazza, nella piscina, i capelli scuri
e quel bel corpicino che splendevano nell'acqua. Poteva
tirar fuori la vodka e sedersi al tavolino, questa volta,
e sollevare la bottiglia quando lei finiva il suo bagno.
No, niente vodka. Meglio reggerle l'asciugamano.
Lei che se ne arrivava con le mani sui fianchi e lo vedeva
gi pronto con l'asciugamano. E lui poteva alzarsi
e dirle: Ecco, lasciati asciugare, reggendole quel
cazzo di asciugamano neanche fosse un torero.
Cristo, pens Pizarro. Poteva gi sentirla tra le sue
braccia, quando l'avvolgeva nell'asciugamano. E
l'asciugava ben bene.
Poteva giocherellare un po', nell'asciugarla, e lei che
si metteva a ridere e gli appoggiava la testa sulla spalla
e lui che, solo allora, la infilzava. Voglio che mi di
cinquecento dollari. E lei: Perch dovrei darti cinquecento
dollari? E lui: Perch se no vado a spifferare
a qualcuno cos' che stai combinando con Jack
Ryan. E lei: A qualcuno chi? E lui: A un certo
signor Ray Ritchie.
Ma quella casa del cazzo sembrava tutta al buio,
sembrava deserta. Lui aveva lasciato il furgoncino
dall'altra parte della Shore Road e se l'era fatta a piedi
fino a The Pointe. La casa era quella, non poteva
sbagliare; ma luci, almeno da quella parte, non ce n'erano.
Allora fa' il giro, si disse.
E se c'era Ryan, seduto nei pressi della piscina, e lo
sentiva? Gi gli era andata bene, la volta prima, che
Ryan non era in zona. Ma poteva passare dal lato della
casa che dava sulla spiaggia. Sicuro, da quel lato c'era
una visuale migliore. Poteva fare il giro largo, passare
dalla strada successiva, arrivare fino alla spiaggia e tornarsene
indietro da quella parte. E anche se la ragazza
non c'era, andava bene lo stesso. Poteva aspettarla, oppure
infilarsi in casa e dare un'occhiata attorno. Sicuro,
magari il signor Ritchie aveva anche della tequila,
da qualche parte, l dentro.
Tutto a posto? chiese il signor Majestyk.
Ryan era seduto sull'orlo del divano. Raccolse la lattina
di birra che aveva tra i piedi e la agit. Non ancora.
Lo sai dov'. Il signor Majestyk si lasci andare
contro lo schienale e riprese a guardare la partita e per
un istante rimase in silenzio.
Quanto stanno?
Uno pari.
Due eliminati, uno in seconda, il terzo in battuta, -
disse il signor Majestyk. Tu che lancio faresti?
Forse una palla curva, bassa e fuori portata. Ryan
vide il battitore che spediva la pallina in foul, nei pressi
del box del suggeritore di terza base.
Mica ha intenzione di prenderla, disse il signor
Majestyk.
Ryan non toglieva gli occhi dallo schermo. Non 
detto. Se la fai volare sopra quel muretto, sulla sinistra,
ti becchi due basi come niente.
E George Kell, una voce da dentro il televisore, disse:
McLain finir proprio per trovarseli davanti tutti
quanti, i battitori di Boston.
Dritto sulle mani, forza, disse il signor Majestyk.
Fallo indietreggiare, quel figlio di puttana. Cos, se
per caso la prende, la prende col manico.
Meglio una palla bassa, disse Ryan.
Te l'avevo detto, fece il signor Majestyk quando
il battitore colp la palla dritta verso il seconda base.
Comincia il sesto inning, due punti di vantaggio,
vediamo se i Tigers riusciranno a combinare qualcosa
di buono. Immagino che a Denny McLain non darebbe
tanto fastidio.
 in gamba, disse il signor Majestyk. Lo sapevi?
Kell, disse Ryan.  stato un buon giocatore.
Lo sai che in carriera ha conquistato pi di duemila
basi?
Duemilacinquantadue, fece Ryan.
E lo sai che dov' nato Swifton, Arkansas hanno
messo un cartello all'ingresso del paese? swifton,
ARKANSAS: IL PAESE NATALE DI GEORGE KELL.
Ryan bevve un sorso di birra. Mica lo so, se mi piacerebbe
un cartello del genere. Magari arriva qualcuno,
capisce che sei chiss dove a giocare a baseball, e a
casa tua non c' nessuno, entra dentro e si porta via
tutto. Oppure hai un periodo che giochi di merda, e
qualche cretino di tifoso ti viene a prendere a sassate
la finestra.
Pu succedere, disse il signor Majestyk. Ma
quando uno  bravo come Kell, deve anche saper accettare
un momentaccio, e non buttarsi gi pi di tanto.
D'accordo, un tale ti prende a sassate. E tu fai riparare
la finestra. Ascolta, se batti come batteva Kell,
i lanciatori ti tirano d'ogni cosa, in continuazione, ed
 peggio di qualunque sassata, perch si tratta della tua
vita, di quel che fai tu. Te ne stai l, e questo  quanto.
Quando ti arriva una palla buona, la batti e via.
O aspetti che sbaglino, disse Ryan.
Certo, anche cos. Ma in un modo o nell'altro ti
tocca startene l. Forse, se tu fossi rimasto, prosegu
il signor Majestyk, nel mondo del baseball, intendo,
forse un giorno o l'altro avrebbero messo un cartello
anche per te.
Sicuro.
Voglio dire, se non era per quella schiena.
La vuole sapere una cosa? disse Ryan. Anche
con la schiena a posto, una cazzo di palla curva non
l'avrei mai saputa beccare.
Nancy vide il movimento, proprio in fondo al prato:
la sagoma che veloce passava sotto la luce arancione,
per poi uscirne subito, invisibile per un attimo, e
che adesso attraversava il giardino e s'infilava nella fitta
ombra dei pini; e continu a passarsi il dito sulla ciocca
di capelli, gi lungo la fronte. Si era messa bella comoda,
i piedi a toccare il bordo del grosso panchetto,
le ginocchia piegate e quasi all'altezza degli occhi. Non
si mosse. Per un istante si chiese che bisogno avesse,
lui, di muoversi cos di soppiatto. Non doveva far altro
che attraversare il giardino ed entrare in casa. Poi,
quando riusc a scorgerlo di nuovo, accanto alla piscina,
dovette togliersi la mano dal viso, per lasciarla cadere
sul tavolino e, non certo a tastoni, avvolgerla attorno
al calcio duro, liscio della pistola da tiro.
Nancy rimase in attesa. Chiss se lui aveva girato attorno
alla casa, pens, per passare dal retro. Non c'era
ragione, in realt, a meno che non volesse dar prima
un'occhiata al garage o alla strada, tanto per essere sicuro.
Rumori non ce n'erano, n dentro n fuori.
Rimase in attesa, perch sapeva che lui sarebbe riapparso.
Sapeva anche l seduta, di fronte alla porta a vetri
scorrevole a neanche cinque metri di distanza dalla
poltrona, gli occhi piantati sul vetro e assolutamente immobili
sapeva alla perfezione quel che stava per fare.
Rumori, neanche uno. Poi, s, eccone uno, appena
accennato. Come di qualcosa che strisciava sulle scale
di legno. Vide spuntare la sua testa, una forma scura a
contrasto col solarium, le spalle, il corpo. Eccolo, che
per un istante guardava gi nel prato. E mentre lui si
voltava verso la porta, Nancy alz la pistola e ne appoggi
la canna sulle ginocchia piegate. E mentre lui
faceva scorrere, con calma, la porta a vetri, ed entrava
nella stanza, Nancy disse: Ciao, Jackie.
E lo ud dire: ..., o qualcosa del genere, ma
niente pi. Con la pistola ben puntata, ad altezza occhi,
bersaglio al centro del mirino, Nancy spar quattro
volte e continu a sparare anche quando lui era gi
arretrato, barcollante, nel solarium per poi andare gi,
e sarebbe stata pronta a giurare di aver sentito un rumore
di vetri rotti, nel patio, come se qualcuno avesse
lasciato cadere una bottiglia, un bicchiere.
Nancy si tir su dalla poltrona. Era pi d'un'ora, che
stava seduta l. Avr gli occhi aperti, o chiusi? si chiese,
avviandosi al solarium.
Perch lo sostituiscono, McLain? Cristo santo, gli
ha concesso un paio di battute e quelli lo fanno fuori.
Erano due belle sventole, disse Ryan. Tutt'e
due.
E cos hanno due basi occupate.
A quello in seconda, disse Ryan, bisogna che
ci stiano attenti. Ehi, sa mica che ore sono?
Il signor Majestyk consult l'orologio. Un quarto
alle dieci. Io non lo toglierei. Quante battute ha concesso?
Sei, pi o meno.
Sei valide. Tutte singole? Insomma, non  che lo
freghi tanto bene, questo ragazzo.
Guardarono il manager che se ne tornava alla panchina.
McLain rimase al suo posto, sulla montagnola,
continuando a sbatacchiare la palla nel guantone.
Be', sembra proprio che Denny resti dov', disse
George Kelly. Per ora, non  messo tanto male.
Due uomini in base, uno in prima e uno in seconda.
Il signor Majestyk si stava districando dalla poltrona
reclinabile. Proprio adesso, mi deve scappare da
pisciare. Vuoi una birra, gi che sono in piedi?
Sono a posto.
Vuoi qualcosa di pi forte? Uno highball? Non fare
complimenti.
Dovevo vedere una persona, alle nove e mezza, -
disse Ryan.
Credevo tu l'avessi gi vista. Il signor Majestyk
fece dondolare i piedi nel vuoto.
No, avevo solo fissato. Perch non guardare un
paio di inning, mi sono detto poi.
Pensi che finir per prendersela?
Non ne ho idea.
E te ne frega qualcosa?
Be', prima o poi le devo parlare.
Tocca a te decidere.
Sar meglio che mi tolga il pensiero, disse Ryan.
Qualcuno, concluse Nancy, avrebbe dovuto scrivere
un pezzo su Jack Ryan per il Reader's Digest, la
PERSONA PI FORTUNATA CHE HO CONOSCIUTO IN TUTTA
LA MIA VITA, MA PROPRIO TUTTA.
Dapprima, nel trovarsi sotto gli occhi Frank Pizarro,
si era spaventata, risentita e, infine, incazzata. Per
non era andata del tutto storta, aveva poi cominciato
a pensare, nel trascinare Frank in soggiorno e farsi scivolare
la porta alle spalle. Quel tipo se l'era meritato,
n pi n meno di Ryan. Doveva prenderla con filosofia,
accettare questi piccoli inconvenienti come farebbe
una persona adulta. Non aveva beccato Ryan, ma il
suo amico s, e anche quest'ultimo le avrebbe fatto gioco.
Era morto, e l'aveva ucciso lei.
Accese tutte le luci del soggiorno, poi quella della
cucina e anche la lampada da tavolo, nello studiolo.
Prese la cornetta del telefono, poi la rimise gi e si spost
in fretta verso il tavolino di fianco alla poltrona. Si
era quasi dimenticata le prove. Dal cassetto del tavolino
prese il suo portamonete, un orologio, una collana
di perle, alcune spille, e infil il tutto nelle tasche di
Frank. In testa le ronzava la voce di un poliziotto, o di
chiss chi, che le chiedeva: Se l' trovato in camera?
E la sua stessa voce, a rispondere: L'ho sentito, s, ma
ho cercato di non fare rumore. Sono rimasta ad aspettare.
Non mi sono azzardata a scendere gi fin quando
non mi  parso che se ne fosse andato. Non so cosa
mi ha spinto a prendere la pistola. L'avevo comprata
io, con l'intenzione di regalarla al mio boss, il signor
Ritchie. Quest'ultimo tocco la fece sorridere. Geniale.
Soprattutto se i giornali lo riportavano parola per
parola. Il mio boss. Oppure, ancora meglio, Zio
Ray.
Era nello studiolo e stava per impugnare di nuovo la
cornetta, appena dentro la porta e con lo sguardo rivolto
in direzione del soggiorno. Di colpo torn a rimettere
a posto il telefono e si tolse dalla soglia.
Wow. Ecco Jackie che arrivava dal solarium.
Gli concesse tutto il tempo di dare una bella occhiata
a Frank Pizarro. Poi inspir a fondo, espir piano piano
e si lisci lo scollo a V del pigiama. Infine entr nel
soggiorno proprio mentre Ryan si stava rialzando dalla
sua posizione inginocchiata. Lo vide passare sopra le
gambe di Frank Pizarro. Vide anche il suo sguardo che
saliva di colpo.
Sempre in ritardo, disse Nancy. O sbaglio?
Credo di s, disse Ryan. Lo sai, che  morto?
Lei annu, conscia che Ryan le aveva piantato gli occhi
addosso.  venuto a chiedermi degli altri quattrini, -
disse. Ha detto che altrimenti sarebbe andato
a denunciarti alla polizia.
Vi siete messi a parlare e poi tu gli hai sparato.
Solo quando mi  saltato addosso. Mica subito.
Per caso avevi una pistola.
L'ho presa quando l'ho sentito bussare, disse lei.
Non sapevo chi era, e cos ho cercato subito la pistola.
L'hai gi chiamata, la polizia?
Ancora no.
Cos'hai intenzione di raccontargli?
Lei sostenne il suo sguardo. Che ho sparato a un
malintenzionato.
E poi, domani, disse Ryan, ti ritrovi la foto sul
giornale.
Mica ci avevo pensato.
E forse anche su qualche rivista. Life, magari.
Lo credi davvero?
Basta che ti metti un paio d'occhiali scuri, quando
esci di casa, e vedrai come la gente ti segna a dito.
Eccola,  lei.
Sul serio?
E metti che a qualcuno, gi a Hollywood, capiti
di vedere questa ragazzina tanto graziosa, capelli lunghi
e bel culetto, che ha sparato a un tizio nella casa al
mare del suo amichetto miliardario, ed  fatta.
Ehi, mica male.
Ray  nella merda perch tutti quanti, a cominciare
da sua moglie, sanno cosa stava combinando, ma
tu mica puoi stare a preoccuparti di Ray, in questo
momento, no?
Ma che sfiga, poveretto, disse Nancy.
Che te ne fai, di quei cinquantamila. T' bastato
sparare a un raccogli cetrioli, per trovare la felicit.
Tipo la favola di Cenerentola, disse Nancy. Mi
piace, questa storia. Si diresse alla poltrona e si lasci
scivolare dentro, con l'aria di chi rimugina sull'intera
faccenda e la trova di suo gradimento.
Quante volte gli hai sparato?
Non lo so. Mica le ho contate.
Gli hai sparato quando entrava.
No, prima l'ho sentito. Ma dalla mia stanza sono
uscita solo quando ho creduto che se ne fosse andato
via. Poi, quando sono scesa dabbasso, era l che mi
aspettava.
Guarda che gli hai sparato mentre entrava dalla
porta, disse Ryan. Sette volte. Mica ha bussato. 
entrato, e basta.
Nancy prese un'aria un po' stupita. Certo. Perch
l'avevo lasciata aperta per te, quella porta. Per lui ha
bussato.
Quel che voglio dire, fece Ryan,  che tu non
volevi certo uccidere Frank.
Ma certo che lo volevo uccidere.
Pensavi che fossi io, invece.
Come no.
Volevi uccidere me.
Nancy mantenne la calma. Io volevo... cosa?
Per un mucchio di ragioni, disse Ryan. Ma soprattutto
perch ti sembrava un vero spasso. Tacque,
per poi andare a sedersi sul poggiapiedi, proprio di
fronte a lei.
E lo  stato? le chiese poi.
Non  stato male.
Ma non come credevi.
Non  buffo?
Nancy lo segu con gli occhi. Ryan si era alzato e si
dirigeva verso lo studiolo. Dov' che vai?
A chiamare la polizia.
Lo faccio io.
Rischi di sbagliare tutto.
Se fai la spia, Jackie, giuro che ti metto in mezzo.
Ryan si ferm sulla soglia. Era stanco. Scosse la testa,
lentamente. Ehi, andiamo, d'accordo?
Faccio sul serio. Dir che eravate assieme, tu
e lui. Tirer fuori la storia dei portafogli.
Va bene, disse Ryan. Diglielo pure, dei portafogli.
Entr nello studiolo e prese il telefono, e lei lo ud
chiamare il centralino. Vorrei la polizia di stato. Un
lungo silenzio. Lo ud dire: Intendo denunciare una
sparatoria, e ancora silenzio. Poi, altre parole: A
The Pointe... L'abitazione di Ray Ritchie... Eh?...
No, lo vedrete al vostro arrivo.
Mentre tornava in soggiorno, fu Ryan a udire la voce
di lei. D'accordo, Jackie. Te la sei proprio cercata.
Col piede, Ryan spinse il pesante panchetto di fronte
al massiccio mobile TV in noce, dal quale avrebbe potuto
ricavare un centocinquanta dollari, e si mise a smanettare
sulle manopole fin quando non ottenne un'immagine
soddisfacente, a fuoco, con McLain che era
ancora sulla pedana del lanciatore. Due sulle basi, due
eliminati, nono inning, disse George Kell. Ryan si sedette
sul poggiapiedi, si mise comodo.
Nancy si appoggi al bracciolo della poltrona e rimase
a guardarlo per parecchi lunghi secondi, quasi un
intero minuto.
Jackie? gli disse, e attese. Jack, furbacchione
che non sei altro. E se gli dicessi che sei arrivato tu e
l'hai colto sul fatto e vi siete pestati ben bene? Che ne
dici? Gi lo sembri, reduce da una scazzottata.
Silenzio.
Gli dir che mi hai salvato la vita. Che me l'hai
tolto di dosso e sta' a sentire che sono andata a
prendere la pistola, mentre voi due vi stavate picchiando.
Che lui stava per colpirti con qualcosa, che
so, l'attizzatoio, e io sono stata costretta a sparargli.
Il solito, piccolo sguardo stupito le fece spalancare
gli occhi. Ehi, Jack, in questo modo avremo entrambi
la foto sul giornale. E pure su Life. Una foto bella
grossa, tutti e due con gli occhiali da sole. E ci finiamo
tutti e due, nel mondo del cinema. Non ti sembra uno
schianto? Poi spalanc anche la bocca, oltre che gli
occhi, chiaro che fingeva ma, in fondo, quell'idea non
le suonava poi tanto male.
Ryan la guard. La guard finch non fu certo che
lo stesse guardando e ascoltando anche lei. Gi ci
sono finito, in un film, le disse.
Riport gli occhi sullo schermo, proprio mentre
McLain tirava in su la gamba e lasciava partire un lancio
dall'altezza della spalla, con un uomo in base. Quel
figlio d'un cane era bravo, certo, ma si metteva sempre
nei guai.
Guarda che dico sul serio, fece Nancy. Potrebbe
funzionare. Sarebbe pi divertente, con qualcun
altro. Attese ancora, lo guard. Mi vuoi stare
a sentire? Sarebbe uno schianto. Gli raccontiamo la
nostra storiella e in capo a un paio di giorni saltiamo in
macchina e via, dove ti pare, basta partire. Jack, ascoltami!
McLain lanci un'occhiata al corridore in prima base,
si ferm un istante, e poi lanci. Palla veloce, interna
e un po' alta, disse George Kell.
Possiamo farla sembrare buona, disse Nancy.
Tacque, pensierosa, prima di alzarsi dalla poltrona. -
Dire che era un uomo violento. E infatti, le sue mani
salirono allo scollo a V, prima che riuscissi a prendere
la pistola, mi aveva gi abbrancato per strapparmi
il pigiama E lacer la giacca del pigiama, dalla
punta dello scollo fino all'orlo. Poi ne spalanc i lembi.
Jackie, disse, guarda cosa mi ha fatto.
Ryan alz gli occhi. Annu e torn a guardare la TV.
Nancy ci pens su per un istante. E poi, all'improvviso,
ha dato fuori di testa e si  messo a spaccare tutto.
Afferr l'attizzatoio e lo schiant contro il quadro
appeso sopra il caminetto. Il faretto che lo illuminava
fu ridotto in brandelli. Fece scempio di una vetrinetta,
in soggiorno, e si diresse in sala da pranzo, seminando
distruzione al suo passaggio; ogni minimo pezzo
di vetro e cristallo e porcellana che le capitava a tiro,
vasi e vasetti, portacenere, figurine e uno specchio
finirono per scomparire in mille pezzi. Spacc l'intera
vetrata isolante un'intera parete che fronteggiava
il solarium, staccando persino i frammenti di vetro che
ancora spuntavano dall'intelaiatura. E le lampade le lasci
per ultime, massacrandole una a una, con la stanza
che via via si faceva sempre pi buia, illuminata alla
fine soltanto dalla luce opaca e biancastra dello
schermo della TV.
Cadde il silenzio. Nancy era accanto alla poltrona,
nel suo pigiama tutto strappato. In tutto quel silenzio,
con lei immobile, l'unico segno di vita era la voce di
George Kell. Parit assoluta, alla fine del nono inning,
con Detroit adesso alla battuta. Se proprio devono
giocarsi tutte le loro carte, questo  il momen...
Ryan tolse l'audio. La testa incassata tra le spalle, illuminato
dal bagliore biancastro del tubo catodico. Alle
sue spalle, Al Kaline prov un paio di swing nel cerchio del battitore.
Hai rotto ogni cosa? le chiese.
Lei parve annuire. Mi sembra di s.
Allora, perch non ti siedi?
Jackie...
Basta cos, d'accordo? Una sola parola e ti mollo una sberla, e non vorrei proprio arrivare a tanto.
Proprio mentre Al Kaline prendeva posto nel box di battuta e si metteva in posizione, toccando il piatto con la punta della mazza e scavando una buca per il piede con lo scarpino chiodato, udirono la prima, flebile sirena che risaliva Shore Road.
Siediti, datti una calmata, disse Ryan. Non devi pensare ad altro.
Nancy si raggomitol nella poltrona, adagio, sostenendosi a uno dei braccioli, il viso nel palmo della mano.
Prese a fissare la piscina e il prato e il puntino di luce arancione che si stagliava contro il cielo notturno.
Un dito inizi a scorrerle lieve gi per la ciocca di capelli, liscia, scura, morbida.
...
.
...
FINE.